venerdì 18 settembre 2015

Tag ★ Dei dell'olimpo

Bentornati tutti! Spero, da questo mese in poi, di riuscire a riprendere con le mie rubriche e le mie generiche attività di blog... luglio e agosto sono stati mesi frenetici e pieni di emozioni, sto meditando di condividerle quanto prima! Ho già in cantiere qualche idea per la grafica e le iniziative dell'anno prossimo... Ma non voglio perdermi in chiacchiere: il tag di questo mese è gentilmente offerto da Ika, che nel suo blog Dreaming Wonderland l'ha postato a giugno. Essendo veramente carino e originale - e avendo lei dato delle risposte carinissime, leggetelo! - me lo sono salvata per riproporlo appena ne avessi avuto il tempo! Quindi ecco qua!



ZEUS: nomina il tuo leader letterario preferito, buono o cattivo che sia.
Domanda difficile, perchè i "leader" è difficile che entrino nelle mie grazie. Scelgo Ari di Millennio di Fuoco, perché è il leader della sua gente e perché mi è piaciuto tantissimo (devo troppo leggere il secondo volume...)


DEMETRA: Quale cibo letterario ti piacerebbe provare?
A parte la Burrobirra (che credo faccia gola a chiunque abbia letto Harry Potter), mi piacerebbe assaggiare il Pan di Via elfico del Signore degli Anelli...


ERA: quali sono i tuoi genitori letterari preferiti?
Anche se Twilight non mi è piaciuto per niente, credo che sceglierò Renée e Carisle Cullen. Mi ricordo di aver pensato che erano l'unica coppia decente del libro...


POSEIDONE: nomina un libro in cui l'acqua ha un ruolo fondamentale.
Anche io, come Ika, cito La corsa delle onde... è bellissimo, avvincente, emozionante e anche un po' magico. E amo come i due personaggi siano persone reali e come l'amicizia tra loro si evolva in modo perfettamente spontaneo!


DIONISO: con quale personaggio vorresti fare una festa?
Con la gente di Fairy Oak! Sarebbe una bella festa in piazza, con il complessino e le lanterne appese ai rami di Quercia, con le prelibatezze di Martha Burdock sui tavoli di legno, la gente che balla, che parla e che ride...


APOLLO: nomina un grande libro d'esordio (o il primo di una saga che hai amato)
Per entrambe le categorie nomino Hyperversum: Cecilia Randall è incredibile qualunque cosa scriva, ma questo è di sicuro il libro che preferisco tra i suoi capolavori!


ARTEMIDE: chi è la tua eroina preferita?
Come ho già detto nella recensione di Beauty (che trovate qui), Tally è in assicuro l'eroina dei libri che preferisco. Coraggiosa ma mai sconsiderata, intelligente ed emotiva... Un'eroina senza le caratteristiche dell'eroina.


HERMES: se potessi viaggiare in qualunque ambientazione dove andresti?
Narnia. Assolutamente. Lo pensavo quando avevo otto anni e avevo appena finito di leggere Il leone, la strega e l'armadio per la prima volta... e lo penso ancora adesso. Ovviamente però ci vorrei andare con Peter Pevensie! :)


ATENA: nomina un personaggio intelligente
Sicuramente e senza la benchè minima ombra di dubbio Temperance Brennan dei libri di Kathy Reichs. Gode della mia più profonda ammirazione per la sua conoscenza, la sua intelligenza e il suo intuito.


EFESTO: se potessi avere un qualsiasi oggetto letterario, cosa vorresti?
Credo che vorrei la collana con la Stella del Vespro di Arwen, ma la mia mamma me l'ha regalata qualche anno fa (questa); quindi potrei scegliere l'Aletiometro di Lyra dei libri di Pullman... sarebbe una figata.


ARES: qual è la tua battaglia letteraria preferita?
Scelgo la battaglia finale delle Cronache di Narnia... perchè è quella dove si capisce il senso dell'intera saga, mi ha fatto venire voglia di tornare indietro alla prima pagina per leggere tutto capendo cosa significa!


AFRODITE: qual è la tua ultimate ship?
Sinceramente - a differenza dei telefilm - non ho in mente nessuna "coppia perfetta". Direi Peeta e Katniss, anche se lei non mi convince troppo. Oppure la Brennan e Ryan.


ADE: se potessi riportare in vita un personaggio letterario, quale sceglieresti?
Oddio, è una domanda troppo difficile... dovete sapere che i miei personaggi preferiti muoiono sempre! Credo Fred Weasley... oppure Tonks o Lupin.


TU: se potessi essere la dea di qualsiasi cosa, chi vorresti essere e cosa pensi sarebbe adatto alla tua personalità (le due cose non devono per forza coincidere)?
Credo che sceglierei la dea della fantasia... quella che viene invocata dalle mamme che devono raccontare la favola della buonanotte ai figli o dai giovani scrittori per l'ispirazione per il loro primo romanzo... ma soprattutto la dea protettrice dei bambini!


Mi sono resa conto di aver scelto quasi sempre saghe... e di aver nominato Tolkien più di una volta. Saranno i toni eroici del tag, che mi hanno riportato alla mente le epiche gesta di Frodo e compagni... vorrei avere una vita per usarla solo per leggere e rileggere i libri che amo!


Grazie a Ika per aver postato il tag, a chiunque di voi che decida di commentare o di riproporre il tag... e graziea Elegantthemes @ Iconarchive per le icon. Alla prossima!

sabato 12 settembre 2015

Fan-ny Girl ★ SCC

Prima di leggere il post di oggi, vi chiedo di ascoltare questa canzone.



Questa è Remembering You, scoperta per caso anni fa su un forum di Narnia... ed è stato amore a prima vista. Nel giro di dieci minuti mi ero già ascoltata l'intero cd (ve ne ho parlato qui) e mi sono andata a cercare qualcos'altro di questo cantante (il cui nome sembra una voce dell'enciclopedia Treccani).



Steven Curtis Chapman - classe 1962 - ha all'attivo più di venti album. Ha iniziato la sua carriera all'inizio degli anni ottanta e ha vinto cinque Grammy Awards e più di venti Dove Awards, premi conferiti negli States a chi si distingue nel campo della musica cristiana.
Avete capito bene. Musica cristiana.
Io stessa, che sono cattolica praticante e appassionata di oratorio, non credevo che la musica "religiosa" potesse essere così coinvolgente, interessante e orecchiabile. Certo, alcune canzoni di chiesa mi piacciono, ma non sono così alla portata di tutti!
Vi ricordate i The Sun, di cui vi ho parlato qualche tempo fa? Ecco, questa è la loro versione inglese!

Le sue canzoni che preferiscono appartengono agli ultimi album, forse perché le sonorità dei primi sono molto "old style" - non dimenticate che ha iniziato a scrivere negli anni ottanta, quando io non ero ancora nata! - e quindi non le trovo molto nelle mie corde.
Steven ha anche pubblicato tre album con canzoni di Natale, alcune sono classici interpretati da lui e altre sono canzoni originali. Sappiate che ve le beccherete tutte a Natale, visto che le amo da impazzire e la mia stanza risuona della sua voce dall'8 dicembre al 6 gennaio.

Vi lascio i link a cinque sue canzoni che io adoro, ascoltatele e ditemi se non sono belle quanto le canzoni che passano in radio. Se poi siete anche credenti, potete leggere il testo... e diventeranno più belle di quelle che passano in radio!

Premessa: scegliere è stato difficilissimo!








Le sue canzoni mi hanno fatto compagnia in un momento molto difficile della mia vita, quando ho dovuto cambiare strada, lasciare medicina e cercare il mio posto nel mondo. Mi sentivo molto sola, scoraggiata... avevo davanti i cocci della mia vita e non sapevo come metterli insieme.
E lì sono arrivate le sue canzoni. Se leggete i testi delle mie canzoni preferite noterete che sono tutte inneggianti al coraggio e alla speranza, all'affidarsi e all'andare avanti consapevoli che la nostra vita è in Mani molto più grandi delle nostre. Per questo ho scelto di parlarne in questa rubrica di ispirazioni.

A Steven Curtis Chapman e al suo talento musicale, alle sue canzoni coinvolgenti e piene di fede che mi ricordano sempre che non sono mai sola.
A lui, perchè è una vera ispirazione.


(c) Pinterest

martedì 8 settembre 2015

Recensione ★ Viaggio al centro della terra

Lotto Reading Challenge #57 -- Leggi un libro di un autore il cui cognome inizi per V

Cercare un libro per questa categoria è stato davvero un'impresa. Alla fine, un po' perchè i romanzi vecchi mi piacciono, un po' perchè Verne è un classico della letteratura avventurosa (che io amo), un po' per disperazione, ho scelto questo titolo.

Viaggio al centro della terra di Jules Verne

  
Axel vive con suo zio, il famoso professor Lidenbrock, studioso di gran fama e con la passione per le scoperte. Un giorno i due si imbattono per caso in un'antica pergamena dall'iscrizione misteriosa: dopo diversi tentativi è Axel a riuscire a decifrarla, scoprendo così le indicazioni per raggiungere il centro della terra. Il professor Lidenbrock non aspetta altro: organizza il viaggio e in men che non si dica lui e il nipote si ritrovano in Islanda, alle pendici dello Snaeffels. Ad accompagnarli c'è una guida islandese di pochissime parole, ma che si rivelerà di vitale importanza durante le disavventure vissute dai personaggi: la morte per sete e per fame, rimanere soli e sperduti in una tomba di roccia, l'incontro con funghi alti come palazzi e con animali preistorici ancora vivi. Il viaggio sembra andare nella giusta direzione, quando una frana blocca il loro cammino. Il cercare di farla saltare con l'esplosivo, però, avrà conseguenze del tutto inaspettate.

Grazie alla lettura di questo libro - che non avrei fatto se non ci fosse stata la challenge - ho scoperto che Verne non mi piace per niente. Avevo letto L'isola del tesoro di Stevenson e pensavo a qualcosa di simile: vecchiotto di stile, ma comunque accattivante e interessante. Invece questo libro è uno dei più noiosi che io abbia mai letto.

