giovedì 30 giugno 2016

Did, Do, Will #15

Dopo i sette libri del mese scorso, questo mese ho cercato di continuare con la mia challenge... con risultati decisamente meno soddisfacenti (a causa anche delle prove dell'esame di stato...)!




Did, Do, Will è una rubrica creata da Ika, che posterò ogni mese.

Bisogna elencare:

- Cosa hai finito di leggere? (DID)
- Cosa stai leggendo? (DO)
- Cosa pensi leggerai? (WILL)



#DID
  Cinder di M. Meyer ⋆ recensione
L'ultimo elfo di S. De Mari ⋆ recensione
Per questo mi chiamo Giovanni di L. Garlando

 


#DO
L'ultimo orco di S. De Mari
 



#WILL
L'ho rifatto. Ho di nuovo iniziato più libri contemporaneamente. Shame on me.
Ora devo finirli tutti prima di iniziare altro...

Il buio oltre la siepe di H. Lee
Le sette sorelle di L. Riley




Confido che il mese di luglio, con le sue settimane di caldo e calma, mi sproneranno a continuare sulla Challenge... purtroppo sono molto molto indietro (circa 16/50), ma è pur sempre un inizio! Vediamo a che punto riuscirò ad arrivare! :D

martedì 28 giugno 2016

L'ultimo elfo

Sono riuscita finalmente a mettere le mani su questo libro, il primo di una saga che ho letto dal penultimo capitolo e che ho amato alla follia. Non smetterò mai di consigliare la De Mari a chi cerca libri epici e indimenticabili!

L'ultimo elfo di  Silvana De Mari


https://ilpozzodeisussurri.files.wordpress.com/2015/03/a4942-lultimoelfo_ilpozzodeisussurri.jpg?w=660 C'era una volta un piccolo elfo. Un elfo bambino, uno nato da poco. Era solo, perso in un mondo annegato dalla pioggia, lontano da casa, e non conosceva il mondo degli uomini in cui era finito: riteneva gli umani sciocchi e imbranati... ma Moron e Sajira gli apparivano diversi. Sembravano coraggiosi, gentili... anche se strani e a volte irrazionali, certo.
Al piccolo elfo dal nome impronunciabile non sembrava vero di essere con loro, mentre seguiva la missione che gli aveva suggerito la profezia scritta sul muro. In fuga su torrenti impetuosi, nei pressi di enormi cascate e su ripidi e scoscesi sentieri di montagna, i tre andranno alla ricerca di un luogo abitato da draghi, dove forse la profezia potrà compiersi. Ma questo sarà solo l'inizio della storia, perchè molti anni più tardi ci saranno altri bambini da salvare, altri draghi da conoscere e altri cattivi da combattere.


Durante le vacanze di Natale ho scoperto Silvana De Mari per caso, perchè ho preso in biblioteca il libro più spesso dello scaffale dei fantasy.
Così mi sono ritrovata immersa in seicento pagine di storia. Emozionante, avvincente, profonda, divertente. Mi sono commossa fino alle lacrime per la felicità e la disperazione... ogni tipo di emozione, di sentimento umano, di scelta e di possibilità erano racchiuse in quel libro.
Poi ho scoperto che L'ultima profezia del mondo degli uomini era il quarto capitolo di una saga di cinque... e mi sono detta che dovevo obbligatoriamente leggere tutti gli altri.

Questo è il primo romanzo della saga, e ha un target secondo me decisamente inferiore all'altro: innanzitutto è molto più breve, in secondo luogo il protagonista è un ragazzino e, come terza cosa, ha un linguaggio e una trama molto più lineare e "fiabesca". Anche se non mi è piaciuto quanto l'altro, forse proprio a causa di questa maggiore semplicità, ci sono tutti gli elementi che rendono le opere di quest'autrice assolutamente indimenticabili.
Ci sono personaggi costruiti benissimo, eroici e realistici al tempo stesso. Ci sono i temi dell'accettazione del diverso, della sofferenza, della solitudine e della famiglia. Ci sono battaglie epiche ed eroiche, un sovrintendente crudele, poveri che combattono per la libertà e la giustizia e bambini con coraggio da vendere. E ci sono i draghi.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata vedere come la De Mari sia riuscita a prendere le cose che ho amato di più nei miei libri preferiti combinandole per dare vita a qualcosa che non richiama affatto nessuna di quelle storie. Ci sono le ambientazioni e le battaglie di Tolkien, le metafore di Lewis, il coraggio dei bambini di Pullman, le scene di collegio alla Jane Eyre... insomma, proprio la fusione di tanti tanti stilemi meravigliosi che però parlano di cose realistiche. Mi è piaciuto in particolare come la magia venga resa, in questo libro. Non è una cosa alla Harry Potter, ma una specie di potere che scorre nelle vene dei personaggi... non di tutti, ma di molti, in modo diverso. Come a dire che ognuno di noi ha una sua magia.

Il mio personaggio preferito in questo romanzo non è stato tanto il piccolo elfo quanto la sua controparte femminile, coraggiosa, sfrontata, a tratti insensibile e disillusa... ma determinata e capace di sperare e sognare ancora, nonostante tutto.

Una storia di eroismo e libertà, che parla in realtà di momenti della nostra storia reale, in cui i presunti colpevoli delle peggiori disgrazie venivano chiusi in "posti da Elfi" e accusati di causare tutti i mali del mondo degli uomini... perchè in ogni mondo, quando la gente soffre, non cerca una soluzione ma un colpevole.

Lo stile della De Mari è incredibile, perchè è in grado di tirarti dentro la storia senza permetterti di staccare gli occhi dal libro, anche in questo romanzo che comunque è scritto con un linguaggio comprensibile ai bambini, dato che è destinato a loro.
Ma non fatevi ingannare: c'è molto più della storia dei bambini coraggiosi. Leggetelo da adulti e vi renderete conto del suo immenso valore.

Sto leggendo il suo seguito, L'ultimo orco, e mi sta piacendo molto. Ho anche cambiato idea su alcuni personaggi, lo devo ammettere. Ma questo va nella prossima recensione.


Il nostro destino è quello he noi vogliamo, non quello che è stato inciso nella pietra. È la nostra vita, non il sogno sognato da altri.


Stelle: 4/5

sabato 18 giugno 2016

Tag ★ Yankee Candle

Il Flowerstardustag di questo mese è gentilmente offerto dalle meravigliose fanciulle del Bookish Brains! Non è da molto che seguo il loro blog ma posso dire che ne vale veramente la pena... e il loro talento nella scrittura è testimoniato anche da questo delizioso tag, di loro produzione!




Bundle Up - Un libro che ti scalda il cuore e ti fa sentire al sicuro.
Piccole Donne, Louisa May Alcott.
Mi ricorda tantissimo quando ero più bambina (quando la vita era moooolto più facile di adesso per mille motivi) e trovo che sia una storia veramente calda e rassicurante, di famiglia e valori veri.

Sun flower - Un libro che all'inizio sembra triste ma ti stupirà con un lieto fine.
L'ultimo elfo, Silvana De Mari.
L'intera saga di questa spettacolare autrice italiana - che ammetto di adorare - ha questa caratteristica. Nella storia c'è sempre il male del male del male... e poi si risolve tutto, e non grazie alla magia ma grazie al coraggio, all'amore e alla determinazione. E niente. La adoro.

Fireside treats - Un libro che parla di un viaggio, sia fisico che mentale.
Per questo mi chiamo Giovanni, Luigi Garlando
Una storia meravigliosa a tappe, fisiche e mentali, per conoscere la storia di uno dei personaggi più coraggiosi d'Italia. L'ho adorato, sia nel suo continuo spostarsi per ambientare le tappe del racconto, sia nel modo semplice - ma non semplicistico - in cui spiega la mafia.

Home sweet home - Un libro che ti fa sentire come a casa tua. 
Il leone, la strega e l'armadio, C. S. Lewis
Credo di aver lasciato un pezzo di cuore a Narnia fin dalla prima volta che l'ho scoperta. Devo dire però che anche nella Terra di Mezzo devo averne lasciato un pezzo. E anche - mio malgrado - ad Hogwarts. Insomma, non so quanto cuore io abbia ancora nel petto!

