22 giugno 2017

Recensione ★ Il serpente di fuoco

Devo dire che questo libro è stato uno dei primi che ho comprato grazie a segnalazioni viste sui blog (se non vado errata l'ho visto su Universi Incantati di Valentina...). Di solito uso la tecnica "colpo di fulmine" in libreria, con conseguente acquisto a scatola chiusa oppure ricerca in biblioteca. Stavolta invece mi aveva intrigato, mi sono fidata... e ho fatto bene!

Il serpente di fuoco
 di  Sara Bosi e Massimiliano Prandini


Amber è la principessa della Città del Sole. Un luogo meraviglioso, splendente, pieno di pace, prosperità e giustizia. Un giorno, mentre Amber cura le erbe medicinali nel Giardino dell'Ombra - unico luogo verde e fresco in un deserto sterminato - si accorge che la sorgente si sta seccando. È giunto il momento di prendere delle decisioni, che però ad Amber sembrano basate su sciocche superstizioni. Chi invece crede ai poteri del Serpente di Fuoco è Dammar, un giovane esploratore che conosce terre e popoli al di là del deserto. Ma gestire un popolo non è sempre facile, soprattutto quando l'acqua inizia a mancare... e la gente inizia a morire: qualcuno dovrà sacrificarsi per il bene di tutti.

Bello, bello, bello. Non ho altre parole per questo libro che è un fantasy ma non del tutto fantasy... non si capisce fino a che punto la magia sia davvero magia o solo simbolismo.

La costruzione dei personaggi è eccezionale, ognuno è diverso dall'altro, peculiare e particolare proprio come solo le persone sanno essere. Ognuno di loro ha un suo carattere, un suo modo di parlare, di porsi, un suo aspetto fisico. Il personaggio che è strutturato meglio è proprio Amber, la protagonista: la sua razionalità, ma in qualche modo anche il suo scetticismo, è quello che la rappresenta meglio. È una giovane donna che ha deciso di andare contro ogni regola, per proprio credo... o forse, in fondo, anche per timore di perdere la propria perfezione, le proprie certezze, le proprie convinzioni. Mi è sembrata molto realista, molto umana e anche molto originale.
Dammar non mi è parso altrettanto particolare: è molto intelligente, eroico e di buon cuore, ama la sua famiglia e si vede che ama la vita, il suo lavoro e ogni cosa che vive sulla terra. La sua scelta, ad un certo punto del romanzo, è decisamente coerente col personaggio, e nessuno potrebbe dire il contrario. Io non l'ho vista nemmeno come la rassegnazione di un uomo "costretto" dal destino a fare la scelta che fa, ma proprio la sua decisione di fare quello che può per gli altri.
Anche tutti gli altri personaggi di contorno, dal sacerdote, al Ministro delle acque, a suo figlio - coraggioso e innamorato ma privo di sufficiente avvenenza - al re e all'ancella di Amber (che tipa!), ma anche alla misteriosa vecchia che compare qua e là nel romanzo. Tutti sono personaggi che mi hanno colpito positivamente.

La trama della storia è da una parte molto semplice: la Città del Sole è un luogo in cui è bandita ogni violenza, in cui non c'è traccia di lotte, litigi o risse. La rabbia stessa è bandita. Il tracollo inizia con la mancanza dell'acqua, che per una Città che sorge nel deserto non è esattamente l'ultima risorsa in ordine di importanza. L'acqua termina e le decisioni prese dai vari personaggi portano a un piano inclinato che costringe i personaggi stessi ad arrendersi ad un certo punto alle uniche opzioni possibili, senza più poter fare scelte. Questa escalation è la cosa che mi ha colpito maggiormente: sembrava di avere a che fare davvero con una storia vera, era tutto così reale e realistico!
Il colpo di scena finale è stato per me il tocco d'artista. Fino a tre pagine dalla fine mi ero detta che avevo già capito come sarebbe finita, e avevo tratto le mie conclusioni. Niente di più sbagliato. Non avevo capito niente, e me ne sono resa conto alla fine, quando ho terminato il racconto e ho realizzato di non avere tra le mani una favoletta, ma una storia con un grande senso morale.

Ho adorato davvero questo libro, credo che sia uno dei più belli letti quest'anno. Siccome ho capito che è un libro di una saga, i "Racconti di Murgo il Ramingo" (che a capitoli alterni interviene nella storia per fare una specie di racconto antropologico che altro che Erodoto), spero che ci sarà un altro libro a breve... in cui magari scoprire il destino del figlio del Ministro delle Acque!
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«Sapere è diverso da vedere. Finché non hai visto,
ciò che sei convinto di sapere può cambiare».


Stelle: 4/5

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