La storia è narrata in prima persona da Axel, ma sebbene questo punto di vista ci trasporti all'interno della storia, non mi sono mai sentita coinvolta. Anche nei momenti in cui pensa di morire di sete il racconto - essendo una specie di "scritto a posteriori" - è talmente distaccato che non mi ha catturato. Ho trovato curioso e buffo il percorso fatto, l'idea è sicuramente carina e quello che scoprono viaggiando al centro della terra è interessante... ma niente più. E poi la mia mente pseudorazionale si infastidiva a pensare che sottoterra ci fosse sufficiente ossigeno per tre persone in movimento, oltre che per (spoilerino) megafunghi e dinosauri. Una che legge fantasy è anche capace di mettere da parte la razionalità, quando serve... ma in questo caso non ci sono riuscita. La mancanza di azione - sebbene fosse un presunto libro di avventura - la mancanza di phatos e il bassissimo coinvolgimento dato dalla prosa mi hanno lasciato veramente indifferente.

Anche i poveri personaggi sono talmente poco sofisticati da risultarmi praticamente inutili (per dirvi che per scrivere la recensione sono dovuta andare a cercarmi i nomi su Wikipedia perchè non me li ricordavo più!), piatti e insignificati: Axel è sempre lì a sospirare per la ragazza di cui è innamorato o a insultarsi perchè segue suo zio senza dirgli niente del fatto che stanno facendo una cosa folle. Il professore va per la sua strada senza considerare le opinioni di nessuno e l'islandese fa solo il cavallo da soma, occasionalmente eroico, ma silenzioso e privo di spirito.

La cosa che secondo me più mi è pesata è lo stile, troppo arcaico e antico, lontano dalla parlata dei nostri giorni. Forse se fosse stato scritto in modo più moderno e scorrevole forse mi sarebbe pesato di meno. Mi rendo conto che questa recensione spara a zero sul romanzo senza dargli nessun punto di forza: l'unica cosa positiva è sicuramente la fantasia di Verne, che è davvero un autore visionario e geniale.


Le parole del linguaggio umano non bastano
a chi si avventura negli abissi della terra
.


Stelle: 1/5

lunedì 7 settembre 2015

Organizzarsi

Questo settembre è partito decisamente zoppicante, porello. Sono rientrata dalle ferie più stanca di quando sono partita e senza mantra dell'anno. In più non ho impegni, esami, scadenze e inizi: niente cinema né oratorio né università. Sono completamente libera, lasciata a me stessa... e alla mia nota e completa disorganizzazione.

La disorganizzazione è quello per cui di solito io e il mio agente Booth discutiamo. Lui è uno stra-organizzato: quando si va via ha sempre la cosa giusta per l'occasione giusta, dal k-way al golfino, dalla borraccia alla mappa scaricata preventivamente sull'iPhone.
Io è già tanto se riesco a mettere in borsa una t-shirt pulita per ogni giorno che sto via. Quanto a cose per pioggia/freddo, vengono sistematicamente dimenticate (con successiva battutina di Booth "mi sa che quando saremo sposati sarò io a fare la valigia a te e non il contrario").

Non fraintendetemi: so di essere disorganizzata e so anche che è un male.
Perché arrivo all'ultimo minuto a fare tutto, perché devo inventarmi incastri tipo tangram tra gli impegni per fare in un giorno quello che potevo fare comodamente in una settimana. Perché mi ritrovo a fare le tre di notte per scrivere la relazione di fine tirocinio perché non so cosa io abbia fatto nella settimana precedente quando mi sedevo al pc con l'intenzione di scriverla. Anche la tesi si sta rivelando un massacro simile... solo di dimensioni mastodontiche e colossali. Non si può sapere quanto io non sia stata in grado di organizzare la raccolta, lettura e organizzazione del materiale: sono in ballo da più di un anno e mi ritrovo a tre mesi con una confusione immensa e la sensazione che il tempo non mi basterà. Il primo capitolo è stato scritto in tre giorni e lo ammetto: era penoso.
Spero che dopo ulteriori tre giorni di correzioni ora sia accettabile.

Devo dire che in questo mi sento proprio manchevole: non sapere organizzare e strutturare le giornate mi fa sentire proprio una fallita, soprattutto quando alle dieci e mezza di sera vado a letto e mi dico che il giorno dopo devo fare tutto quello che dovevo fare quel giorno perché non ho fatto un accidente.

Quindi okay. Credo che il mantra di quest'anno sarà organizzazione e disciplina. Mi serviranno di brutto, soprattutto in questi mesi pre-tesi... perché sì, mi voglio davvero e davverissimo laureare a novembre, e so di potercela fare. Perché in fondo un lato positivo dell'essere disorganizzata c'è: dovendo fare le cose sempre all'ultimo ho imparato a fare le cose bene senza bisogno di molto tempo.


(c) Pinterest


PS: grazie Ariel, perchè è grazie alla conversazione con te che ho deciso di mettere per iscritto questo post. Me ti vuole bene <3