domenica 31 gennaio 2016

Did, Do, Will #10

Riepilogo mensile di gennaio! Vediamo se riesco a tener duro al mio proposito, almeno quest'anno, o se anche stavolta darò forfait prima dell'estate... :D



Did, Do, Will è una rubrica creata da Ika, che posterò ogni mese.

Bisogna elencare:

- Cosa hai finito di leggere? (DID)
- Cosa stai leggendo? (DO)
- Cosa pensi leggerai? (WILL)




#DID
L'ultima profezia del mondo degli uomini di S. De Mari
Il bacio della sirena di T. L. Childs

http://www.flaneri.com/wp-content/uploads/2012/03/de_mari_lultima_profeziapreview.jpg http://media.booksblog.it/i/ilb/ilbaciodellasirenachildstre60.JPG



#DO
Il mago di U. K. LeGuin
Fiammadoro di D. Calhoun
 


#WILL
La mia wishlist è infinita, ma posso dire che il prossimo sarà una lotta tra:
Hyperversum Next di C. Randall
Le tombe di Atuan, di U. K. LeGuin

http://www.mondadoristore.it/img/Le-tombe-di-Atuan-Ursula-K-Le-Guin/ea978880457465/BL/BL/64/NZO/?tit=Le+tombe+di+Atuan&aut=Ursula+K.+Le+Guin




Grazie ancora, Ika, per l'idea di questo delizioso riepilogo! Alla prossima!

lunedì 25 gennaio 2016

Il bacio della sirena

Oggi recensisco il mio primo "libro dell'insonnia". Dovete sapere infatti che faccio piuttosto fatica ad addormentarmi, a volte, e dividendo la stanza con mia sorella la luce viene di solito spenta presto. Si spegne la luce, si accende l'ebook.


Il bacio della sirena di  Tera Lynn Childs


http://media.booksblog.it/i/ilb/ilbaciodellasirenachildstre60.JPGLily è l'erede al trono di Thalassinia... un regno un po' particolare perchè sorge nell'Oceano Atlantico. Chi abita questo regno, però, può camminare nel mondo come un'umano (sebbene abbia costantemente bisogno di bagni e acqua salata per sopravvivere), vivendo quello che tutti i bipedi vivono. L'unica particolarità è che quando una sirena bacia per la prima volta un'altra persona, con lei crea il "legame", destinato a trasformare l'umano in mezzo-pesce e a portarlo a vivere con sè, per sempre felici e contenti, sott'acqua. Ma il primo bacio di Lily non va esattamente come ha sperato: invece dell'aitante capitano della squadra di nuoto, il bello e affascinante Brody, si trova a baciare il suo maleducato, ribelle e irriverente vicino di casa.  Quince, che la tampina in ogni momento, che non fa altro che andarsene in giro rombando sulla sua moto e infastidendola in ogni momento. E Lily dovrà portare lui a Thalassinia e convincere suo padre a sciogliere il loro legame... o vivere per sempre con lui.


Attenzione: questa recensione potrebbe contenere spoiler.
Se volete leggere il libro e (provare ad) esserne sorpresi non andate avanti.

Il libro dell'insonnia, dicevo. Ed è stato quello l'unico motivo per cui sono riuscita a finirlo. Quello e la mia amica Ariel - sirenetta anche lei - che mi ha detto di tenere duro e arrivare alla fine, perchè una svolta ci sarebbe stata. Per fortuna le ho creduto, perchè se mi fossi fermata dove pensavo, questa storia si sarebbe beccata un bel zero stelline... con successivi insulti della serie "se provavo a dormire era meglio".

