Did, Do, Will #20

Rubrica mensile creata da Ika

Ovviamente non sono riuscita a postare questo recap a gennaio, shame on me!!! Vediamo se riesco a "tenere botta" per tutto l'anno con questa caspita di rubrica che non riesco mai a seguire fedelmente... stavolta ci sono i libri di gennaio+febbraio!

In questi mesi ho letto otto libri, e di ciò sono molto fiera... anche se - ovviamente - non ho nè finito gli iniziati nè letto i programmati (ma ormai questo non sorprende più nessuno...)
 


#DID

Heartless di C. Funke :: recensione
La lettrice di T. Chee :: recensione
Hania - il cavaliere di luce di S. De Mari :: recensione
I sopravvissuti del volo 305 di A.G. Riddle :: recensione
Fallen di L. Kate :: recensione
Accesso negato di U. Lucchese :: recensione
La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas di V. Santiago :: recensione
Siamo in missione per conto di Dio - la santificazione del lavoro di P. Corigliano :: recensione (GR)

 



#DO

 Ever After High - Il libro dei destini di S. Hale
(lo sto rileggendo perchè mi era piaciuto tantissimo!)

Il trono di ghiaccio di S.J. Maas
(che mi sta lasciando qualche perplessità...)

   
 



#WILL

Sicuramente leggerò
Ever After High, La più malvagia del reame di S. Hale

poi non so se passare a Hania - la strega muta,
rileggere Millennio di Fuoco - Seija per poi leggere Raivo
 oppure provare a finire una volta per tutte Hyperversum Next...

Consigli?

 
4

Recensione ★ La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas

Ho letto questo libro cercando un self-published sul blog di Valentina, per la sua Made In Italy Challenge. Per febbraio chiedeva di leggere un libro autopubblicato, e io non sono per niente ferrata in merito. Questa mi sembrava una storia interessante, con gli elementi, il fantasy e la promessa di epiche battaglie...

La guerra degli elementi - Gli Eredi di Atlas
 di  Veronika Santiago


http://1.bp.blogspot.com/-lWwThjOmzyg/VLOoQjOUe_I/AAAAAAAABNQ/b9KTh8h_rY8/s1600/Gli%2BEredi%2Bdi%2BAtlas%2B-%2BCopertina.jpgAurora, Duncan, Dean e Aisha non potrebbero essere più diversi. Un'aspirante dottoressa, un figlio di papà internato in un ospedale psichiatrico, una cantante e un giovane dalla vita normale cosa possono avere in comune? Non si conoscono e solo Aurora e Duncan si sono incontrati per caso (senza peraltro che ci fosse una certa sintonia tra loro). Tutti e quattro, però, vengono convinti a seguire un misterioso personaggio verso una misteriosa isola, in nome di misteriose motivazioni che non vengono loro spiegate. Si ritrovano così in una storia più grande di loro: Eredi dei Reggenti di Atlas, custodi degli elementi e guerrieri di una battaglia da cui dipenderà il destino della Terra, i quattro ragazzi dovranno scoprire il passato nascosto nel loro cuore e nella loro mente, ritrovare i loro poteri perduti e combattere il male che avanza, la Forza Distruttrice che sta mettendo in pericolo il mondo. Ma loro sono solo quattro... dove sono gli altri Eredi? E l'erede dell'Etere, dove si nasconde?

Questa recensione sarà veramente lunga, ma quando do un voto basso a un libro mi sento in dovere di spiegarne le ragioni ancora di più di quando dò quattro o cinque stelline...

Per poter spiegare a dovere i miei punti di vista sulla cosa,
questa recensione contiene SPOILER!


Iniziamo dai lati positivi: l'ambientazione e l'idea di fondo della trama!
Sono elementi che mi sono piaciuti molto: tutta la leggenda di Atlas, le figure dei Reggenti e il loro arrivo sulla terra... ho trovato tutto ben pensato e architettato, e soprattutto originale! Di storie con gli elementi è pieno il mondo, ma questa dava un taglio davvero particolare alla storia. Mi è anche piaciuta l'idea che gli Eredi non erano quattro, uno per elemento, ma dieci: un maschio e una femmina per ogni elemento e due per l'etere, in modo che fosse davvero un mondo "completo". Mi è anche piaciuto l'abbinamento di esseri magici ai vari elementi (anche se in questo primo libro ne conosciamo solo un tipo). Di sicuro questa costruzione del mondo fantastico, oltre alla descrizione del mondo fisico in cui si avventurano le loro storie, è stata la cosa che ho apprezzato di più: mi sono veramente sentita a OgniDove, così come tutta la scena sulla spiaggia alla fine del racconto mi è sembrata ben descritta, almeno nell'ambientazione spaziale. Anche la questione dell'erede dell'etere mi è piaciuta abbastanza, l'ho trovata ben gestita e originale al punto giusto.

