Recensione ★ La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas

Ho letto questo libro cercando un self-published sul blog di Valentina, per la sua Made In Italy Challenge. Per febbraio chiedeva di leggere un libro autopubblicato, e io non sono per niente ferrata in merito. Questa mi sembrava una storia interessante, con gli elementi, il fantasy e la promessa di epiche battaglie...

La guerra degli elementi - Gli Eredi di Atlas
 di  Veronika Santiago


http://1.bp.blogspot.com/-lWwThjOmzyg/VLOoQjOUe_I/AAAAAAAABNQ/b9KTh8h_rY8/s1600/Gli%2BEredi%2Bdi%2BAtlas%2B-%2BCopertina.jpgAurora, Duncan, Dean e Aisha non potrebbero essere più diversi. Un'aspirante dottoressa, un figlio di papà internato in un ospedale psichiatrico, una cantante e un giovane dalla vita normale cosa possono avere in comune? Non si conoscono e solo Aurora e Duncan si sono incontrati per caso (senza peraltro che ci fosse una certa sintonia tra loro). Tutti e quattro, però, vengono convinti a seguire un misterioso personaggio verso una misteriosa isola, in nome di misteriose motivazioni che non vengono loro spiegate. Si ritrovano così in una storia più grande di loro: Eredi dei Reggenti di Atlas, custodi degli elementi e guerrieri di una battaglia da cui dipenderà il destino della Terra, i quattro ragazzi dovranno scoprire il passato nascosto nel loro cuore e nella loro mente, ritrovare i loro poteri perduti e combattere il male che avanza, la Forza Distruttrice che sta mettendo in pericolo il mondo. Ma loro sono solo quattro... dove sono gli altri Eredi? E l'erede dell'Etere, dove si nasconde?

Questa recensione sarà veramente lunga, ma quando do un voto basso a un libro mi sento in dovere di spiegarne le ragioni ancora di più di quando dò quattro o cinque stelline...

Per poter spiegare a dovere i miei punti di vista sulla cosa,
questa recensione contiene SPOILER!


Iniziamo dai lati positivi: l'ambientazione e l'idea di fondo della trama!
Sono elementi che mi sono piaciuti molto: tutta la leggenda di Atlas, le figure dei Reggenti e il loro arrivo sulla terra... ho trovato tutto ben pensato e architettato, e soprattutto originale! Di storie con gli elementi è pieno il mondo, ma questa dava un taglio davvero particolare alla storia. Mi è anche piaciuta l'idea che gli Eredi non erano quattro, uno per elemento, ma dieci: un maschio e una femmina per ogni elemento e due per l'etere, in modo che fosse davvero un mondo "completo". Mi è anche piaciuto l'abbinamento di esseri magici ai vari elementi (anche se in questo primo libro ne conosciamo solo un tipo). Di sicuro questa costruzione del mondo fantastico, oltre alla descrizione del mondo fisico in cui si avventurano le loro storie, è stata la cosa che ho apprezzato di più: mi sono veramente sentita a OgniDove, così come tutta la scena sulla spiaggia alla fine del racconto mi è sembrata ben descritta, almeno nell'ambientazione spaziale. Anche la questione dell'erede dell'etere mi è piaciuta abbastanza, l'ho trovata ben gestita e originale al punto giusto.

Quello che purtroppo non mi è piaciuto sono i personaggi.
La cosa che in assoluto mi ha lasciato più perplessa sono stati i loro comportamenti: dopo appena due parole e mezz'ora insieme, già ci sono abbracci pieni di trasporto (e del tutto immotivati, a mio parere) in cui ci si lascia avvolgere amorevolmente da perfetti sconosciuti di cui - a parole - si ha paura. Per fare un esempio preso dal racconto, ad un certo punto Aisha e Duncan si salutano perchè si devono separare (tra l'altro perchè lei deve andare a pranzo e lui non andrà) e si dice che quel saluto "aveva il sapore salato di un addio: uno di fronte all'altra come due fidanzati alla stazione". Ci sono rimasta un po' così, perchè insomma, non si conoscevano quasi, di sicuro non si potevano amare già e nessuno dei due stava andando a morire, quindi non poteva essere un addio! Il pathos di questa scena era assolutamente immotivato!

La caratterizzazione dei personaggi - a cui io tengo tantissimo perchè da questo dipende un buon 50% del mio gradimento della storia - è la cosa che mi ha deluso di più. Sono tutti e quattro poco profondi, inverosimili e stereotipati.

Duncan è il figone che sa fare tutto, è bellissimo, fiero, forte, coraggioso... e tutti lo rispettano nonostante lui prenda a pesci in faccia sia i suoi coetanei che i più adulti. Tra le righe mi è parso di leggere che lui poteva fare il bello e il cattivo tempo (ma più il cattivo, mediamente) con tutti perchè è forte e coraggioso! È così e basta. Ma per piacere! Ne ho letti di libri dove c'è un leader forte, coraggioso... e anche magari con un carattere difficilie (tipo Manente di Gens Arcana), ma mai così maleducati, presuntuosi, arroganti e insopportabili! Duncan è il personaggio che ho detestato maggiormente, e mi ha dato ancora più fastidio perchè tutti - tutti - obbedivano ai suoi modi bruschi e maleducati come incantati dalla sua personalità. Perfino Dominique, che dovrebbe essere il "leader" della gente di OgniDove, che è saggio, adulto e intelligente gli obbedisce senza fiatare e non gli ricorda nemmeno una volta che forse insultare tutti non è troppo carino. Si affeziona perfino a lui come un padre! Non so, io l'ho trovato così insopportabile che non riuscivo nemmeno a immaginarlo con quella figosità di cui si parlava spesso nella storia...

Aurora invece è sciocca e insipida, e non fa altro che lamentarsi e piagnucolare per tutto il tempo - e non lo dico in senso lato, ma proprio perchè non fa altro che sospirare e gemere ad ogni cosa... per poi trasformarsi in una vipera a causa della gelosia (immotivata, almeno stando al fatto che lei e duncan pare siano "destinati" a stare insieme) verso Aisha. Il suo cambiamento repentino in questo senso è stata la cosa che mi ha sconvolta maggiormente del suo personaggio.

Aisha era il personaggio che preferivo, anche perchè secondo me in lei c'era un tentantivo di introspezione... almeno all'inizio. Purtroppo dall'arrivo ad OgniDove la luce del palcoscenico viene catalizzata da Duncan, tanto che Aisha manco si ricorda più di essere una cantante e di essere andata lì col sogno di diventare famosa. È un personaggio interessante, forte, determinata, ottimista... se non fosse che la sola presenza del personaggio di Duncan la rende una mozzarella. Quando poi ha si è scoperta innamorata di Duncan ci sono rimasta malissimo! Nulla ha fatto trasparire il loro presunto amore, e nemmeno che avessero passato del tempo insieme (Duncan non fa altro che combattere per i fatti suoi al castello)... come hanno fatto ad innamorarsi? Come? In più quando lui le rivela di essere innamorato non di lei ma di Aurora, perchè l'ha visto in una sua visione, da quella con un minimo di personalità e di tempra Aisha diventa una che fa un discorso in cui dice una cosa e ne fa un'altra solo perchè non può avere la persona che ama. Okay, forse la cosa stava ancora in piedi... ma è stata resa in un modo banale ("«Ma certo». Devo essere impazzita." E così via per un lungo discorso con Duncan...) che l'ha messa in ridicolo ai miei occhi. Inoltre era completamente fuori dal suo personaggio di ragazza forte, determinata e ottimista.
In più c'è stato un punto in cui veramente volevo sfasare: Aisha chiede a Duncan di tornare a VillaPetra con lei, lui rifiuta, lei tenta con il labbro imbronciato, lui rifiuta ancora... e lei pensa che «se il broncio aveva fallito, cos'altro avrebbe potuto fare?». Ma andiamo. Una ragazza non è solo occhioni da cucciolo e sorrisi, no? Ragionare? Parlare? Portare motivazioni e/o discuterne insieme? Queste non sono opzioni? Mi è sembrato che le donne di questa storia (Pilar, Chantal e Penelope comprese) fossero le più prive di personalità... e mi è spiaciuto, perchè è proprio una donna l'autrice!