Sì, perchè sinceramente, non mi sento di consigliare questa storia a nessuno. Ne ho detestato praticamente tutti i personaggi, in particolare la protagonista. Lily è ostinata, superficiale, sciocca e tremendamente - tremendamente - infantile. I suoi pensieri e le sue emozioni io le provavo... beh, circa a dodici anni. E lei ne ha diciotto. Okay che sei una piccola sirena venuta dal mare e che è tutto nuovo per te... ma alcuni ragionamenti e filmini mentali che si fa sono tipici di una persona molto più piccola, secondo me
Anche gli altri personaggi sono particolarmente piatti e non degni di nota, a mio parere: tutta una schiera di stereotipi senza particolari invenzioni. Dosinia, la ragazzina che si atteggia e che sembra offrire le sue grazie al mondo intero perchè lei è meglio di tutti (tipico clichè da cheerleader sottomarina), l'amica-da-liceo Shannen (la cui sintonia con Lily non è trapelata granchè, ma vabbè, sono sottigliezze... in confronto ad altre cose), il rompiscatole un po' ribelle ma col cuore tenero Quince e il figo paura ma stupidissimo Brody . L'unica che si salva, che dimostra un minimo di cervello e di personalità è secondo me Peri, la sua amica sirena. Lei sì che ha un po' di intelletto.

Come dicevo stamattina ad Ariel, un riassunto del libro è più o meno così: «Quince mi sta dietro ma io amo Brody, Quince mi bacia ma io amo Brody, Quince è bello/tenero/carino/disponibile/dolce ma io amo Brody, Brody mi parla, capisco che è uno scemo, quindi amo Quince». Punto.
La quintessenza di questo libro è proprio questa: ci scivola davanti una serie di occasioni in cui scopriamo quanto Quince sia bello (ci sono più punti in cui sottolinea i muscoli e gli occhi di Quince di quelli in cui sottolinea quelli di Brody, ve lo assicuro), dolce, profondo e sensibile... a cui ostinatamente Lily risponde "ma cosa sto pensando? Io amo Brody!". Letteralmente. Una cosa agghiacciante.
L'idea dell'essere coi paraocchi, talmente presa dietro all'idea di una storia con uno da non vedere chi si ha vicino è molto bella, secondo me, bella ed educativa per le ragazzine che leggono questo libro... ma secondo me poteva essere giocata meglio in un libro in terza persona. In quel modo chi leggeva poteva rendersi conto di quanto Quince fosse meglio di Brody, senza farlo pensare alla protagonista facendo venire voglia di darle il numero di un buon psicoterapeuta.
I continui altalenamenti della protagonista e il fatto che il libro è tutto un sopra/sotto il mare mi hanno fatto sentire come se la storia si stesse continuamente ripetendo, invece di andare avanti. E la parte delle "prove" per sciogliere il legame l'ho trovata proprio artificiosa, costruita proprio per dimostrare a tutti quanto amorevole fosse Quince e quanto stupida fosse lei a correre ancora dietro a Brody.
Senza contare che poi si accorge in tre parole - giuro, tre parole - che lui è stupido, per correre tra le braccia di Quince, perchè lui la ama. La ama. Senza nemmeno conoscerla, oserei dire... cosa che Lily stessa ammette che sia stupida, dal momento che dice "non posso amare Brody, non lo conosco neanche!". Veramente, ho trovato questo libro davvero privo di logica e intelligenza, un insieme di scenette fatte apposta per far sospirare le persone e senza una vera trama. Da qui si evince che volevo dargli zero stelle.

Ma poi Peri ha fatto il suo discorsetto a Lily, e quello mi ha emozionato davvero! Le ha spiegato perchè lei e Quince sono una bella coppia... e quello ammetto che è stato una bomba! Le ragazzine ingenue che hanno seguito la storia fino a lì magari pensando davvero che Quince era meglio perchè era muscoloso, o biondo, o con gli occhi azzurri... capiscono che il vero motivo per cui loro stanno bene non sono i regali o la bellezza o l'intesa o che ne so io... ma perchè tirano fuori l'uno il meglio dell'altra. E questo sì, che è un motivo per cui un'unione va valorizzata e coltivata! Quindi, grazie a Peri, questo libro si becca due stelline.


Il finale poi mi ha lasciato un po' così. È la classica cosa messa lì per farti comprare il seguito. Stavolta però - giusto per restare in tema di graziose metafore oceaniche di cui era pieno il libro - io non abbocco.

Quince ti farà pure uscire dai gangheri, ma quando ce l'hai accanto è come se avessi una luce diversa. Lo affronti a testa alta, mentre con gli altri la abbassi.


