08 settembre 2015

Recensione ★ Viaggio al centro della terra

Lotto Reading Challenge #57 -- Leggi un libro di un autore il cui cognome inizi per V

Cercare un libro per questa categoria è stato davvero un'impresa. Alla fine, un po' perchè i romanzi vecchi mi piacciono, un po' perchè Verne è un classico della letteratura avventurosa (che io amo), un po' per disperazione, ho scelto questo titolo.

Viaggio al centro della terra di Jules Verne

  
Axel vive con suo zio, il famoso professor Lidenbrock, studioso di gran fama e con la passione per le scoperte. Un giorno i due si imbattono per caso in un'antica pergamena dall'iscrizione misteriosa: dopo diversi tentativi è Axel a riuscire a decifrarla, scoprendo così le indicazioni per raggiungere il centro della terra. Il professor Lidenbrock non aspetta altro: organizza il viaggio e in men che non si dica lui e il nipote si ritrovano in Islanda, alle pendici dello Snaeffels. Ad accompagnarli c'è una guida islandese di pochissime parole, ma che si rivelerà di vitale importanza durante le disavventure vissute dai personaggi: la morte per sete e per fame, rimanere soli e sperduti in una tomba di roccia, l'incontro con funghi alti come palazzi e con animali preistorici ancora vivi. Il viaggio sembra andare nella giusta direzione, quando una frana blocca il loro cammino. Il cercare di farla saltare con l'esplosivo, però, avrà conseguenze del tutto inaspettate.

Grazie alla lettura di questo libro - che non avrei fatto se non ci fosse stata la challenge - ho scoperto che Verne non mi piace per niente. Avevo letto L'isola del tesoro di Stevenson e pensavo a qualcosa di simile: vecchiotto di stile, ma comunque accattivante e interessante. Invece questo libro è uno dei più noiosi che io abbia mai letto.

La storia è narrata in prima persona da Axel, ma sebbene questo punto di vista ci trasporti all'interno della storia, non mi sono mai sentita coinvolta. Anche nei momenti in cui pensa di morire di sete il racconto - essendo una specie di "scritto a posteriori" - è talmente distaccato che non mi ha catturato. Ho trovato curioso e buffo il percorso fatto, l'idea è sicuramente carina e quello che scoprono viaggiando al centro della terra è interessante... ma niente più. E poi la mia mente pseudorazionale si infastidiva a pensare che sottoterra ci fosse sufficiente ossigeno per tre persone in movimento, oltre che per (spoilerino) megafunghi e dinosauri. Una che legge fantasy è anche capace di mettere da parte la razionalità, quando serve... ma in questo caso non ci sono riuscita. La mancanza di azione - sebbene fosse un presunto libro di avventura - la mancanza di phatos e il bassissimo coinvolgimento dato dalla prosa mi hanno lasciato veramente indifferente.

Anche i poveri personaggi sono talmente poco sofisticati da risultarmi praticamente inutili (per dirvi che per scrivere la recensione sono dovuta andare a cercarmi i nomi su Wikipedia perchè non me li ricordavo più!), piatti e insignificati: Axel è sempre lì a sospirare per la ragazza di cui è innamorato o a insultarsi perchè segue suo zio senza dirgli niente del fatto che stanno facendo una cosa folle. Il professore va per la sua strada senza considerare le opinioni di nessuno e l'islandese fa solo il cavallo da soma, occasionalmente eroico, ma silenzioso e privo di spirito.

La cosa che secondo me più mi è pesata è lo stile, troppo arcaico e antico, lontano dalla parlata dei nostri giorni. Forse se fosse stato scritto in modo più moderno e scorrevole forse mi sarebbe pesato di meno. Mi rendo conto che questa recensione spara a zero sul romanzo senza dargli nessun punto di forza: l'unica cosa positiva è sicuramente la fantasia di Verne, che è davvero un autore visionario e geniale.


Le parole del linguaggio umano non bastano
a chi si avventura negli abissi della terra
.


Stelle: 1/5

1 commento:

  1. libro che voglio rileggere.
    Ti ho invitata al linky party di Jessica
    http://jessicasbooks89.blogspot.it/2015/09/link-party-di-settembre-welcome-to-all.html

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra