21 novembre 2017

In ricerca

Come sempre quando la mia vita mi mette in crisi mi ritrovo davanti a una pagina bianca del blog. L'ho fatto non so quante volte in questi anni: quando ero in crisi per l'università e quando ero felice per i traguardi raggiunti, quando pensavo di non sapere dove andare e quando mi sono ritrovata esattamente dove avrei voluto essere.

Al momento attuale mi trovo semplicemente al posto sbagliato.
E per questo sto scrivendo questo post di confidenze.

Sicuramente gli sbalzi ormonali ci mettono la loro buona dose di emotività... ma oggi ho per caso visto un video su YouTube che mi ha fatto molto riflettere e che mi ha fatto riprendere in mano tanti posti taggati "Università" su questo blog. Tanti post in cui mi dicevo di smettere di fare quello che il mondo, la famiglia e gli amici si aspettavano da me per iniziare a fare quello che io stessa volevo fare per me. Lasciare Lima per andare alla NYADA, anche se questa metafora è chiara solo a me.

Lo dicevo quando stavo lasciando medicina... Ma poi sono andata a Servizio Sociale, ed era tutto bellissimo e perfetto e meraviglioso. Laurea, esame di stato... e l'entusiasmo continuava, senza diminuire. Perchè tutto mi piaceva e tutto mi riusciva bene. E perchè pensavo che, in fondo, era esattamente quello per cui ero stata creata.

E adesso? Adesso, a due anni di distanza - già due anni! - dalla mia laurea, sono qui a chiedermi se non ho preso l'ennesima cantonata della mia vita.

Dovete sapere che la mia mamma insegna alle elementari. L'ultimo tema in classe che ha fatto fare ai suoi bambini di quinta è stato "il mio sogno", e stamattina si parlava di cosa avrei scritto io, se avessi fatto quel tema a quell'età. Sapete quale sarebbe stata la risposta della me undicenne? Fare la maestra ai bambini poveri in Africa.

Inquietante come lo farei immediatamente anche adesso, se ne avessi la possibilità.

Poi però sono diventata adolescente, era il periodo di Saranno Famosi e la sottoscritta voleva diventare ballerina come Marianna. Ma nel giro di sei mesi ho scoperto quanto amavo scrivere e addio palcoscenici e tute: sarei andata al classico e sarei diventata una giornalista (l'unica professione che pensavo mi avrebbe permesso di mangiare con le parole che scrivevo. Illusa.). Mi è bastato capire che il 90% del giornalisti sono legati in qualche modo a una loro opinione politica per incrociare le dita e urlare "vade retro" a questa professione. E ho deciso di relegare la scrittura alla mia cartella 'storie' sul pc per rivolgere le mie forze a un neonato amore: quello per la scienza. E come unire la scienza a un mestiere che mi permettesse di mangiare e di far valere anche il mio senso di giustizia sociale (questo sì, l'ho sempre avuto molto spiccato)? Facile, sarei diventata Carabiniere dei RIS. Non mi interessavano nemmeno gli open day delle università, perchè tanto sarei entrata nell'arma. Certo. Un metro e cinquantasette di entusiasmo e ignoranza. Non immaginate quale fu la cocente delusione quando mi resi conto che non mi sarebbero bastati.

E così è iniziato il mio calvario universitario di cui ho scritto già troppi post. Prima boh. E poi forse medicina. E medicina sia. Tre anni... e poi medicina no, perchè aggiusti le persone ma non ti curi di loro. E quindi servizio sociale. Tre anni e poi okay, servizio sociale è andata.
E adesso?

E adesso eccomi qui a scrivere i miei post di sconforto lavorativo, dopo aver conclusio la giornata con un peso enorme sulla coscienza per le cose che non sei riuscita a fare, per quelle che dovrai fare domani e per le persone che stai deludendo con i tuoi nulla di fatto. La gente si aspetta un tirocinio, una chiamata, un posto di lavoro, uno stipendio... tu non riesci a concludere niente e torni ogni giorno a casa con un enorme senso di inadeguatezza e sconforto. Con la consapevolezza che un'altra persona, in quel posto, avrebbe potuto dare e fare quello che tu non sei stata capace di fare. Che ti sei obbligata a fare per necessità, ma che non ti riesce bene perchè non è quello che sai fare. Perchè non è quello che ti fa stare bene fare... quello che ti riesce bene.

E lo riscopri ogni volta che un utente ti chiede un appuntamento per fare quattro chiacchiere, per scambiare due parole, per sfogarsi con te. Perchè è quello, che ti piace. Parlare con la gente. Aiutarla, confortarla, farle vedere le cose da un'altra prospettiva.
Perchè tu vuoi fare l'assistente sociale, non una sua versione mercificata.

Davvero, nn era così che mi aspettavo di vivere la mia vita lavorativa. In un modo che finisce per farmi piangere davanti al pc dopo aver trattenuto le lacrime al lavoro. Che non mi fa dormire la notte, che mi fa andare al lavoro con il patema, che mi fa contare con impazienza i minuti che mancano al momento in cui potrò tornare a casa e che mi fa contare con ansia i minuti che mancano al momento in cui dovrò iniziare a lavorare il giorno dopo. Lavorare con la paura è una cosa terribile. Lavorare con il senso di inadeguatezza e disagio e sofferenza e sensazione di non essere abbastanza lo è ancora di più.

Non era così che pensavo che sarebbe stato, "lavorare".
Eppure... eppure forse ho ancora una speranza, una parte di me me lo fa sentire nel profondo. Il mondo sociale è grande, è vario... e io sono "vecchia", ormai, ma ancora non tropppo.

Forse posso essere egoista quel tanto che basta da dedicarmi a me stessa? E in questo modo essere più felice, e così facendo rendere più felici le persone che mi stanno attorno? Perchè, parliamone, non è che gli altri siano proprio felici di avere a che fare con una figlia/fidanzata quasi trentenne che non fa che piagnucolare, lamentarsi e tracinarsi in giro con il muso lungo e il senso di colpa che non la fa sorridere.

Il cosa fare adesso è per l'ennesima volta e sempre più un mistero. Perchè non sono più la diciannovenne che cerca sè stessa e che non ha nessuna responsabilità ma una donna che inizia a dover prendere in mano la sua vita. E okay che la felicità è importante.. ma non è che la puoi dare all'Esselunga in cambio del pane e del formaggio.

E allo stesso vedo le mie amiche che trovano un lavoro che piace loro e che comunque, sebbene causi sofferenze e le ansie, le appassiona... e fa loro sperare di essere assunte a tempo indeterminato. E io invece no. Forse è perchè ho tirato troppo la corda qui dove sono, o forse è solo perchè questo davvero non è il posto giusto per me. E quindi insomma, forse bisogna cambiare... e come diceva Steve Jobs, trovare il lavoro giusto... che quando è giusto è come il vero amore: lo riconosci.


Ma come trovare il coraggio di lasciare le certezze per le incertezze? Come raccattare ancora una volta, per l'ennesima volta, i pezzi e cercare qualcosa d'altro? Come decidere di riunciare nuovamente a questi sei mesi di esperienza sul curriculum e mettere il naso fuori dalla porta per cercare altro? Come ricominciare, rimettersi in pista, riprovare, ripensare? Con quale coraggio ed egoismo? Come si fa, quando non sei più da sola a immaginare la tua vita?

E quindi niente, sono inquieta come e forse anche più di prima. E come sempre, alla disperata ricerca di me stessa. 


 Se qualcuno avesse bisogno di altra ispirazione, questo è il video di cui parlavo nel post.

20 novembre 2017

Segnalazione ★ L'isola dei demoni

Il Flowerstardust è onorato di presentarvi la seconda fatica letteraria di Ilaria, autrice del blog Buona Lettura!
Quello di cui trovate la presentazione qui di seguito è fresco di pubblicazione: il 17 novembre infatti è stato autopubblicato su Amazon. Il costo dell'ebook è di soli 2,99€ (invitante, non trovate?), mentre il cartaceo costa 12€. In fondo al post trovate i link diretti per l'acquisto!

 
Che crediate nel destino oppure no, leggendo questo libro dovrete farvi delle domande. Un orfano, una principessa esiliata, una ragazza in cerca di vendetta, un guerriero imbattibile e un giovane erede al trono si troveranno a intrecciare le loro strade e a scoprire che le loro storie si intersecano con quella di una terrificante profezia di Isola.
Riusciranno a compiere la profezia, salvando il mondo e loro stessi, svelando misteri e portando alla luce tutta la verità?


E se non vi basta questa piccola ma succosa anticipazione, vi lascio un estratto del romanzo. Direi che parla da solo, quindi non sprecherò altre parole per presentarvelo!

Io, Nyxo, affinché non si commettano in futuro gli stessi errori che hanno portato al sangue e al presente in cui vivo, voglio iniziare a scrivere questo Grimorio, che sarà tramandato e protetto dalla mia famiglia in tutte le generazioni a venire. Ognuno dei miei discendenti lo arricchirà come meglio crede, aggiungendovi nuove pagine.
Prima di narrarvi della mia nascita, della nomina a sovrano di questa gelida terra dell’alto nord di Isola o di qualsiasi altro evento del tempo che fu, voglio trascrivere qui, nero su bianco, la Prima Visione avuta giorni fa, narratami direttamente dalla bocca della Grande Madre.

- Solamente la Portatrice figlia della famiglia che non esiste, nata nel giorno che non esiste durante la notte senza luna, sarà la salvatrice di Isola.
Dal Giorno dell’Epurazione sarà costretta a scappare e a nascondersi dagli occhi umani, dimenticando il suo nome e la sua ascendenza. Da reietta vivrà per anni nell’ombra senza nessuna identità, con la sola compagnia della natura, degli animali e dei Demoni, soprattutto quelli del suo passato. Osservando semplicemente la vita che la circonderà completerà il suo addestramento da Guerriero, diventando forse la più potente e temibile di tutta la sua intera stirpe. Dopo anni tutti la crederanno morta, eppure lei continuerà a osservare gli umani ignari della sua presenza, proseguendo a vivere nella natura incontaminata con la sensazione dentro di sé di dover aspettare qualcosa di indefinito, ma di vitale importanza, tuttavia senza comprendere di cosa si tratti.Nonostante i gravi torti che saranno fatti alla sua famiglia, costringendola a una vita solitaria e in continuo pericolo, il suo cuore e il suo animo saranno liberi da ogni pensiero vendicativo e funesto. La sua consapevolezza del passato, del presente e del futuro andrà ben oltre a quella di qualunque altro individuo.
Sebbene conoscerà i principi del bene e del male, il suo equilibrio interiore vacillerà nel momento in cui la verità sul passato verrà finalmente svelata al mondo intero, accendendo la fiamma del rancore che la brucerà piano piano dall’interno. Il nome della sua casata sarà riabilitato e tutti invocheranno il suo perdono, ciò nonostante sarà anche il tempo in cui varcherà la soglia delle tenebre maligne. Il suo cuore si tingerà di odio e risentimento che la porteranno a rinnegare ogni cosa, perfino se stessa, abbracciando consapevolmente il male. -
I ruoli si invertiranno: i buoni diventeranno i cattivi e i cattivi diventeranno i buoni, ma la realtà andrà oltre. Fortunatamente l’amore la condurrà nuovamente alla luce benigna e alla verità!
Quando avrà compreso le leggi dell’Universo, grazie anche all’aiuto dell’amore e dell’amicizia, ella avrà la forza e la conoscenza necessaria per affrontare il suo destino: sconfiggere definitivamente il Demone Primordiale nel giorno che non è giorno...


Link utili

★ per l'acquisto su Amazon :: cliccami!
★ il blog di ilaria :: cliccami!
★ la pagina Facebook :: cliccami!
★ l'account di G+ :: cliccami!
★ il suo primo libro, "L'imperatrice della tredicesima terra", su Amazon :: cliccami!


Sono felice di aver ospitato Ilaria sul mio blog, e spero che a voi sia venuta voglia dic onoscere meglio lei e i suoi romanzi. Personalmente non vedo l'ora di leggerli!



13 novembre 2017

Challenge Recap + Project Ten Books

Manca un mese e mezzo alla fine dell'anno (quante di voi si sentono in ansia dopo questa frase?) e forse è giunto per me il momento di fare un "check" delle challenge annuali, in vista dello scatto finale per poter tagliare il traguardo!

Made in Italy Book Challenge - 10/12

Ospitata dal blog di Vale, Universi Incantati, questa challenge consisteva in leggere 12 libri, uno per mese, di autori italiani. Al momento sono riuscita a stare al passo... riuscirò a terminare? Questo mese sono in grosse grosse difficoltà causa mancanza di tempo!

GENNAIO :: Hania - Il cavaliere di Luce (Silvana De Mari)
FEBBRAIO :: La guerra degli elementi - gli eredi di Atlas (Veronika Santiago)
MARZO :: Hania - il regno delle tigri bianche (Silvana De Mari)
APRILE :: L'isola dei libri perduti (Annalisa Strada)
MAGGIO :: Per questo mi chiamo Giovanni (Luigi Garlando)
GIUGNO :: Gens Arcana (Cecilia Randall)
LUGLIO :: Storie di colori (premio Trichiana paese del libro)
AGOSTO :: Qualcosa (Chiara Gamberale)
SETTEMBRE :: Sei personaggi in cerca d'autore (Luigi Pirandello)
OTTOBRE :: Il passaggio dell'orso (Giuseppe Festa)

Reading Goals Challenge - 36/65

Ideata dal blog Divoratori di Libri di Giusy, ha avuto alti e bassi... ma io ho "tenuto botta", come si suol dire! Mi ero data 65 propositi, e al momento attuale ne ho spuntati 36: più della metà! Ne ho ancora 29 da spuntare (e non credo di riuscire a farlo), ma mi sento già molto brava così! Qui trovate la mia lista di propositi e i libri con cui ho depennato le voci completate!

Goodreads Reading Challenge 2017 - 40/50

Questa challenge si commenta da sola: in un anno dovevo riuscire a leggere 50 libri. Idealmente dovevano essere 52, uno alla settimana... ma ho deciso di andare di numero tondo, sicura che non mi sarei avvicinata neanche lontanamente al mio obiettivo.
E invece no. Ho un mese e mezzo per completarlo, e mi mancano solo 10 libri.


E per farcela, ho deciso di sfidarmi con il Project Ten Books!

Questo progetto è una sorta di "patto con sè stessi", per il quale non si acquisteranno libri nuovi finchè non verranno terminati i 10 libri scelti per la sfida.
Io sto bramando da settimane Caraval, Gemina e soprattutto Tre oscure corone... quindi spero che questo mi motivi ulteriormente nella mia decisione di leggere questi 10 libri che mi mancano, per regalarmi i tre suddetti libri per Natale (o magari pure prima!).

La scelta dei 10 libri da leggere ricade su:

   
 
 

Avete letto qualcuno di questi libri? Avete suggerimenti su cosa dovrei leggere prima?
Qualunque suggerimento o consiglio sarà bene accetto! :) 

Baci e stelle a tutti!
A presto!


02 novembre 2017

Recensione ★ La piccola principessa

Un grande classico della letteratura per bambini d'altri tempi! Sapete quanto io adori questi piccoli, vecchi capolavori! Piccole donne, Il giardino segreto, Pollyanna, Anna dai capelli rossi... Amo queste storie delicate e profonde di bambine dalle capacità semplici e speciali. Questo libro non l'avevo ancora letto... e ammetto di averlo profondamente amato!


La piccola principessa
 di  Frances Hodgson Burnett


Sara Crewe ha sette anni, quando dall'assolata India si ritrova a Londra. Come tante altre bambine, i suoi prossimi dieci anni trascorreranno nel collegio di Miss Minchin, che la educherà e la istruirà affinchè diventi una perfetta fanciulla di buone maniere. Ricca ed elegante, Sara viene subito soprannominata "la principessa" e additata ad esempio di educazione e diligenza a tutte le compagne. Ma ben presto la sfrortuna colpirà il Capitano Crewe, che prima perderà tutto e poi anche la vita. Quando Sara diventa un'orfana senza più niente, miss Minchin abbandona qualunque predilezione nei suoi confronti e la costringe a lavorare come una serva. Solo la sua immaginazione potrà permettere a Sara di sopravvivere, e di continuare a sentirsi una principessa.

Come penso la maggior parte delle ragazze della mia età, avevo visto il film La Piccola Principessa diretto da Alfonso Cuaròn, uscito più o meno nel 1995 (questo qui). Io e mia sorella lo adoravamo e lo riguardavamo spessissimo. Anche allora, però, ricordo che la storia mi era sembrata decisamente troppo improbabile e stucchevole: il finale e la parte "magica" soprattutto. A me le eroine bambine piacciono sempre... ma quando la storia mi sembra troppo finta e artefatta mi perde un po' di fascino. Nella versione originale della storia, però, non ci ho trovato nessuna delle cose che non avevo apprezzato del film: tutto il pathos delle scene finali del film non c'è, perchè la storia finisce in modo del tutto diverso... in modo molto più realistico (pur nell'esagerazione delle coincidenze, d'accordo) e meno scenografico!

Il personaggio di Sara, che nel film non mi aveva entusiasmato del tutto, nel libro mi è piaciuto moltissimo: ho adorato la sua immaginazione, che la salva dallo sconforto, e la sua capacità di non abbandonarsi mai alla disperazione. Ho amato la sua capacità di affrontare le cose brutte della vita "immaginando", e che sia proprio l'immaginazione a permetterle di fare la cosa giusta, anche quando non è la più facile. Ed è proprio continuando a comportarsi come se fosse una principessa, che Sara alla fine lo diventa davvero!
La storia di questa piccola Cenerentola che diventa una principessa senza fata madrina nè magia è molto realistica, e mi è piaciuta perchè mi ha ricordato una volta in più che sono le nostre scelte, a fare di noi ciò che siamo: ognuno di noi diventa quello che ha deciso di diventare, nè più nè meno. Le cose ci succedono, ma siamo sempre e solo noi a decidere chi vogliamo essere nelle cose che ci succedono.
Se Sara avesse fatto vincere lo sconforto e si fosse abbandonata al suo destino, se avesse perso la speranza, se avesse risposto con cattiveria alle cattiverie, se avesse deciso di concentrarsi sulle sue sfortune ignorando quelle altrui... non sarebbe mai diventata la principessa che immaginava di essere.
L'altruismo e la gentilezza che continua a coltivare - con sofferenza, sia chiaro! Non le è mai facile essere buona e generosa quando è la prima a soffrire la fame e la tristezza - le permettono di sopravvivere e di arrivare al lieto fine. Un lieto fine che non è solo per lei, ma anche per Ermengarda e Lottie, per Becky e per Anna. Una spirale di gentilezza e di immaginazione che permette al mondo di diventare migliore, una persona alla volta. Solo chi legge il libro - nella sua versione originale - fino alla fine capisce cosa intendo.

Questa storia mi ha ricordato per l'ennesima volta l'importanza dell'immaginazione, in cui anche io ero solita rifugiarmi spesso quando le cose andavano male. Una immaginazione che non "distacca" mai dalla realtà, sia chiaro: la aiuta solo ad essere più sopportabile, dal momento che non si dispone dei mezzi e delle forze per cambiarla. Sara non finge di essere una principessa per dimenticarsi quello che è, ma per ricordarsi che essere una principessa non vuol dire vivere nel lusso, ma essere gentile, generosa, premurosa e buona anche se si è vestite di stracci. Ed è di sicuro il genere di principessa che preferisco.

Mi piace fantasticare. Non c'è nulla di più divertente. È quasi come essere una fata: se immagini intensamente le cose, alla fine è come se fossero reali.

Stelle: 5/5


31 ottobre 2017

Recensione ★ Lisbeth e il segreto della città d'oro

Un libro forse non troppo famoso, ma che mi ha catturato per la sua meravigliosa copertina.. e che mi ha talmente coinvolto da farmi venire voglia di finire in fretta le faccende di casa per poter leggere un po' nei ritagli di tempo! Era da un sacco che non trovavo un libro così coinvolgente!


Lisbeth e il segreto della città d'oro
 di  Mavis Miller


Lisbeth abita nella meravigliosa città d'oro, dove tutti gli abitanti, al compimento del loro tredicesimo compleanno, diventano Lucenti. I loro capelli diventano d'oro e riesco a librarsi, leggeri, volando sulle ali della brezza. Le mura della città sono d'oro, le vie lastricate di pietre preziose. I ragazzi studiano in un bellissimo collegio dalle mura splendenti e imparano le arti, la musica e la danza, piroettando in abiti meravigliosi. Non c'è altro che Lisbeth desideri al mondo, se non che la mattina del suo tredicesimo compleanno scopre che i suoi capelli castani non sono cambiati per niente: Lisbeth è una non-Lucente. Un errore? Una maledizione? Una malattia? Certo è che sarà l'inizio di una incredibile avventura.
   

La copertina di questo libro non è rappresentabile fedelmente in fotografia: tutto il biondo dei capelli di Lisbeth, infatti, è in realtà dorato... e anche il resto della copertina scintilla di carta metallizzata dai colori pastello! Ho preso questo libro attratta dalla copertina, ma anche dalla trama: è la storia di una ragazzina normale che deve trovare il suo posto in una città fatta solo di persone speciali.

L'idea di fondo e l'ambientazione della storia sono molto originali: la Città D'Oro è un posto meraviglioso, in cui abita un popolo di Lucenti, tutti ricchi, felici e bellissimi. Non esistono problemi e non esistono le cose brutte, nessuno soffre o litiga o piange. Anche la morte, che sopraggiunge solo per le persone anziane, è anticipata da una musica celestiale che permette loro di accomiatarsi dai parenti nella pace e nella serenità. I Lucenti vivono una vita perfetta, protetti dalle mura d'oro della loro città, al di là delle quali si stendono le misteriose e pericolose Terre Selvagge, in cui abitano malviventi e malfattori. Sono terre pericolose e inesplorate in cui nessun Lucente si avventura: e perchè dovrebbero? La loro vita è completa, felice e perfetta! E lo è davvero, non perchè "non sanno cosa si perdono"!
Lisbeth si ritrova ben presto tagliata fuori da questa vita perfetta: quando a tredici anni scopre di non essere Lucente, scopre di non poter studiare al Collegio Lucente con tutti i suoi amici, scopre di dover fare una cosa vergognosa come "mangiare" e deve scendere a patti col fatto che non potrà mai volare. Tutto questo la porta a dover essere accolta al collegio femminile delle Terre Selvagge, dove scoprirà un piccolo pezzo di un enorme mondo che si stende ben al di là della Città D'Oro.
 
I personaggi sono originali e mai stereotipati, sono tanti e tutti caratterizzati bene. In particolare mi è paiciuto molto Andrè, perchè infrange molti clichè da traingolo amoroso letterario, e la cosa mi ha colpito positivamente!
La trama procede velocemente, un mistero e un intrigo dietro l'altro... e se all'inizio il mistero principale della storia sembra essere solo quello del perchè Lisbeth non è lucente, si finisce per essere incastrati in un giro di misteri, segreti, scomparse e sotterfugi veramente incredibile! Il tutto con uno stile semplice e incalzante che non è mai troppo banale nè noioso!
 
La cosa che mi è piaciuta di più del libro è proprio la sua tematica principale: accettare sè stessi e il fatto che a volte i sogni non si realizzano (ce ne sono tante altre, tipo "conoscere il diverso", "scoprire che non tutti hanno le nostre fortune", "provare cose nuove"... è un libro veramente in grado di affrontare tantissimi argomenti!)

La storia di Lisbeth mi ha ricordato che a volte siamo talmente focalizzati su quello che vorremmo che ci perdiamo anche il bello di ciò che, volenti o nolenti, stiamo vivendo. Proprio per questo credo che sia un libro perfetto da leggere alle bambine e ai bambini intorno ai dodici anni, quando si inizia a credere di valere meno degli altri solo perchè gli altri "sono più belli" e "riescono meglio"... ma che è bello leggere anche da adulti, quando si inizia a fare i conti con sogni che non diventeranno realtà. Un libro che ti fa scoprire che a volte, la bellezza e la felicità, si nascondono in luoghi dove non pensavamo nemmeno di trovarle.

 
Un tempo Lisbeth se ne sarebbe stupita, ma ormai aveva imparato che per essere felici,
il più delle volte, non c'è affatto bisogno della perfezione.

Stelle: 5/5


24 ottobre 2017

The Deadline - il nuovo progetto targato NDE

Stamattina ho deciso di cimentarmi con l'esplorazione di The Deadline, la visual novel interattiva di Nativi Digitali Edizioni. Se posso darvi un consiglio, non fermatevi alle prime righe di questo commento (io in compenso cercherò di essere breve!)...


Premetto che io non sono affatto pratica di visual novel: non le conosco e non le ho mai provate. Però tutto quello che ha a che fare con lettura e scrittura mi attira e così, un po' a scatola chiusa, ho deciso di vedere di cosa si trattava.

All'inizio non vi nascondo che la cosa mi ha laciato un po' perplessa.
Le immagini sono piuttosto statiche e solo le espressioni dei personaggi cambiano di tanto in tanto per andare in parallelo con il tono del discorso: la storia viene portata avanti dai testi che scorrono nella parte bassa dello schermo, e siccome leggo molto velocemente ho finito per cliccare quasi ininterrottamente dall'inizio alla fine per andare avanti nella storia.
Nel racconto poi ho trovato un po' troppe parolacce per i miei gusti (ma in questo so di essere esagerata, quindi non fateci caso) e a volte i dialoghi mi sono sembrati troppo lunghi. Mi rendo conto che essendo l'inizio della storia è necessario "presentare" i personaggi, ma a volte mi è sembrato che i dialoghi continuassero a rimarcare aspetti della personalità dei personaggi che si coglievano al primo scambio di battute... o al primo sguardo, visto che la grafica è molto curata!

Mi sono piaciuti infatti moltissimo gli sfondi e soprattutto i personaggi: lo stile delle illustrazioni secondo me è il giusto mezzo tra la "caricatura" da personaggio di fantasia e il realismo. Sono pieni di dettagli che li rendono subito facilmente individuabili: c'è il gentleman cinquantenne che parla con una correttezza esasperante, l'irlandese smanettone e bevitore di birra, la picchiatrice in eleganti abiti maschili e un giovane genietta della truffa dal viso innocente.
A condire - e guidare - il tutto c'è Ramfis, uno spiantato scrittore, eterno universitario, un po' nerd e incapace di tenere in ordine la sua casa e la sua vita. Con un carlino - di nome Charles! - bonus.

Se all'inizio non sapevo proprio cosa aspettarmi, quando mi sono ritrovata a leggere la trama del libro di Ramfis e la conseguente scoperta dei personaggi a casa sua mi sono ritrovata a pensare «ma io sto davvero leggendo questa roba?», perchè mi sembrava davvero tutto molto assurdo... un po' come Guida Galattia per Autostoppisti, che piace a tutti per la sua irriverenza e la sua ironia ma che su di me proprio non attacca.

Ero scettica, dicevo... ma poi è giunta la svolta.

Mi è bastato arrivare al punto in cui i personaggi iniziano a proporre la loro versione della storia per ritrovarmi a pensare «Però, vorrei davvero scoprire da che parte andrà a finire!».
I dialoghi erano interessanti, pieni di elementi curiosi e di proposte intelligenti. Tutte le versioni di storia proposte dai personaggi erano perfettamente calzanti con il loro modo di essere e tutte ugualmente intriganti... decidere quale scegliere è stato davvero difficile!
Pensate che delusione quando mi sono accorta, solo un paio di scene dopo questa svolta... che la demo era terminata! Ma adesso sono super-esaltata e vorrei davvero sapere dove andrà a finire questa storia... tanto più che non andrà dove vorrà lei, ma dove vorrò io! Non trovate che sia veramente una cosa geniale? È davvero l'ebook del futuro!

Come ho detto, questa che ci permettono di sperimentare è una demo che contiene solo l'introduzione e il primissimo capitolo della storia, ma vi assicuro che è abbastanza sviluppata da permettere a chi gioca/legge (il confine è sottilissimo!) di capire come funziona il tutto e di decidere se piace oppure no. E a me è piaciuta! All'inizio ero un po' scettica, ma ora sono stracuriosa di sapere come andrà a finire... proprio come quando leggi un bel libro! :)

Vi lascio i link per testare la cosa di persona, che è sempre il modo migliore per conoscerla!
E vi ricordo che il tutto è ovviamente e semplicemente... gratis!


17 ottobre 2017

Blogger Recognition Award

Ricevere due riconoscimenti nel giro di poco tempo non è da poco, e per questo devo ringraziare le tante persone che stanno commentando il mio blog e che poco o tanto seguono i miei post!

Questa volta il grazie più grande va a Ily, che mi ha nominato tra i 15 blog da "tenere d'occhio". Il suo blog parla di una malattia ancora non molto conosciuta con cui sta convivendo: l'artrite reumatoide. Dategli un'occhiata!



:: le regole ::
1. ringraziare il blogger che ti ha nominato e inserire il link al suo Blog
2. scrivere un post per mostrare il proprio riconoscimento
3. raccontare la nascita del proprio Blog
4. dare consigli ai nuovi blogger
5. nominare altri 15 blogger ai quali vuoi passare il segno di riconoscimento
6. commentare sul Blog di chi ti ha nominato e fornirgli il link al tuo articolo (anche sulla pagina Fb)


La nascita del Flowerstardust è ormai nota ai più: la sottoscritta, irrefrenabile grafomane e amante dei ricordi trascritti nero su bianco per riviverli di tanto in tanto, aprì un blog per raccontare le sue peripezie giornaliere, problemi di casa, famiglia e università. Pian piano iniziò a parlare anche di cose che amava, posti, persone, telefilm, musica... e ovviamente i libri. Tanti, tanti libri. E quindi ecco qui il Flowerstardust: che è un blog di libri ma anche molto, molto di più!

Ai nuovi blogger non posso dare che un consiglio: non fissatevi su follower e regole tecniche per la visibilità, e passate più tempo a coltivare relazioni! Leggete post altrui, lasciate commenti, scambiate mail e createvi una rete di persone interessate a voi e a quello che scrivete, così come voi nel frattempo di sarete legati agli altri e a quello che loro scrivono: non sarete più numeri nel gadget "lettori fissi" ma persone legate le une alle altre, e sarà tutto più bello! Il mio post su questo argomento lo trovate qui!

Scegliere 15 blogger a cui dare questo riconoscimento non sarà facile! Ce ne sono così tanti (e molti già stranoti) che vorrei dare il giusto merito a tutti! Ecco le mie nominations:

  1. Ariel Make Up
  2. Le storie infinite di Tibi
  3. Dreaming Wonderland
  4. Cara Lilli...
  5. The road to hell is paved with books
  6. Buona lettura
  7. Twins Bookslovers
  8. Ombre angeliche
  9. Il salotto del gatto libraio
  10. The Book Seeker
  11. Libri, libretti, libracci
  12. Words of Books
  13. Universi Incantati
  14. Atelier dei libri
  15. Io resto qui a leggere

Volo ad avvisare tutte le persone che hanno ricevuto questo piccolo riconoscimento da me! Ringrazio ancora Ily - che mi ha scoperto tramite la mia paginetta di Faccialibro (vi lascio il link) e vi auguro una splendida metà settimana! Baci e stelle a tutti!

16 ottobre 2017

Recensione ★ Il passaggio dell'orso

Con quindici giorni di anticipo rispetto alla fine del mese - un record! - ecco qui la mia recensione a un libro meraviglioso che volevo leggere da tempo. Se amate la natura, le montagne e gli animali... beh, questo è decisamente un libro per voi!


Il passaggio dell'orso
 di  Giuseppe Festa


C'è in Italia un luogo di rara bellezza e magia. È un luogo dalla natura incontaminata, protetta dai guardaparco, che ne conoscono ogni albero e ogni sentiero. È il Parco Nazionale d'Abruzzo, dove vivono gli ultimi esemplari di orsi marsicani. È proprio per difenderli e proteggerli che Sandro ha scelto la vita del guardaparco, ed è per conoscerli che Viola ha deciso di iscriversi al progetto dei giovani volontari. Chi non l'ha scelto invece è Kevin, che si ritrova al parco come punizione dopo aver perso l'anno scolastico. Ma gli orsi suscitano l'interesse anche di ricercatori, imprenditori e bracconieri. Nessun orso è al sicuro, meno che mai Karhu, che si spinge troppo vicino alle case...
   

Una delicatissima storia di amicizia, profumata di bosco. È l'unico modo in cui mi viene da descrivere questo libro, scritto per un pubblico di ragazzini ma apprezzabile a qualunque età. La trama in sè, piuttosto semplice, mi ha fatto pensare un po' a quei film che vedevo da bambina in cui i ragazzini protagonisti si lanciano in una sfida avventurosa per salvare il piccolo amico animale (Beethoven, Flipper e chissà quanti altri).

I protagonisti della storia sono tanti, è un vero romanzo corale: da una parte i guardaparco e i volontari, dall'altra gli orsi.
Ho amato questa storia perchè non "addolcisce" affatto gli orsi. Rimangono animali selvatici, fieri, pieni di forza e anche pericolosi, se provocati: non sono mai innaturalmente teneri e amichevoli con gli uomini. D'altro canto non demonizza nemmeno gli uomini, distinguendo le persone grette e crudeli da quelle approfittatrici, da quelle sensibili e da quelle coraggiose. C'è tanta, tanta umanità in questo libro! E anche se Viola e Kevin sono un po' degli stereotipi, i loro personaggi sono abbastanza marginali nella storia.
Ho trovato molto dolce invece il legame tra il figlio di Sandro e gli orsi, un legame che apre e chiude la storia in modo veramente suggestivo.

La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto di questo libro, però, è il modo in cui descrive i paesaggi naturali. Che descriva albe sulle cime, notti stellate nel bosco, tramonti tra gli alberi o sentieri di montagna, Giuseppe Festa riesce a descrivere la natura con delle parole così perfette e poetiche che leggerle ha fatto spuntare in me la stessa emozione e la stessa meraviglia che provo quando nei boschi mi ci trovo davvero. Un po' tutte le sue opere - lui è il cantante e l'autore delle canzoni dei Lingalad, band che adoro - sono permeate da questo amore e rispetto per la natura, ed è la cosa che mi ha spinto a leggere questo libro.
Questo libro insegna proprio che amare e rispettare la natura, senza piegarla al nostro volere ma senza nemmeno averne paura, è l'unico modo per permetterle di vivere serena, e di vivere sereni noi con lei.

L'avventura in cui Kevin e Viola vengono coinvolti è certamente pensata per un pubblico molto giovane amante della natura e degli animali, ma è così ben scritta, leggera e godibile, che l'ho apprezzata anche io nonostante sia ben lontana dai poemi epici di battaglie e gloria che amo leggere.
Penso che rileggerò questo libro durante la mia prossima vacanza in montagna, o magari seduta sul balcone della mia casa in Abruzzo, da cui si vede il Gran Sasso in tutto il suo splendore.


Era bello vedere il Parco con i loro occhi giovani. Vederlo sempre nuovo, sconosciuto. Un cuore di terra e bosco che pulsava vivo e misterioso, con i suoi mille volti, le sue leggi ancestrali. Così vicine a quelle dell'Uomo, così lontane da quelle degli uomini.

Stelle: 4/5

11 ottobre 2017

Recensione ★ Fangirl

Con non poca fatica sono riuscita a finire di leggere questo libro, che si preannunciava come uno dei più bei libri dell'anno... finendo per regalarmi una inevitabile delusione. Stavolta mi rendo conto che dipende solo da me e dai miei gusti, ma sinceramente mi aspettavo di più...


Fangirl
 di  Rainbow Rowell


Cath e Wren sono gemelle, ma non potrebbero essere più diverse: nel suo primo anno all'università, Cath fa fatica a fare qualcunque cosa, compreso stringere amicizie. Wren invece è sempre in giro tra confraternite e feste. Quello che le ha accomunate fino a quel momento è la passione per Simon Snow, un personaggio letterario, e la voglia di scrivere fanfiction su di lui. Ma l'università scombina i ritmi e ribalta gli equilibri, e Cath sarà costretta a sollevare gli occhi dal suo laptop per guardare in faccia il mondo reale. Scoprirà così quanto può essere bello (e anche brutto, e a volte tutte e due le cose insieme) uscire dalla fantasia per vivere nella realtà.
   

Ho visto questo libro in troppi post, letto la trama mille volte... e ogni volta mi sono detta "lo devo leggere assolutamente!". Sapevo già che non mi sarei appassionata alla storia quanto altre blogger, a causa della mia repulsione per i romanzi rosa e gli Young Adult... ma insomma, la storia di "una ragazza timida che scrive fanfiction romantiche" poteva davvero non piacermi? Ebbene la risposta è .

