Recensione ★ Svegliati e sorridi


Questo libro l'ho preso per la categoria della mia Challenge 2016 "un protagonista che faccia il tuo stesso lavoro", ma leggendolo mi sono resa conto che parla così tanto e bene di New York che poteva stare anche nella categoria "su un posto che ami".
Alla fine però mi sono resa conto che i libri su New York si sprecano... quelli leggibili e decenti sugli assistenti sociali no. Quindi vabbè, vada per questa categoria.


Svegliati e sorridi di  Anne Quindlen


http://static.lafeltrinelli.it/static/images-1/xl/288/2495288.jpg Bridget è un'assistente sociale del Bronx; ha una storia con Irving, un poliziotto sessantasettenne con cui non ha nessuna intenzione di mettere su famiglia e cambiare vita.
Sua sorella Meghan ha un marito, un figlio ventenne, una carriera rampante come conduttrice televisiva ed è ricchissima, bellissima, apprezzatissima e desideratissima.
È Meghan l'adulta, la maggiore, la forte e solida roccia su cui si basa il loro rapporto. Ma quando in diretta televisiva insulta apertamente (anche se per sbaglio), il suo mondo inizia a crollare. In una spirale di avvenimenti, la vita di Meghan sembra precipitare verso l'abisso, mentre Bridget cerca inutilmente di rimettere insieme i cocci della sua vita. Divisa perennemente tra un mondo di lusso e apparenza e un mondo di miseria e menzogne, Bridget si renderà conto che la verità è difficile da trovare dappertutto... e che la vita non sempre va come si vorrebbe.



Questa recensione partecipa alla Rainbow Challenge di Ilenia per il colore giallo.

Allora. Devo dire che non leggevo un romanzo più o meno rosa da molto tempo, tutta presa con i miei fantasy, distopici, classici e favole... quindi sinceramente questa uscita dalla mia confort zone mi ha fatto discretamente bene!
Questo libro tuttavia non mi è piaciuto moltissimo. Voglio dire, non è scritto male, anzi... si fa leggere comodamente e in fretta. Lo stile è bello e scorrevole, le descrizioni sono molto sentite e partecipate e New York emerge tra le righe, non descritta ma vissuta dalla protagonista. Mi è piaciuto soprattutto come spesso lei dica che ai turisti la città sembra una cosa, ma per chi la vive è diversa: non è solo lucine, traffico e spaesamento... ma anzi, a volte è romantica, intima e affettuosa. Insomma, alla luce di questo libro amo New York più di quanto non facessi già!
Le due sorelle sono tratteggiate abbastanza bene, l'una come la "sfigatella" di turno, un po' stranita, con un vecchio poliziotto come compagno (ci ho messo un po' ad accettare l'idea dei vent'anni di differenza... e di un sessantasettenne che arde di desiderio)... l'altra bellissima e -issima in tutto quello che fa ma che ovviamente e scontatissimimamente è tutta apparenza. Alcune cose le avevo capite tipo alla terza pagina, altre mi hanno piacevolmente sorpresa.
Quello che mi è piaciuto di più è stato tutto quello che non era l'intreccio principale: i dettagli sulla città, sulla vita nel Bronx, sugli utenti del centro per le donne maltrattate, sulle speranze e le disperazioni della gente delle Tubs... insomma, tutto il contesto in cui Bridget vive e lavora.
La trama mi è sembrata un po' banale in alcuni punti e forzata in altri: fino a metà è molto lenta, con Meghan che si allontana da tutto e da tutti per leccarsi le ferite dopo essere stata silurata nel lavoro e non solo (anche questa, coincidenza ovvia e scontata), mentre a tre quarti succedono due cose in rapida successione che fanno svoltare il romanzo. Come se ad un certo punto l'autrice si fosse detta "sto riempiendo pagine e pagine della stessa dinamica del 'quanto sta bene Meghan adesso prima no', meglio che faccio succedere qualche cataclisma", e giù due colpi di scena molto poco preparati.

Da una parte comunque non sono fatti male, tanto che il finale è una più o meno naturale conseguenza del libro. La cosa che mi è piaciuta in particolare è che l'equilibrio che si è ristabilito è in qualche modo lo stesso del precedente - e questo un po' mi ha infastidito, perchè nonostante tutti i problemi del romanzo alla fine Meghan rimane -issima in tutto - ma che allo stesso tempo è anche un po' diverso, forse migliore... come a dire che "da una crisi si rinasce sempre arricchiti" (grazie prof. Ferro per questa perla indimenticabile!).
Anche se penso che sarebbe stato meglio che il "messaggio" non fosse relegato alle ultime tre righe del libro: il resto del romanzo non me lo ha trasmesso per niente.

Un bel libro, più su New York che sugli assistenti sociali... ma ammetto che in questo romanzo Bridget fa una bella figura di lavoratrice appassionata e presente, e che comunque dipinge questa professione come bella, anche se un po' frustrante.

Quello che Meghan non capisce è quanto abbiamo in comune Irving e io: gran parte del nostro lavoro consiste nel vedere, ascoltare e risolvere situazioni da cui la gente di solito fugge inorridita. Irving vive nella mia stessa New York, quella che Meghan e i suoi amici non conosceranno mai.

Stelle: 3/5

4 commenti:

  1. Ce l'ho sullo scaffale da secoli, ma non ricordavo neanche di cosa parlasse xD non credo sarà una delle mie prossime letture, ma ho sempre adorato la copertina!

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    1. La copertina è carina, non è un granchè come libro ma si legge tranquillamente!

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  2. Risposte
    1. A me è piaciuto abbastanza, se non altro non l'ho trovato atroce come altri titoli di quest'anno...

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra

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