Pollyanna

Sì, lo so, sono stata decisamente evanescente questo mese. Ma dovete capire che il bel tempo, le celebrazioni in oratorio e la valanga di consegne in università mi hanno preso molto. In più sono sempre più convinta di voler fare poche cose ma bene, quindi tendo a ridurre al minimo gli impegni per poterli portare a termine nel modo migliore.
Questo diminuisce drasticamente i miei post sul blog, anche perchè non mi piace l'idea di seguire la massa e lanciarmi in tutti i tag più o meno settimanali pur di scriverci spesso... voglio che rimanga il mio spazio di libertà e serenità personale. Già che non scrivo più tante confidenze mi dispiace: devo ridedicarmi alla scrittura, arte che sto mettendo troppo spesso da parte. Non va bene.
Ma giusto per restare in tema, questo post è una recensione, quindi non voglio perdermi troppo in chiacchiere!

Sono felice di poter deliziare aprile con uno dei libri più belli che io abbia mai letto, che rileggo puntualmente quando nella mia vita qualcosa mi sembra andare per il verso sbagliato.


Pollyanna di  Eleanor Porter


Pollyanna Whittier ha undici anni ed è ospite dalla zia materna dopo essere rimasta orfana. Ma se l'austera signora Polly Harrington si aspetta una bambina in lutto per la perdita del papà, si sbaglia di grosso: in casa le piomba una piccola peste dalla voce squillante e dal luminosissimo sorriso. A niente servono i rimproveri e le regole: con il suo entusiasmo Pollyanna conquista a poco a poco tutta la cittadina di Beldingville, compiendo mille piccoli miracoli grazie al Gioco della Contentezza.
Pollyanna fa il Gioco da sempre ed è grazie ad esso che riesce a trovare la luce anche nella situazione più buia. Ma il suo sorriso sarà messo a dura prova quando il destino decide di metterla davanti a una disgrazia così grande che le renderà il Gioco veramente difficile.


Ho letto questo libro per la prima volta quando andavo alle scuole elementari. Ero forse in seconda o in terza e mi ricordo che l'avevo scelto perchè nella minuscola biblioteca della mia classe era quello più alto: era spesso tre dita, con la copertina rigida di tela cerata e il disegno di una bambina bionda con le trecce che prendeva il tè assieme alla zia. Non avete idea di quanto sarei disposta a spendere per avere quell'edizione di questo libro, perchè davvero Pollyanna mi ha cambiato la vita.
Quando ho letto il libro non me ne sono accorta subito... ho iniziato a rendermene conto qualche mese più tardi quando - per immedesimarmi nel mio personaggio preferito come faccio da sempre - ho inziato a fare anche io il Gioco della Contentezza.
Ora, è necessario spiegarvi in cosa consiste questo gioco, quindi lasciate che io mi cali nei panni di Pollyanna per un minuto e vi spieghi la storia dal principio.
Tutto inizia quando Pollyanna e il suo papà ricevono un pacco per i poveri: Pollyanna aspetta tanto una bambola, ma nel pacco ci sono un paio di stampelle. Come ogni bambino anche lei vorrebbe piangere, ma suo papà le insegna il Gioco: l'unica regola per vincere è quella di trovare un motivo di felicità anche nella situazione peggiore... nella fattispecie, bisognava essere contenti di non avere bisogno delle stampelle!
Certo, detta così sembra veramente una cosa assurda, riesco quasi a vedere la gente inarcare le sopracciglia esterrefatta dalla stupidità di questo Gioco. Ma se leggerete il libro vi renderete conto di quanto cambiano le cose quando si guarda il lato positivo.
Io stessa, da quando ho iniziato a fare il Gioco (per gioco, appunto!) non ho più smesso. So che ci sono tante persone che mi trovano insopportabile per il mio insopprimibile entusiasmo, per il modo in cui mi esalto per le cose più banali... ma io credo che bisogna davvero godere delle cose che abbiamo, perchè non sono scontate. Per essere felici bisogna vedere ciò che si ha e non ciò che si vorrebbe. E se ci riesce una bambina povera che riceve un paio di stampelle al posto di una bambola non vedo perchè non dovrei riuscirci io, che ho praticamente tutto quello che una ragazza possa desiderare!

La cosa che mi piace di più di questo libro è che Pollyanna è contagiosa. Piano piano conosce e cambia tutti i personaggi che incontra, sia quelli già allegri e positivi (come la cameriera Nancy) sia quelli che sembrano portati solo al silenzio e all'umore nero (come il signor Pendleton)... ma anche chi legge. Almeno, su di me ha fatto questo effetto. Mentre cambiava la vita ai personaggi del libro l'ha cambiata anche a me.
Anche se è un libro un po' vecchio stile - ma saprà farsi apprezzare da chi per esempio ha amato Piccole Donne - la storia non è piatta o un susseguirsi di vicende zuccherose, anzi: è piena di episodi carini, alcuni più filosofici e altri più divertenti, tutti raccontati con una semplicità e una spontaneità che rende credibilissima la storia. Io non ho mai avuto dubbi sul fatto che potesse essere vera, credo che sia possibile essere come Pollyanna - ingenui e ottimisti, con semplicità - e solo col proprio sorriso cambiare il mondo. Non vorrei suonare presuntuosa, ma è quello che vorrei fare nella mia vita. Allora sì che avrei lasciato un segno su questa terra.

L'unica nota un pochino stonata della storia è la vicenda tra la zia Polly e il dottor Chilton. Non voglio anticipare niente, ma l'ho trovata una cosa un po' affrettata... insomma, non si capisce bene cosa sia successo tra loro, è una cosa che è durata dieci anni... e senza nemmeno accennare a cos'era accaduto il tutto si risolve. Boh, l'ho trovata una cosa un po' imprecisa, affrettata... una piccolissima pecca in un libro stupendo e meraviglioso.

Certo, forse la mia passione per questo vecchio libro per bambini è dovuta al fatto che adoro letteralmente la protagonista (come adoro tutte le piccole eroine: Pollyanna, Lyra Belacqua, Vaniglia Periwinkle...), ma credo che sia un vero "tonico miracoloso" per chiunque: vorrei poter regalare questo libro a tutti quelli che non fanno altro che lamentarsi, nella loro vita.
Forse lo odierebbero… o forse capirebbero che avere una vita felice dipende solo da noi.


«Sono convinto che il prisma più bello di tutti sia tu, Pollyanna.»
«Oh, ma quando il sole mi sfiora non rifletto i suoi raggi in tutti quei colori,
signor Pendleton!» «Ne sei sicura?»


Stelle: 5/5

10 commenti:

  1. Anche io faccio il Gioco!! *-* Sembra una cosa banale ma aiuta davvero davvero tanto! Io purtroppo ho visto solo il film, il libro non l'ho ancora letto! Devo assolutamente rimediare!!

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    1. Davvero??? Oh, Ariel!!! <3
      Il film è tremendo, io non lo sopporto, non c'entra niente con la storia vera... e l'attrice che fa Pollyanna non mi piace per niente! Leggi il libro appena puoi, è meeeeeraviglioso!

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  2. Prima o poi devo leggere questo libro, ne sento parlare solo bene.

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    1. Eh sì, leggilo. Merita davvero, non finirò mai di dirlo!!!

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  3. Pollyanna un libro letto tantissimi anni fa. Bella lettura. Devo cercare questo libro deve essere a casa dei miei genitori. Se non sbaglio hanno fatto anche il cartone animato di Pollyanna-

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    1. Sì, ma come sempre il cartone non regge il confronto! Il libro è molto più bello! (;

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  4. Anche io ho letto Polyanna quando ero in terza elementare e mi era piaciuto un sacco, tant'è che prima o poi me lo dovrò comprare... Comunque anche io cerco di seguire l'esempio di Pollyanna ed è bellissimo, perchè mi rende felice il fatto che la felicità possa essere trovata in quasi tutte le situazioni (perdona il gioco di parole).

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    1. Altro che gioco di parole... tu hai perfettamente ragione! :)

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  5. Ciao, mi sono aggiunta al tuo blog perchè anche io amo leggere. Oddio, Pollyanna *_* quanti bei ricordi

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra

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