Quello che purtroppo non mi è piaciuto sono i personaggi.
La cosa che in assoluto mi ha lasciato più perplessa sono stati i loro comportamenti: dopo appena due parole e mezz'ora insieme, già ci sono abbracci pieni di trasporto (e del tutto immotivati, a mio parere) in cui ci si lascia avvolgere amorevolmente da perfetti sconosciuti di cui - a parole - si ha paura. Per fare un esempio preso dal racconto, ad un certo punto Aisha e Duncan si salutano perchè si devono separare (tra l'altro perchè lei deve andare a pranzo e lui non andrà) e si dice che quel saluto "aveva il sapore salato di un addio: uno di fronte all'altra come due fidanzati alla stazione". Ci sono rimasta un po' così, perchè insomma, non si conoscevano quasi, di sicuro non si potevano amare già e nessuno dei due stava andando a morire, quindi non poteva essere un addio! Il pathos di questa scena era assolutamente immotivato!

La caratterizzazione dei personaggi - a cui io tengo tantissimo perchè da questo dipende un buon 50% del mio gradimento della storia - è la cosa che mi ha deluso di più. Sono tutti e quattro poco profondi, inverosimili e stereotipati.

Duncan è il figone che sa fare tutto, è bellissimo, fiero, forte, coraggioso... e tutti lo rispettano nonostante lui prenda a pesci in faccia sia i suoi coetanei che i più adulti. Tra le righe mi è parso di leggere che lui poteva fare il bello e il cattivo tempo (ma più il cattivo, mediamente) con tutti perchè è forte e coraggioso! È così e basta. Ma per piacere! Ne ho letti di libri dove c'è un leader forte, coraggioso... e anche magari con un carattere difficilie (tipo Manente di Gens Arcana), ma mai così maleducati, presuntuosi, arroganti e insopportabili! Duncan è il personaggio che ho detestato maggiormente, e mi ha dato ancora più fastidio perchè tutti - tutti - obbedivano ai suoi modi bruschi e maleducati come incantati dalla sua personalità. Perfino Dominique, che dovrebbe essere il "leader" della gente di OgniDove, che è saggio, adulto e intelligente gli obbedisce senza fiatare e non gli ricorda nemmeno una volta che forse insultare tutti non è troppo carino. Si affeziona perfino a lui come un padre! Non so, io l'ho trovato così insopportabile che non riuscivo nemmeno a immaginarlo con quella figosità di cui si parlava spesso nella storia...

Aurora invece è sciocca e insipida, e non fa altro che lamentarsi e piagnucolare per tutto il tempo - e non lo dico in senso lato, ma proprio perchè non fa altro che sospirare e gemere ad ogni cosa... per poi trasformarsi in una vipera a causa della gelosia (immotivata, almeno stando al fatto che lei e duncan pare siano "destinati" a stare insieme) verso Aisha. Il suo cambiamento repentino in questo senso è stata la cosa che mi ha sconvolta maggiormente del suo personaggio.

Aisha era il personaggio che preferivo, anche perchè secondo me in lei c'era un tentantivo di introspezione... almeno all'inizio. Purtroppo dall'arrivo ad OgniDove la luce del palcoscenico viene catalizzata da Duncan, tanto che Aisha manco si ricorda più di essere una cantante e di essere andata lì col sogno di diventare famosa. È un personaggio interessante, forte, determinata, ottimista... se non fosse che la sola presenza del personaggio di Duncan la rende una mozzarella. Quando poi ha si è scoperta innamorata di Duncan ci sono rimasta malissimo! Nulla ha fatto trasparire il loro presunto amore, e nemmeno che avessero passato del tempo insieme (Duncan non fa altro che combattere per i fatti suoi al castello)... come hanno fatto ad innamorarsi? Come? In più quando lui le rivela di essere innamorato non di lei ma di Aurora, perchè l'ha visto in una sua visione, da quella con un minimo di personalità e di tempra Aisha diventa una che fa un discorso in cui dice una cosa e ne fa un'altra solo perchè non può avere la persona che ama. Okay, forse la cosa stava ancora in piedi... ma è stata resa in un modo banale ("«Ma certo». Devo essere impazzita." E così via per un lungo discorso con Duncan...) che l'ha messa in ridicolo ai miei occhi. Inoltre era completamente fuori dal suo personaggio di ragazza forte, determinata e ottimista.
In più c'è stato un punto in cui veramente volevo sfasare: Aisha chiede a Duncan di tornare a VillaPetra con lei, lui rifiuta, lei tenta con il labbro imbronciato, lui rifiuta ancora... e lei pensa che «se il broncio aveva fallito, cos'altro avrebbe potuto fare?». Ma andiamo. Una ragazza non è solo occhioni da cucciolo e sorrisi, no? Ragionare? Parlare? Portare motivazioni e/o discuterne insieme? Queste non sono opzioni? Mi è sembrato che le donne di questa storia (Pilar, Chantal e Penelope comprese) fossero le più prive di personalità... e mi è spiaciuto, perchè è proprio una donna l'autrice!

