08 novembre 2016

Una voce dal lago

Sono stata colpita da questo libro in libreria, immaginate il mio stupore quando mi sono resa conto che quel bel libro dalla cover così "alla moda" (questa) era in realtà un vecchio libro della Gaia Junior! Però non c'è che dire, la Gaia ha sempre titoli di valore.


Una voce dal lago  di  Jennifer Donnelly 



Mathilda "Mattie" Gokey conosce il valore delle parole. Sa che sono importanti, che hanno un peso, un valore e un potere. È per questo che ogni giorno cerca due parole nuove sul vocabolario e si impegna a mandarle a memoria, scatenando veri e propri duelli di sinonimi con il suo amico Weaver. Per seguire il suo amore per le parole, Mattie vorrebbe andare a New York e al Barnard College, per inseguire il suo sogno di diventare scrittrice.
Ma nell'America di inizio Novecento è una cosa strana e assurda, il pensiero di una donna che va all'università... soprattutto per una che vive come Mattie, in una cascina, in mezzo alla miseria, con tre sorelle più piccole e un padre che da quando ha perso la moglie sembra aver perso anche la voglia di vivere.
Il sogno di Mattie sembra impossibile da realizzare, ma proprio quando la sua vita sembra già stata scritta un plico di lettere e un cadavere nel lago stravolgeranno tutto.
Sulla copertina di questo libro c'è scritto che "annulla i confini tra i generi", perchè è un po' romanzo storico, un po' romanzo al femminile e un po' un giallo. Ecco, sinceramente io l'ho apprezzato come romanzo storico e un tantino come romanzo al femminile... sulla parte del giallo boh, sono stata scettica. D'altronde il cadavere del lago è il pretesto - diciamo - perchè Mattie faccia la sua scelta alla fine del libro, non molto di più.
La parte più interessante secondo me è la vicenda dal punto di vista storico: l'autrice dipinge perfettamente il mondo dell'america di inizio Novecento (periodo che io adoro, ma dettagli), soprattutto per quanto riguarda la vita di campagna. Ho trovato descritto in modo vivido e dettagliato sia il mondo di Mattie, fatto di campi e mucche, ma anche i primi hotel di villeggiatura, con questi signori ben vestiti che vanno a "non far niente" al lago. La storia è raccontata dal punto di vista di Mattie con una grande maestria, tanto che sembra impossibile che l'autrice sia invece nata e vissuta ai giorni nostri e che scrive questa storia solo tramite dei documenti. Lo stile è veloce, coinvolgente e scorrevole senza mai essere scarno o privo di dettagli.

Come romanzo al femminile mi è piaciuto un po' per lo stesso motivo.
La protagonista è Mattie, che rappresenta un'adolescente fatta e finita, nei suoi desideri e anche nella sua volubilità e - talvolta - leggerezza. Ho sorriso davanti ad alcune sue reazioni irrazionali, perchè ho pensato che anche nel primo Novecento le sedicenni erano in piena tempesta ormonale (però con maggior classe di quelle di oggi, è da dire).
Le sue tre sorelle, la sua professoressa e le altre donne del libro, da mamma Gokey a Grace Brown rappresentano tutte uno spicchio della società in cui vivevano, il modo in cui le donne venivano trattate e quello che era ritenuto giusto o non giusto per loro fare.
Alla fine di questo libro mi sono detta che caspita, non mi rendo abbastanza conto di quante fortune ho e di quanto avanti siamo andate... è un libro che ti fa capire davvero il valore dell'emancipazione femminile! La parte "romantica" del libro mi è piaciuta perchè non scontata, ma a questo punto arrivo tra un minuto.

La recensione fin qui è bellissima, e denota quanto io abbia amato questo libro e i suoi personaggi.
Il motivo per cui le dò tre stelle è che mi ha lasciato a bocca asciutta, senza la risposta più importante di tutta questa storia. Per tutto il racconto infatti viviamo la divisione di Mattie tra l'amore per la famiglia e quello per i libri, tanto che lei stessa ad un certo punto dice proprio che non conosce nessuno che abbia entrambi. Beh, alla fine questa cosa non viene più affrontata. O forse no, nel senso che forse la scelta che fa Mattie alla fine del romanzo denota che ha scelto una cosa al posto dell'altra... ma questo non mi sta bene. Insomma, io penso che anche allora si poteva trovare un uomo che non ti avrebbe obbligato a scegliere tra lui e i libri, no? E lo dico a ragion veduta, considerati alcuni personaggi del romanzo. Non so, questo mi ha lasciato molto amareggiata e mi ha fatto pensare che un'adolescente di oggi potrebbe pensare che anche adesso se ami i libri non potrai avere mai un fidanzato e viceversa...

«Sai, Matt, certe volte vorrei che esistesse davvero una cosa come il lieto fine.»
«A volte esiste. Dipende da chi scrive la storia.»


Stelle: 3/5

3 commenti:

  1. Adoro i libri di questa collana, quando è uscita la nuova edizione il titolo mi diceva qualcosa, infatti ho scoperto di possederlo già, nella versione vecchia. Devo ancora leggerlo, non so bene cosa aspettarmi però mi incuriosisce :)

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    1. Secondo me ti piacerebbe! Molto femminista e poetico, per me è proprio carino! :D

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  2. ciao
    messo tra i libri da leggere #11 http://robbyroby.blogspot.it/2016/11/libri-da-leggere-11.html

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra