5 cose che ★ Children Books

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
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Ho imparato a leggere da piccolissima, e da allora non ho mai smesso... all'inizio per impedirmi di stare sveglia per ore erano i miei genitori che mi leggevano una pagina di un libro prima di andare a dormire (e vorrei sottolineare che mi leggevano Lo Hobbit, giusto per dire che Tolkien è sempre Tolkien...). Ma ci sono alcuni libri che mi sono rimasti nel cuore al punto tale da amarli ancora adesso con la stessa intensità!




5 Libri che ho amato da piccola

 


Purtroppo non posso mostrarvi le copertine dei libri che ho amato da bambina per un motivo semplicissimo: prendevo i libri in biblioteca, o quella cittadina o quella scolastica, quindi non ne ho nessuno. So che è un po' triste, ma quando in casa si sta stretti (e i soldi sono quelli che sono) a qualcosa bisogna rinunciare... Anche se non ho tutti questi libri in cartaceo, in realtà, le storie di questi romanzi sono per me ancora più preziose e importanti: me le ricordo a cuore e memoria perchè le ho amate davvero tanto!

Una piccola nota: ho deciso di lasciare da parte le favole classiche, perchè quando ero piccola ne avevo una collezione in volumetti che ho consumato, a furia di leggerli. Siccome erano tipo sessanta storie, e io non saprei scegliere, ho deciso di nominare solo i "non-classici" più antichi che riesco a ricordare di aver letto!

1 :: Pollyanna, E. H. Porter :: Credo sia in assoluto uno dei libri che ho amato di più. L'ho letto tipo in terza elementare, perchè - come mi capita spesso - ho preso il libro più grosso dallo scaffale della biblioteca scolastica... e l'ho adorato. Pochi anni fa ne ho comprata un'edizione economica, ma la prima che ho letto, con Pollyanna e zia Polly che prendevano il tè sulla copertina rigida di tela plastificata è ancora impressa nel mio cuore. Consiglio questo libro sempre e comunque, perchè è stupendo a qualunque età!

2 :: Il leone, la strega e l'armadio, C. S. Lewis :: Anche questo classicone risale alla mia seconda o terza elementare. Avevo un'edizione Junior -10 semplicissima, e so di aver già raccontato che dopo averlo letto annunciai a mia madre che "da grande" sarei andata a Narnia, avrei sposato Peter e sarei rimasta a fare la regina. Devo aggiungere che è stato un mio sogno fino a non molto tempo fa... =P

3 :: Anastasia, la storia del film :: Quando avevo otto o nove anni, in Italia è arrivato il film di Anastasia. Io non sono andata a vederlo al cinema, anche perchè qui da me ai tempi i film arrivavano nel cinema cittadino circa tremila anni luce dopo che nel resto del mondo... ma ho preso il libro che raccontava la storia sempre sullo scaffale della biblioteca scolastica. Anastasia è ancora una delle mie storie preferite e mi piacerebbe ritrovare questo libro per comprarlo come ricordo...

4 :: Ascolta il mio cuore e Parlare a vanvera, Bianca Pitzorno :: Di Bianca Pitzorno Ascolta il mio cuore è imprescindibile! È una storia a cui non manca niente: ci sono misteri, storie d'amore, vendette, alleanze... c'è tutto! È raccontata magistralmente e racconta un pezzo di storia d'Italia (il secondo dopoguerra) che per me è anche super interessante! Bellissimo davvero, consigliato a tutti... io lo rileggo ogni estate, visto che è sempre rimasto nella mia casa di campagna in Abruzzo!
Quanto a Parlare a vanvera, è un'esilarante raccolta di racconti che spiegano le origini di alcuni proverbi, come "piangere a dirotto", "fare orecchie da mercante", "scendere a patti"... forse ora non sono più così usati, e quindi le storie perdono un po' del loro senso, ma per chi è della mia generazione sono davvero geniali!


Ho amato moltissimi libri, quando ero bambina, ma questi in assoluto sono quelli che ho amato di più. Via via che sono cresciuta il numero dei libri letti è aumentato esponenzialmente, ma credo che nemmeno il fantasy più emozionante o il trhiller più perfetto potrà mai cancellare dalla mia mente e dal mio cuore questi romanzi, per me il vero cuore della mia anima da lettrice!

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Buon weekend!
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5 cose che ★ Autori-Garanzia!

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Questa puntata si prospetta alquanto ardua... e temo davvero di non riuscire a tirare fuori cinque autori, perchè credo di non aver amato tutte le opere di nessuno in particolare. In più so già che saranno quasi tutti autori fantasy o per bambini, perchè so che degli autori di romanzi rosa spesso e volentieri mi piace solo un'opera e le altre mi sembrano tutte uguali...




5 autori di cui comprerei i romanzi ad occhi chiusi

https://ilpozzodeisussurri.files.wordpress.com/2015/03/a4942-lultimoelfo_ilpozzodeisussurri.jpg?w=660  



1 :: Silvana De Mari :: Ha recentemente conquistato un posto nel mio Olimpo degli scrittori con la sua saga degli Ultimi che non finirò mai di consigliare al mondo. Al momento attuale non mi ha mai delusa, spero di poter continuare a dire lo stesso dopo che avrò iniziato la saga di Hania...

2 :: C. S. Lewis :: Ho adorato Le Cronache di Narnia, ovviamente, ma mi è piaciuto molto anche Le lettere di Berlicche, che nel suo essere molto "educativo" e moralista è al tempo stesso geniale, sottile e spiritoso. Mi piace il suo stile, adatto a grandi e bambini ma allo stesso tempo mai sciocco o semplicistico.

3 :: Cecilia Randall :: L'incondizionata ammirazione che avevo per questa bravissima autrice si è leggermente ridimensionata con Hyperversum Next, che nonostante molto impegno e diversi tentativi non sono riuscita a portare avanti. Il suo stile è impeccabile e la descrizione di posti e persone è sempre incredibile... la trilogia di Hyperversum, l'autoconclusivo Gens Arcana e la duologia Millennio di Fuoco li ho amati e trovati indimenticabili, perciò continuerò a dare una chance ai suoi prossimi romanzi.

4 :: Bianca Pitzorno :: Questa entrata assolutamente inaspettata deriva dalla mia passione per i classici per ragazzi. Ho amato Bianca Pitzorno da quando, a dieci anni, mia mamma mi comprò Ascolta il mio cuore... e da allora ogni volta che trovo qualcosa di suo cerco di leggerlo! In particolare consiglio a tutti quelli che hanno amato Jane Eyre di leggere La bambinaia francese: inaspettato, scritto benissimo e molto, molto coinvolgente!

5 :: Kathy Reichs :: Anche se la serie Virals che scrive insieme a suo fratello non mi piace molto, trovo che Kathy Reichs abbia un vero talento per i thriller: non mi perderei un suo romanzo per niente al mondo. Le indagini di Tempe sono sempre minuziose, accurate, disseminate di dettagli che ti permettono di cercare di catturare il killer prima di loro. E poi c'è la storia d'amore con l'agente Ryan, che insomma, dà quel tocco di pepe in più.



Che fatica fare questo post... la mia anima perfezionista mi impedisce di comprare libri ad occhi chiusi, perchè temo sempre di esserne delusa (e tra spazio e portafoglio non me lo posso neanche permettere). Però sì, in linea di principio questi autori sono quelli a cui darò sempre una possibilità! :)

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Buon weekend!
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La scacchiera nera

Ho trovato questo libro per caso, mi sono fatta intrigare e l'ho letto. Ne è uscita una delle recensioni più brevi della storia, credo...


La scacchiera nera  di  Miki Monticelli 



Ryan è un liceale di New York che non sopporta la sua vita, piatta e monotona e priva di brio. Non viene invitato alle feste, sua madre si è risposata con un mascellone che detesta e anche suo nonno non c'è più. Ma è proprio maneggiando la scacchiera che ha visto in mano al nonno e al papà che Ryan viene trasportato in un mondo parallelo, diverso, dove i pezzi della scacchiera sono vivi. È da loro - da lui - che dipende la sorte di quel mondo, annegato in una guerra perenne da cui non sembra riuscire ad emergere.
Ryan scopre così di essere "Aniji Sasha", un guerriero predestinato a trovare la spada del fuoco e ad usarla per eliminare l'Ingannatore. Se non che si trova a proteggere e difendere Milla, che altri non è che il Ladro Nero, braccio destro dell'Ingannatore e male per eccellenza in quel mondo.


Ho scoperto questo libro per caso, ma mi sono fatta ingannare dalla copertina che prometteva inganni, magia e una buona dose di fantasy classico beneVSmale. Sciocca me che pensa che una buona idea generi per forza un bel libro. E dire che, dopo Multiversum e Il mondo di nebbia, pensavo di essermi levata dalla mente questa idea.

Vabbè, sta di fatto che mi sono messa a leggere questo libro... rimanendone delusa e piuttosto annoiata. Per l'intero libro non succede niente. Ho fatto perfino fatica a scrivere la trama, pensate.
E questo perchè, superato il momento iniziale di "teletrasporto", Ryan e Milla non fanno altro che camminare, spostarsi e parlare con questo e con quello... ricevendo comunque pochissime risposte. La mancanza di descrizioni e ambientazione, la noia mortale della storia che non procedeva e la mancanza di uno "scopo" alle azioni dei personaggi mi ha fatto venire più di una volta la voglia di lasciar perdere. Alla fine ho tenuto duro, perchè speravo in qualche colpo di scena... ma quando ho girato la pagina e ho visto che era l'ultima ho dovuto controllare di non aver perso pezzi per strada, perchè questo libro non finisce! Okay che è il primo di una trilogia... ma che diamine, almeno dammi qualche motivo per continuare, non puoi pensare che mi venga voglia solo perchè hai lasciato un capitolo a metà!

Ma il motivo per cui in assoluto non considererò di andare avanti con la storia è il protagonista. Ryan è antipatico, spocchioso, presuntuoso, arrogante e pure superficiale.
Milla è una gnocca paurosa, con occhi smeraldo e tutto il resto e lui ovviamente la salva e la risalva "senza sapere neanche lui il perchè". La povera Roena, colpevole di avere mani grandi e doppiomento viene etichettata "la cicciottella" e trattata con una indifferenza che rasenta il disprezzo per metà del libro. Se l'autore voleva che il protagonista venisse odiato e detestato ci è riuscito in pieno. Se invece lo voleva fare un po' altezzoso e basta sappia che è risultato insopportabile.
Per tutto il libro non fa che lamentarsi: il patrigno è mascellone, la tipa per cui ha una cotta sta con l'amico, nessuno lo invita alle feste, sua mamma non gli dà retta, la vecchia cariatide (etichettata proprio così) del bosco non gli dà le risposte che vuole, si incavola con tutti perchè si inchinano ai suoi piedi, ma quando Milla gli risponde a tono lui pensa - e lo dice esplicitamente nel testo - che lei avrebbe dovuto inchinarsi ai suoi piedi perchè lui l'aveva salvata.
E poi neanche eroico. Le volte in cui fa qualcosa che fa davvero la differenza, tipo salvare il villaggio o Milla, succedono per caso, quando lui non è neanche tanto cosciente. Stanno morendo tutti, poi lui fa una roba casuale e puf, quando apre gli occhi tutti salvi.
Insomma, forse ho trovato un personaggio pure peggiore di Jace, che per lo meno aveva poteri soprannaturali e quindi un minimo di differenza la faceva per davvero.

E se le premesse mettevano in campo tre personaggi, il terzo (l'arciere blu) non si è mai visto... comparirà nei prossimi libri, forse, ma non credo che lo conoscerò mai. Ci sono libri belli che aspettano di essere letti, non perderò tempo con il seguito di questa trilogia!
Le due stelle vanno all'originalità dell'idea della scacchiera e dei personaggi, e all'ambientazione un po' giappo e un po' fantasy che non è male. Ma per il resto... beh, proprio proprio no.


Voi preoccupatevi di ciò che vi riguarda, poichè se morirete qui non potrete mai più tornare nel vostro mondo, fuori dal Tavoliere.


Stelle: 2/5


5

Una voce dal lago

Sono stata colpita da questo libro in libreria, immaginate il mio stupore quando mi sono resa conto che quel bel libro dalla cover così "alla moda" (questa) era in realtà un vecchio libro della Gaia Junior! Però non c'è che dire, la Gaia ha sempre titoli di valore.


Una voce dal lago  di  Jennifer Donnelly 



Mathilda "Mattie" Gokey conosce il valore delle parole. Sa che sono importanti, che hanno un peso, un valore e un potere. È per questo che ogni giorno cerca due parole nuove sul vocabolario e si impegna a mandarle a memoria, scatenando veri e propri duelli di sinonimi con il suo amico Weaver. Per seguire il suo amore per le parole, Mattie vorrebbe andare a New York e al Barnard College, per inseguire il suo sogno di diventare scrittrice.
Ma nell'America di inizio Novecento è una cosa strana e assurda, il pensiero di una donna che va all'università... soprattutto per una che vive come Mattie, in una cascina, in mezzo alla miseria, con tre sorelle più piccole e un padre che da quando ha perso la moglie sembra aver perso anche la voglia di vivere.
Il sogno di Mattie sembra impossibile da realizzare, ma proprio quando la sua vita sembra già stata scritta un plico di lettere e un cadavere nel lago stravolgeranno tutto.
Sulla copertina di questo libro c'è scritto che "annulla i confini tra i generi", perchè è un po' romanzo storico, un po' romanzo al femminile e un po' un giallo. Ecco, sinceramente io l'ho apprezzato come romanzo storico e un tantino come romanzo al femminile... sulla parte del giallo boh, sono stata scettica. D'altronde il cadavere del lago è il pretesto - diciamo - perchè Mattie faccia la sua scelta alla fine del libro, non molto di più.
La parte più interessante secondo me è la vicenda dal punto di vista storico: l'autrice dipinge perfettamente il mondo dell'america di inizio Novecento (periodo che io adoro, ma dettagli), soprattutto per quanto riguarda la vita di campagna. Ho trovato descritto in modo vivido e dettagliato sia il mondo di Mattie, fatto di campi e mucche, ma anche i primi hotel di villeggiatura, con questi signori ben vestiti che vanno a "non far niente" al lago. La storia è raccontata dal punto di vista di Mattie con una grande maestria, tanto che sembra impossibile che l'autrice sia invece nata e vissuta ai giorni nostri e che scrive questa storia solo tramite dei documenti. Lo stile è veloce, coinvolgente e scorrevole senza mai essere scarno o privo di dettagli.

Come romanzo al femminile mi è piaciuto un po' per lo stesso motivo.
La protagonista è Mattie, che rappresenta un'adolescente fatta e finita, nei suoi desideri e anche nella sua volubilità e - talvolta - leggerezza. Ho sorriso davanti ad alcune sue reazioni irrazionali, perchè ho pensato che anche nel primo Novecento le sedicenni erano in piena tempesta ormonale (però con maggior classe di quelle di oggi, è da dire).
Le sue tre sorelle, la sua professoressa e le altre donne del libro, da mamma Gokey a Grace Brown rappresentano tutte uno spicchio della società in cui vivevano, il modo in cui le donne venivano trattate e quello che era ritenuto giusto o non giusto per loro fare.
Alla fine di questo libro mi sono detta che caspita, non mi rendo abbastanza conto di quante fortune ho e di quanto avanti siamo andate... è un libro che ti fa capire davvero il valore dell'emancipazione femminile! La parte "romantica" del libro mi è piaciuta perchè non scontata, ma a questo punto arrivo tra un minuto.