Dean è in assoluto il più sfortunato, perchè conta come il due di picche quando la briscola è fiori... per fare un esempio è l'unico che non ci viene presentato nel mondo reale. Mentre degli altri sappiamo dove vivevano e perfino qualcosa delle loro famiglie... lui "puf", spunta fuori sull'auto di Bolton senza spiegazioni. Come personaggio mi è piaciuto più di tutti gli altri per il suo carattere timido, remissivo e per la sua mancanza di autostima, che lo rende verosimile, originale ma mai lamentoso e piagnucolone come Aurora! Purtroppo, però, di punto in bianco inizia a menare le mani e fa perfino a botte con Duncan. Non so, questo l'ho trovato forzatissimo... Praticamente gli insulti di Duncan, invece di approfondire la sua poca autostima come farebbero con una persona reale, lo spingono a diventare un manesco aggressivo come lui. E inutile dire che per questo anche Dean inizia a portare Duncan in palma di mano.

Per finire due parole sui cattivi. Si dà quasi per scontato - o questa è l'impressione che ho avuto io leggendo il libro - che siano cattivi solo perchè non sono dalla parte della gente di OgniDove («E chi lo decide chi sono i buoni e i cattivi? Tu?» e Dean risponde: «C'è ben poco da decidere, basta guardarti.»... e niente nella sua avversaria denotava cattiveria, a mio parere. Solo il fatto di non essere dalla parte di Dean e degli altri.) Mi piace sperare che tra qualche libro si scoprirà che i cattivi erano all'isola e che i quattro personaggi si sono lasciati abbindolare dalla parte sbagliata, ma ho già capito che non succederà.

Accanto a queste delusioni sui personaggi, anche lo stile mi ha lasciato un po' perplessa.
Le parti di ricordo di Atlas mi sono piaciute molto: sono liriche, ricercate, poetiche e molto forti, sia nelle scene di pace e serenità che in quelle di guerra e violenza.
Però... però il resto non mi ha convinto.
I dialoghi sono spesso molto forzati, artefatti e poco verosimili... molte volte leggendo mi sembrava di leggere frasi appiccicate lì e non dette dalle persone. Ho notato che in tutti i libri autopubblicati c'è questo problema con i dialoghi, sono sicuramente la cosa più difficile da rendere, ma per me sono anche molto importanti. Tra l'altro la formula «non ti crucciare Dean, ce la caveremo», che in questo libro è usata spessissimo, è una di quelle che penso sia meno verosimile al mondo. Anche solo una virgola  in più («non ti crucciare, Dean, ce la caveremo») la renderebbe più musicale.
Un'altra cosa che non mi è molto piaciuta è che non è chiaro il punto di vista. Chi racconta la storia? Praticamente veniamo a conoscenza dei pensieri di un personaggio mentre il resto del testo è raccontato dal punto di vista di un altro, e questo mi ha confuso abbastanza.
La cosa che però ho trovato più insopportabile nello stile del racconto è stata l'uso continuo di soprannomi. Aurora è sempre etichettata come "la biondina" Gloria è "la rossa"... poi c'è il Killer, il Marinaio... sono tutti equipaggiati di un soprannome, e non solo da Duncan - che tra le sue innumerevoli doti ha perfino l'arroganza di non chiamare mai per nome nessuno ma di etichettare tutti Riccioli d'Oro, Zucchero e Marinaio fin dal primo momento - ma perfino dal narratore, che usa "la biondina" al posto di "Aurora" anche quando potrebbe darle dignità di persona e chiamarla per nome!

Lo so, sono io ad essere pignola e sofistica, ma da una storia pretendo di essere catturata, tirata in mezzo... non voglio accorgermi del tempo che passa, non vedere l'ora di leggere, voglio provare la sensazione che i personaggi siano persone vere e vibranti e di essere in mezzo a loro nel vivere le avventure. Lo so che non è una roba facile, ma insomma, non sono una lettrice che si accontenta, lo so da sempre!

L'odio profondo per Duncan e la piattezza dei personaggi mi hanno fatto pesare tantissimo questa storia. Continuavo a controllare quanto sarebbe mancato alla fine... Mi è spiaciuto non averla apprezzata, perchè ribadisco che l'idea di fondo era bella, l'ambientazione ben costruita, i dettagli curati... ma i pro non sono sufficienti a spingermi a continuare in questa saga.

Siete di Eredi dei Reggenti di Atlas, ricordatelo sempre, in ogni momento. Le vostre potenzialità vanno oltre l'immaginazione del genere umano.


Stelle: 2/5
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Recensione ★ Accesso negato

Ho ricevuto questo ebook da Libro/mania e devo ammettere che è stata una lettura piacevole: i thriller mi piacciono, e anche non avevo mai letto una crime story dal punto di vista dei malavitosi (preferisco di gran lunga le storie in cui i buoni acciuffano i cattivi e li sbattono in cella) è stata una lettura diversa dal solito!

Accesso Negato di  Ugo Lucchese

Le vite di Nico e Frisu non potrebbero essere più diverse - uomo della malavita che vive tra le ombre l'uno, giovane rampante nelle agenzie di casting per le pubblicità l'altro - ma sono destinate ad incontrarsi. Nico ha intenzione di fregare una volta per tutte il Giudice, suo ex-capo e leader della Costellazione, un'associazione a delinquere che si basa su ricatti ed estorsioni. Quando si accorge che qualcuno ha fatto il furbo prima di lui, però, cambia strategia: riporterà al Giudice i soldi a lui sottratti e si farà pagare profumatamente.
Frisu vive la sua vita, quieta e serena, con un vago interesse per la collega Lidia e con la consapevolezza di aver salutato un padre che non era mai stato presente nella sua vita. Non c'è niente di fuori dall'ordinario, per lui, finchè non gli arriva per posta un telefonino con dentro la foto della sua patente...


Questa è stata davvero una lettura interessante! I capitoli sono introdotti da una data e un'ora, che all'inizio mi sembrava inutile... ma che poi mi sono resa conto essere fondamentale per seguire la trama, che viene raccontata sue binari paralleli, che finiscono per sdoppiarsi, moltiplicarsi, intrecciarsi e poi incontrarsi tutti nel finale.
La cosa che mi ha colpito di più è che l'autore ha saputo tenere in piedi la storia in modo magistrale: ogni scelta, ogni azione, ogni decisione dei personaggi è razionale, sensata e verosimile. Nulla sfugge alla logica sottesa alla trama, ogni azione è concatenata, ragionata e razionale. C'era cura anche nei dettagli, compresi i tempi di spostamento tra un luogo e un'altro, i riferimenti delle vie e dei locali... tutto era veramente, veramente realistico! Non so se sia anche "vero", nel senso che non so se i posti nominati esistano davvero... ma di sicuro l'impressione è stata quella di leggere una storia verosimile.

Un'altra cosa che mi è piaciuta molto di questo libro è stato il tema che tratta: la sete di denaro, che porta inevitabilmente alla dannazione. La Costellazione persegue come scopo l'arricchimento dei suoi membri (e visti gli zeri sui loro conti in banca ci riesce benissimo), Nico fa quello che fa perchè sente odere di soldi, Frisu finisce dove finisce perchè qualcuno vuole da lui dei soldi. Tutto - tutto - di questo racconto gira intorno ai soldi e al volerne sempre di più. Tutto questo porta la gente a fare cavolate e a finire nei guai, e quasi sempre a lasciarci la pelle, se non almeno gli affetti. Ho trovato molto cinico e molto verosimile questo aspetto del racconto, ma mi ha anche fatto molto riflettere.
L'altra cosa che ho pensato è stata l'estrema pericolosità dell'affidarsi alla tecnologia per tutto. Banche e cellulari, computer, sistemi di allarme... Nico riesce a raggiungere tutti e a scoprire tutto solo perchè la nostra intera vita ruota attorno al digitale. Anche questo mi ha fatto un po' paura, lo ammetto... però mi ha anche fatto riflettere.

Se la trama e i temi mi sono molto piaciuti, purtroppo non ho trovato ugualmente fluente lo stile con cui sono riportati i dialoghi. Ho trovato alcune conversazioni molto artefatte e questo mi ha reso meno piacevole la storia: erano frasi finte, poco realistiche, che stonavano con la minuzia con cui era raccontato il resto. 
L'altra cosa che mi è spiaciuto non trovare è stato il phatos: nonostante fosse un cosiddetto "thriller", non ci ho trovato molta emozione. Forse per lo stile, ma più probabilmente proprio per la trama, che è molto lenta e costruita ad arte, mattoncino su mattoncino, il racconto non è avvincente o veloce. Più che un thriller io l'ho vista come una spy story, una storia di mistero... le mancava quel ritmo mozzafiato che hanno i libri thriller in cui salti su ad ogni rumore che senti in casa mentre li leggi.
A mio parere è un libro che merita di essere letto, anche se con la consapevolezza che sarà più una storia "mentale", di piani ingegnosi (e che piani ingegnosi!) e tecnologia, che un thriller fatto di colpi di scena.

