22 ottobre 2014

La saga delle Piccole Donne

Ho iniziato questa saga al 13 di ottobre e sono riuscita a finirla solo ieri notte. È vero che nel frattempo ho letto tipo altri venti libri, ma è con un po' di disappunto che ammetto questa cosa.
Comunque, in qualche modo ora l'ho finita.


La saga delle Piccole Donne
 di  Louisa May Alcott


 
È una fredda sera di Natale in una casa umile e dimessa, quella su cui si aprono le vicende delle "piccole donne". Sono quattro sorelle molto diverse tra loro: Meg è una donnina perfetta, Jo un vero maschiaccio, Beth timida e responsabile e Amy vanitosa e artistica.
Il papà è in guerra, la mamma è sempre impegnata e la loro vita scorre semplice e serena. Il primo libro le segue per un lungo anno pieno di alti e bassi, mentre il secondo ripercorre tutte le loro diverse vicende: matrimoni e figli, viaggi in Europa, editori pretenziosi, amori e delusioni, dolori e perdite.
Nel terzo libro la storia si concentra su Jo e sul collegio che ha aperto alla chiusura del secondo romanzo, mentre nel quarto conosceremo il destino di tutti i "ragazzi" che Jo ha cresciuto durante i suoi anni di insegnamento a Plumfield.


Quando ho letto per la prima volta Piccole Donne avevo forse dieci anni... e una settimana più tardi ho voluto leggere subito il secondo, Le Piccole Donne Crescono. I due libri seguenti (Piccoli Uomini e I Ragazzi di Jo) invece non li avevo ancora mai presi in mano... e devo ammettere di non essermi persa granchè: mentre nei primi due romanzi la storia segue un filo logico e sembra di essere stata invitata a fare un anno di "ragazza alla pari" a casa March, negli altri due la storia è frammentata e spezzettata, va per piccoli episodi e segue così tanti personaggi che ci si confonde di continuo. L'ultimo libro ci guadagna un tantino, soprattutto nell'ultima parte, aggiungendo un po' di romanticismo alle vicende... ma resta comunque molto più debole dei primi due.

I personaggi principali sono ovviamente le quattro sorelle March. Quando ero una bambina avevo una predilezione per Beth: silenziosa, timida, che fa sempre la cosa giusta, dolce, remissiva... insomma, era proprio quello che io non ero e che avrei tanto tanto voluto essere. Quando ho ripreso in mano questa saga ad agosto, però, non mi riuscivo proprio a capacitare di questo pensiero: Beth è angelica, nel vero senso della parola. È così perfetta che è impossibile che sia una fanciulla umana. Le sue meravigliose qualità me la fanno amare tuttora, ma decisamente non è la mia preferita... e decisamente non mi rispecchia. A questa mia lettura "da grande" devo dire di essermi perfettamente calata nei panni della ribelle, irriverente, mascolina Jo.
Jo che vuole decidere da sè della sua vita e che detesta seguire le mode e l'etichetta (è esilarante il modo in cui si comporta quando va in giro con Meg!), che rifiuta l'amore di tutti e che poi si sente disperatamente sola, che infila un tentantivo letterario dietro l'altro con tanta passione ed esiti altalenanti... Jo che sa essere servizievole e umile, che sa mettersi da parte per servire gli altri ma che fa grandi sogni e non teme di mettersi alla prova.
Sì, lo so che è scontato: Jo è fatta per essere amata per l'intera durata della saga... ma decisamente è il mio personaggio preferito.
Amy è superficiale e vanitosa e secondo me non è che si riabiliti poi tanto nella saga: non si fa che ripetere quanto sia elegante e gentile e premurosa e generosa e blablabla, ma su di me proprio non attacca. Nel primo capitolo è una bambinetta capricciosa e io continuo a immaginarla così anche dopo. Meg invece è una vera e propria chioccia, che mi irrita con i suoi modi impeccabili tanto quanto irrita Jo nel già nominato capitolo.

I personaggi della seconda parte della saga, i cosiddetti "ragazzi di Jo", non riescono invece a stare impressi nella memoria. Eccetto i figli di Meg e di Amy, gli altri si chiamano tutti uguali (Nan, Ted, Tom, Dan...) e vengono introdotti nella storia tutti così in fretta e contemporaneamente che, se anche si riesce a ricordare vagamente chi è chi, rimane tutto piuttosto confuso.

