02 novembre 2016

Di seta, chiffon e organza

Ieri sono andata in un negozio di abiti da sposa.
Non ci ero mai stata, anche se non so quanti episodi di Abito da sposa cercasi io abbia visto su Real Time. E comunque lì si tratta di Kleinfield, a New York, qui di un negozio vicino alla superstrada Milano-Lecco. Ma in effetti sempre di abiti bianchi si tratta... e insomma, quando uno è lì in mezzo non è che va tanto per il sottile. Sembra di essere... boh, in un posto che non è di questa terra.

La risposta alla domanda che vi state facendo comunque è no.
No, non era per me. Non sono io che mi sposo.
Si sposa la mia amica Maraina, compagna di "singletudine" di un pezzo di vita. Lei appena piantata dal fidanzato di sempre e io sola come al solito abbiamo fatto tutte quelle cose che sono belle da fare solo se si è in compagnia: siamo andate in palestra e in piscina, a Gardaland e a Movieland, al lago e a fare shopping, a Grazzano Visconti per la rievocazione medievale e al raduno fantasy di Soncino. Siamo andate a fare danze popolari e ci siamo iscritte in Croce Rossa.
Abbiamo condiviso un bel pezzo di strada, conoscendoci meglio e riempiendo le reciproche solitudini di chi non ha un fidanzato e nemmeno tanti impegni, ma molti interessi e voglia di fare.
È stato un bel pezzo di strada insieme, e ieri pomeriggio, andando alla prova dell'abito, mi sono resa conto che è finito: da un paio di anni le nostre strade si sono un po' allontanate, ma adesso si sono separate del tutto. Lei avrà un marito, una casa da mandare avanti («nove stanze, Lara! Ti rendi conto? Io faccio fatica a tenere in ordine la mia!!!»), cene e pranzi, le lavatrici... tutte quelle cose di cui ora si occupano le nostre mamme e che noi figli quasi non consideriamo.
Lei sarà una moglie. Moglie. E il Gabri sarà suo marito. Saranno per sempre insieme. Per sempre. Li inviteremo insieme a cena, li vedremo insieme a Messa, verranno insieme alle iniziative dell'oratorio... sempre insieme. Invecchieranno insieme. Hanno scelto l'uno l'altra per la vita.
Questo pensiero di eternità mi fa sempre girare la testa, perchè insomma... è la scelta che ci rende più simili a Dio, non trovate? Scegliere una cosa per sempre. Ti fa riflettere su quanto in realtà la tua vita sia effettivamente infinita, su quanto tu possa davvero fare questa scelta in forza di un pezzo di te che non morirà mai. È una riflessione che mi manda in fibrillazione e mi terrorizza allo stesso tempo.

La situazione era comunque molto strana. Adesso se ci penso non mi sembra neanche tanto reale. La Maraina ha scelto il vestito da sposa. L'ho vista vestita da sposa, si sposerà.
Una parte di me ha provato una punta di invidia, credo. Un pizzichino, perchè insomma... chi non vorrebbe un abito stupendo e principesco per una volta nella vita?

Il pizzichino di invidia però si è cancellato quando sono tornata a casa da Booth. Lui era lì, ad aspettarmi in ciabatte al pc dopo aver riordinato tutta la casa che avevamo messo sottosopra per l'happy hour di Halloween che avevamo organizzato insieme. Bellissimo come sempre, in una veste così casalinga che ho proprio pensato che avrei voluto vivere quella scena - me che torno da fuori e lui che mi aspetta in tuta - ogni giorno della mia vita.
Vorrei davvero vivere ogni giorno della mia vita con lui, in quella piatta routine che già adesso di tanto in tanto ci fa bisticciare ma che fa così tanto casa... so che il tempo deve ancora passare, che la strada è lunga, che ce ne passa ancora di acqua sotto i ponti prima di convolare a nozze e andare a vivere insieme... ma sono così inspiegabilmente e pienamente felice di avere una persona che voglio sposare che vorrei fare tutto subito. Vorrei tutto qui, domani.
Ma so che la bellezza delle cose sta anche nel saperle attendere, nel saperle aspettare, nel saper fare le cose con la giusta calma che ti permette di assaporarle fino in fondo. Ho aspettato venticinque anni per trovare la persona giusta e l'attesa è valsa ogni minuto. Aspettare a volte è il segreto per vivere i sogni, per assaporarli, cullarli e farli crescere piano piano per poi goderli quando sono al loro massimo.

La stessa mia vita con Booth nasce dai sogni, dalle cose che ho immaginato guardando gli altri, che ho sognato guardando gli altri, che ho scritto guardando gli altri. Avete presente la sensazione del "era proprio quello che sognavo ma che non osavo sperare davvero perchè temevo di venirne delusa"? Ecco, ogni volta provo una cosa così. Ed è una sensazione così inebriante che a volte mi chiedo se io non stia effettivamente ancora sognando.

E quindi auguro a Marina - amorevolmente chiamata Maraina, come avrete capito - tutta la felicità e la gioia e la serenità di questo mondo. Che anche per lei sia quello che sognava ma che non osava sperare per timore di esserne delusa.



3 commenti:

  1. ciao
    nemmeno a me ha emozionato quando ho comperato l'abito da sposa, le prove dell'abito prprio una noia.....emozionante è stato quando ho indossato l'abito il giorno del matrimonio.

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    1. Sì, forse hai ragione... sono io che mi faccio un po' troppi film! Ma che ci posso fare, non riesco a vedere le cose come la gente normale XD
      Grazie per aver commentato! ^^

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  2. È molto bello che si siano ancora persone che, come te, amano emozionarsi e vivere l'emozione già dal "prima" e non solo sul momento.
    Io sono sempre stata convinta che sono l'attesa ed i preparativi la parte più bella di un grande evento (inteso come tutto quello che comporta attendere l'evento, non solo sul piano organizzativo, ma anche delle speranze e delle aspettative).
    Certo, anche il dopo ha un suo valore, ma lì subentano poi altre cose. Sempre importanti, ma con un'altra valenza.
    Comunque, auguri per la tua amica!
    Un bacio!
    Halley

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra