Semplicità

Ieri pomeriggio ho visto un video su YouTube il cui tema era "ricordi quando": riportava cento minuscoli particolari della mia vita di bambina in flash da dieci secondi ognuno. Lo ascoltavo ridendo, vagamente commossa da come il tempo di Strega Comanda Color e delle festicciole di compleanno sia passato in fretta.
Qualche giorno fa un mio co-educatore appena diciottenne ha detto che gli mancava la semplicità di quello che c'era prima: giocattoli, caramelle, cellulari, fotografie, vestiti... era tutto più semplice.

E in questo filo di pensieri mi è venuto in mente un particolare del pellegrinaggio di fiducia che abbiamo fatto a Strasburgo per Capodanno: siccome eravamo all'estero nessuno aveva voglia di spendere soldi inutilmente, quindi nessuno aveva il cellulare online o mandava messaggi. Ed è stato incredibile, perchè ogni volta che ci ritrovavamo insieme era tutto un cantare, chiacchierare, ridere, ricordare. Quando però durante il viaggio di ritorno abbiamo superato il confine, la magia si è spezzata all'improvviso e tutti siamo tornati dietro agli schermi dei telefoni per guardare le notifiche di Facebook, i messaggi su Whattsapp, le mail… come ha commentato la Pilvi: "siamo tornati ad essere autistici".

Non sono una che demonizza internet e tutto quello che gli gira intorno, ma credo che siamo veramente troppo connessi. Troppo, troppo connessi.
Non c'è un istante della nostra vita che non siamo raggiungibili. Non riusciamo mai a stare "da soli".
Per questo amo tanto andare in Abruzzo col mio telefonino che non va su internet: perchè per quel mese ho la compagnia di persone reali e non solo di messaggini, notifiche e segnali virtuali di vario tipo. Posso dedicarmi alle cose che amo senza il bisogno inconscio di essere sempre online, disponibile, connessa.
Posso stare da sola coi miei pensieri.

Alla prima lezione di Psicologia Sociale, quest'anno, il prof ha detto una cosa che mi ha fatto pensare: "Ogni volta che siamo online ci perdiamo un pezzo di vita offline"
E per quanto inquietante, io credo abbia ragione: troppe volte penso "non sto al pc da giorni, stasera non esco così ci sto un pochino" e finisce che non vado all'adorazione, o alla riunione, o semplicemente non vado a vedere un film al cinema per stare al computer, dimenticandomi quanto valore ci sia nel mondo reale. Un valore che ieri sera mi si è presentato così vivacemente davanti agli occhi che mi ha fatto pensare.

Ieri abbiamo fatto una festa a sorpresa per Jessica, una delle mie migliori amiche, che parte per l'Erasmus a fine settimana. È stata una serata splendida, deliziosa e allo stesso tempo semplice: abbiamo tirato le due di notte mangiando hamburger e facendo giochi stupidissimi, ridendo come ebeti e divertendoci da morire. E sapete la cosa più bella? Non c'era neanche un goccio di alcol, alla nostra festa. Non abbiamo avuto bisogno di niente di più che della voglia di stare insieme e di giocare a giochi adatti ai bambini dell'oratorio. Non avrei barattato nessun concerto, nessuna discoteca affollata e nessun locale 'in' alla taverna di Jessica piena di gente che giocava a "Giornali".

Io spero davvero che le mie amiche che si divertono ad andare a ballare, che bevono fino a vomitare l'anima, che amano procurarsi un ragazzo diverso ogni sera e che alla mattina dopo riguardano le foto che si sono fatte dicendo "cccccccè ma che figheeee" si divertano quanto mi diverto io quando sono con gli altri, anche se facciamo cose diverse e con tutto un'altro stile.
Perchè io penso che, alla fine, non è nè il posto nè l'alcol, nè la musica nè il vestito: quello che conta, per stare bene, è la compagnia. E se la compagnia è giusta, il valore della vita reale si moltiplica al punto che ti chiedi come hai fatto a pensare di non andare all'adorazione per stare al computer, guardando notifiche altrui su Twitter e vagabondando senza meta da un sito all'altro.

Continuerò ad avere il mio spazio sul blog e a frequentare i forum, ma non voglio mai più dimenticare che l'online dipende dal mio offline. Che quello che voglio scrivere e comunicare al mondo grazie ad Internet deriva da quello che le meravigliose persone che riempiono la mia vita hanno il potere e la possibilità di insegnarmi.
 
(c) WomenForOne

6 commenti:

  1. Sono in sintonia per l'equilibro che in fondo cerchi, anche perché io penso che internet ci faccia sembrare connessi, ma perpetua un'illusione che sono l'appagamento della reale compagnia può dissipare.
    Noi siamo in internet perché ci sentiamo soli, e quando ci accorgiamo di esserlo per davvero, ritorniamo in internet per rifugiarci nell'illusione.
    Non lo dico con disperazione, ma con consapevolezza. Mi va bene questo compromesso, se riesco a coglierlo. Ma devo sapere che nulla è come una risata ascoltata, o un abbraccio prolungato. Nulla.

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    1. Molto bello anche il tuo commento, intenso e sincero. Hai ragione che è bene accettare i compromessi, quando si riescono a cogliere! Bellissime parole! ^^

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  2. Non sono mai stata una fanatica del cellulare. Ancora adesso lo abbandono ovunque per ricordarmene solo quando, di fronte a gente preoccupata o incavolata, mi viene fatto notare che ignoro il mondo. In realtà, io cerco di vivere senza dipendere dalle notifiche e dai giochini (infatti non ho nulla di attivato). Il mio compagno non respira senza cellulare, giuro. Mi fa un nervoso...
    Per quanto riguarda il computer, invece, diciamo che mi sono un po' disintossicata. Ora lo uso per provare a scrivere qualcosa di decente... anche se mi frega spesso e mi ritrovo a guardare video su youtube o chiacchierare nei forum :P
    Purtroppo non è più come una volta, quando ci si scriveva lettere, si usava il campanello di casa per chiamare un amico a giocare o ci si trovava in piazza per scambiarsi gli appunti per il compito del giorno dopo. Ora ci sono email, messaggi, video chiamate, chat...
    Siamo connessi ma non c'è sentimento.

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    1. È vero, ma forse sta a noi metterci del sentimento. Invece che scrivere sulla bacheca di Facebook gli auguri a un nostro amico, potremmo usare il reminder per andare a fargli una sorpresa sotto casa. O usare Whattsapp per scrivere a quell'amica che non senti da tempo (e la cosa ti dispiace) con la scusa "ehi, ciao! Anche tu hai whattsapp!"... forse tutto sta nel sentimento che metti nella connessione, no? Io nei miei messaggini per te metto tanto tanto affetto, anche se virtuale! <3

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  3. Hai proprio ragione, ora con tutta questa tecnologia si è perso il gusto di alcune semplici cose che in passato erano abituali, come ad esempio ritrovarsi con un amico una sera oppure riunirsi con la famiglia e fare un gioco. In verità io uso il cellulare (poco invece il pc, giusto per il blog), ma non ne sono certo dipendente, infatti spesso ce l'ho spento e tutti, amici e genitori, si arrabbiano perchè non rispondo ai messaggi...

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    1. Anche io vengo rimproverata per la mia mancanza di attenzione al cellulare... ma coi tempi che corrono è solo un bene, tieni duro! (E grazie del commento!)

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra

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