Stelle: 2/5

lunedì 18 gennaio 2016

Tag ★ Bilanci e propositi

Dopo il post del 5 gennaio, in cui bilanci e propositi erano più rivolti alla mia vita personale, prendo in prestito da Ika questo graziosissimo Tag per iniziare il nuovo anno! Andate a leggere il suo post cliccando qui! Non so se tu l'abbia inventato o trovato... anyway thanks! c:




Sezione libri - il bilancio 
 
1. Libri letti in totale
La miseria di quest'anno l'ho già commentata altrove. Solo 22 libri letti. Shame on me, non credo di aver letto mai così poco. Okay, okay, mi sono laureata e ho fatto trentamila altre cose, ma... ma shame on me ugualmente.

2. Pagine lette in totale
Allora allora. Facciamo i conti fatti bene che sennò qui mi incasino. 7.541 pagine, pagina più pagina meno. Detto così fa sicuro più scena che la risposta precedente... ;)

3. Le letture più belle
La vendetta di Robin e la saga di Beauty sono stati gli unici due titoli ad aver ottenuto cinque stelle, quest'anno. Quasi tutti gli altri ne hanno ottenute quattro, ma credo che la menzione di merito vada solo a quelli che hanno passato il mio esame a pieni voti!


4. Le letture più brutte
Sicuramente Tre sorelle nel bosco, che è proprio brutto, e L'Accademia del Bene e del Male, che non ho ancora recensito perchè ho letto la settimana prima di Natale ma che mi ha deluso enormemente. Un altro che non mi è piaciuto è Una ragazza fuori moda, solo due stelline.

5. Hai fatto delle riletture? Se sì, quali?
Purtroppo quest'anno niente riletture... e mi dispiace, perchè è una cosa che amo fare. Rimedierò.

6. Quanti libri di autori italiani?
Questa domanda è per capire quanti soldi lasciamo in patria? Sinceramente non guardo nemmeno l'autore, quando scelgo un libro... anzi, raramente mi piacciono gli autori italiani.
Comunque quest'anno sono a quota 5 e mezzo: la saga di Robin della Kedros che ne conta tre, Ciò che Inferno non è di D'Avenia, Piccoli Passi Possibili e Vento Scomposto (la Hornby è mezza italiana e il libro è stato riscritto da lei stessa per l'edizione italiana).

7. Il libro più lungo?

Il deludentissimo Città di vetro di Cassandra Clare. Le saghe si rovinano sempre, arrivate al terzo, come è possibile? Finitele prima, se non siete in grado di portarle avanti! O metteteci di più a farle uscire! Che fastidio mi fanno i libri approssimati...

8. Il libro più corto?
Piccoli Passi Possibili, testimonianze sulla vita di Chiara Corbella Petrillo. 128 pagine densissime di significati e messaggi di vita e di speranza, insieme a qualche lacrima.

9. Il genere di cui hai letto di più?
Come ogni anno, è il fantasy che fa la padrone! Seguito dal genere "per ragazzi", in cui includo anche i classiconi come Heidi e la Alcott..

10. Il genere che hai letto di meno?
Nessun libro romantico o horror, meno che mai erotico, nella mia libreria! Per il resto c'è quasi tutto.


Sezione blog - i propositi

1. Quanti libri vorresti leggere?
Per quest'anno, niente challenge. Niente sfide, niente traguardi. Voglio solo godermi un anno di sana lettura senza vincoli nè condizioni... vediamo come va!

2. Quali letture hai in programma?
Ho Wicked che attende di essere finito da tipo un anno... vorrei metterci la parola fine una volta per tutte; segue L'ultima profezia del mondo degli uomini, che sto leggendo ora e che è già a più di metà.
Poi il 13 gennaio esce Hyperversum Next della Randall, che attendevo e che sarà sicuramente il mio prossimo acquisto e il mio prossimo obiettivo di lettura!
Ho diverse altre saghe da finire, ma non ho grandi cose in programma... vediamo dove mi porterà la mia ispirazione!

3. Quali riletture hai in programma?
Ommamma, vorrei poter rileggere tutta la mia libreria!!! Però credo che proverò a rileggere la saga di Narnia e quella di Pullman, oltre a riprendere in mano quella di Robin che mi è stata regalata per Natale. Con Hyperversum Next alle porte vorrei ripassarmi anche la saga della Randall, ma è un lavoro un po' troppo grosso (e poi so che non riuscirei ad aspettare a leggere il seguito).

4. Hai delle nuove idee da proporre sul blog? Propositi per l'anno che verrà?
Per i propositi del nuovo anno voglio usare la tecnica del sito 5motivi, con cinque parole d'ordine.

1 - Libertà
Come ho detto, quest'anno voglio prendermi il blog con più libertà. Chi mi segue da un po' sa che il Flowerstardust non è un vero e proprio lit-blog, perchè non parla solo di libri: ci sono ricette, pensieri, sfoghi, film e telefilm, musica e racconti. Voglio che sia ancora più personale e unico: quest'anno ho deciso che dimenticherò ufficialmente scadenze e rubriche per godermi il mio spazio al 100%, utilizzandolo come e quando mi va. Lo so che non è una roba giusta per guadagnare più lettori, ma con la miriade di blog che ci sono in giro dubito che una persona possa leggere un post al giorno scritto da tutti. In più spesso sono post un po' artefatti, pochissimo personali, perchè guardiamoci in faccia: chi ha tempo di scrivere un bel post ogni giorno (anche programmando)?
Perciò l'obiettivo dell'anno è meno post costretti, ma più post in generale, grazie alla libertà di scrivere, postare e commentare su qualunque argomento. Vorrei parlare di più di musical e telefilm, per esempio... e dei miei racconti.

2 - Organizzazione
Mi sono procurata un bel quadernone in cui mi appunterò via via tutte le cose da fare per il blog: le cose da scrivere, gli argomenti da trattare, eventuali iniziative o idee da proporre. Senza contare che il prossimo mese è il sesto compleanno del Flowerstardust, quindi devo obbligatoriamente inventarmi qualcosa di carino (si accettano proposte). Rispettando il criterio fondamentale della libertà, questo diventerà il mio modo di mettere ordine nelle mie confusissime idee.

3 - Collaborazioni
Qualche collaborazione e scambio di guest post è sicuramente una cosa bella, per esempio, che penso che proporrò a tutti quelli che si sono proposti nell'iniziativa di Natale. Devo solo trovare il modo e il tempo di scrivere loro.

4 - Spazio
Ho deciso che devo fare spazio in camera: ho troppi - davvero troppi - libri, alcuni dei quali non mi piacciono, non rileggerò mai o non ho bruciato a Natale solo perchè magari possono piacere ad altri. Siccome i siti di libri ti ridanno due Euro ogni mille pagine ho pensato che potrei metterli in scambio con qualcuna di voi. Preso pubblicherò un post/pagina in cui li metto a disposizione di chi ha voglia di scambiare... sperando possa essere cosa gradita!

5 - Grafica
Ho deciso che quest'anno adatterò la grafica alla stagione, con come guest star una delle mie eroine. Come potete vedere, l'inverno è sponsorizzato ovviamente da Elsa, uno dei migliori personaggi mai disegnati dalla Disney. Tutta la grafica è mia opera, dalla silouhette di Elsa allo sfondo (grazie a Colourlovers.com), onde per cui brava me. A marzo cambierò, vediamo cosa mi verrà in mente!




Detto ciò, il post infinito è lunghissimo. Ma ci tenevo a farlo perchè il mio mantra di quest'anno è organizzazione e disciplina, quindi dovrò pure provare a rispettarlo, no?
Grazie a Ika per l'idea del tag e grazie a chi ha letto fin qui! Buon 2016!


giovedì 14 gennaio 2016

L'ultima profezia del mondo degli uomini


Il mio proposito per questo 2016 è riuscire a non comprare neanche un libro. Lo infrangerò già questo mese, però, perchè esce Hyperversum Next e non me lo perderei per nulla al mondo... ma, molto per ragioni di spazio e un po' per ragioni di soldi, non ne comprerò nessuno. Sembra terribile, ma ce la posso fare: ho una biblioteca a due metri da casa e altre quattro nel raggio di dieci minuti di auto. Posso avere a mia disposizione tutti i libri che voglio a costo zero... e soprattutto senza scaricare illegalmente (che nei libri è una cosa che mi scoccia assai).

Quindi ecco qui: primo libro della serie #nel2016solobiblioteca.


L'ultima profezia del mondo degli uomini
  di  Silvana De Mari
http://www.flaneri.com/wp-content/uploads/2012/03/de_mari_lultima_profeziapreview.jpg
Rankstrail è un mezzo Orco. È figlio di nessuno, è un mercenario e un soldato. Ma soprattutto è il Capitano, che si è lasciato alle spalle un mondo e una figlia e non sa come tornarci. Poi c'è Rosa Alba, una regina cresciuta stracciona che conosce il coraggio e la strategia, la rabbia e l'amore. C'è Arduin, coraggioso e bellissimo mezzo elfo e c'è Chiara, fanciulla dai poteri prodigiosi.
E poi ci sono loro, gli Orchi. Un popolo di selvaggi, che non conoscono la musica e il teatro, che hanno come solo obiettivo quello di uccidere gli Uomini, depredarli e violare le loro donne. Non hanno sogni o desideri, non hanno un senso: sono soggetti solo alla volontà di un re senza dio e di un dio senza nome.
C'è un mondo intero da esplorare, centinaia di battaglie da combattere, di nemici da sconfiggere e di paure da superare.
C'è un popolo da salvare - anzi, due - prima che il mondo degli uomini cessi di esistere. 

Come fare a recensire un libro che è troppo grande, grande in tutti i sensi, per essere descritto? Sono più di seicento pagine, eppure mi è sembrato così breve...
Questo è un Libro, uno di quelli con la L maiuscola, che si fa fatica a descrivere e a recensire.

Lo stile di Silvana de Mari è qualcosa di incantevole: ti cattura nelle righe come se fosse una musica, come la brezza, come un profumo. È qualcosa di cui ti accorgi solo nel momento in cui ti ha avvolto tanto stretto che ti sei dimenticato tutto intorno a te: l'ho letto tornando dall'Abruzzo, sul treno, e sono state sei ore di lettura continuata. Non c'erano le altre persone, i rumori, le fermate... nemmeno la scomodità del sedile o i passanti mi disturbavano. Io non ero su un Intercity, ero lì, con Rankstrail, nelle grandi pianure, al suo fianco nelle battaglie, davanti a una candela con Chiara o nei saloni del palazzo di Daligar con Rosa Alba. Ero lì. Una magia più grande di qualunque incantesimo.
Uno stile veramente incantevole, meraviglioso. Silvana de Mari è riuscita a scrivere pagine e pagine di descrizione di azioni senza nemmeno un dialogo e nemmeno per un istante la cosa mi è sembrata pesante. Una cosa veramente indescrivibile. Uno stile calmo, pacato, ricco di frasi brevi e di punti... ma mai spezzato o cantilenante. Indescrivibile, appunto.

I personaggi sono altrettanto meravigliosi. Se penso di aver perso più tempo a leggere Shadowhunters che questo e che chissà quante altre persone hanno fatto lo stesso mi viene l'orticaria! I personaggi di questo libro sono tutti sfaccettati, veri, complessi e dettagliati al tempo stesso. Avrei voluto che Rosa Alba, Chiara, Arduin, Rankstrail, Erbrow, Florindana, Jana, Erik e perfino l'insopportabile Skardrail uscissero da quelle pagine e si facessero abbracciare. Una serie di personaggi quasi infinita, grandi e piccoli, ma mai confusi. Sempre perfetti, precisi, sempre sè stessi nonostante il tempo e lo spazio cambiassero di continuo. Sì, perchè la storia si svolge in due diversi regni - quello Orco e quello degli Uomini - e in un arco di tempo di circa quarant'anni. Quarant'anni di battaglie e di relazioni, che trasformano radicalmente il mondo in cui i personaggi vivono e che trasformano i personaggi stessi. Proprio come accade nella vita.
Insomma, questo libro è la dimostrazione che si possono scrivere storie con mille ambientazioni e mille personaggi, con un tempo e uno spazio che si allungano a dismisura senza confondere nemmeno per un minuto... rimanendo in più sempre perfettamente realistici e mai banali, dimostrando come l'eroismo sia prerogativa dell'uomo, e non esclusiva dei supereroi (cosa che Shadowhunters invece sembra trasmettere in ogni pagina).


