03 novembre 2016

L'ultima profezia del mondo degli uomini - l'epilogo

Ed eccomi qui, a recensire l'ultimo capitolo di una saga fantasy che mi ha fatto tornare a sperare che al mondo esistano ancora dei libri belli che non ho letto.

Se non l'avete ancora fatto, vi lascio i link a tutti i libri di questa saga, in ordine, così potrete decidere di iniziare (o continuare) a leggerla!



L'ultima profezia del mondo degli uomini - l'epilogo 
 di  Silvana De Mari 



Sono passati mille anni dal momento in cui Rosa Alba e Rankstrail hanno fatto la loro scelta, e di loro e di tutti i loro cari non c'è più traccia nel mondo. Non c'è più traccia nemmeno di quello splendente, ricco e meraviglioso mondo degli uomini che hanno contribuito a costruire e guidare: tutte le terre conosciute sono state conquistate, dominate, assoggettate e ridotte in sangue cenere sotto i piedi degli Yurdioni, terribili guerrieri assetati di sangue. Tra loro non esistono vincoli di parentela, non esiste scrittura, non esistono le arti e nemmeno l'elementare capacità di giocare, ridere e raccontarsi storie.
Kail è uno di loro, uno Yurdione. Ma come tutti i personaggi di questa saga, anche lui è imperfetto. E anche lui deciderà di prendere in mano la sua vita facendo ciò che ritiene giusto, più che ciò che gli viene comandato.
E forse è proprio lui l'ultima speranza per il mondo degli uomini.


Ammetto che ho letto questo libro con delle aspettative che rasentavano l'assurdo. Ho adorato ogni romanzo di questa saga, ogni personaggio, ogni sfumatura... ogni minuscolo dettaglio che faceva capire che era tutto costruito ad arte, tutto pensato, tutto meravigliosamente in equilibrio: nessun pezzo mancava, nessun pezzo era di troppo.
Naturale che con queste premesse, io mi aspettassi un capolavoro, a compimento della saga.

Ma come avrete capito dal tono di questa premessa, non ne sono stata pienamente soddisfatta.
Non che non mi sia piaciuto, sia chiaro. Mi è piaciuto, e tanto. Però... però visto cosa la De Mari aveva tirato fuori nei libri precedenti, ho avuto un po' la sensazione che con questo non abbia dato il meglio di sè. Per prima cosa l'ho trovato breve, quasi frettoloso, soprattutto nella parte finale. Okay, forse con tutte le battaglie che aveva già descritto e raccontato temeva di ritornare sui suoi soliti clichè, però secondo me con il suo talento nel raccontare mi ha solo impedito di leggere altre pagine di meraviglia.

Anche se è decisamente più breve dei precedenti, però, la pecca maggiore di questo libro è proprio la sua ripetitività: la prima metà della storia è abbastanza lenta e priva di azione, e finisce per ripetere spessissimo le stesse cose. A me non ha infastidito più di tanto, ma penso che se forse avessi aspettato qualche mese tra il libro precedente e questo avrei apprezzato maggiormente le spiegazioni e i richiami al passato, che invece - avendo ben chiare le vicende appena trascorse - mi sono sembrate un po' una ripetizione inutile.

La seconda metà del romanzo, invece, contiente tutta la bellezza e la magia che la De Mari sa mettere nelle sue storie. Le vicende della vita di Kail e della gente di Erbrow sono state epiche, intense, un colpo di scena dietro l'altro, un tassello di puzzle dietro l'altro. Epico, intenso e allo stesso tempo semplice, proprio come gli altri racconti.
In un punto (non voglio spoilerare, per cui non specificherò quale) mi sono sentita molto tradita, mi aspettavo un vero lieto fine per questa storia... ci sono rimasta proprio male male, speravo in un colpo di scena che poi non si è verificato. Penso che la coerenza della De Mari e la sua capacità di non essere schiava del fanservice siano due delle cose che la rendono una delle mie autrici italiane preferite in assoluto. I suoi personaggi vivono e muoiono in base alle vicende della storia, non in base a quanto i fan potrebbero essere dispiaciuti o meno della loro dipartita.

Questa saga è proprio una spirale aurea, che continua allargandosi sempre di più, abbracciando sempre più popoli, generazioni e terre ma che comunque, alla fine, è una linea senza fine di cui tutti facciamo parte, come in un grande abbraccio.
Ho trovato stupendo il messaggio di fondo e meraviglioso il modo in cui è veicolato. La De Mari ha un vero dono per la scrittura, riesce a dire cose complicate in modo semplice e indimenticabile.
Leggerò di sicuro gli altri suoi libri, di certo... ma niente, niente, potrà mai farmi scordare di Yorsh, Rosa Alba, Rankstrail, Aurora, Chiara, Arduin.... e tutti gli altri, perchè ammetto di ricordarmi quasi tutti i personaggi, e di ricordarli quasi tutti con lo stesso affetto.


Non sempre quello che si ha in mente si realizza,
ma solo quello che è stato nella mente di qualcuno può avverarsi.
Quindi era sempre meglio sperare.


Stelle: 4/5

2 commenti:

  1. Di questa serie ho letto solo i primi due (e non in ordine), ma li ho adorati! *_* Anche se tra l'uno e l'altro ho fatto passare davvero un sacco di anni. Spero di riuscire a leggere gli altri senza far passare tanto tempo! :)

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    1. Il terzo è un po' più lento e pesante... ma il quarto ricompensa tutta la fatica fatta! Io l'ho trovato forse il più bello! Trova il tempo per leggerli, non è sprecato! ^^

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra