domenica 26 gennaio 2014

Dieci cose ★ On stage!

Le feste hanno fatto saltare ben due post di questa rubrica, ma con l'anno nuovo sono più determinata che mai a portarla avanti... e questo mese il tema è una delle mie passioni più grandi: il musical!


(c) NYFA
1 - Perchè a Gennaio. Per tre anni di fila gennaio è stato il "mese del teatro": sono andata a vedere Notre Dame De Paris agli Arcimboldi, La Bella e La Bestia (meeeeeraviglioso) al Teatro Nazionale e Robin Hood al Manzoni. Purtroppo da quando sono all'università le occasioni si sono rarefatte in maniera incredibile causa esami e da qualche anno ho dovuto perfino mettere in stand-by questa mia abitudine per concentrarmi sullo studio... però ho deciso che recupererò, magari in altri mesi, tutti i musical bellissimi che mi sono persa! [Grazie, Musical.it, per i tuoi preziosi aggiornamenti ^^]

2 - L'accordo iniziale. Ricordo bene il primo musical di cui io abbia avuto conoscenza: ero in seconda media e sul libro di musica la mia attenzione era stata attirata dalla foto di due tipi abbracciati accanto alla scheda di un film musicale super tragico in stile Romeo e Giulietta chiamato West Side Story. C'era anche il testo di Tonight, in versione inglese e in traduzione, e le parole mi piacquero così tanto che per settimane cantai quella canzone con un inglese tremendo e inventando completamente la melodia, dato che non l'avevo mai sentita.

3 - Vederli dal vivo... Quando ero in terza media il mio oratorio organizzò un musical sulla storia di Giuseppe (quello d'Egitto, che interpreta i sogni) per un ragazzo della mia Parrocchia appena diventato prete. Ho guardato tutto lo spettacolo con occhi e bocca spalancati, cercando di assimilare ogni singolo frammento di emozione che proveniva dal palcoscenico. Le mie due amiche ridevano, quando io dicevo loro che non riuscivo a esprimere quanto mi fosse piaciuto...

4 - ...e viverli dal vivo. E naturalmente dopo quella esperienza "diretta" nessuno più è riuscito a tenermi lontano dal palcoscenico. Ho sempre amato il teatro, e avevo partecipato con un ruolo più o meno importante a tutti gli spettacoli del mio oratorio... ma ad un musical mai. Mai finchè non mi sono ritrovata vestita da ancella egiziana, insieme a tre mie coetanee, a cantare davanti a tutto il forum di Assago! La FOM aveva chiesto a noi di mettere in scena un medley delle canzoni di quel musical perchè il tema dell'oratorio estivo sarebbe stato proprio Giuseppe... ed è stata un'emozione veramente folle.

5 - Su e giù dal palco. Nonostante la mia passione, però, ho dovuto ammettere di non avere la stoffa da attrice di musical: non so ballare e quanto agli assoli, è meglio che li lasci alla mia amica Veronica. Ho partecipato come comparsa, come corista e come ballerina di fila a quasi tutti i musical del mio oratorio, ma è stato solo con l'ultimo che ho trovato qual è davvero il mio posto, ed è dietro le quinte. Non avete idea dell'emozione e della sensazione di sogno diventato realtà che si prova quando si vede davvero, davanti ai propri occhi, una scena che si è solo immaginata e scritta. Avevo la pelle d'oca quando mi è capitato con Parsifal, l'ultimo musical che abbiamo messo in scena in oratorio.

6 - Gleek out! Nella mia famiglia non c'è la cultura del musical e al di là di West Side Story e Grease conoscevo solamente Jesus Christ Superstar, che ai miei genitori piace molto e che riguardiamo tutti gli anni. Se c'è una cosa che ha fatto aumentare esponenzialmente la mia conoscenza di questo mondo è sicuramente il telefilm più musicale che esista: Glee. Ho iniziato a vederlo all'università e mi sono resa conto quasi subito che era il telefilm perfetto per me sotto tanti punti di vista, non solo per quanto riguarda la cultura musicale (ma di questo ve ne parlerò un'altra volta, in un altro "Dieci Cose").

7 - The Best Of. Credo che il mio musical preferito sia Wicked: adoro i personaggi, la storia, la scenografia, la morale... tutto. Non mi dilungo perchè ho intenzione di leggere il libro e quindi ve ne parlerò meglio prossimamente. Al secondo posto ci sono I Miserabili: diversissimi da Wicked per mille motivi ma altrettanto appassionanti. Se posso permettermi, non guardate il film recentemente uscito con Hugh Jackman: è terribile, in confronto alla versione originale! Io amo la versione live che ho all'O2 arena di Londra, che anche se è solo un concerto e non uno spettacolo con scenografia e recitazione è comunque una versione tremila volte più bella. Tra gli altri musical che riguardo sempre con gioia ci sono ovviamente Il Mago di Oz con Judy Garland, Tutti insieme appassionatamente con Julie Andrews, Funny Girl (che mi ha fatto scoprire Barbra Streisand e ri-scoprire Omar Sharif), Notre Dame De Paris di Cocciante e Il Fantasma dell'Opera, ma anche di questo mi piace la versione teatrale e non quella con Emmy Rossum, che mi sta abbastanza antipatica...

8 - Il West End. Se qualcuno di voi è stato a Londra, probabilmente è passato da Piccadilly Circus, dove ci sono tutte quelle insegne al neon e i negozi superscintillanti... e dove ci sono i botteghini che vendono i biglietti per i musical del West End, minuscoli sportellini pieni di cartelli e locandine incastrati tra una vetrina e un portone. Non mi aspettavo che ci fosse una piccola Broadway a Londra e quando ci sono capitata in mezzo credo che mi sia saltato il cuore fuori dal petto, si sia fatto un giro tra i poster e poi sia tornato al suo posto. Ero così emozionata, ma così emozionata... che ho speso le 25 sterline tenute da parte per la maglietta dell'Hard Rock Cafè per andare a vedere Wicked. Giuro che non ho mai speso meglio dei soldi: come ho già detto, la magia dei musical dal vivo non ha davvero prezzo. Trovate qui il resoconto a caldo di quella meravigliosa esperienza.

9 - Disney in musica. Una menzione di merito va ai capolavori della Disney, che da La Sirenetta in poi sono diventati uno più "musical" dell'altro! Quando sono andata a vedere La Bella e La Bestia al Nazionale mi sono stupita di quanto la versione Broadway della mia favola preferita fosse meravigliosa! Da allora mi sono resa conto che più il cartone è musical, più mi piace: La Sirenetta è uno di quelli che preferisco, Rapunzel mi piace alla follia... ma dopo aver visto Frozen devo dire che spero proprio ne facciano un musical per volare a Broadway a vederlo: era tutto così teatrale! Le scenografie, le inquadrature, i costumi, la gestualità... e la voce di Idina Menzel nella canzone Let It Go di Elsa mi fa venire le lacrime agli occhi ogni volta che la risento. Wow.

10 - Sognando Broadway. Nella mia storia di musical-addicted manca ancora un preziosissimo tassello: Broadway. Non ci sono mai stata, eppure ogni volta che alla tv fanno vedere New York e inquadrano Times Square indico la tv lanciando urletti come se avessi rivisto un parente lontano. Ogni volta che non ho voglia di studiare/lavorare penso che quello sforzo mi porta un po' più vicino a laurearmi o ad avere abbastanza soldi per andare a Broadway e vedere tutti i musical che amo dal vivo. Quando sono triste mi faccio un giro per Times Square con Google Map e penso che prima o poi vedrò quei posti dal vivo.

Quello che mi chiedo, in realtà, è cosa farò quando ci sarò riuscita... ma mi rispondo sempre con le parole di Flynn Rider:
❝Quella è la parte migliore: ti cercherai un nuovo sogno. ❞

sabato 18 gennaio 2014

Cercare

Cercare.
Cercare un credo, una strada, una professione, un obiettivo, una persona speciale nel delirio che ci circonda. Cercare sè stessi.

Cerca di vedere il grano che cresce nel tuo campo,
anche se fosse un'unica spiga in mezzo a un mare di zizzania.

Cerca di vedere le tue possibilità, le strade che si aprono davanti ai tuoi piedi, le vie che puoi ancora percorrere e non solo quelle sbarrate dai divieti o obbligate dai doveri.


Cerca quello che ti fa andare avanti... e renditi conto che non è altro che la passione. La passione per quello che ti piace fare, che ti spinge a sbrigare i tuoi compiti in fretta per ritagliarti un po' di tempo per te. La passione per il mondo - un mondo giusto e sbagliato insieme - e la passione per la gente che lo abita, quella che merita i nostri sforzi ma anche quella che sembra troppo lontana per essere raggiunta: si può sempre pregare, e una preghiera arriva là dove la nostra voce, le nostre mani o le nostre forze non arrivano.


Cerca i desideri veri che hai per te e per il tuo futuro. Cerca di capirli, di capire cosa ti manca, perchè è solo sentire la mancanza di qualcosa che ti farà mettere in cammino per vedere il mondo.

E anche quando sai cosa cercare, ricorda che la ricerca è appena iniziata: per raggiungere quello che ti manca devi cercare ancora la strada giusta.
Ma capire di averla trovata sarà facile, perchè ti accorgerai di essere felice mentre cammini.

Cerca di capire cosa fare per gli altri, agli altri, con gli altri. Per farlo devi prima capire cosa vuoi che sia fatto a te: solo allora saprai cosa fare agli altri.

Cerca di non fare paura. Di non avere paura. Di liberarti dalla paura.

Cerca di accettare le tue fragilità e le tue debolezze. Cerca di far cadere ogni maschera per mostrarti agli altri così come sei, perchè il semiarco delle tue debolezze si congiunga al semiarco di quelle degli altri e la struttura più debole che ci sia diventi quella che è in grado di sostenere ogni cosa.

Cerca in ogni giorno almeno un motivo di gioia: è il vero esame di coscienza, quello che ti fa capire fino a che punto hai vissuto la tua vita come Dio vorrebbe che tu la vivessi
Ti renderai conto che sei felice ogni volta che fai la Sua volontà.

Cerca di risentire l'eco della voce di Dio che nel tuo Battesimo ti ha sussurrato "Figlio mio, amore mio, mia gioia" proprio come ha fatto con Gesù, perchè allora troverai quello che cerchi, troverai te stesso:
tu sei il riflesso di Dio su questa terra.


- dalla catechesi di padre Ermes Ronchi. Lecco, 16 gennaio -

 
(c) OSC IB Blog

giovedì 16 gennaio 2014

The Forestwife

Sono veramente felice di scrivere la mia prima recensione sul blog... soprattutto perchè si tratta di una trilogia che ho amato particolarmente:

The Forestwife di  Theresa Tomlinson


La storia è ambientata nei boschi dell'Inghilterra dei Plantageneti e segue le vicende di Mary, ribelle quindicenne orfana che decide di scappare dalla casa dello zio dove è stata cresciuta per evitare il matrimonio combinato con un vecchio riccone.
Aiutata dalla sua anziana balia Agnes, che si rivela una donna piena di sorprese, si ritrova a vivere nella radura della Donna della Foresta, che tutti credono una strega ma che è l'unico sollievo per chi soffre le vessazioni dei lord di Barnsdale.
Mary così si trasforma da ragazzina viziata e irriverente a giovane donna coraggiosa, forte e indipendente: il suo cambiamento è tale che Agnes decide di darle un nuovo nome, per una nuova vita. Mary diventa così Marian, la Dama Verde, braccio destro della Donna della Foresta e paladina dei deboli.
Attorno a lei si raduna un gruppetto di uomini e donne decisi a combattere per la giustizia e la libertà, costi quel che costi...


Il primo libro della saga l'ho trovato in biblioteca e l'ho preso perchè la ragazza in copertina (che era diversa da quella che vedete nell'immagine) mi ricordava un po' me stessa... ma poi mi sono innamorata della storia e dei personaggi al punto tale che l'ho ripreso almeno due o tre volte per rileggerlo prima di riuscire a trovarlo in libreria. Il secondo libro non mi è piaciuto allo stesso livello, in realtà, ma l'ho letto molto volentieri comunque dato che i miei personaggi preferiti c'erano lo stesso... e quando ho scoperto che in Italia il terzo libro non è mai arrivato credo di aver dato di matto. Tutto questo è successo circa dieci anni fa, perchè quando ho scoperto la meravigliosa possibilità di comprare online mi sono fiondata su Amazon e ho cercato il terzo libro della trilogia, ansiosa di leggerlo: a solo 6 euro sono riuscita a recuperare l'intera saga in una meravigliosa versione paperback che ho letto tutta d'un fiato, sebbene fosse in lingua originale.

Il primo romanzo - La Donna della Foresta - segue più che altro le vicende di Marian, dal momento in cui fugge dalla casa dello zio a quando diventa lei stessa Donna della Foresta; il secondo si intitola La regina di Maggio e invece segue le avventure di Magda, allevata da Marian, che decide di seguire suo padre John e la banda dell'Incappucciato nelle loro scorribande per Nottingham. Nel terzo (Il sentiero della lupa) invece tutti i fili vengono radunati e la storia si ricongiunge... ripartendo però proprio là dove sembra finire.

I personaggi della saga sono tutti molto particolari, diversi tra loro e talmente affascinanti - a mio parere - che ci si innamora di loro in tempo zero. Marian è di certo il personaggio migliore, più sfaccettato e che si evolve di più nella storia... ma anche Robert mi è piaciuto molto, lo trovo molto "vero", senza quei tratti di esagerato eroismo che in alcune versioni della storia lo trasformano in una specie di supereroe d'altri tempi. Tra i personaggi secondari uno di quelli che mi è piaciuto di più è sicuramente quello di Madre Veronica, la direttrice del convento della Maddalena, e ovviamente Agnes.

La storia si legge con piacere perchè è fatta di piccoli episodi legati tra loro: il salvataggio di una donna finita in ceppi, la liberazione delle suore di Maria Maddalena dal loro convento divenuto prigione, la caccia ai cervi per combattere la fame, la liberazione delle due lady di Langden murate vive nel loro castello... sebbene la storia segua il punto di vista della Donna della Foresta, in alcuni punti (soprattutto nel secondo libro) è degna dei migliori romanzi su Robin Hood, per quanto riguarda gli episodi, i piani architettati e le dimostrazioni di coraggio. Ne ho amato ogni singolo episodio, li ho trovati tutti diversi e tutti ugualmente mozzafiato.

Il terzo romanzo è stato quello che mi ha commosso oltre ogni dire. E se un libro mi fa venire gli occhi lucidi, allora bisogna dirlo, perchè non mi capita tanto spesso.
Questo ultimo capitolo della saga è da una parte il più intenso e dall'altra il più toccante: siccome la storia segue le vicende di Robert e Marian finisce quando le loro due avventure terminano. L'episodio conclusivo della loro storia è forse il più bello di tutta la vicenda, come se tutti e tre i libri avessero portato proprio lì. Non voglio raccontarlo perchè vi invito a leggerlo: dirvelo non sarebbe la stessa cosa.

Sono innamorata di Robin Hood da quando riesco a ricordare (e due post di questo blog lo confermano... quiqui), ma questo credo sia il romanzo più bello che ho letto su di lui, anche se - o forse proprio perchè - non è la storia di un gruppo di eroi, ma di un gruppo di persone che non smette mai di credere che la giustizia sia qualcosa per cui vale la pena combattere.
E ditemi se non è un tema ancora attualissimo.


«I have learnet that no matter how hard you fight, however much you sacrifice,
still you can never win.» «No, but it is still better to fight.»



Stelle: 5/5

 
Questa recensione partecipa alla Challenge "Reading Outside the Box"
per la categoria #14 - make believe: leggi un libro in inglese

venerdì 10 gennaio 2014

Propositi, impegni e sfide

   Finalmente la sessione di esami invernali è terminata e posso sedermi senza pensieri alla scrivania e godermi una decina di giorni di relax prima dell'inizio delle lezioni! In questi giorni voglio mettere a punto tutte le cose per il nuovo anno che ho lasciato da parte causa Natali in campagna, pellegrinaggi a Strasburgo e esami di politica sociale!

   Come forse qualcuno saprà, per me l'anno nuovo inizia a settembre e quindi è quello il momento di fare propositi e mettere giù la to-do list per l'anno a venire... però con il 2014 mi sono presa un impegno nuovo, oltre a quelli che avevo pianificato a settembre (che non ho rispettato molto, ahimè) e questo impegno è leggere di più.