Vi lascio i link alla pagina dell'editore e alla pagina Facebook del romanzo. Da fine marzo il libro sarà ordinabile anche in formato cartaceo in qualunque libreria e anche su Amazon!


Nessuna pietà per i traditori.

Stelle: 3/5
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Soundtrack ★ Love songs

È dal 2014 che non rispolvero questa rubrica... è riemersa dai meandri della cronologia del mio blog in vista di una cosa che sto progettando e che spero di portare a termine quanto prima.
Ma nel frattempo, vi lascio a questa nuova puntata delle Soundtrack. Visto che il 14 febbraio è passato da poco, ho deciso che racconterà una storia d'amore.

Dieci canzoni che mi rappresentano in questo momento.
E ovviamente perchè. 

#1 - Logico #1, Cesare Cremonini
«Chissà se amare è una cosa vera»
Tutto iniziò con il sottofondo di questa canzone, la colonna sonora dell'estate 2014. Trovo che rappresenti benissimo il mio stato d'animo dei tempi.

#2 - We've got tonite, Lea Michele & Cory Monteith
«I know your plans don't include me»
E poi è arrivato il primo giorno di ottobre. Non dimenticherò mai la canzone che ho ascoltato quella sera, come ultima cosa prima di spegnere tutto e uscire. Era perfetta per me. Era perfetta per quel momento. Era perfetta e basta.

#3 - Il comico, Cesare Cremonini
«Non ho niente di speciale, ma se ridi poi vuol dire che una cosa la so fare»
E dopo una serata in cui avevo riso come non facevo da tempo e come non avevo mai fatto con un ragazzo, fermi al semaforo rosso sulla strada di casa è partita questa canzone.

#4 - È una storia sai..., La Bella e la Bestia
«Solo amici e poi, uno dice un noi, tutto cambia già»
Era dicembre, e io non riuscivo a capire come fosse successo. Io e te era diventato noi. E questa cazone risuonava a ripetizione nella mia stanza, con me che volteggiavo sul parquet.

#5 - L'amore è una cosa semplice, Tiziano Ferro
«Ti verrò a prendere con le mie mani, e sarò quello che non ti aspettavi»
No, decisamente non me l'aspettavo. Non mi aspettavo niente di quello che mi stava succedendo, e soprattutto non mi aspettavo che l'amore fosse davvero una cosa semplice.

#6 - Science&Faith, The Script
«You can break everything down to chemicals, but you can't explain a love like ours»
Era uno scherzo, ma era anche un modo per pensarti. Booth e Brennan, lui quello bello e lei quella intelligente. E ascoltavo questa canzone pensando a quanto certe cose non si possano spiegare.

 #7 - Il mondo insieme a te, Max Pezzali
«Forse non sarei neanche più rimasto»
E poi condividere è stata la cosa più bella. Condividere sogni e speranze, sorrisi e sofferenze, desideri e speranze. Ma soprattutto condividere il mondo, i posti, i viaggi, le cose belle fatte e viste insieme.

#8 - Ci sei sempre stata, Ligabue
«Eri solo da incontrare, ma tu ci sei sempre stata»
E poi mi hai detto esattamente questo. Che anche quando pensavi che non ci fosse nessuno, in realtà io c'ero. Ero solo da incontrare, ma c'ero sempre stata.

#9 - Tu sei lei, Ligabue
«E lasci in giro il tuo profumo, come a dirmi io ci sono»
Due vite intrecciate, due persone vicine, due anni insieme. Due anni e tante cose vissute insieme, bisticci e litigi finiti sempre con un abbraccio. E una casa da condividere.

#10 - Can I have this dance,Vanessa Hudgens & Zac Efron
«Let it rain, let it pour, what we have is worth fightin' for»
E nell'anno delle "terze volte" (terzo Natale, terzo compleanno, terza estate insieme) sono di nuovo nella mia stanza, con la musica alta, a volteggiare sul parquet. Tutto grazie a te.



Come penso avrete capito, questa non è la soundtrack di una generica storia d'amore.
È quella di una ragazza che cerca di nascondere i suoi difetti
e di un agente dell'FBI a cui piacciono tutti.
 
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Recensione ★ Fallen

Ho letto questo libro convinta dalle bellissime copertine della ristampa in occasione del film... sperando di smentire il mio istinto, che mi diceva che non mi sarebbe piaciuto. Speranza abbastanza vana, purtroppo. Devo imparare a seguire di più il mio istinto e meno le copertine belle!

Fallen di  Lauren Kate

Lucinda "Luce" Price ha sedici anni e non si sente esattamente come le sue coetanee. È la sola a vedere delle misteriose "ombre", e in più una terribile tragedia segna il suo passato, tanto da convincere i suoi genitori ad iscriverla alla Sword&Cross, un collegio/riformatorio per ragazzi difficili. I suoi compagni di scuola sono giovani ribelli e fuori dagli schemi, il cui passato è quasi sempre avvolto nel mistero. C'è la bellissima e antipatica Gabbe, l'irriverente Arriane, la goffa e brillante Penn... ma soprattutto ci sono loro: Cam e Daniel. Luce è attratta da entrambi, pur essendo loro così diversi... magnetico e seducente l'uno, scostante e misterioso l'altro. Spinta dalla curiosità e dall'interesse per Daniel - ma irretita dai sorrisi e dai modi galanti di Cam - Luce si ritroverà incastrata tra i due ragazzi, incerta sul da farsi, confusa e smarrita. I guai e i disastri si succederanno così rapidamente che quando Luce capirà cosa sta succedendo sarà troppo tardi. 

Ho letto questo libro intrigata dalla ristampa che ne hanno fatto in occasione del film: ha una copertina così bella! L'ho vista e ho pensato: "okay, non mi ispira e non l'ho mai letto perchè pensavo non mi sarebbe piaciuto, ma con tutto questo entusiasmo intorno gliela devo dare una possibilità!".
Avevo già provato a leggere Lauren Kate rimanendo abbastanza perplessa (qui la recensione di Princess), ma pensavo che magari questa saga, con tutto l'amore e il clamore che si porta dietro, sarebbe stata una piacevole smentita.

Per poter spiegare a dovere i miei punti di vista sulla cosa,
questa recensione contiene SPOILER!

La cosa che in assoluto ho trovato più insopportabile è stata la presunta storia d'amore tra Daniel e Luce. Giustifico i loro sentimenti solo perchè lui si ricorda che si sono sempre amati, e anche io in fondo credo che l'amore sia una cosa che permane anche attraverso i secoli (sempre ammesso che si creda alla reincarnazione...)... però il loro modo di fare non mi è sembrato mai tenero nè romantico! Lui poi, devo ammetterlo, non mi è parso niente di che nella storia... Luce si dev'essere innamorata di lui stavolta solo a causa di una latente memoria delle sue vite precedenti, perchè l'attuale non mi è sembrato nè dolce, nè intelligente, nè niente. Probabilmente bello, almeno a giudicare da come Luce lo descrive mentre fa ginnastica...
Anche Cam, però, non mi è sembrato un granchè: l'ho trovato un insieme di scontatezze, il solito cattivo dagli occhi verdi (che chissà poi perchè sono prerogativa dei cattivi...) con un sorriso a cui non si può dire di no anche se non si vuole. Ho capito che era cattivo dopo tipo dieci righe.
E inutile dire che mi chiedo anche perchè entrambi siano interessati a Luce. Spero che sia perchè lei ha qualche potere o roba del genere che si spiegherà nei prossimi libri... perchè davvero, non sembra essere speciale o peculiare o interessante in niente. Anzi, in alcuni tratti l'ho trovata sciocca e un po' infantile, una specie di mix tra Bella Swan e Clary Fray.

I personaggi secondari invece un po' mi sono piaciuti, li ho trovati abbastanza originali e piacevoli, oltre che verosimili. In particolare mi è piaciuta Penn, ma un po' anche Arriane e Gabbe (anche se avevo capito che era l'angelo Gabriele in gonnella appena Luce la becca a parlare con Daniel).

La trama è a mio parere troppo banale. Classica storia di liceo, in cui la protagonista è divisa tra due ragazzi, con quel pizzico di lotta bene/male tipica del fantasy che ha aggiunto un pochino di pepe, sì, ma solo alle ultime scene. La mancanza (o meglio la prevedibilità) dei colpi di scena è stata di sicuro la maggior fonte di disappunto per la sottoscritta. L'unica nota un po' particolare è stata il personaggio della bibliotecaria, ecco, quella non me la aspettavo. L'unica cosa però, che tra l'altro mi ha guastato uno dei pochi personaggi a cui mi ero affezionata.

Una cosa che mi ha fatto assolutamente sfasare è stata invece la leggerezza con cui Trevor e Penn vengono sacrificati. Quando Daniel va a salvare Luce, lascia morire Trevor senza problemi, tanto che le righe successive alla cosa non sono dedicate ad altro che al bacio appassionato che Luce sogna di dare all'angelo che l'ha salvata. Trovo che sia stato veramente di pessimo gusto... oltre al fatto che il pensiero che Luce sia l'unica con un angelo custode mi fa anche un po' arrabbiare.
Quando un personaggio secondario innocente muore senza motivo - e soprattutto senza che alla cosa sia data importanza - mi innervosisco. Perchè insomma, non è che l'unica cosa importante nella storia sono gli sbaciucchiosi protagonisti! Mi era già successo con Shadowhunters, quando mi sono resa conto che l'unico personaggio sacrificato era un povero innocente che aveva la sola colpa di non essere un figone come Alec o Jace... (qui la recensione).

