mercoledì 18 giugno 2014

Tag ★ My life in a book

Il Flowerstardustag di questo mese l'ho visto (a febbraio, ehm...) sul blog Dreaming Fantasy. Lo conoscete sicuro, è quello che ha sempre delle grafiche superbellissime e di una semplicità infinita.
Non mi perdo in altre chiacchiere e vi lascio alle domande! (:


My Life in a Book


1. Trova un libro per ciascuna delle tue iniziali.
Ecco, sì, dunque. Questa domanda mi mette in difficoltà, perchè qui su blogspot la gente mi conosce come Lyra... e vorrei che rimanesse così. Onde per cui non so proprio come cavarmela.
Facciamo così: io rispondo usando il mio vero nome e voi continuate a chiamarmi Lyra, ok? (:
L come Lumina di Kai Meyer
A come Alera di Cayla Kluver
R come Rebel di Alexandra Adornetto
A come A Jennifer con amore di James Patterson
A parte l'ultimo (che ho dovuto sceglierlo perchè non trovavo un altro libro con la A, accidenti!) gli altri mi piacciono molto: avventurosi, magici e un po' "divini". Rebel parla di angli e Lumina dell'ultima pianta del Paradiso! ... E sì, anche il mio nome è un nome letterario: avete presente la protagonista del Dottor Zivago di Pasternak? (;

2. Conta la tua età lungo la tua libreria. Che libro è?
Purtroppo nella mia stanza non ho molto posto per i libri, che sono infilati in ogni pertugio e quindi non tutti in bell'ordine... contando quelli sulla mia mensola, che sono gli unici a dare sfoggio di sè, sono arrivata a Heaven di Alexandra Adornetto (il terzo della trilogia Halo dopo Rebel e Sacrifice)... libro che già pregusto ma che non ho ancora iniziato. Non vedo l'ora *w*

3. Scegli un libro ambientato nella tua città/stato/paese
Eeeeh anche questa è divertente! Nella mia città direi che non ce ne sono proprio. Potrei scegliere un libro ambientato a Milano (che è a dieci minuti di strada da qui), ma temo di non averne... sono i rischi dell'avere una libreria di Narnie, Terre di Mezzo e Distretti! Il più vicino è ambientato nella Firenze dei Medici ed è Gens Arcana di Cecilia Randall!

4. Scegli un libro che rappresenti una destinazione verso cui vorresti viaggiare.
So perfettamente dove voglio andare, ed è New York. Quando ho partecipato all'iniziativa "sotto l'albero di Natale" tra i miei desideri c'erano anche i libri ambientati nella Grande Mela... e la fantastica Robby mi ha mandato Colazione da Tiffany di Truman Capote, che non ho ancora letto ma che spero di gustarmi quest'estate, quando sarò finalmente libera dai libri dell'università...
5. Scegli un libro che rappresenti il tuo colore preferito.
Il mio colore preferito è il rosa, il rosa più tenero di tutti. Quindi, per rispondere a questa domanda ho scelto un delizioso libro illustrato che mi ha regalato la mia mamma, tutto di storie di fate! Mi piacciono molto le favole e adoro i libri illustrati per i bambini... questo, poi, è veramente incantevole!

6. Di quale libro hai il ricordo più caro?
Rispondere a questa domanda è quasi impossibile. Ho deciso di scegliere Il leone, la strega e l'armadio perchè è stato quello che mi ha fatto innamorare per la prima volta di un personaggio dei libri (Peter Pevensie rimarrà per sempre il mio principe preferito). Quando ho ritrovato il libro malridotto che mi aveva fatto appassionare l'ho messo nella mia libreria vicino a quelli tenuti benissimo che ho comprato da poco. :')

7. Quale libro hai trovato più difficile da leggere?
Sicuramente I Miserabili di Victor Hugo. E vi dirò, ci ho provato veramente con tanta passione perchè vado matta per il musical... ma un po' per lo stile di Hugo e un po' per il fatto che era troppo diverso dalla storia romanzata da Broadway, proprio non sono riuscita a finirlo. Chiedo venia.

8. Quale libro nella tua TBR darà maggior senso di realizzazione una volta finito?
Proprio come la lettrice da cui ho scopiazzato il tag, anche io proverei una gran soddisfazione anche solo ad assottigliare di qualche libro la mia eterna lista di libri da leggere! Però per uno che ne leggo, ne compaiono due nuovi... e mi ritrovo messa peggio di quando ho iniziato! Per rispondere farò così: vi dico che spero di poter presto leggere La Strada del Sole di Francesco Lorenzi, che mi ispira un sacco e secondo me mi farà davvero vibrare il cuore!



Ringrazio la cara Leda per questo bel tag, le faccio ancora i complimenti per le sue bellissime grafiche e invito tutti voi a fare questo tag, anche solo rispondendo qui sotto alle domande a cui ho risposto io! (:
E, come sempre, grazie di esservi fermati a leggere!