Alcune cose di questo romanzo mi sono piaciute.
La prima è il fatto che sia incentrato sul mondo delle fangirl: chi non ha passato una fase della sua vita in cui era così fissata con qualcosa da praticamente limitare il suo mondo a quella cosa? Io ho avuto la fase Harry Potter (alle medie), poi Il Signore Degli Anelli, e poi Glee, e poi The Mentalist... al momento sono un tantino in fissa con Chicago Fire, mi manca solo di scriverci la fanfiction e poi la fase di fangirlaggine per questa serie tv sarà ufficializzata. Per cui insomma, leggere di una svitata come lo sei tu è anche carino. In più è la prima volta che leggo una storia in cui ci siano le fanfiction! Quante fanfiction ho scritto nella mia vita... e quante ne scrivo ancora! Mi ha fatto molto piacere riconoscermi in Cath, nella sua smania di scrivere, nella sensazione che le parole escano da sole dalle tue dita senza che tu le stia veramente costruendo. Questo lato del romanzo mi è piaciuto molto.
La seconda cosa che mi è piaciuta è la tenerezza del personaggio di Levi. A volte l'ho trovato un po' eccessivamente tenero, quasi stucchevole nella sua dolcezza e disponibilità... però è obiettivo che sia il fictional boyfriend per eccellenza (però se ci penso bene Levi mi ha fatto pensare tantissimo al mio agente Booth negli atteggiamenti, nei sorrisi e nelle carezze... quindi non è neanche poi così "fictional")!

Le cose che non mi hanno fatto appassionare a questo libro sono molte, e per questo ho fatto veramente fatica a leggere le ultime 100 pagine. Ho deciso almeno tre volte di non finirlo (ma la challenge di GoodReads in cui sono indietro mi ha fatto sforzare XD). Non l'ho trovato per niente "accattivante".
In parte è sicuramente perchè a me i romanzi rosa non attirano: io voglio azione, bene contro male, battaglie, duelli, momenti mozzafiato, magia... sapere se Cath finirà con Levi e se riuscirà a fare pace con Wren non sono cose che mi spingono a terminare un romanzo.
E poi in questa storia ci ho trovato troppe cose irrealistiche per farmi vivere la storia di Cath come quella di una "normale fangirl".
In primis non vedo perchè una ragazzina timida e un po' nerd deve per forza avere una sorella (gemella, per di più) tutta feste e sbronze. Mi è sembrato banale e irreale al tempo stesso, un clichè da film americano. E non ho gradito nemmeno che la povera Cath si ritrova senza mamma, con un papà dall'equilibro psichico difficile e abbandonata anche dalla gemella che preferisce alcol e feste a lei.
Questa parte, che probabilmente doveva spingere a provare tenerezza per lei, in realtà me l'ha resa lontana, irreale. Non sono riuscita a provare simpatia per una ragazza che mi è sembrata un personaggio, e non una persona.
Ma la cosa che mi ha sconvolta più di ogni altra è stato l'elemento di "fama" che viene data a Cath come scrittrice di fanfiction. La sua fanfiction gay su Simon Snow ha diecimila visite a capitolo. Diecimila. Non conosco nessuna fangirl che scrive fanfiction che abbia così tanto seguito! Mi sarebbe piaciuto di più se la storia si fosse incentrata su una fangirl media, come tutte, non con una superspeciale che ha più seguito della Rowling su Instagram. Anche questo mi ha reso Cath molto poco "vera" e quindi molto difficile entrarci in empatia.

Infine, ho una piccola nota sullo stile.
La storia è intervallata dalla fanfiction di Cath, letta dalla sua stessa voce, e tra un capitolo e l'altro ci sono paragrafi dal libro "originale" di Simon Snow. A parte che non ho capito bene il legame tra quei frammenti di storia e la storia in sè (probabilmente sono poco perspicace io), ma quello che non mi è piaciuto è la mancanza di cambio di stile. La storia che ci viene raccontata dalla Rowell, la fanfiction di Cath e i brani dai libri di Gemma Leslie sembrano raccontati tutti dalla stessa voce! Secondo me se ti sforzi di scrivere tre storie si deve "sentire" che sono tre storie diverse.

Sono sicura che sia un libro carino, che può piacere ed essere amato da moltissime ragazze, perchè è davvero dolce e tenero e originale... ma a me non ha detto granchè. Finisce direttamente nella lista dei libri "belli ma non bellissimi" che non credo rileggerò.


Non esiste cosa più inebriante del creare qualcosa dal nulla.
Partendo solo da sè stessi.

Stelle: 3/5

10 ottobre 2017

Di follower, notorietà e simili

Nei miei progetti di inizio anno - e ovviamente con "inizio anno" intendo settembre, lo sapete che per me l'anno comincia lì - avevo messo in conto di dedicarmi di più al blog.

Il Flowerstardust ha una storia tormentata, iniziata quando MSN decise di chiudere i blog sul suo circuito. Otto anni fa, quando era appena nato, questo blog era una specie di diario segreto-non-segreto, in cui scrivevo sfoghi, dubbi, domande, post di rabbia e post di gioia. Pian piano ho iniziato a parlare di cose che amavo, di musica, di telefilm e di libri... e adesso mi ritrovo a scrivere post di libri e di poco altro. Ciò non mi fa onore, perchè mi sono sempre sentita orgogliosa del mio avere un blog "di tutto e di niente", che non parlasse solo di un argomento.

Insieme alla mia voglia di ricominciare a scrivere più assiduamente, a settembre c'era tanta voglia di aumentare un po' i lettori e le visite. Non ricevevo molti commenti, i miei follower si erano attestati intorno ai 120/130 da mesi... mi sembrava di aver colmato la misura dei seguaci, ma altre blogger sul circuito mi dimostravano che si poteva avere molto più seguito.

Ho passato una fase di "ma perchè non mi legge nessuno" sconfinata presto nel "non ho speranze, sono i miei post a non essere interessanti". Nel mentre infatti ho aperto la pagina Facebook del blog e mi sono iscritta a qualche gruppo di blogger su Faccialibro... senza grandi risultati.
Un gruppo in particolare mi ha demoralizzata: pensavo di trovarci newbies come me che si scambiavano consigli, invece mi sono ritrovata in mezzo a blogger lanciatissime, con domini acquistati, sponsorizzazioni Facebook, migliaia di follower e tutte SEO, parole chiave e loghi in vettoriale.

Inutile dire che mi sono proprio resa conto che non c'entravo niente.
Arrancavo scrivendo qualche recensione e i post di 5 cose che chiedendomi il senso del mio blog.
 
Ci ho messo un mese a capire il mio errore.
Loro, con i loro blog, ci lavorano. O per lo meno, sperano di riuscire a farlo, prima o poi.
Io non ho nessuna intenzione di guadagnare col mio Flowerstardust... e per guadagnare intendo anche "avere libri gratis grazie alle mie recensioni".
Con questa frase non voglio scatenare nessuna polemica: se qualcuno ha libri gratis per le sue recensioni va benissimo così, sono felice per lui/lei e tutti amici come prima. Semplicemente a me non interessa. Se avrò libri da leggere perchè a qualcuno piacciono le mie recensioni e vuole sapere la mia opinione sulla sua opera ben venga, mi fa piacere e mi sentirò lusingata. Se avrò più follower perchè a qualcuno piacciono i miei post e mi vuole seguire per non perderseli, ben venga. Ma nessuna strategia e nessun piano di marketing, per me. Non voglio "strumentalizzare" il mio povero blog rendendolo ancora più distante dalla sua originale forma di regno magico fatto di fiori e polvere di stelle in cui essere soltanto me stessa.
Una volta ho detto che chi leggeva il mio blog mi conosceva quasi più di chi mi vedeva tutti i giorni... e voglio che torni ad essere così. Pochi post, non banali, sentiti, di cuore. Anche se non sono di moda e mainstream, cosa importa? Anche se avrò pochi follower, cosa importa?

Ma anche questo, non è vero.
Non è vero perchè in questo mese e mezzo ho visto aumentare i follower e perfino i commenti (lo so, passare da 0 a 10 non è difficile... ma è già qualcosa)... ma non con lo spam o la pubblicità o cose del genere. È stato grazie alle relazioni.
Come nella vita, per avere amici bisogna investire il proprio tempo nel costruire relazioni: bisogna leggere post, e commentare, e partecipare alle iniziative, e leggere i blog degli altri e lasciare loro un segno del tuo passaggio. Fare agli altri quello che vorresti facessero loro con te, insomma.
Anche perchè io sinceramente preferisco avere 160 follower e 10 commenti sotto ogni post, che 1600 follower e 1 commento sotto ogni mio post.

Ringrazio con tutto il mio cuore le persone che si fermano a leggere e commentare i miei post, e soprattutto quelle che si fermeranno a leggere e commentare questo.

Lo scopo di questo blog è sempre stato quello di condividere le mie emozioni, e se anche solo una persona decide di leggere e commentare le mie parole... beh, allora sto già avendo successo.

Photo by Josh Boot @ Unsplash

06 ottobre 2017

5 cose che ★ Autori scoperti di recente


Okay. Oggi è la tipica puntata di questa rubrica in cui sinceramente farei "passo", perchè non faccio quasi mai caso all'autore dei libri che compro.
Ne ho veramente pochi del cuore, di cui seguo le uscite... e per diventare uno di questi è necessario che io legga almeno tre/quattro/cinque libri veramente indimenticabili.

Però cinque autori li posso trovare... anche se il mio "recente" probabilmente parlerà degli ultimi cinque anni!


5 autori scoperti di recente


La prima persona che mi viene in mente è A.C. Gaughen, l'autrice della saga di Scarlet (qui la recensione del primo libro). Il suo stile mi è piaciuto molto, ma soprattutto ho amato come ha saputo dosare azione e romanticismo, eroismo e dolcezza. Sono già in attesa di Reign the Earth, il suo prossimo libro!


Altri due autori che ho molto amato sono Amie Kaufman e Jay Kristoff, gli autori di Illuminae. Li ho trovati davvero geniali, sia nella costruzione della storia che nella sua resa. Ammetto che la fantascienza non è il mio genere preferito, ma questo libro me l'ha fatta molto rivalutare! Attendo Gemina e spero sia all'altezza delle mie aspettative!

 
Un'altra coppia di autori che ho adorato e che ho scoperto solo di recente sono Sara Bosi e Massimiliano Prandini, autori del Serpente di fuoco (qui la mia recensione). Questo libro è davvero eccezionale, anche se poco noto! Mi è piaciuto tantissimo, e trovo che gli autori abbiano moltissima fantasia e un notevole talento narrativo: il loro stile mi ha fatto divorare il racconto in pochi giorni!

E così con tre libri ho fatto cinque nominations! Brava me!
Vi ricordo che se anche voi avete partecipato a questa iniziativa e avete voglia di lasciarmi un commentino, verrò di sicuro a leggere il vostro post! :)


:: 5 cose che... è una rubrica del blog Twins Books Lover. Per più info cliccate qui. | photo © ::


30 settembre 2017

Did, Do, Will #21

Avete idea di quale è stata la mia faccia quando mi sono accorta che l'ultimo Did/Do/Will risaliva a febbraio? Febbraio! Praticamente una vita fa! Facevo un'altro lavoro, non avevo forse neanche la metà dei progetti che ho adesso e non avevo idea che la mia vita sarebbe stata quella che è.

Ma vabbè, chiacchiere a parte, ho deciso di fare un "reset" della rubrica, lasciandone ovviamente credits e impostazione. La rubrica è sempre di Ika del Dreaming Wonderland, e come nelle puntate precedenti cercherò di postarla a fine mese per fare un punto su ciò che ho letto... e definire una TBR-list da non seguire.



Recap del mese di SETTEMBRE



 #DID

Il grande inverno (Game of Thrones #1), George R. R. Martin :: recensione
Lion Heart (Scarlet #3), A. C. Gaughen :: recensione
Sei personaggi in cerca d'autore, Luigi Pirandello :: recensione



#DO
Fangirl, Rainbow Rowell
 


#WILL
- october TBR List -

 Il passaggio dell'orso, Giuseppe Festa
Beauty of the beast, Rachel L. Demeter
Peter Pan e i cacciatori di stelle, Dave Barry
 
 


Ne approfitto anche per fare un "recap" della situazione challenge.
✶ Per la Made In Italy Book Challenge di Valentina sono assolutamente sul pezzo: ho letto tutti i libri per le sfide mensili, fino a qui, e ho già in programma quello di ottobre.
✶ La Reading Goals Challenge di Giusy è recentemente tornata in auge... sono a quota 36/65. Non credo riuscirò a completarla, ma sono contenta di notare che nonostante tutto sono andata avanti a completare i miei obiettivi!
✶ La mia Challenge di GoodReads va meglio del previsto, ma non benissimo. Al momento conta 35+2 libri su 5 (quel +2 sono libri che ho letto e che non ho trovato su GR)... ce la farò a vincere la sfida, per una volta?

:: Did/Do/Will è una rubrica ideata dal blog Dreaming Wonderland ::

29 settembre 2017

5 cose che ★ Libri che mi hanno cambiata

Questa settimana il tema è davvero impegnativo. Da una parte penso che dire che un libro può essere capace di farci "cambiare" è una cosa esagerata... ma se ci penso meglio, soprattutto alla luce della mia lettura attuale, posso dire che i libri a cui nella mia vita ho dato 5 stelle sono solo quelli che mi hanno cambiata!

Per cui credo che che in questo post non ci saranno grandi novità. Saranno per lo più i libri che ho più amato, perchè in un certo senso per me i libri belli sono quelli che mi lasciano qualcosa, che mi cambiano... e se un libro è capace di farmi cambiare idea allora sì che è un libro bello.


5 libri che hanno cambiato il mio modo di vedere le cose
  
 


Nel mare ci sono i coccodrilli, di Fabio Geda (qui la mia mini-recensione su GoodReads) è sicuramente il primo titolo che mi viene in mente. Questo libro mi ha veramente fatto fare un sacco di domande, mi ha donato un modo diverso di vedere il mondo e la gente che lo abita. Per dimensioni è un libricino, ma contiene davvero tanta, tanta grandezza.

Un discorso molto simile vale per L'ultima profezia del mondo degli uomini, di Silvana De Mari (qui la recensione). La storia fantasy di questo libro epico e meraviglioso mi ha aiutata a riflettere sui conflitti, sulle guerre (soprattutto quelle di cultura e di religione) e sulla diversità tra popoli. Un bellissimo libro che ho adorato dalla prima all'ultima riga, molto più che gli altri della stessa saga.

Sempre parlando di storie vere, e di argomenti seri, mi viene in mente Diario di Zlata, un meraviglioso racconto autobiografico dell'assedio a Sarajevo (qui la recensione). Da quando ho letto questo libro ho completamente cambiato la mia idea di cosa sia la "guerra".

Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, perchè mi ha fatto riflettere sulla mafia, su quello che significa e su cosa vuol dire combatterla. Di questo libro mi ha colpito soprattutto il ruolo dello Stato nella vicenda... e il fatto che non è così scontato nemmeno ammettere che esiste, una cosa chiamata mafia. Bellissimo davvero.

E per finire - lo so che lo metto in tipo tutti i "5 cose che", ma non posso farne a meno - devo nominare Pollyanna, perchè posso dire con tutta onestà che è il libro che mi ha resa quella che sono ora. Gioco il "gioco della contentezza" ogni volta che sono troppo triste per trovare un motivo di felicità... e adoro cercare di aiutare gli altri a sorridere.


Okay. Ho appena realizzato che la maggior parte dei libri che mi hanno "cambiata" non sono fantasy. Forse dovrei farmi una domanda in più su questa cosa. È anche vero che, riflettendoci, nei fantasy si porta solo in un altro mondo la lotta tra bene e male, tra giusto e ingiusto... che è quello che adoro nei libri non fantasy che ho nominato. Quindi forse, tutto sommato, sono anche quasi coerente con me stessa! No?

Se anche voi avete partecipato a questa iniziativa, lasciatemi un commento e verrò a leggere il vostro post! Alla prossima settimana!


:: 5 cose che... è una rubrica del blog Twins Books Lover. Per più info cliccate qui. | photo © ::


24 settembre 2017

Recensione ★ Sei personaggi in cerca d'autore

La challenge Made In Italy di Valentina è sempre capace di spingermi fuori dalla mia comfort zone! Questo mese il tema era "un classico della letteratura italiana", e a me sono venuti i capelli dritti: io non sopporto i classici... e soprattutto quelli italiani! Al liceo (classico) me li hanno fatti uscire dagli occhi e sinceramente non pensavo che sarei mai riuscita a trovare qualcosa di decente da leggere fino alla fine. Per fortuna mi sono sbagliata!


Sei personaggi in cerca d'autore
 di  Pirandello

 
In un teatro di prosa si sta per svolgere una prova di una delle commedie di Pirandello. Il cast e il Direttore di scena sono pronti a iniziare... ma l'arrivo improvviso di sei personaggi misteriosi manda la prova all'aria. I sei soggetti dicono di essere personaggi di una commedia, ma di una commedia mai scritta, che l'autore si è rifiutato di portare alla luce. Un Padre e una Madre, un Figlio e una  Figliastra, un Giovinetto e una Bambina desiderosi di vivere la loro vita, ora che ne hanno una. La loro apparizione causerà scompiglio sul palcoscenico, in un semiserio accavallarsi di realtà e fantasia.

  

All'inizio cercavo un classico che fosse leggero e veloce da leggere. "Via il dente, via il dolore," ho pensato. "Prima lo finisco, meglio è". Così ho frugato un po' nella mia mente e ho pensato alle opere teatrali, che sono sempre facili da seguire e svelte... e mi è venuto in mente Pirandello, che di tutti gli odiosi autori della letteratura italiana mi era sembrato quello meno antipatico.
Al liceo avevo studiato un po' delle sue opere, ma non so dire ancora adesso se avessi letto o meno questa sceneggiatura... E se l'avevo fatto di certo non mi era piaciuta.

Adesso invece, ho decisamente cambiato idea!
Innanzitutto, avendo io scritto e diretto il musical dell'oratorio, due anni fa, ho potuto godermi molto di più la storia. Conoscevo bene la sensazione degli attori che si fanno aspettare, che chiedono per la milionesima volta le stesse cose, che sanno cosa devono fare e dove devono andare... e lo chiedono comunque tutte le volte! Ho sorriso, perchè forse il mondo del teatro è lo stesso a qualsiasi livello e in qualsiasi tempo... e mi sono sentita più vicina a Pirandello (con la dovuta umiltà, si intende).
Anche il fatto di riuscire a "immaginare" le scene, che nei copioni sono molto poco raccontate, è stato per me molto facile, grazie a questa esperienza che avevo fatto. E poi ho capito meglio cosa si intende quando si dice che il tono della frase, in una storia, non deve essere trasmesso da aggettivi ma dalle parole stesse. Nei copioni questo si capisce benissimo!

Un'altra cosa che mi è piaciuta un sacco è il tema della "realtà", che questi poveri personaggi portano come motivazione alla loro presenza sul palcoscenico.
Un autore se li è fatti venire in mente, ma nonostante i molti spunti che aveva su di loro ha rifiutato di portarli alla luce mettendo per iscritto la loro storia. Questo li fa essere "vivi a metà", alla disperata ricerca di un modo di essere riconosciuti e vivere, così, per sempre.
Essendo io anche una scrittrice, conosco benissimo la sensazione dei personaggi che vogliono vivere per forza... e che ad un certo punto della storia si mettono a fare quello che vogliono loro, anche se tu vorresti che facessero altro. Prendono vita, è proprio vero!

Sentir risuonare tutti questi elementi dentro di me mi ha permesso di amare davvero questo libro, che a questo punto comprerò (l'ho preso in biblioteca) e conserverò per rileggerlo!


Lei sa bene che la vita è piena di infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili, perché sono vere.

Stelle: 4/5

22 settembre 2017

5 cose che ★ Libri che mi hanno avvicinato alla lettura

Bentornati a questa bellissima rubrica del venerdì! Oggi il tema ci fa tornare alla nostra infanzia, a quando da piccoli abbiamo iniziato a leggere da soli! L'amore per la lettura inizia sempre da qualche parte e anche se - come nel mio caso - anche mamma e papà sono grandi lettori, ci sono sempre quei libri che leggi da piccolo e che ti fanno provare emozioni tali da spingerti a cercarle anche in altre pagine...

E questi sono i miei titoli, ognuno con una storia dentro e ognuno con una storia intorno. Ma tutti mi hanno fatto amare la lettura dal primo momento che l'ho conosciuta!


5 libri che ho letto da piccola e che mi hanno fatto avvicinare alla lettura
  
     

 

Lo Hobbit  e Il leone, la strega e l'armadio di Lewis sono i libri a cui attribuisco il mio attuale grande amore per il fantasy. Leggere di cose magiche, fiabesche e impossibili mi è sempre piaciuto, e crescendo ho messo un po' da parte (ma neanche tanto) le favole per addentrarmi nel mondo del fantasy senza più tornare indietro. Penso però che siano stati questi due libri a farmi scoprire questo mio amore. Pensate che Lo Hobbit me lo leggevano i miei genitori prima di dormire mentre facevo l'asilo!

L'amore per i classici per ragazzi invece mi è nato dopo aver letto Pollyanna e Piccole Donne. Da questi due libri ho tratto moltissimi insegnamenti che mi accompagnano ancora adesso, e sopratutto ho scoperto l'amore per le "storie antiche" per ragazzi (che mi ha portato a leggere anche Anna dai capelli rossi, Pattini d'argento, Il giardino segreto...).

Un'ultima nomination va a Robin Hood, in questa edizione illustrata della Dami Editore, di cui mi sono perdutamente innamorata verso i dieci anni. Non so quante volte io l'abbia letto, e riletto, e riletto... e da allora qualunque versione della storia di Robin Hood nei romanzi deve essere mia! Quindi se ne conoscete... accetto suggerimenti! :)

Questo tuffo nel passato è stato bellissimo... e se anche voi l'avete fatto, lasciatemi un commento e verrò a leggere il vostro post! Sarà bello condividere le nostre letture infantili!


:: 5 cose che... è una rubrica del blog Twins Books Lover. Per più info cliccate qui. | photo © ::