A differenza dell'Accademia del bene e del male, da cui mi aspettavo grandi cose e da cui sono rimasta atrocemente delusa, in questo caso non mi aspettavo niente e mi è stato donato un libro meraviglioso, dalla trama stupenda, lo stile indescrivibile e personaggi superlativi. Ma la cosa in assoluto migliore di questo racconto è come parli di noi. Parla degli uomini e delle donne di oggi, del mondo in cui viviamo, della diffidenza e delle differenze, della paura e delle guerre... parla di popoli nemici che diventano amici, conoscenti e vicini di casa. Gli Orchi di Silvana de Mari sono le persone che oggi ci fanno paura e ci minacciano, che vivono in modo diverso da noi e che sembrano volerci togliere la gioia per motivi a noi incomprensibili... persone che riteniamo siano solo da eliminare. Ma non è quella, la strada per il futuro. Rankstrail se ne rende conto, e così anche chi sta leggendo. Uno dei romanzi più belli che io abbia mai letto, che non dimenticherò mai e che si è meritato un posto accanto Tolkien, Lewis e Pullman nella mia biblioteca del cuore.

Chi sa raccontare le storie e le sa ascoltare diminuisce la propria ferocia perchè impara a capire cosa c'è nella mente degli altri.


Stelle: 5/5

giovedì 7 gennaio 2016

Rapunzel - il musical

Fedele ai miei principi di musical-addicted convinta, anche il 2016 inizia con la recensione di un musical. Vorrei essere più costante, quest'anno, e parlarne ogni volta che ne guardo uno... ma poi tra una cosa e l'altra mi perdo sempre via, quindi vedremo come andrà.
Per iniziare però voglio lasciare qui commenti e impressioni sull'ultimo spettacolo visto all'Arcimboldi, giusto qualche giorno fa.

 

Allora, premettiamo come è iniziata la cosa. Ogni settembre mi attacco ad internet e vado a caccia di tutti i musical che verranno rappresentati nell'anno scolastico seguente, grazie soprattutto al mio insostituibile Musical.it. Cerca che ti cerca, trovo che a Milano arriverà Rapunzel, con Lorella Cuccarini nel ruolo di Madre Gothel (ricordate bene questo nome, per piacere).

Quella che trovate a questo link era la locandina che ho trovato su TicketOne quando sono andata a prenotare lo spettacolo. Ebbene, presa dall'eccitazione e dalla voglia di vedere dal vivo un altro spettacolo meraviglioso targato Disney (La Bella e La Bestia l'ho visto due volte e sono sempre stati soldi spesi meravigliosamente), ho fatto il grande, grandissimo errore di non leggere le scritte in piccolo e di non andare a cercarmi maggiori info su internet. Mi sono lasciata incantare dalla locandina, in cui c'erano una indubbia Rapunzel, un indubbio Flynn e una indubbia Madre Gothel. Stupida me. 
Se avessi letto meglio i sottotitoli, mi sarei accorta che il suddetto Flynn si chiamava Phil e che il musical era "liberamente tratto dalla fiaba originale dei fratelli Grimm". Se l'avessi letto, non ci avrei speso tutti quei soldi che ci ho speso. E soprattutto non sarei stata così gasata, ogni giorno di più, all'idea che si avvicinava la data dello spettacolo. Forse non ci sarei neanche andata.

Sì, perchè quello che mi aveva spinto a prendere i biglietti era l'idea di sentire le canzoni stupende del cartone della Disney, migliorate ancora di più dalla recitazione e dall'esibizione live. Ero così sovraeccitata, la sera dello spettacolo! Saltellavo sulla sedia come una bambinetta di sei anni.
Si abbassano le luci, la voce fuori campo invita a spegnere i cellulari e dice che per stasera la piccola Rapunzel sarà interpretata dalla bimbetta che ha vinto Ti Lascio una Canzone.
Delusione. Rabbia e delusione.
Da quelle quattro parole ho capito che non sarebbe stato lo spettacolo della Disney. Quando l'ho detto a Booth, lui mi ha risposto "magari ci sono canzoni in più perchè è dal vivo", e io annuisco. Sì, alcune cose possono essere diverse, dopotutto non è il cartone.

E infatti non era il cartone. Ma non era neanche la favola dei Fratelli Grimm, come prometteva il sottotitolo. Perchè se fosse stata una cosa totalmente originale, forse l'avrei anche mandata giù... quello che mi ha fatto veramente vedere i sorci verdi (e mi fa arrabbiare anche adesso che scrivo) era che era chiaramente una scopiazzatura della Disney!!!
La storia originale, che conosco da sempre e che ho riletto per scrivere questo post (la trovate qui, ad esempio) non c'entra assolutamente niente con il musical. Quella Disney invece è tale e quale. Tale e quale ma rimanendo al di qua del limite del plagio: sì, perchè Madre Gothel viene chiamata Go To Hell - imbarazzante!!!! - e Flynn diventa Phil. La Locanda del bell'anatroccolo diventa la locanda del lupo... e finiti qui i cambiamenti. Perchè a Rapunzel si accendono i capelli, c'è il fiore dorato, le lanterne, la gita in barca col duetto romantico, il presunto tradimento del ladro Flynn che ha rubato la corona e che finisce in prigione, la fine di Flynn con successivo taglio di capelli e salvataggio, perfino la scena di Rapunzel che passa da gioia a depressione ogni due minuti... ditemi voi se questa non è la storia della Disney! Con quella dei fratelli Grimm non ci azzecca un accidente!
La cosa che mi ha assolutamente infastidita è che invece le cose belle della Disney, ovviamente non c'erano: le canzoni erano terrificantemente terrificanti, i personaggi erano tremendi (quei due cavolo di fiori nella camera di Rapunzel mi hanno fatto venire la pelle d'oca) e i dialoghi veramente a livello primo anno di asilo. Battute pessime, banalissime, gestualità eccessiva... uno spettacolo per bambini ma pubblicizzato come un musical per grandi e piccini.
Le canzoni in particolare le ho trovate tutte estremamente insipide e banali, copiate nel senso e nei contenuti alla versione Disney ma non in grado di costruire qualcosa di altrettanto orecchiabile, divertente e gioioso. Anche il duetto romantico non mi sapeva di niente. Per non parlare del finale, in cui non solo la scena del salvataggio di Flynn è più ridicola che romantica... ma è Madre Gothel a dire a Rapunzel che se piange lo salva. Terribile.
Una delusione colossale e cocente, tanto che a metà spettacolo ho quasi proposto a Booth di tornarcene a casa. Tornare a casa a metà musical dopo tutto quello che ci avevo speso... capite? Giusto per darvi una idea della delusione.

Comunque un paio di cose che si sono salvate c'erano: la prima è stata la scena delle lanterne... davvero magica, non c'è che dire. Lì sì che mi si sono schiusi occhi e labbra per lo stupore. Ho avuto una piccola frazione dell'emozione che mi aspettavo.
La seconda è la Cuccarini. Lei è stata veramente superlativa, una ballerina stupenda, una cantante ancora migliore e l'unica attrice degna di questo nome nell'interno musical (Rapunzel non sapeva davvero di niente!!!). Le canzoni interpretate da lei non sono state affatto male e sono stati gli unici punti in cui ho applaudito. Per il resto uno spettacolo davvero davvero pessimo.

Non lascio link a nessuna canzone, a nessun sito nè a trailer o robe simili. So che dovrei, ma è stato veramente così brutto che non ho nessuna intenzione di fare pubblicità a questo spettacolo. 

martedì 5 gennaio 2016

Gennaio

Okay. È gennaio.
Non riesco ancora a rendermene bene conto, lo devo ammettere. Tra la laurea e tutto quello che ci è girato intorno (festetesibomboniereprenotazionisalatiniconfettistampediscussioneeccecc) mi sono ritrovata a dicembre senza rendermene conto. Della serie: "ma come? Un minuto fa era agosto!!!"
Comunque, che a me andasse bene o meno, ho messo un punto a questo 2015.