Baby powder - Un libro che ti ricorda la tua infanzia.
Lo Hobbit, J. R. R. Tolkien
Quando ero alle scuole elementari, i miei genitori leggevano per me (avevo già perso un po' di diottrie e speravano di farmi mantenere le restanti). Questo è il libro che ricordo di più e che conservo con più affetto nel cuore. Forse è stato quello che ha iniziato a farmi amare il fantasy!

Midsummer's night - Misterioso, sensuale e irresistibile. Il ragazzo dei tuoi sogni.
Peter Pevensie (Le Cronache di Narnia, C.S. Lewis)
Ormai non ci sono molti dubbi: lui è davvero il mio ragazzo ideale. Responsabile e coraggioso, determinato, buono, giusto... un vero Principe, con la P maiuscola! Lo adoro davvero.
Altri due che potrebbero competere con lui sono Frodo Baggins e Cedric Diggory.

Turquoise sky - Un emozionante libro d'avventura.
Hyperversum, Cecilia Randall.
Il primo libro di questa trilogia (tetralogia se ci mettiamo anche Hyperversum Next) è pieno di colpi di scena, di inseguimenti e di battaglie! Mi è piaciuto davvero tantissimo, soprattutto perchè è così eroico e avventuroso senza essere magico!

Pink sands - Un libro ambientato in un luogo esotico.
Cinder, Marissa Meyer
L'ambientazione orientale di una Nuova Pechino post-apocalittica e comunque estremamente affollata e rumorosa, tutta mercati e colori, mi è piaciuta davvero tanto... e non me lo sarei mai aspettato!

Fresh cut roses - Un retelling, una rivisitazione di un mito o di un classico.
Beastly, Alex Flynn
Questa rivisitazione della storia della Bella e la Bestia - una delle favole che amo di più - mi ha conquistata sia per la ambientazione newyorkese sia per la "realisticità" (esiste questa parola?) con cui è trattata. Mi piace davvero moltissimo, soprattutto il messaggio che manda.

Midnight Jasmine - Un libro da leggere sotto le stelle.
Lumina, Kai Meyer
Posto che se ci sono le stelle io preferisco guardare il cielo che leggere, ho pensato a questo libro perchè mi è rimasto in mente il racconto delle loro notti nel deserto. Non so quanto in effetti sia azzeccato, ma tra tutti quelli che ho non mi è venuto in mente altro - e sapete quanto amo le stelle.

Wedding day - Un matrimonio letterario.
La scelta di Robin, Elena Kedros
In questo romanzo tutto ruota attorno al matrimonio di due personaggi del libro precedente. Anche se è un libro per ragazzine, l'ho trovato veramente stupendo, ben fatto, ben congegnato e ben raccontato. Basti pensare che io ho adorato tutti e tre i libri e porto nel cuore tutti quanti i personaggi!

Madagascar orchid - Un libro con un mistero. 
Capitan Grisam e l'amore, Elisabetta Gnone
Non so perchè con tutti i thriller che amo e che ho letto io alla fine abbia scelto questo dolcissimo libro della saga dei Misteri di Fairy Oak Forse perchè mi è piaciuto veramente tanto il modo in cui questi sveglissimi ragazzini hanno indagato nella storia del loro amato Capitano...


Chiunque tu sia, sentiti taggato mentre leggi queste righe!
E se rifai questo tag, non dimenticare di citare le Bookish Brains e me...
e di lasciarmi il link per venire a commentare!




Alla prossima! :)
 

mercoledì 15 giugno 2016

Cinder

Finalmente è giunto il momento di recensire questo libro tanto chiacchierato nella blogosfera! Bilancio positivo, ma con qualche ma... ma basta ciarlare!

Vi ricordo che le mie recensioni sono sempre spoiler-free! ;)


Cinder di  Marissa Meyer



Cinder è metà umana e metà macchina: i cyborg come lei, a Nuova Pechino, non sono considerati veri uomini e trattati di conseguenza, soprattutto per esperimenti e studi di ricerca. Quando la sua sorellastra quattordicenne Peony prende la letumosi, una mortale malattia infettiva, la madre di Peony "dona" Cinder alla scienza perchè possano trovare un antidoto.
La ragazza ovviamente non è d'accordo, ma il suo arrivo al laboratorio segnerà l'inizio di una svolta nella sua vita: nuovi e incredibili segreti sono sul punto di essere svelati... ma non sarà così facile, per la regina della Luna ha deciso che vuole conquistare il regno del Commonwealth Orientale, sposando il principe ereditario Kaito. Il timore dei lunari paralizza i terrestri, ma non è la sola cosa che frena il giovane: Kai ha infatti incontrato Cinder, e non è disposto a lasciarla andare senza combattere...


Questa recensione partecipa alla Rainbow Challenge di Ilenia per il colore viola.
 
Sono stata a lungo combattuta se leggere o no questo libro. Da un lato trovo i retelling delle favole tremendamente affascinanti, soprattutto quando tolgono loro quel senso un po' di "vecchio" che a volte racconti come Cenerentola e Biancaneve si portano dietro... dall'altro però temevo di non riuscire ad affezionarmi ad un personaggio cyborg (sembra spregevole, ma è così, mi piace identificarmi nella protagonista).

A dire la verità, alla fine posso dire di aver ribaltato completamente le idee sulla storia: il fatto che Cinder sia una cyborg non mi ha disturbato affatto, anzi. L'autrice è riuscita a coinvolgermi così tanto nel racconto che la cosa mi è stata del tutto indifferente! Vorrei aggiungere che Cinder mi è piaciuta molto, l'ho trovata coraggiosa e determinata, molto generosa e affettuosa. Mi è piaciuto moltissimo il rapporto con Peony e con la sua androide, Iko: in entrambi i casi si sentiva il sincero affetto che le legava e la voglia di fare di tutto per rimanere insieme e costuire una vita migliore. Mi è piaciuto un po' meno il suo "innamoramento" del principe Kaito, per il semplice fatto che è stato estremamente superficiale: l'ha visto, era carino, le ha sorriso... e lei si è innamorata. In questo è stato proprio come nelle vecchie favole, una cosa estremamente improbabile.
Che poi, Kaito in realtà è anche un bel personaggio: l'ho trovato maturo e responsabile, diviso tra la voglia di essere un giovane libero e le sue responsabilità di principe. In particolare ho amato la scena dello specchio trovato dalla regina della Luna a cena: lì mi ha guadagnato mille punti stima.
Però appunto, il fatto che con cotanto personaggio lei si sia innamorato di lui per il suo bel sorriso... boh, mi è parso uno spreco.

Se la parte di Cinder cyborg non mi ha creato nessun problema, mi ha lasciato molto più perplessa la storia di "Cenerentola": in realtà non ci ho trovato grandi collegamenti, a parte il fatto che lei deve farsi il mazzo a lavorare per una matrigna e una sorellastra che la detestano e non fanno che bistrattarla. Infatti non c'è un vero finale della storia (non uno "da favola", diciamo) e anche il ballo non va come uno si aspetterebbe. In più c'è la letumosi - che è una cosa che io ho trovato molto ben congegnata e post-apocalittica - che rende il tutto ancora meno simile alla favola. Non è che non mi sia piaciuto, sia chiaro, ma ammetto che non era ciò che mi aspettavo.
La che mi ha dato abbastanza fastidio è stata invece la scontatezza di alcune parti della trama, tra cui quella della principessa della Luna. A parte che ci ho rivisto paro paro la trama di Sailor Moon - e leggendo i ringraziamenti mi sono resa conto che ci avevo visto giusto - ma poi era proprio banalissima... boh, ho capito come sarebbe andata fin dal momento dal momento delle informazioni su Cinder che si hanno la prima volta che mette piede in laboratorio. E quindi tutti i suoi problemi e film mentali successivi mi sono sembrati un po' di troppo.

Il fatto che non fosse una "favola" può essere un pro e un contro contemporaneamente, ma se non ci fosse stata questa assoluta banalità forse avrei anche dato cinque stelle a questa storia: i personaggi sono belli, l'ambientazione fantastica, la costruzione di questa Nuova Pechino eccezionale, anche l'idea della letumosi e dei lunari è stupenda... ma io davvero non sopporto quando il "colpo di scena" lo becco al terzo capitolo. Quindi quattro stelle, non di più. E poi vediamo come va avanti la saga.


Anche nel futuro le favole iniziano con "c'era una volta"...


Stelle: 4/5

lunedì 13 giugno 2016

Don't stop believin'

Quando ero alle scuole medie e scrivevo fanfiction sui telefilm che guardavo, mi stupivo di come quello che scrivevo finiva per succedere veramente. Ai tempi pensavo di avere un qualche "potere", ora so che era solo perchè scrivevo ciò che era scontato accadesse.
Da allora però ho iniziato a scrivere cose sperando di vederle diventare reali... Il che non è facile, quando non scrivi fanfiction ma storie su di te, sulla tua vita e il suo futuro.
Come per esempio quando ho scritto "Afferrare una stella", la fanfiction su Glee a cui sono più legata in assoluto. Ho realizzato questa cosa con incredibile emozione ieri sera, al termine del musical.
«A riportarla alla realtà furono le prime battute di Blaine, le stesse parole che aveva buttato giù in una fredda mattina di gennaio in cui non aveva nessuna voglia di ascoltare la lezione sull'art nouveau.»
Mi ero messa al computer a scrivere il musical in una nebbiosa serata di ottobre, lo ricordo ancora. Era una versione molto diversa da quella che abbiamo messo in scena, piena di buchi, di dubbi, di domande... ma ne era un embrione. Ma le frasi di Dio con cui il musical inizia, quelle non sono mai cambiate: fin dalla prima prova ho avuto un brivido ogni volta che riconoscevo le mie parole pronunciate da quella manciata di adolescenti pieni di talento. Quello che avevo immaginato, pensato e scritto nella solitudine della mia stanza stava diventando reale... e con una intensità che io non avevo mai pensato nemmeno possibile.
«L'esperienza di vedere i propri sogni diventare realtà, di vedere i propri personaggi muoversi, parlare, cantare, vivere e morire sul palco era stata la più forte emozione mai provata. Sapere che quello che lei aveva sognato era diventato realtà e che aveva strappato lacrime e sorrisi anche ad altre persone era una sensazione meravigliosa: avrebbe potuto donare un momento di gioia, una riflessione o una lacrima di commozione a chiunque, se solo avesse voluto.»
E ad ogni risata del pubblico, ad ogni suo sussulto di stupore, ad ogni suo battito di mani sentivo il mio cuore vibrare. Ognuna di quelle testimonianze di partecipazione faceva eco dentro di me, riempiendomi il cuore, quel cuore che i ragazzi avevano allargato ad ogni prova, ad ogni improvvisazione, ad ogni battuta.
Ho percepito di avere un potere indescrivibile dentro di me, un potere che può influenzare altre persone. Può far tirare fuori loro il coraggio, la responsabilità e la determinazione. Il talento. La voce. Può trasformare un adolescente un po' annoiato nel miglior attore dell'intero musical. Trasformare uno dei ragazzi più presi in giro del gruppo nel protagonista più amato e rispettato dell'oratorio.
Il mio potere può suggerire riflessioni ai cuori e alle menti di milleduecento persone che altrimenti non mi ascolterebbero mai. Può tirare insieme trenta ragazzi e renderli un gruppo. Fare capire loro che le cose belle si fanno insieme... e non c'è bisogno di alcol e telefonini per viverle.
E fare sentire a me che ho un posto nel mondo, ho un talento... ho una ragione per andare in giro a testa alta, fiera di me, felice di avere intorno persone che mi vogliono bene e consapevole di essere degna almeno un pochino di quell'amore che mi donano gratuitamente, a piene mani.
«Quel musical aveva aperto una porta di lei che di solito teneva sigillata, una porta che aveva fatto entrare aria, sole e luce nella sua vita. Si sentiva una stella, in quel momento.»
Sabato sera, al termine della prima, gli attori mi hanno letteralmente trascinata sul palcoscenico. Mi sono sentita investita dalla luce dei riflettori, dagli applausi e da un'ondata di affetto. Tutta quella gente era lì perchè io avevo scritto un musical. Perchè ci avevo creduto, perchè mi ero fidata di chi mi aveva detto che ce la potevo fare e perchè avevo deciso di metterci tutto il mio cuore e la mia passione. E di cuore e di passione ne ho tanto. Tanto per i musical, tantissimo per il mio oratorio. Non è la prima volta che dico che il mio oratorio è il mio Glee Club, e io lì in mezzo sono davvero Rachel Berry. E quando ho trovato il mio posto lì in mezzo - che forse non è il posto più immediato e visibile, ma che è proprio il mio - allora ho iniziato a risplendere. Se ne sono accorti tutti, perchè è la prima volta che in un musical non faccio una parte sul palco... ma è la prima volta che tutti mi riempiono di abbracci e complimenti.
