L'annosa questione

Ed ecco che si ripropone l'annosa questione.
Quando ho lasciato medicina ho promesso a me stessa che avrei fatto della mia vita quello che volevo, e che avrei puntato molto di più - grazie al tempo che guadagnavo - sul rendere realtà il mio sogno di scrittrice. Ogni volta che scrivo una storia (o che scrivo una storia in cui la protagonista scrive storie) è come soffiare sulle braci di un fuoco mai veramente spento: divampa di nuovo, forte e bruciante... ma è un fuoco poco duraturo. Impegni, persone e mille stupende cose mi distraggono.

(c) IsacForging
Eppure penso che dovrei essere un po' più con piedi per terra, per poter afferrare la stella che osservo da quando ho mparato a scrivere. Dovrei imparare a sistemare le storie e a mandarle agli editori, oppure ad aggiustarmi sulla lunghezza d'onda del mondo, dedicandomi ad eBook e simili, anche se non mi piacciono.
Mi venderei? Sì, forse è vero. E io sono una che ci tiene molto alla sua etica.
Ma in fondo io ho sempre detto che io preferisco i libri. Non che non concederei agli altri di leggere eBook. E se gli altri decidono di leggere i miei eBook, non è poi così tremendo.
No, ok, mi sto autogiustificando. Però che cavolo, voglio davvero riuscire ad approdare da qualche parte, invece di riempire file, quaderni e pagine di web di parole al vento.
Quindi sì, potrò essere tacciata di essere opportunista e voltafaccia, ma in nome di un sogno si può fare anche questo. E poi, insomma, da qualche parte si deve pur cominciare, no?
Chi calca le scene di Broadway e ritiene che l'unica vera arte sia il teatro ha dovuto anche lui fare un salto in uno spot pubblicitario, per avere un inizio.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento! -- Lyra

copyright © . all rights reserved. designed by Color and Code

grid layout coding by helpblogger.com