   Io leggo già molto di mio, ma sinceramente sono moooolto settoriale, e quando ti rendi conto di aver già letto tutti i libri che la tua biblioteca offre su quello scaffale, allora capisci che devi aprire i tuoi orizzonti! E poi dopo la bella scoperta di Finchè le stelle saranno in cielo (qui il post), libro che proprio non mi aspettavo, non vedo l'ora di sperimentare nuovi generi e "uscire dal guscio"!
Proprio per questo motivo ho deciso di iscrivermi alla Reading Outside The Box Challenge inventata dal Musing of a Book, che ha come obiettivo proprio quello di farci sperimentare e scoprire nuovi libri, nuovi autori e nuovi generi! Certo, barando un po' potrò sempre leggere fantasy... ma anche così facendo leggerei comunque qualche libro in più, credo. E se poi non ci riuscissi, non sarebbe mica la fine del mondo, no?

Per questa Reading Challenge bisogna leggere da 1 a 14 libri di generi diversi, per la precisione:

1. Classics are the new black – leggi un classico [Sogno di una notte di mezz'estate, Shakespeare]
2. It’s a serial thing – leggi un libro nuovo di una saga che hai iniziato [Sacrifice, A. Adornetto]
3. Lost in translation – leggi un libro scritto in un'altra lingua e poi tradotto [Colazione da Tiffany, T. Capote]
4. It’s about time! – leggi un libro che possiedi da almeno due anni e che non hai mai aperto [Wings, A. Pike]
5. By the numbers – leggi un libro con un numero nel titolo [1984, Orwell]
6. Weird Science! – leggi un libro che parli di scienza
7. I just love a good Duet – leggi un libro scritto da più autori
8. New Guy in Town – leggi un libro di un autore emergente [Le tre pietre, F. Bujor]
9. Almost Human – leggi un libro dal punto di vista di un animale, un alieno, un robot... qualsiasi cosa che sia "quasi umano" [Before The Dawn, M. A. Collins]
10. Chunkster-time! – leggi un libro che sia più lungo di 500 pagine
11. Random Rescue – leggi un libro scelto a caso in libreria, in biblioteca o in un negozio di libri usati
12. Under-Aged Writer – leggi il libro di qualcuno che non abbia ancora 21 anni [Diario di Zlata, Zlata Filipovic]
13. Time for exercise – leggi un libro che sia ambientato nel mondo dello sport
14. Make-Believe[scegli tu un criterio] leggi un libro in inglese [The Forestwife, T. Tomlinson]

Per partecipare si può anche scegliere il livello, e io ho deciso di scegliere il più alto e ambizioso (naturalmente): No Box Can Contain Me!
-- I’m a little Scared: 3-4 categories      ✓ fatto
-- It’s not so bad out here!: 5-7 categories   ✓ fatto
-- Look at me, outside my comfort zone!: 8-10 categories
-- Outside In!: 11-13 categories
-- No Box can Contain Me!: I did all 14!

   Le regole sono molto facili:
  • Ci si può iscrivere fino al 31 dicembre 2014 e valgono solo i libri letti dopo il 1 gennaio e prima del 31 dicembre.
  • Un libro non può partecipare a più di una categoria (altrimenti sarebbe troppo facile, hehe).
  • Ogni volta che si scrive una recensione per il libro in questione, basta semplicemente postare il link nel post della Challenge: l'unica cosa che chi ha steso il regolamento raccomanda è di postare una recesione al mese, giusto perchè potrebbero esserci delle sorprese!
  • Darsi una mano gli uni gli altri! Io non ho in mente titoli per tutte le categorie e ho bisogno del vostro aiuto soprattutto per i libri di scienza, di sport, quelli con un numero nel titolo... e di quelli scritti dai giovani autori (che solitamente rifuggo come la peste)!

   Oltre a questo, mi sono anche iscritta a GoodReads, giusto per tenere più traccia di cosa/quanto/come leggo... e devo dire che mi sono già appassionata! Tra l'altro su GoodReads partecipo ad un'altra challenge: ho deciso che quest'anno proverò ad arrivare al traguardo dei cinquanta libri! E di tutti voglio scrivere una recensione, ovviamente in inglese... Non vedo l'ora di avere un istante per scrivere le prime due! \o/
Se siete anche voi su GR, potete aggiungermi agli amici: cliccami tutto.


In bocca al lupo a tutti per il 2014, per i vostri propositi, i vostri impegni e per tutte le vostre sfide!
Buon anno nuovo!

domenica 5 gennaio 2014

Tag ★ Winter Wonderland Book Tag

Ho trovato questo tag sul The Bookworms di Federica e l'ho trovato così carino che ho pensato... perchè non farlo? Quindi eccolo qui, con i dovuti credits al forum in cui l'ho visto e al Libri che Passione, il forum che l'ha proposto!
 



1 ⋆ Che libro è così allegro e dolce che ti scalda il cuore?
Risposta semplice: Pollyanna di E. H. Porter. Lo conosiglio a tutti perchè scalda veramente il cuore, soprattutto nei capitoli finali. I personaggi sono tutti indimenticabile, ma la piccola dolce Pollyanna è così meravigliosa che mi è rimasta nel cuore fin dalla prima lettura, a otto anni.

2 Qual è il tuo libro preferito con una copertina bianca?
Non ho molti libri con la copertina bianca... ma sono felice di poter scegliere Il giardino segreto di F. G. Burnett! È un libro che mi piace tantissimo rileggere all'arrivo della primavera e che trovo veramente delizioso!

3 Sei seduto su una bella sedia comoda, indossando una tuta, con una calorosa tazza di cioccolata calda, ma quale "mostruosa" lettura stai leggendo? 
Mmm... premettendo che non mi piace la cioccolata calda, direi che sto leggendo Beastly di A. Flynn, solo perchè è una bellissima lettura veramente mostruosa (dimenticatevi l'aitante fanciullo calvo e tatuato del film, gente, quello del libro ha zanne, artigli e peli) che leggerei volentieri comodamente seduta su una bella sedia, magari davanti a un caminetto con una tazza di tè!

4 Ha iniziato a nevicare, quindi ha deciso di fare una battaglia a palle di neve! Con quale personaggio ti piacerebbe fare la lotta a palle di neve?
Oh, beh, ce ne sono veramente tanti. Siccome Peter Pevensie è troppo principesco per una battaglia a palle di neve (con lui un bel tè in una caffetteria elegante *w*)... scelgo un ragazzo che secondo me apprezzerebbe la cosa: Cedric Diggory! E se posso permettermi, farei una sfida doppia: me e Lyra Belacqua contro Cedric e Will. Spettacolo.

5 Purtroppo, il fuoco nel camino sta per spegnersi. Di quale libro strapperesti le pagine degli ultimi capitoli per gettarle nel fuoco?
Sebbene io stia per inimicarmi metà del circuito Blogspot, la mia riposta è Harry Potter. Non per altro, ma per aver ucciso tutti i miei preferiti e aver fatto sposare Ron con Hermione: lui l'avrei volentieri buttato giù dal treno nel primo libro. O dalla Ford Anglia volante nel secondo. O lasciato in compagnia del Platano Picchiatore nel terzo. E via discorrendo.

6 Quale libro è così vicino al tuo cuore che lo regaleresti a qualcuno che non ha mai letto ma che vuole cominciare a leggere?
La domanda è veramente troppo difficile per sceglierne uno solo.. anche perchè dipenderebbe troppo dalla persona che ho davanti, dai suoi gusti e dalla sua età... quindi butto lì qualche titolo molto diverso, giusto perchè così potrei azzeccare dei titoli: Fairy Oak di E. Gnone per una ragazzina romantica e fantasiosa, Hunger Games per chi cerca qualcosa di più forte, Hyperversum per chi non ama il fantasy e Le Cronache di Narnia per chi invece lo apprezza!




Carino, vero? Meritava di essere sperimentato!
Non amo taggare persone specifiche (soprattutto perchè conosco ancora troppe poche fanciulle nel giro)... perciò, se vi va, sentitevi taggate e fatelo anche voi! Se mi lasciate il link sarò felice di venire a leggere la risposta!

sabato 4 gennaio 2014

We are one

Durante le vacanze di Natale ho letto Finchè le stelle saranno in cielo, un libro regalatomi da Lumi di Sentieri di neve rossa per l'iniziativa "Sotto l'albero di Natale".
All'inizio devo ammettere che non ero per niente convinta: leggendo la trama avevo capito che la storia ruotava attorno all'Olocausto e sinceramente non amo per niente i libri e i film che hanno la Shoah come tema, solitamente sono fatti per straziare i cuori e fare piangere la gente... non è roba per me. Ho iniziato comunque a leggerlo e in breve tempo mi sono ritrovata letteralmente catturata dal racconto! È una vera e propria caccia al tesoro alla ricerca della famiglia di Rose (la nonna della protagonista) e del suo amore vero, perduto in gioventù coi rastrellamenti di Parigi.
Il tema della storia è sicuramente l'importanza della famiglia e di credere che l'amore vero esiste e che arriva quando meno te lo aspetti... a qualunque età. E poi naturalmente c'è l'importanza del dialogo tra le religioni. Nonna Rose, infatti, era ebrea ed è stata salvata da un giovane cristiano che l'ha aiutata a rifugiarsi in una comunità di musulmani: più di una volta si richiama il fatto che bisognerebbe capire che amiamo tutti lo stesso unico Dio, più che perdersi nelle differenze di forma, di struttura e di costruzioni mentali umane su di Lui.

Quello che mi ha profondamente colpito è che lo stesso identico discorso è stato ripreso da Frére Alois durante una preghiera di Taizé a Strasburgo, nel "pellegrinaggio di fiducia" che la comunità dei frati di Taizé organizza ogni anno in una città d'Europa.
Già di per sè Strasburgo è il centro della collaborazione: ci sono chiese Cristiane Cattoliche, Ortodosse e Protestanti, Moschee e Sinagoghe. Simboleggia la volontà di Francia e Germania (e poi di tutti i paesi europei) di discutere e parlare, invece che di fare la guerra: non per niente è sede del Parlamento Europeo!
E poi noi giovani cattolici italiani (così come tutti gli altri pellegrini europei) siamo stati accolti da famiglie e parrocchie che non sempre condividevano il nostro stesso credo.
Queste le parole di Frére Alois:
Vorrei trovare le parole giuste per chiedere ai cristiani delle differenti Chiese: non c’è un momento in cui bisognerebbe avere il coraggio di metterci insieme sotto lo stesso tetto, senza aspettare che tutte le definizioni teologiche siano pienamente armonizzate?
Credo che da adesso vivrò con uno spirito diverso la parte della Messa in cui si prega per "l'unità dei Cristiani"... e ci metterò anche l'unità dei credenti, perchè è questo che fa la differenza.
E i trentamila ragazzi che erano a Strasburgo mi fanno credere che si può davvero cambiare il mondo una persona alla volta, come dico sempre io quando mi chiedono perchè non mi importa della politica. Pensate se ognuno di quei ragazzi cambiasse una sola persona: ci sarebbero sessantamila persone diverse al mondo... e ognuna di loro potrebbe cambiare un'altra persona. In poco tempo il mondo sarebbe veramente diverso, più unito, più giusto... e non grazie alle leggi o alle regole, ma grazie allo Spirito nel cuore di tutti gli uomini.

Un'altra cosa mi ha molto colpito.
Nel libro che ho letto la protagonista decide di piantare in asso il lavoro in pasticceria nonostante le cose vadano molto male e rischi di perderla perchè andare a Parigi a cercare la famiglia della nonna è più importante... ed è una cosa che ho pensato anche io quando ho scoperto che, siccome ero stata a Strasburgo, non sarei riuscita a dare gli esami dell'appello di gennaio. Certe volte vale la pena sacrificare il "dovere" in nome di qualcos'altro... qualcosa che ne valga la pena, naturalmente. Non guardare l'ennesima replica del Grinch alla televisione. Ci vuole qualcosa che ti passi sopra e sotto la pelle, qualcosa che ti rimanga negli occhi e nel cuore. Qualcosa come cercare la famiglia di tua nonna, come stare attorno al fuoco con i parenti che non vedi mai, come incontrare persone venute da lontano e capire che, in fondo, siamo davvero tutti fratelli.
Sì, forse non avrò il voto di diritto privato sul libretto. E forse nemmeno quello di Politiche Sociali. Ma nessun voto o appello o esame passato potrà mai insegnarmi tanto quanto ho imparato in queste vacanze di Natale. Vacanze in cui tutto sembrava perfettamente incastrato per insegnarmi una lezione più grande di qualunque regalo.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...