domenica 15 giugno 2014

Il cannocchiale

C'era una volta un marinaio dalla lunga carriera che possedeva una bella barca dalle grandi vele bianche su cui lavoravano molti uomini. Era un vero lupo di mare, aveva visitato tante isole e affrontato terribili tempeste; aveva avuto tante donne, e qualcuna l'aveva anche amata molto. Era ancora giovane, forte e bello, ma andare per mare iniziava a non piacergli più.
Sempre acqua, solo acqua a perdita d'occhio. Le bufere e la bonaccia, i litigi dei suoi marinai, il cibo disgustoso, il rischio di essere assalito dai pirati… era veramente stufo e voleva smettere.
Un giorno però, durante la sosta in una taverna in un porto affollato, sentì dei pescatori parlare di una grotta stupenda, colma di ogni genere di meraviglia naturale, che si trovava su un'isola a diversi giorni di viaggio da lì.
A quella notizia il marinaio si incuriosì: non riusciva neanche a immaginare un posto del genere! Forse quello era il motivo giusto per salpare, levare l'ancora e sfidare ancora una volta il mare. Quando parlò del suo progetto ai suoi marinai, però, rimase molto deluso:
«Un posto del genere non può esistere! E se esistesse sarebbe irraggiungibile, moriremmo nel tentativo! Lasciamo perdere!» Gli dissero.
Il marinaio era confuso: da una parte voleva vedere quell'isola, ma dall'altra aveva gli stessi dubbi dei suoi uomini e aveva paura di quello che sarebe potuto succedere. Di certo avrebbe perso diversi giorni di lavoro, denaro prezioso e molto tempo.
Nonostante i suoi dubbi, però, decise di non arrendersi e continuò a chiedere per avere ancora informazioni su quella grotta meravigliosa.
Un giorno decise di andare dal suo vecchio e saggio maestro, l'uomo che gli aveva insegnato ad andare per mare. L'anziano marinaio gli disse che sì, l'isola esisteva davvero - lui ci era stato - e conteneva davvero tutte le meraviglie che si raccontavano.
«Vorrei poter venire con te, ma non è un viaggio che posso affrontare. L'unico consiglio che ti posso dare è di non smettere mai di usare il tuo cannocchiale.»
Il marinaio decise allora di organizzare il viaggio: i pochi uomini che avevano deciso di rimanere con lui lo aiutarono a radunare le mappe nautiche, le bisacce e le bussole.
Partirono all'alba e impiegarono otto lunghi giorni per arrivare all'isola; i suoi uomini si erano spesso persi d'animo, ma il marinaio si era consumato gli occhi a furia di scrutare l'orizzonte con il suo cannocchiale per vedere la terra avvicinarsi.
Appena sbarcarono, però, della grotta non c'era nessuna traccia: la spiaggia si stendeva fino ai margini di un bosco che si arrampicava su per le pendici di una montagna.
«Prepariamoci per la salita.» Disse il marinaio.
I suoi uomini ancorarono tutto l'occorrente con delle catene su piccoli carri trainati a braccia e iniziarono a salire. Inerpicarsi su per il sentiero fu ancora più difficile che navigare: la strada era sassosa e scoscesa, il sole picchiava impietoso sulle loro teste e ad ogni svolta ne seguiva un'altra.
I sobbalzi e le buche ben presto ruppero le catene e visto che non c'era modo di ripararle i marinai si trovarono costretti a portare solo le cose essenziali, abbandonando per strada tutto il resto. In più, via via che il cammino continuava, i burroni e i precipizi li costrinsero a legarsi l'uno all'altro con una lunga corda: era lisa in più punti, ma sapevano che sarebbe rimasta intera nonostante tutto. E poi, comunque, avrebbero sempre potuto riannodarla.
In mezzo a tutte quelle difficoltà l'unica cosa che li faceva ancora andare avanti era il piccolo punto scuro che il marinaio scorgeva sulla parete della montagna ogni volta che si fermava a guardare in alto col cannocchiale.
Quando finalmente riuscirono ad arrivare in cima, però, il buio nella grotta era così denso e fitto che non si vedeva ad un palmo dal naso. Gli uomini dell'equipaggio si spaventarono, cominciarono a parlare di tornare indietro, a lodare chi non era andato, perchè aveva fatto bene a non fidarsi… erano delusi e arrabbiati per la grande aspettativa sfumata.
Il marinaio però era ancora perplesso: ci doveva essere qualcosa di bello, lì. Non poteva non esserci, se gli aveva dato la forza per arrivarci.
Fece qualche passo nel buio profondo della grotta, prese in mano il suo cannocchiale e - tra le risate di chi lo definiva un sognatore e i rimproveri di chi gli dava del pazzo - guardò nell'oscurità della grotta. E come alla luce di una torcia, la caverna rivelò tutte le sue meraviglie, più incredibili e numerose di quante una persona ne possa immaginare.
All'inizio fu faticoso far credere ai suoi compagni quello che aveva visto, ma quando decise di prestare loro il cannocchiale i suoi uomini non riuscirono più a farne a meno, passandoselo a vicenda e senza smettere di guardare tutte le bellezze che permetteva loro di vedere.
Dopo aver goduto tutti di quel meraviglioso premio per la fatica fatta, decisero di tornare indietro per dire a tutti che quell'isola meravigliosa esisteva, esisteva davvero. Sapevano che non tutti ci avrebbero creduto, ma sapevano anche che loro avrebbero provato a raccontarglielo nel migliore dei modi, senza stancarsi. E non avrebbero tralasciato di dire loro che non c'era modo di arrivare a vedere la meraviglia di quel posto se non avessero guardato attraverso un cannocchiale come quello del suo capitano, un cannocchiale speciale che sull'impugnatura aveva incisa una piccola parola: "speranza".



Ho scritto questo racconto stamattina, durante l'ora di "deserto" della Tenda Giovani. Spero che chi legga possa trovarci dentro quello che io ho trovato in questi due giorni: la consapevolezza che, qualunque cosa accada, la vita è meravigliosa.
È meravigliosa e potrà sempre migliorare, qualunque cosa accada,
perchè non siamo soli. Perchè siamo Amati.

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