E quindi no, per me questo libro non prende più di due stelle, perchè nonostante ci siano dettagli che mi sono piaciuti, tipo la questione della reincarnazione e del motivo per cui questa Luce è diversa... in linea di massima l'ho trovato un romanzo rosa privo di spessore e di originalità sia nei personaggi che nella trama in generale. Probabilmente è solo perchè è il primo libro, ma la maggior parte dei colpi di scena non sono stati tali... e - proprio come mi è successo con Shadowhunters - ho trovato insopportabili i protagonisti, tanto che non mi fanno nemmeno venire voglia di dare una possibilità al loro proseguio.

Combattere per l'unica cosa davvero buona, nobile, potente;
l'unica cosa per cui valeva la pena rischiare tutto. L'amore.


Stelle: 2/5
2

5 cose che ★ Books&Songs

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
Per più info clicca qui.
Il post di questa settimana è assolutamente geniale, e sono felice di riuscire a farci sopra un post!
Bisogna mettere la riproduzione casuale della playlist e abbinare i primi cinque brani che si sentono a cinque libri. Sarà una cosa molto, molto difficile... ma adoro i post diversi dal solito, e questo lo sarà! Quindi basta chiacchiere e andiamo al sodo!



5 canzoni & 5 libri



 01 :: Hail Rain Or Sunshine, The Script

La saga di Robin, Elena Kedros
Ho già iniziato a fare fatica con la prima canzone, andiamo bene!
Questa bellissima canzone - che vi consiglio di ascoltare, perchè è veramente stupenda - mi ha davvero messo in crisi... praticamente inabbinabile! Alla fine ho scelto la saga di Robin di Elena Kedros, perchè trasmette più o meno lo stesso messaggio: se si ha la compagnia giusta vicino andrà tutto bene!



02 :: Borderline/Open Up Your Heart, Rachel&Finn from Glee ::

Heartless, Cornelia Funke
A parte che rivedere la Finchel cantare questa canzone della prima stagione mi ha fatto scendere la lacrimuccia (e cantare come non facevo da mesi), ho pensato subito a questo libro. Per l'intera storia, i due protagonisti non fanno altro che resistere al Filo d'Oro che li congiunge, pur sapendo che non vorrebbero altro che stare cuore a cuore, vicini. In effetti la canzone è molto più allegra del libro, ma ho trovato il senso molto simile!



03 :: Flares, The Script

Before The Dawn, Max Allan Collins
La protagonista di questo libro potrebbe benissimo aver scritto questa canzone. Ferita, sola, sofferente... ma sempre pronta a combattere, nonostante pensi di essere sola. Sa che là fuori c'è la sua famiglia, e ama guardare la Seattle postapocalittica del suo mondo dall'alto dello space needle, perchè sa che c'è qualcuno, là fuori, che sta aspettando solo lei.
(Questo mi ricorda che dovrei finire di leggere anche questa saga, argh)



04 :: Guardian, Alanis Morrisette

Hunger Games, Suzanne Collins
Anche se in un certo senso questa canzone potrebbe rappresentare in qualche modo anche Katniss e il suo amore per Primrose, che dà il via all'intera storia, io penso che sia perfetta per Peeta. Lui è uno dei personaggi più belli che io abbia mai incontrato nella mia vita di lettrice. 
Piccolo Off Topic: non ho mai visto i film e mai lo farò, perchè lo scimmione mascellone che hanno scelto per lui non lo rappresenta affatto!



05 :: Betlemme, The Sun

Sì, vabbè, questa era impossibile. Però... però poi la mia mente ha trovato la connessione. Questo libro di Silvana De Mari calza a pennello, perchè parla di libertà e prigionia, di regalità e schiavitù, di sogni, di speranza, di accoglienza, di fede e d'amore. Yorsh, Rosa Alba, Chiara, ma ancora di più Rankstrail e Skardrail... tutti loro potrebbero fare un coro con questa canzone.
"La luce schiude, non preclude, questa è la mia fede."



Ammetto di aver barato un po', forse, perchè più che abbinare canzone/libro ho abbinato canzone/personaggio... però a volte l'intuizione fa abbinamenti troppo mirati per ignorarla!
Sono molto colpita, però, perchè metà della mia playlist conta i Casting Crowns e non è passata nessuna loro canzone... che strano! Sarà per il prossimo 5 cose che... a tema musicale!

Come sempre, se avete partecipato a questa rubrica, mettetemi i link nei commenti e verrò a trovarvi! :)
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I sopravvissuti del volo 305

Non era assolutamente quello che mi aspettavo. Ma dopo essere passata per delusione e scetticismo... ho finito per amare tantissimo questo libro! Assolutamente consigliato! 

I sopravvissuti del volo 305 di  A. G. Riddle

Quando il volo 305 precipita nella campagna inglese, i passeggeri non hanno idea di cosa sia successo esattamente.
Harper - giovane scrittrice di biografie - è sollevata solo perchè la lotta tra la vita e la morte le impedirà di prendere la Decisione. Con la D maiuscola, perchè Harper è terrorizzata dalle scelte. La sopravvivenza è la prorità... ma lo sarà ancora di più quando i passeggeri dell'aereo si accorgeranno di essere nel posto sbagliato e forse addirittura nel tempo sbagliato.
Cosa sta succedendo alla gente? Invecchia e muore a vista d'occhio. E chi sono quei misteriosi esseri con tuta a scaglie e caschi a specchio? Le navicelle che si combattono in cielo sembrano usciti dalla Guerra dei Mondi, e nulla sembra più quello che si conosce.
Grazie al sangue freddo di Nick, al cervello di Yul e Sabrina e a un pugno di coraggiosi sopravvissuti, Harper scoprirà la verità. E sarà qualcosa di veramente sconvolgente..

Ho preso questo libro sempre grazie alla famosa promo 0,99€ del Kobo store, attirata da qualche bella recensione vista online e soprattutto al sottotitolo "un grande thriller numero 1 negli Stati Uniti". Questa riga e la copertina con quella mano insanguinata mi hanno fatto immaginare una storia del tipo: aereo, passeggeri ignari, aereo che si schianta e successive rocambolesche avventure perchè chi doveva morire non muore e si scopre piano paino chi è e perchè deve morire... una specie di spy story dal leggere con il fiato corto. E invece... e invece no.
Il disastro aereo è solo la parte iniziale (quella mano insaguinata è quanto mai fuorviante!) di una storia di fantascienza tra le più mirabilmente costruite. Tutto è incastrato alla perfezione, nessun pezzetto viene perso, nessuno è campato per aria: tutto perfettamente calzante, concentrato e organizzato. Ben presto infatti i sopravvissuti si rendono conto di essere nel posto giusto, da qualche parte in Inghilterra, ma nel tempo sbagliato. Fino alle ultime pagine del libro i misteri invece di chiarirsi si infittiscono, aggrappandosi gli uni agli altri: cos'è successo a Londra? Dove sono tutti? Perchè sono atterrati lì? Perchè proprio loro, e perchè in quel momento?
Le domande aumentano, ma non temete: riceverete una risposta a tutte. E una risposta anche scientifica, devo ammetterla. Le scelte fatte dall'autore sono tutte incredibilmente razionali, anche se abbastanza complicate (ma niente di esagerato, promesso!).

Anche i personaggi mi sono piaciuti molto: Harper è originale e molto vera, e ammetto di essermi ritrovata moltissimo in lei. Non solo come scrittrice, ma anche come persona che teme di prendere le decisioni. La storia ha fatto bene a lei quanto ne ha fatto a me, e questo è sicuramente uno dei motivi per cui l'ho apprezzata così tanto. Anche Nick mi è piaciuto abbastanza, anche se ha alcuni tratti un po' stereotipati... e tanto eroismo e praticità me li aspetto da un vigile del fuoco, non da un imprenditore di start-up. Ma in fondo non ha fatto niente di veramente folle e assurdo, non l'ho trovato inverosimile e quindi per me passa il test. Anche Sabrina, Yul e gli altri che non nomino per non fare spoiler sono caratterizzati molto bene sia nelle descrizioni sia nel modo di parlare. Le loro azioni sono sempre sensate e spiegate... non sempre razionali, ma in effetti questo li ha resi ancora più veri e umani.

Ho trovato questo libro scritto magistralmente in ogni suo punto, mai noioso e mai troppo veloce o complicato. L'ho trovato geniale nelle idee, visionario nei temi - provate a leggerlo e a non farvi domande su globalizzazione e tecnologia, se ci riuscite - e anche molto ben costruito sul piano logico e di "fattibilità". Ma soprattutto ho amato il tema che porta, quello delle scelte: come le scelte che facciamo possano veramente cambiare il mondo. Anche quelle piccolissime, che sembrano non avere impatto su niente fuorchè su noi stessi.


Le scelte di oggi sono la realtà di domani.


Stelle: 5/5


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