La recensione fin qui è bellissima, e denota quanto io abbia amato questo libro e i suoi personaggi.
Il motivo per cui le dò tre stelle è che mi ha lasciato a bocca asciutta, senza la risposta più importante di tutta questa storia. Per tutto il racconto infatti viviamo la divisione di Mattie tra l'amore per la famiglia e quello per i libri, tanto che lei stessa ad un certo punto dice proprio che non conosce nessuno che abbia entrambi. Beh, alla fine questa cosa non viene più affrontata. O forse no, nel senso che forse la scelta che fa Mattie alla fine del romanzo denota che ha scelto una cosa al posto dell'altra... ma questo non mi sta bene. Insomma, io penso che anche allora si poteva trovare un uomo che non ti avrebbe obbligato a scegliere tra lui e i libri, no? E lo dico a ragion veduta, considerati alcuni personaggi del romanzo. Non so, questo mi ha lasciato molto amareggiata e mi ha fatto pensare che un'adolescente di oggi potrebbe pensare che anche adesso se ami i libri non potrai avere mai un fidanzato e viceversa...

«Sai, Matt, certe volte vorrei che esistesse davvero una cosa come il lieto fine.»
«A volte esiste. Dipende da chi scrive la storia.»


Stelle: 3/5

3

5 cose che ★ Libri sconsigliati

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Ooh, devo ammettere che sono stra-soddisfatta del tema di questo venerdì! Adoro fare le recensioni demolitrici di libri che secondo me non valeva la pena di leggere... so perfettamente che sarò linciata per più di una risposta, ma che ci volete fare? Sono una perfezionista, pignola e pure brontolona, quando si tratta di libri.
Perciò mi armo di tastiera (e scudo per i pomodori)... e si comincia!




5 libri che non consiglierei

 
 



1 :: Shadowhunters - Città di Vetro di Cassandra Clare :: Ecco qui, iniziamo subito con le note dolenti. So che la maggior parte delle ragazze ha amato questa saga... io invece la sconsiglio a tutti a causa dei suoi protagonisti melensi, infantili e completamente privi di spessore. Clary e Jace forse sono la coppia libresca che io ho sopportato di meno in assoluto, e di libri ne ho letti veramente un sacco. Il primo libro si legge anche volentieri, il secondo ce la si fa... ma il terzo sono stata sul punto di gettarlo nel camino più di una volta. Qui la recensione.

2 :: la trilogia di Halo di Alexandra Adornetto :: ovvero, come rovinare un primo libro meraviglioso. Rebel è stato uno dei libri più belli che io abbia mai letto... ma la storia è proseguita come con la teoria del piano inclinato di Aldo, Giovanni e Giacomo: sempre più verso il basso, e sempre più velocemente. Un seguito di saga tremendo, soprattutto perchè personaggi e trama hanno perso la freschezza, la gentilezza e l'angelicità del primo libro. Per non parlare del messaggio finale del terzo capitolo della saga, che contraddice in tutto e per tutto il contenuto del primo romanzo. Pessimo.

3 :: Il mondo di nebbia - il giardino degli aranci di Ilaria Pasqua :: e anche qui, temo di andare controcorrente. Ho trovato questo libro un po' troppo insipido e approssimativo, con diversi errori di grammatica e un sacco di buchi a livello di trama e - soprattutto - di personaggi. Banale e senza pathos. Vi lascio il link alla recensione se volete saperne di più.


4 :: Wicked di Gregory Maguire :: ovvero la delusione dell'anno. Sono rimasta così male per colpa di questo libro che temo lo ricorderò a vita come la fregatura più grossa ricevuta con un romanzo... Invece di una bella favola sul superare i pregiudizi, sull'amicizia e sulla lealtà, mi sono ritrovata tra le mani un pippone infinito su tematiche spiritual-etiche che sinceramente non consiglierei a nessuno, a meno che non si voglia fare un'autopredicozzo sull'esistenza dell'anima e del peccato. Trovate una mini-recensione in questo post.


5 :: Eragon di Christopher Paolini :: per questo quinto spazio c'erano altri concorrenti, tipo Wings e Multiversum... ma ho deciso di menzionare Eragon per il semplice motivo che è molto noto e amato da chi segue il fantasy. Io l'ho letto e tutto sommato non l'ho trovato pessimo... anche se non lo consiglio a nessuno perchè mi è sembrato veramente troppo, troppo lento. Per tutto il primo romanzo non succede praticamente niente, e quando ho tentato di leggere Eldest ci ho rinunciato prima di arrivare a metà. Se volete leggere una cosa impegnativa, provate con I Miserabili o Il Signore Degli Anelli. Almeno sono lunghi ma ci succede qualcosa in mezzo. Qui trovate la recensione.




So che probabilmente le mie idee si discostano da quelle di molte lettrici... quindi sono curiosa di sapere che ne pensate voi! Lasciatemi un commento, e se anche voi partecipate al 5 cose che, lasciatemi il link e verrò a curiosare! c:
10

L'ultima profezia del mondo degli uomini - l'epilogo

Ed eccomi qui, a recensire l'ultimo capitolo di una saga fantasy che mi ha fatto tornare a sperare che al mondo esistano ancora dei libri belli che non ho letto.

Se non l'avete ancora fatto, vi lascio i link a tutti i libri di questa saga, in ordine, così potrete decidere di iniziare (o continuare) a leggerla!



L'ultima profezia del mondo degli uomini - l'epilogo 
 di  Silvana De Mari 



Sono passati mille anni dal momento in cui Rosa Alba e Rankstrail hanno fatto la loro scelta, e di loro e di tutti i loro cari non c'è più traccia nel mondo. Non c'è più traccia nemmeno di quello splendente, ricco e meraviglioso mondo degli uomini che hanno contribuito a costruire e guidare: tutte le terre conosciute sono state conquistate, dominate, assoggettate e ridotte in sangue cenere sotto i piedi degli Yurdioni, terribili guerrieri assetati di sangue. Tra loro non esistono vincoli di parentela, non esiste scrittura, non esistono le arti e nemmeno l'elementare capacità di giocare, ridere e raccontarsi storie.
Kail è uno di loro, uno Yurdione. Ma come tutti i personaggi di questa saga, anche lui è imperfetto. E anche lui deciderà di prendere in mano la sua vita facendo ciò che ritiene giusto, più che ciò che gli viene comandato.
E forse è proprio lui l'ultima speranza per il mondo degli uomini.


Ammetto che ho letto questo libro con delle aspettative che rasentavano l'assurdo. Ho adorato ogni romanzo di questa saga, ogni personaggio, ogni sfumatura... ogni minuscolo dettaglio che faceva capire che era tutto costruito ad arte, tutto pensato, tutto meravigliosamente in equilibrio: nessun pezzo mancava, nessun pezzo era di troppo.
Naturale che con queste premesse, io mi aspettassi un capolavoro, a compimento della saga.

Ma come avrete capito dal tono di questa premessa, non ne sono stata pienamente soddisfatta.
Non che non mi sia piaciuto, sia chiaro. Mi è piaciuto, e tanto. Però... però visto cosa la De Mari aveva tirato fuori nei libri precedenti, ho avuto un po' la sensazione che con questo non abbia dato il meglio di sè. Per prima cosa l'ho trovato breve, quasi frettoloso, soprattutto nella parte finale. Okay, forse con tutte le battaglie che aveva già descritto e raccontato temeva di ritornare sui suoi soliti clichè, però secondo me con il suo talento nel raccontare mi ha solo impedito di leggere altre pagine di meraviglia.

Anche se è decisamente più breve dei precedenti, però, la pecca maggiore di questo libro è proprio la sua ripetitività: la prima metà della storia è abbastanza lenta e priva di azione, e finisce per ripetere spessissimo le stesse cose. A me non ha infastidito più di tanto, ma penso che se forse avessi aspettato qualche mese tra il libro precedente e questo avrei apprezzato maggiormente le spiegazioni e i richiami al passato, che invece - avendo ben chiare le vicende appena trascorse - mi sono sembrate un po' una ripetizione inutile.

La seconda metà del romanzo, invece, contiente tutta la bellezza e la magia che la De Mari sa mettere nelle sue storie. Le vicende della vita di Kail e della gente di Erbrow sono state epiche, intense, un colpo di scena dietro l'altro, un tassello di puzzle dietro l'altro. Epico, intenso e allo stesso tempo semplice, proprio come gli altri racconti.
In un punto (non voglio spoilerare, per cui non specificherò quale) mi sono sentita molto tradita, mi aspettavo un vero lieto fine per questa storia... ci sono rimasta proprio male male, speravo in un colpo di scena che poi non si è verificato. Penso che la coerenza della De Mari e la sua capacità di non essere schiava del fanservice siano due delle cose che la rendono una delle mie autrici italiane preferite in assoluto. I suoi personaggi vivono e muoiono in base alle vicende della storia, non in base a quanto i fan potrebbero essere dispiaciuti o meno della loro dipartita.

Questa saga è proprio una spirale aurea, che continua allargandosi sempre di più, abbracciando sempre più popoli, generazioni e terre ma che comunque, alla fine, è una linea senza fine di cui tutti facciamo parte, come in un grande abbraccio.
Ho trovato stupendo il messaggio di fondo e meraviglioso il modo in cui è veicolato. La De Mari ha un vero dono per la scrittura, riesce a dire cose complicate in modo semplice e indimenticabile.
Leggerò di sicuro gli altri suoi libri, di certo... ma niente, niente, potrà mai farmi scordare di Yorsh, Rosa Alba, Rankstrail, Aurora, Chiara, Arduin.... e tutti gli altri, perchè ammetto di ricordarmi quasi tutti i personaggi, e di ricordarli quasi tutti con lo stesso affetto.


Non sempre quello che si ha in mente si realizza,
ma solo quello che è stato nella mente di qualcuno può avverarsi.
Quindi era sempre meglio sperare.


Stelle: 4/5

2

Di seta, chiffon e organza

Ieri sono andata in un negozio di abiti da sposa.
Non ci ero mai stata, anche se non so quanti episodi di Abito da sposa cercasi io abbia visto su Real Time. E comunque lì si tratta di Kleinfield, a New York, qui di un negozio vicino alla superstrada Milano-Lecco. Ma in effetti sempre di abiti bianchi si tratta... e insomma, quando uno è lì in mezzo non è che va tanto per il sottile. Sembra di essere... boh, in un posto che non è di questa terra.

La risposta alla domanda che vi state facendo comunque è no.
No, non era per me. Non sono io che mi sposo.
Si sposa la mia amica Maraina, compagna di "singletudine" di un pezzo di vita. Lei appena piantata dal fidanzato di sempre e io sola come al solito abbiamo fatto tutte quelle cose che sono belle da fare solo se si è in compagnia: siamo andate in palestra e in piscina, a Gardaland e a Movieland, al lago e a fare shopping, a Grazzano Visconti per la rievocazione medievale e al raduno fantasy di Soncino. Siamo andate a fare danze popolari e ci siamo iscritte in Croce Rossa.
Abbiamo condiviso un bel pezzo di strada, conoscendoci meglio e riempiendo le reciproche solitudini di chi non ha un fidanzato e nemmeno tanti impegni, ma molti interessi e voglia di fare.
È stato un bel pezzo di strada insieme, e ieri pomeriggio, andando alla prova dell'abito, mi sono resa conto che è finito: da un paio di anni le nostre strade si sono un po' allontanate, ma adesso si sono separate del tutto. Lei avrà un marito, una casa da mandare avanti («nove stanze, Lara! Ti rendi conto? Io faccio fatica a tenere in ordine la mia!!!»), cene e pranzi, le lavatrici... tutte quelle cose di cui ora si occupano le nostre mamme e che noi figli quasi non consideriamo.
Lei sarà una moglie. Moglie. E il Gabri sarà suo marito. Saranno per sempre insieme. Per sempre. Li inviteremo insieme a cena, li vedremo insieme a Messa, verranno insieme alle iniziative dell'oratorio... sempre insieme. Invecchieranno insieme. Hanno scelto l'uno l'altra per la vita.
Questo pensiero di eternità mi fa sempre girare la testa, perchè insomma... è la scelta che ci rende più simili a Dio, non trovate? Scegliere una cosa per sempre. Ti fa riflettere su quanto in realtà la tua vita sia effettivamente infinita, su quanto tu possa davvero fare questa scelta in forza di un pezzo di te che non morirà mai. È una riflessione che mi manda in fibrillazione e mi terrorizza allo stesso tempo.

La situazione era comunque molto strana. Adesso se ci penso non mi sembra neanche tanto reale. La Maraina ha scelto il vestito da sposa. L'ho vista vestita da sposa, si sposerà.
Una parte di me ha provato una punta di invidia, credo. Un pizzichino, perchè insomma... chi non vorrebbe un abito stupendo e principesco per una volta nella vita?

Il pizzichino di invidia però si è cancellato quando sono tornata a casa da Booth. Lui era lì, ad aspettarmi in ciabatte al pc dopo aver riordinato tutta la casa che avevamo messo sottosopra per l'happy hour di Halloween che avevamo organizzato insieme. Bellissimo come sempre, in una veste così casalinga che ho proprio pensato che avrei voluto vivere quella scena - me che torno da fuori e lui che mi aspetta in tuta - ogni giorno della mia vita.
Vorrei davvero vivere ogni giorno della mia vita con lui, in quella piatta routine che già adesso di tanto in tanto ci fa bisticciare ma che fa così tanto casa... so che il tempo deve ancora passare, che la strada è lunga, che ce ne passa ancora di acqua sotto i ponti prima di convolare a nozze e andare a vivere insieme... ma sono così inspiegabilmente e pienamente felice di avere una persona che voglio sposare che vorrei fare tutto subito. Vorrei tutto qui, domani.
Ma so che la bellezza delle cose sta anche nel saperle attendere, nel saperle aspettare, nel saper fare le cose con la giusta calma che ti permette di assaporarle fino in fondo. Ho aspettato venticinque anni per trovare la persona giusta e l'attesa è valsa ogni minuto. Aspettare a volte è il segreto per vivere i sogni, per assaporarli, cullarli e farli crescere piano piano per poi goderli quando sono al loro massimo.

La stessa mia vita con Booth nasce dai sogni, dalle cose che ho immaginato guardando gli altri, che ho sognato guardando gli altri, che ho scritto guardando gli altri. Avete presente la sensazione del "era proprio quello che sognavo ma che non osavo sperare davvero perchè temevo di venirne delusa"? Ecco, ogni volta provo una cosa così. Ed è una sensazione così inebriante che a volte mi chiedo se io non stia effettivamente ancora sognando.

E quindi auguro a Marina - amorevolmente chiamata Maraina, come avrete capito - tutta la felicità e la gioia e la serenità di questo mondo. Che anche per lei sia quello che sognava ma che non osava sperare per timore di esserne delusa.



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