The Forestwife

Sono veramente felice di scrivere la mia prima recensione sul blog... soprattutto perchè si tratta di una trilogia che ho amato particolarmente:

The Forestwife di  Theresa Tomlinson


La storia è ambientata nei boschi dell'Inghilterra dei Plantageneti e segue le vicende di Mary, ribelle quindicenne orfana che decide di scappare dalla casa dello zio dove è stata cresciuta per evitare il matrimonio combinato con un vecchio riccone.
Aiutata dalla sua anziana balia Agnes, che si rivela una donna piena di sorprese, si ritrova a vivere nella radura della Donna della Foresta, che tutti credono una strega ma che è l'unico sollievo per chi soffre le vessazioni dei lord di Barnsdale.
Mary così si trasforma da ragazzina viziata e irriverente a giovane donna coraggiosa, forte e indipendente: il suo cambiamento è tale che Agnes decide di darle un nuovo nome, per una nuova vita. Mary diventa così Marian, la Dama Verde, braccio destro della Donna della Foresta e paladina dei deboli.
Attorno a lei si raduna un gruppetto di uomini e donne decisi a combattere per la giustizia e la libertà, costi quel che costi...


Il primo libro della saga l'ho trovato in biblioteca e l'ho preso perchè la ragazza in copertina (che era diversa da quella che vedete nell'immagine) mi ricordava un po' me stessa... ma poi mi sono innamorata della storia e dei personaggi al punto tale che l'ho ripreso almeno due o tre volte per rileggerlo prima di riuscire a trovarlo in libreria. Il secondo libro non mi è piaciuto allo stesso livello, in realtà, ma l'ho letto molto volentieri comunque dato che i miei personaggi preferiti c'erano lo stesso... e quando ho scoperto che in Italia il terzo libro non è mai arrivato credo di aver dato di matto. Tutto questo è successo circa dieci anni fa, perchè quando ho scoperto la meravigliosa possibilità di comprare online mi sono fiondata su Amazon e ho cercato il terzo libro della trilogia, ansiosa di leggerlo: a solo 6 euro sono riuscita a recuperare l'intera saga in una meravigliosa versione paperback che ho letto tutta d'un fiato, sebbene fosse in lingua originale.

Il primo romanzo - La Donna della Foresta - segue più che altro le vicende di Marian, dal momento in cui fugge dalla casa dello zio a quando diventa lei stessa Donna della Foresta; il secondo si intitola La regina di Maggio e invece segue le avventure di Magda, allevata da Marian, che decide di seguire suo padre John e la banda dell'Incappucciato nelle loro scorribande per Nottingham. Nel terzo (Il sentiero della lupa) invece tutti i fili vengono radunati e la storia si ricongiunge... ripartendo però proprio là dove sembra finire.

I personaggi della saga sono tutti molto particolari, diversi tra loro e talmente affascinanti - a mio parere - che ci si innamora di loro in tempo zero. Marian è di certo il personaggio migliore, più sfaccettato e che si evolve di più nella storia... ma anche Robert mi è piaciuto molto, lo trovo molto "vero", senza quei tratti di esagerato eroismo che in alcune versioni della storia lo trasformano in una specie di supereroe d'altri tempi. Tra i personaggi secondari uno di quelli che mi è piaciuto di più è sicuramente quello di Madre Veronica, la direttrice del convento della Maddalena, e ovviamente Agnes.

La storia si legge con piacere perchè è fatta di piccoli episodi legati tra loro: il salvataggio di una donna finita in ceppi, la liberazione delle suore di Maria Maddalena dal loro convento divenuto prigione, la caccia ai cervi per combattere la fame, la liberazione delle due lady di Langden murate vive nel loro castello... sebbene la storia segua il punto di vista della Donna della Foresta, in alcuni punti (soprattutto nel secondo libro) è degna dei migliori romanzi su Robin Hood, per quanto riguarda gli episodi, i piani architettati e le dimostrazioni di coraggio. Ne ho amato ogni singolo episodio, li ho trovati tutti diversi e tutti ugualmente mozzafiato.

Il terzo romanzo è stato quello che mi ha commosso oltre ogni dire. E se un libro mi fa venire gli occhi lucidi, allora bisogna dirlo, perchè non mi capita tanto spesso.
Questo ultimo capitolo della saga è da una parte il più intenso e dall'altra il più toccante: siccome la storia segue le vicende di Robert e Marian finisce quando le loro due avventure terminano. L'episodio conclusivo della loro storia è forse il più bello di tutta la vicenda, come se tutti e tre i libri avessero portato proprio lì. Non voglio raccontarlo perchè vi invito a leggerlo: dirvelo non sarebbe la stessa cosa.

Sono innamorata di Robin Hood da quando riesco a ricordare (e due post di questo blog lo confermano... quiqui), ma questo credo sia il romanzo più bello che ho letto su di lui, anche se - o forse proprio perchè - non è la storia di un gruppo di eroi, ma di un gruppo di persone che non smette mai di credere che la giustizia sia qualcosa per cui vale la pena combattere.
E ditemi se non è un tema ancora attualissimo.


«I have learnet that no matter how hard you fight, however much you sacrifice,
still you can never win.» «No, but it is still better to fight.»



Stelle: 5/5

 
Questa recensione partecipa alla Challenge "Reading Outside the Box"
per la categoria #14 - make believe: leggi un libro in inglese

3 commenti:

  1. Molto piacevole la tua recensione, scrivi davvero bene, mi rilassi.
    Questa trilogia dalla tua descrizione mi ha proprio fatto tornare alle foreste di Robin Hood. Mi hai molto incuriosito *__*

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    1. Ti consiglio davvero questi libri, se ti piace l'ambientazione! Nel caso tu non ti voglia cimentare nella lettura completa secondo me anche solo il primo (che in italiano si trova) è molto bello!

      Grazie del commento e dei complimenti! ^^

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    2. In effetti io non credo di essere in grado di affrontare una lettura in inglese, ma il primo certamente lo acquisterò, mi hai troppo incuriosito *_*
      Anche se so che soffrirò molto nel non poter acquistare gli altri T__T

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra

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