Dean è in assoluto il più sfortunato, perchè conta come il due di picche quando la briscola è fiori... per fare un esempio è l'unico che non ci viene presentato nel mondo reale. Mentre degli altri sappiamo dove vivevano e perfino qualcosa delle loro famiglie... lui "puf", spunta fuori sull'auto di Bolton senza spiegazioni. Come personaggio mi è piaciuto più di tutti gli altri per il suo carattere timido, remissivo e per la sua mancanza di autostima, che lo rende verosimile, originale ma mai lamentoso e piagnucolone come Aurora! Purtroppo, però, di punto in bianco inizia a menare le mani e fa perfino a botte con Duncan. Non so, questo l'ho trovato forzatissimo... Praticamente gli insulti di Duncan, invece di approfondire la sua poca autostima come farebbero con una persona reale, lo spingono a diventare un manesco aggressivo come lui. E inutile dire che per questo anche Dean inizia a portare Duncan in palma di mano.

Per finire due parole sui cattivi. Si dà quasi per scontato - o questa è l'impressione che ho avuto io leggendo il libro - che siano cattivi solo perchè non sono dalla parte della gente di OgniDove («E chi lo decide chi sono i buoni e i cattivi? Tu?» e Dean risponde: «C'è ben poco da decidere, basta guardarti.»... e niente nella sua avversaria denotava cattiveria, a mio parere. Solo il fatto di non essere dalla parte di Dean e degli altri.) Mi piace sperare che tra qualche libro si scoprirà che i cattivi erano all'isola e che i quattro personaggi si sono lasciati abbindolare dalla parte sbagliata, ma ho già capito che non succederà.

Accanto a queste delusioni sui personaggi, anche lo stile mi ha lasciato un po' perplessa.
Le parti di ricordo di Atlas mi sono piaciute molto: sono liriche, ricercate, poetiche e molto forti, sia nelle scene di pace e serenità che in quelle di guerra e violenza.
Però... però il resto non mi ha convinto.
I dialoghi sono spesso molto forzati, artefatti e poco verosimili... molte volte leggendo mi sembrava di leggere frasi appiccicate lì e non dette dalle persone. Ho notato che in tutti i libri autopubblicati c'è questo problema con i dialoghi, sono sicuramente la cosa più difficile da rendere, ma per me sono anche molto importanti. Tra l'altro la formula «non ti crucciare Dean, ce la caveremo», che in questo libro è usata spessissimo, è una di quelle che penso sia meno verosimile al mondo. Anche solo una virgola  in più («non ti crucciare, Dean, ce la caveremo») la renderebbe più musicale.
Un'altra cosa che non mi è molto piaciuta è che non è chiaro il punto di vista. Chi racconta la storia? Praticamente veniamo a conoscenza dei pensieri di un personaggio mentre il resto del testo è raccontato dal punto di vista di un altro, e questo mi ha confuso abbastanza.
La cosa che però ho trovato più insopportabile nello stile del racconto è stata l'uso continuo di soprannomi. Aurora è sempre etichettata come "la biondina" Gloria è "la rossa"... poi c'è il Killer, il Marinaio... sono tutti equipaggiati di un soprannome, e non solo da Duncan - che tra le sue innumerevoli doti ha perfino l'arroganza di non chiamare mai per nome nessuno ma di etichettare tutti Riccioli d'Oro, Zucchero e Marinaio fin dal primo momento - ma perfino dal narratore, che usa "la biondina" al posto di "Aurora" anche quando potrebbe darle dignità di persona e chiamarla per nome!

Lo so, sono io ad essere pignola e sofistica, ma da una storia pretendo di essere catturata, tirata in mezzo... non voglio accorgermi del tempo che passa, non vedere l'ora di leggere, voglio provare la sensazione che i personaggi siano persone vere e vibranti e di essere in mezzo a loro nel vivere le avventure. Lo so che non è una roba facile, ma insomma, non sono una lettrice che si accontenta, lo so da sempre!

L'odio profondo per Duncan e la piattezza dei personaggi mi hanno fatto pesare tantissimo questa storia. Continuavo a controllare quanto sarebbe mancato alla fine... Mi è spiaciuto non averla apprezzata, perchè ribadisco che l'idea di fondo era bella, l'ambientazione ben costruita, i dettagli curati... ma i pro non sono sufficienti a spingermi a continuare in questa saga.

Siete di Eredi dei Reggenti di Atlas, ricordatelo sempre, in ogni momento. Le vostre potenzialità vanno oltre l'immaginazione del genere umano.


Stelle: 2/5

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