Un anno davvero stupendo. Niente da dire, stavolta. Tutto (o quasi) è stato come doveva essere.

Ho passato un anno di amore con una persona che mi capisce meglio di quanto faccia io stessa e che mi fa ridere, davvero, di cuore, e in modi veramente assurdi. Chiunque vi dica che "avere un ragazzo che vi fa ridere" è una illusione è un bugiardo, non credetegli. I ragazzi che fanno ridere ci sono, bisogna avere il coraggio di cercarli... e soprattutto di aspettarli senza rassegnarsi e accontentarsi di qualche seconda scelta che va più o meno bene. Attendere paga. E tanto.

Un anno di amore, dicevo.
Di amore e di soddisfazioni: finalmente sono riuscita a laurearmi... e dopo una serie di fallimenti più o meno notevoli potersi godere un risultato ottenuto è veramente una grande grande gioia. Mi rendo conto che anche la laurea mi è passata con più fatica che emozione (non so quanti capelli io abbia perso in quei due mesi in cui preparavo la tesi...), ma ora mi sento decisamente più leggera. Un obiettivo è stato portato a casa, e nel bene e nel male un pezzo di carta è nel mio cassetto. Certo, per fare l'assistente sociale mi aspetta ancora lo scoglio dell'esame di stato... ma celapossofare - ormai il mio iPhone mi suggerisce questa parola ogni volta che scrivo ce, da quante volte l'ho scritta durante il periodo della laurea.

E poi ho trovato lavoro quasi subito: un lavoretto di un'ora al giorno, è vero... ma è qualcosa. Due soldini (proprio due) e un'oretta impegnata, oltre che un posticino in una cooperativa... che se faccio bene il mio lavoro magari magari rimane. Vedremo.
Di certo questo lavoro mi fatto tornare a contatto con i bambini della scuola elementare, un mondo meraviglioso, incantevole e incomprensibile. Mi piace coltivare il mio lato bimbo per poter stare loro più vicino, per parlare delle cose che loro amano, per riuscire a raggiungere le loro menti e i loro cuori ancora troppo vicini al Paradiso per poter essere veramente terreni. Li amo tutti, i miei bimbi del doposcuola. Tutti quanti.
E amo anche quel bimbo autistico conosciuto un giorno per caso, che nel tempo di una mensa mi è rimasto nel cuore e non credo se ne allontanerà mai... mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo e che vorrei scoprire meglio, di cui vorrei leggere e capire. L'autismo mi fa paura e mi affascina al tempo stesso, ma quello che ora so è che i bimbi con problemi - tutti - hanno un senso.
La sua vita è difficile, sembra che non abbia un senso perchè pare che nel nostro mondo pieno di persone chi non riesce a comunicare, a capire, a parlare e perfino a muoversi... chi non è 100%, o anche di più, non abbia senso.
Ebbene, io il senso l'ho trovato.
L'ho trovato una settimana prima di Natale, grazie a un bambino di quarta elementare.
I bambini con una qualunque difficoltà allargano il cuore di tutti gli altri in un modo che nient'altro può fare. Allargano il cuore e le braccia, gli occhi e la mente. Grazie alla loro presenza, ai loro occhi e alle loro mani, alle loro parole e ai loro gesti tu vedi meglio tutto il resto e ti rendi conto che è quello, l'enorme valore di quei bambini voluti, desiderati... amati, nonostante tutto.
E pensati. Pensati da Dio. Dio che non ha "dimenticato" o "punito" le loro famiglie, ma ha donato loro una presenza che farà sempre sentire loro che niente e nessuno a questo mondo non ha senso. E io l'ho capito grazie a un bambino di nome Emanuele (che non per niente significa proprio Dio-con-noi).

Quindi benvenuto, Gennaio. Il 2015 è stato un anno meraviglioso, pieno di soddisfazione e amore.
Che il 2016 sia ancora più pieno di soddisfazioni, di amore... e di sorprese. Brutte o belle, ti fanno capire che la tua vita non è nelle tue mani, ma nelle grandi mani di qualcuno davvero più Grande. Qualcuno in grado di dare senso a tutto, anche a ciò che sembra non averne.


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