Forse il punto sta proprio nel fare ciò che sei stata fatta per fare, e non quello che tu ti intestardisci a voler fare. Insomma, io non sono un'attrice, una cantante o una ballerina... ho sempre sognato il mondo del musical, volevo farne parte... solo che non avevo ancora capito come. Adesso lo so. Adesso so che il mio posto nel mondo - e nel teatro - è dietro le quinte, a dire a tutti quanto possa essere splendido ed entusiasmante fare parte di un cast. A trasmettere da dietro le quinte passione, determinazione e divertimento. Uno degli attori mi ha proprio detto "grazie, perchè ci siamo divertiti da morire"... e nessun ruolo di protagonista assegnato a me vrebbe potuto rendermi più fiera di questo grazie.
«- Li senti, Kailey? Metà di questi applausi sono per te! -
- Io... beh, non ho fatto molto. Sono stati loro quelli bravi. -»
Quella stessa sera una delle attrici mi ha letteralmente detto "tutto questo è merito tuo"... per quanto questa sia una cosa bellissima, non è la verità. Non è la verità perchè io posso aver messo insieme le idee e guidato gli attori, ma le scenografie sono state frutto del duro lavoro di altri, e così le musiche e le canzoni - tutto rigorosamente dal vivo. Era merito di tutti noi, dal primo all'ultimo. Perchè una voce in meno nel coro è una voce in meno, punto. Anche se non sente.
E perchè senza un gruppo di gente così piena di talento e passione avrei potuto scrivere il musical della vita, ma sarebbe rimasto un testo arido su qualche pagina.
Credo che la cosa più bella in assoluto di questo musical sono state proprio le persone. Gli scenografi con cui commentavamo dietro le quinte, i coristi che cantavano le loro canzoni con tanta bravura e trasporto da farmi venire la pelle d'oca, gli attori che ho abbracciato in lacrime ieri pomeriggio... tutti loro sono volti e visi impressi nel mio cuore, dal primo all'ultimo. Anche se non condivideremo più niente, so che continueremo a salutarci con lo sguardo di chi ha condiviso qualcosa di veramente grande, qualcosa che non si può dimenticare.
Giorgio e Davide. Gabriele, Mirko e Mastro. Panda e Lory, Martina e Francesca, Laura e Aurora.
Riccardo e Stefano, Luca e Davide. Il don. Marco. Sara. Davide.
Non ho avuto parole sufficientemente belle per ringraziarli, non ho avuto parole sufficientemente belle per dire loro quanto la loro presenza ha dato un senso ai miei sforzi, quanto mi abbiano allargato il cuore e riempito la vita. Sono stati i sei mesi più belli e faticosi della mia vita, ma li ripeterei ogni anno, all'infinito, perchè sono stati qualcosa di indescrivibile, di indimenticabile.

E hanno realizzato uno dei sogni racchiusi in uno dei miei racconti.
La piccola, insicura, spaventata Kailey Aine McDaniels è diventata reale, e ieri sera ha cantato in lacrime su quel palcoscenico con "la famiglia più nobile che c'è" proprio come nella mia storia ha cantato decine di volte sul palco con il suo Glee Club.

http://25.media.tumblr.com/tumblr_m7o185rKWh1rz7q89o1_1280.jpg
(c) quotesgram

Una ultima piccola cosa su quella storia. La prima canzone faccio cantare a Rachel in quella fanfiction è When you believe, la colonna sonora del musical su Mosè che abbiamo messo in scena. Mi piace immaginare che grazie a questa coincidenza una piccola scintilla del talento di Lea sia arrivata a me... per accendere ancora più viva la mia luce e il mio entusiasmo. Perchè, come ho detto, l'oratorio è il mio Glee Club. E io lì so di essere una stella.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...