La storia in sè secondo me è molto diversa: consiglio a chiunque i primi due, perchè le sorelle March sono adorabili e tutti si affezioneranno in tempo zero ad almeno una di loro... le vicende raccontate sono ordinarie, ma mai noiose, e gli insegnamenti passati sono un po' seriosi ma mai troppo pesanti e impegnativi. Ovviamente la Alcott aveva pensato a una sorta di romanzo "educativo" per i giovani, quindi l'intento traspare e non poco... ma nei primi due romanzi è equilibrato.

Nel terzo e nel quarto, invece, la storia pende troppo per la versione formativa e spesso gli episodi raccontati sembrano dei pretesti per tirare fuori insegnamenti e massime: Piccoli Uomini in particolare è veramente senza spessore in questo senso, una infilata di lezioni e paternali quasi senza collegamento tra l'uno e l'altro. Ne I Ragazzi di Jo la situazione si risolleva un tantino perchè, essendo i ragazzi tutti cresciuti, il problema principale è accasarsi: le paternali si trasformano in regole per avere un bravo marito o una brava moglie, ma se non altro chi legge è curioso di capire chi si sposerà con chi.

Piccoli Uomini e I Ragazzi di Jo secondo me si possono pure lasciare da parte, ma personalmente ritengo che i primi due libri debbano essere letti: Piccole Donne e Le Piccole Donne Crescono sono romanzi sempre verdi, che tutti dovrebbero leggere anche solo per capire come si viveva negli States di metà ottocento e per rendersi conto che essere ragazze - piccole donne - non è stato sempre facile come è adesso (ammesso che adesso sia facile!).
Mi dispiace dare solo tre stelle a questa saga, ma se ai primi due darei quattro o cinque stelle, agli altri non riesco a darne più di due-tre. Quindi la media è ovviamente bassina.


Jo non credeva di essere un genio, tutt'altro, ma quando arrivava l'ispirazione si lasciava trasportare felice, insensibile alla fame, alle preoccupazioni, al cattivo tempo, immersa in un mondo immaginario e meraviglioso dove si sentiva protetta e sicura.


Stelle: 3/5

9 commenti:

  1. Piccole Donne letto tantissimo tempo fa e mi era piaciuto. Però gli altri libri mai letti.

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    1. Rispolveralo, se ti capita! Ne vale la pena! (;

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  2. Ciao Belle! :)
    Io ho letto solamente Piccole donne e Piccole donne crescono, li ho amati moltissimo!
    Piccole donne, come te, l'ho letto anche quand'ero piccola e - sempre come te - la mia preferita era Beth, l'angelica Beth! Crescendo, però, mi sono avvicinata a Jo con il suo carattere "più realistico".

    Complimenti per la tua recensione, è scritta benissimo e condivido appieno le tue emozioni!

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    1. Hai ragione, Beth è davvero incatevole! Grazie per il tuo commento! c:

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  3. Ciao Belle ^^
    Io ho iniziato questa serie da piccolina ma non l'ho mai continuata... e ora me ne pento! E' da tempo ormai che voglio riprenderla e terminarla perchè mi sono sentita dire da tutti che merita! :)

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    1. Sisi, leggi almeno i primi due! Sono molto "strani", per gli standard di oggi, però se ti è piaciuto Pollyanna non te ne pentirai! ;)

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  4. Ho letto solo "Piccole donne" e "Le piccole donne crescono" e mi sono sempre immedesimata tanto in Jo per varie ragioni.
    Gli altri due non li ho letti, ma mi pare di capire che non mi sono persa molto.

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    1. No, effettivamente non ti sei persa molto! c:

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  5. Ciao Lara,
    anche tutto ciò che concerne Piccole Donne lo adoro!
    Credo di aver letto soltanto i primi 2 libri, ma ho visto tutte le riproduzioni televisive, Disney e non (le rivedrei di fila anche tutti i giorni), e la serie animata è arrivata fino alla fine del 4° libro (ovviamente liberamente ispirato).
    Buon pomeriggio,
    Sara

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra