23 maggio 2017

Recensione ★ L'ultimo faro

Questo è stato uno dei miei acquisti alla fiera del libro di Milano: era un libro che avevo visto su alcuni blog tra le uscite... e alla fiera l'hanno venduto in anteprima. La copertina era così bella che alla fine ho ceduto... e l'ho comprato!
Temevo un po' di aver speso soldi sull'onda dell'entusiasmo per un romanzetto rosa per adolescenti... in realtà mi è piaciuto molto più di quanto credessi!

L'ultimo faro
 di  Paola Zannoner


Un gruppetto di ragazzi, tre coach, una vacanza organizzata e un faro abbandonato. Una storia fatta di storie, di mille vite e personaggi che si intrecciano. Ahmed, fuggito dalla guerra. Deindre, fuggita da casa. Lin, fuggita dal suo passato. Walter alla ricerca di un posto dove essere capito e Fran alla ricerca di un posto sicuro. Ci sono tutti i volti e le voci dei ragazzi di oggi, divisi tra i dubbi e le domande sul futuro e le dipendenze da alcol, soldi, videogiochi e modelli irraggiungibili... tutti raccolti in un ultimo vecchio faro non più funzionante.
La spiaggia e il mare sono incontaminati, la vegetazione verde e viva... e la cava di pietra a picco sul mare nasconde un segreto. Quando Lucio, il farista, porta i ragazzi nella cava, un murales attira l'attenzione di Lin, e dalla sua curiosità e dal suo coraggio nasce la voglia di scoprire un mistero, scoprendo così qualcosa di più di sè e degli altri. E da un momento all'altro un insieme di persone diventa un gruppo.

Non avevo grandi aspettative, su questo libro... ma quando ho letto la trama la prima volta, in me è "scattato" qualcosa, e ho deciso che questo libro lo dovevo leggere. Sarà stata la copertina, che mi ha ricordato le mie estati di adolescente... o forse il fatto che parlava di un gruppo di ragazzi in vacanza, come ne ho visti tanti nella mia vita di educatrice in oratorio.

In effetti la verosimiglianza di alcune situazioni mi ha fatto proprio sorridere: conosco bene gli adolescenti e i loro lamenti e ammutinamenti davanti alle attività organizzate... i poveri coach avevano le loro belle gatte da pelare, assolutamente comprensibili! Li ho adorati molto, davvero, li ho trovati veritieri e molto teneri... ma questo penso sia un po' anche spirito di corpo! =P

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche se secondo me sono un pochino troppi. Sono in tutto venti, tra i ragazzi ospiti della vacanza, i coach e gli altri che gravitano attorno a loro... una confusione di nomi tale che si fa fatica a scorrere veloce con la lettura, soprattutto nei momenti in cui cui discutono in molti. Però la lettura non ne perde granchè, per fortuna.
I miei personaggi preferiti sono stati Tudor - quello caratterizzato meglio e che secondo me è il vero protagonista, molto più di Lin - e Jessy (che ovviamente è invece quella meno importante!). Però siccome sono così tanti c'è per forza qualcuno in cui vi rivedrete, di questo sono assolutamente certa!
La storia infatti scorre intervallata, tra un capitolo e l'altro, dalla voce di uno dei ragazzi, che racconta la sua storia: il suo passato e quello che lo ha portato lì, a quel faro, insieme agli altri. Sono storie tutte diverse, tutte ugualmente verosimili e a volte amaramente realistiche. Sarà che adesso lavoro in una scuola professionale, ma mi sembrava di conoscere tutti questi ragazzini incasinati!
Ho trovato bellissimo anche il senso di radunarli in un "ultimo faro", come se fosse l'ultima sorta di speranza di far trovare loro un riferimento, una luce, una guida nel mondo. Molto romantico e profondo, davvero, molto metaforico (magari neanche volutamente!).

Un solo dettaglio della storia, che metto in bianco su bianco così non lo spoilero a chi vuole leggere il libro, non mi ha convinto: {SPOILER: si tratta del fatto che Vita, siccome è stata separata dal suo amore da tredicenne, non ha mai più trovato l'amore... mi è sembrata una cosa estremamente forzata e infantile, non un buon insegnamento per gli adolescenti che leggono il libro. Questo e la leggerezza data al fatto che a tredici anni si possa fare sesso capendo quello che sta succedendo. Ecco, questo proprio no.} Però poi ammetto che nel terzultimo capitolo la prima cosa si è decisamente ridimensionata, e in un certo senso ha preso un'altra piega, per cui il libro ha mantenuto le quattro stelle che avevo pensato di dargli.

Due cose mi sono piaciute in particolare: il fatto che alla fine anche la diffidenza, tra ragazzi, scompare. Anche dalla mia esperienza di educatrice posso dire che mettere insieme quattordici ragazzini delle medie (ancor di più se tutti problematici come questi) non è facile, ma che quando riescono a unirsi in un gruppo è una soddisfazione incredibile. Ho trovato la cosa molto naturale e dolce, ed è di sicuro uno dei tratti migliori del libro.
L'altro aspetto è quello della molteplicità delle storie. Così come anche con Nel mare ci sono i coccodrilli, anche in questo caso ho apprezzato che dietro ogni nome e ogni persona ci fosse un mondo, un enorme mondo fatto spesso di sogni e speranza, ma anche di dolori e ferite. Questi libri che ti portano a trattare tutti con gentilezza perchè non sai niente del loro passato mi piacciono davvero molto.

In sostanza si tratta di un bel libro, molto semplice e fresco, perfetto per i ragazzi tra le medie e i primi anni di superiori (per cui è consigliatissimo!) ma anche carino e godibile da adulti senza troppe pretese. Un ottimo libro sotto l'ombrellone, proprio perchè sa di mare, di sale e di stelle (tante stelle! *w*). E fa venire una voglia matta d'estate, di vacanze e di quella spensieratezza adolescenziale che - ahimè - non si assapora mai del tutto quando si è teenager...


«Lo sai perchè si dice desiderare?» «No»
«Perchè ci mancano le stelle. Siderare significa fissare le stelle:
quando non le fissiamo, ci mancano»
.


Stelle: 4/5


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