13 giugno 2016

Don't stop believin'

Quando ero alle scuole medie e scrivevo fanfiction sui telefilm che guardavo, mi stupivo di come quello che scrivevo finiva per succedere veramente. Ai tempi pensavo di avere un qualche "potere", ora so che era solo perchè scrivevo ciò che era scontato accadesse.
Da allora però ho iniziato a scrivere cose sperando di vederle diventare reali... Il che non è facile, quando non scrivi fanfiction ma storie su di te, sulla tua vita e il suo futuro.
Come per esempio quando ho scritto "Afferrare una stella", la fanfiction su Glee a cui sono più legata in assoluto. Ho realizzato questa cosa con incredibile emozione ieri sera, al termine del musical.
«A riportarla alla realtà furono le prime battute di Blaine, le stesse parole che aveva buttato giù in una fredda mattina di gennaio in cui non aveva nessuna voglia di ascoltare la lezione sull'art nouveau.»
Mi ero messa al computer a scrivere il musical in una nebbiosa serata di ottobre, lo ricordo ancora. Era una versione molto diversa da quella che abbiamo messo in scena, piena di buchi, di dubbi, di domande... ma ne era un embrione. Ma le frasi di Dio con cui il musical inizia, quelle non sono mai cambiate: fin dalla prima prova ho avuto un brivido ogni volta che riconoscevo le mie parole pronunciate da quella manciata di adolescenti pieni di talento. Quello che avevo immaginato, pensato e scritto nella solitudine della mia stanza stava diventando reale... e con una intensità che io non avevo mai pensato nemmeno possibile.
«L'esperienza di vedere i propri sogni diventare realtà, di vedere i propri personaggi muoversi, parlare, cantare, vivere e morire sul palco era stata la più forte emozione mai provata. Sapere che quello che lei aveva sognato era diventato realtà e che aveva strappato lacrime e sorrisi anche ad altre persone era una sensazione meravigliosa: avrebbe potuto donare un momento di gioia, una riflessione o una lacrima di commozione a chiunque, se solo avesse voluto.»
E ad ogni risata del pubblico, ad ogni suo sussulto di stupore, ad ogni suo battito di mani sentivo il mio cuore vibrare. Ognuna di quelle testimonianze di partecipazione faceva eco dentro di me, riempiendomi il cuore, quel cuore che i ragazzi avevano allargato ad ogni prova, ad ogni improvvisazione, ad ogni battuta.
Ho percepito di avere un potere indescrivibile dentro di me, un potere che può influenzare altre persone. Può far tirare fuori loro il coraggio, la responsabilità e la determinazione. Il talento. La voce. Può trasformare un adolescente un po' annoiato nel miglior attore dell'intero musical. Trasformare uno dei ragazzi più presi in giro del gruppo nel protagonista più amato e rispettato dell'oratorio.
Il mio potere può suggerire riflessioni ai cuori e alle menti di milleduecento persone che altrimenti non mi ascolterebbero mai. Può tirare insieme trenta ragazzi e renderli un gruppo. Fare capire loro che le cose belle si fanno insieme... e non c'è bisogno di alcol e telefonini per viverle.
E fare sentire a me che ho un posto nel mondo, ho un talento... ho una ragione per andare in giro a testa alta, fiera di me, felice di avere intorno persone che mi vogliono bene e consapevole di essere degna almeno un pochino di quell'amore che mi donano gratuitamente, a piene mani.
«Quel musical aveva aperto una porta di lei che di solito teneva sigillata, una porta che aveva fatto entrare aria, sole e luce nella sua vita. Si sentiva una stella, in quel momento.»
Sabato sera, al termine della prima, gli attori mi hanno letteralmente trascinata sul palcoscenico. Mi sono sentita investita dalla luce dei riflettori, dagli applausi e da un'ondata di affetto. Tutta quella gente era lì perchè io avevo scritto un musical. Perchè ci avevo creduto, perchè mi ero fidata di chi mi aveva detto che ce la potevo fare e perchè avevo deciso di metterci tutto il mio cuore e la mia passione. E di cuore e di passione ne ho tanto. Tanto per i musical, tantissimo per il mio oratorio. Non è la prima volta che dico che il mio oratorio è il mio Glee Club, e io lì in mezzo sono davvero Rachel Berry. E quando ho trovato il mio posto lì in mezzo - che forse non è il posto più immediato e visibile, ma che è proprio il mio - allora ho iniziato a risplendere. Se ne sono accorti tutti, perchè è la prima volta che in un musical non faccio una parte sul palco... ma è la prima volta che tutti mi riempiono di abbracci e complimenti.
Forse il punto sta proprio nel fare ciò che sei stata fatta per fare, e non quello che tu ti intestardisci a voler fare. Insomma, io non sono un'attrice, una cantante o una ballerina... ho sempre sognato il mondo del musical, volevo farne parte... solo che non avevo ancora capito come. Adesso lo so. Adesso so che il mio posto nel mondo - e nel teatro - è dietro le quinte, a dire a tutti quanto possa essere splendido ed entusiasmante fare parte di un cast. A trasmettere da dietro le quinte passione, determinazione e divertimento. Uno degli attori mi ha proprio detto "grazie, perchè ci siamo divertiti da morire"... e nessun ruolo di protagonista assegnato a me vrebbe potuto rendermi più fiera di questo grazie.
«- Li senti, Kailey? Metà di questi applausi sono per te! -
- Io... beh, non ho fatto molto. Sono stati loro quelli bravi. -»
Quella stessa sera una delle attrici mi ha letteralmente detto "tutto questo è merito tuo"... per quanto questa sia una cosa bellissima, non è la verità. Non è la verità perchè io posso aver messo insieme le idee e guidato gli attori, ma le scenografie sono state frutto del duro lavoro di altri, e così le musiche e le canzoni - tutto rigorosamente dal vivo. Era merito di tutti noi, dal primo all'ultimo. Perchè una voce in meno nel coro è una voce in meno, punto. Anche se non sente.
E perchè senza un gruppo di gente così piena di talento e passione avrei potuto scrivere il musical della vita, ma sarebbe rimasto un testo arido su qualche pagina.
Credo che la cosa più bella in assoluto di questo musical sono state proprio le persone. Gli scenografi con cui commentavamo dietro le quinte, i coristi che cantavano le loro canzoni con tanta bravura e trasporto da farmi venire la pelle d'oca, gli attori che ho abbracciato in lacrime ieri pomeriggio... tutti loro sono volti e visi impressi nel mio cuore, dal primo all'ultimo. Anche se non condivideremo più niente, so che continueremo a salutarci con lo sguardo di chi ha condiviso qualcosa di veramente grande, qualcosa che non si può dimenticare.
Giorgio e Davide. Gabriele, Mirko e Mastro. Panda e Lory, Martina e Francesca, Laura e Aurora.
Riccardo e Stefano, Luca e Davide. Il don. Marco. Sara. Davide.
Non ho avuto parole sufficientemente belle per ringraziarli, non ho avuto parole sufficientemente belle per dire loro quanto la loro presenza ha dato un senso ai miei sforzi, quanto mi abbiano allargato il cuore e riempito la vita. Sono stati i sei mesi più belli e faticosi della mia vita, ma li ripeterei ogni anno, all'infinito, perchè sono stati qualcosa di indescrivibile, di indimenticabile.

E hanno realizzato uno dei sogni racchiusi in uno dei miei racconti.
La piccola, insicura, spaventata Kailey Aine McDaniels è diventata reale, e ieri sera ha cantato in lacrime su quel palcoscenico con "la famiglia più nobile che c'è" proprio come nella mia storia ha cantato decine di volte sul palco con il suo Glee Club.

http://25.media.tumblr.com/tumblr_m7o185rKWh1rz7q89o1_1280.jpg
(c) quotesgram

Una ultima piccola cosa su quella storia. La prima canzone faccio cantare a Rachel in quella fanfiction è When you believe, la colonna sonora del musical su Mosè che abbiamo messo in scena. Mi piace immaginare che grazie a questa coincidenza una piccola scintilla del talento di Lea sia arrivata a me... per accendere ancora più viva la mia luce e il mio entusiasmo. Perchè, come ho detto, l'oratorio è il mio Glee Club. E io lì so di essere una stella.

4 commenti:

  1. Wow, deve essere la realizzazione di un sogno grandissimo e sono tanto contenta per te! Se non fossi così lontana, non nego che mi sarebbe piaciuto esserci!

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    1. Un sogno che si realizza, dici bene! E apprezzo tantissimo anche solo il tuo pensiero! Grazie! <3

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra