Spirito e Pensieri

Stanotte, mentre cercavo di prendere sonno, pensavo.
Pensavo a me stessa e mi sono ritrovata a fare un bilancio di cose che sono riuscita o non riuscita a fare... ed effettivamente mi sono trovata in un netto positivo.
Non so se è fortuna, bravura, Grazia o determinazione, ma in fondo la gran parte delle cose che ho fatto mi sono riuscite. Ok, è vero, la prima cosa che ho pensato scrivendo questa frase è stata che ho fallito nella cosa più grande: gli studi universitari.

Ma in effetti - come dicevo all'Ari oggi - la mia vita è molto ma molto più dell'università.
Oserei dire che la mia vita è tutto quello che sta oltre l'università.
L'animazione a Moggio, il First, la patente, l'educazione in oratorio, il volontariato in Croce Rossa, il libro che ho pubblicato quando avevo sedici anni... beh, sono veramente tante le cose che sono riuscita a fare. Alcune con sforzo (il First), altre con sofferenza (il posticino conquistato a Moggio), e altre senza pensarci (il libro che ho visto andare in stampa senza quasi rendermene conto). Però sono riuscita a fare tutte le cose che veramente desideravo fare, quelle in cui avevo messo anima e corpo, mente e cuore.

(c) Pinterest
Forse è questa, la differenza. Metterci il cuore.
In fondo anche a medicina dove sono riuscita a fare faville? Dove sono spiccata e mi hanno fatto i complimenti? In quello che mi piaceva: il contatto con i pazienti.
E ringrazio Dio e la Sua immensa bontà per avermi permesso di nascere e crescere in un mondo così pieno di cose meravigliose, di cose che amo e di persone che non fanno che farmi migliorare.
Lo so, questo è un argomento che ripeto sempre nei miei blog: quanto io sia grata e felice delle persone che mi circondano. Ma è sempre una cosa che mi commuove e che mi fa rendere conto di quanto io sia fortunata, e non voglio smettere di ricordarmene: quello che rende bella la vita di una persona sono le persone che la abitano.

E stasera, mentre cantavo le canzoni di Natale nei cortili, mi sono resa conto che non ho bisogno di nessun Glee Club nella mia vita: io ce l'ho già, ed è ancora più bello di quello del telefilm perchè non è solo pieno di unità, onestà e tolleranza. Ma è anche pieno di Spirito. È il mio oratorio.
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In una fredda notte di Dicembre

Oggi sul forum dei telefilm una ragazza ha postato questa canzone. Di solito Michael Bublè non mi piace ma - sarà la pigrizia, sarà che era una canzone di Natale - l'ho ascoltata.
E, accidenti, mi è piaciuta da impazzire.
Sarà che dice esattamente quello che vorrei quest'anno per Natale, ma è... perfetta.
Voglio lasciarla qui un po' come augurio e un po' come ricordo.

Perchè una parte di me sogna di andare da lui in una fredda sera di dicembre, dopo una serata di canti di Natale. Di avvicinarmi nel mio cappotto rosso e di tirare fuori un Bacio da una tasca, offrendoglielo con un sorriso come regalo di Natale. Fin qui, tutto normale.
Poi, nel mio sogno, lui sorride e capisce.
E ricambia. Soprattutto, ricambia.

Lo so, è inutile farsi tanti filmini mentali e poi non combinare niente... la vita non è nè un film nè un libro e le cose accadono se tu vai e le fai accadere... ma mi voglio convincere che a furia di pensarci, progettarlo e immaginarlo, forse troverò il coraggio di farlo davvero. E adesso che ho anche una canzone da cantare per costruirlo, quel coraggio, credo che sarà ancora meglio.



Cold December Night 
Michael Bublè
 
 
 Ogni anno chiedo tante cose diverse,
ma so che cosa il mio cuore vuole ricevere stavolta.

Quindi ti prego,
innamorati di me questo Natale.
Non avrei bisogno di altro per questo Natale.
Non scarterò niente sotto l’albero,
voglio qualcosa che duri per sempre.

Allora
baciami in questa fredda notte di Dicembre.
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Preparativi

Ed ecco qui. Otto dicembre, grafica di Natale.
In chiesa hanno svelato il presepe - molto carino, come ogni anno - e mi sono appena slogata entrambe le braccia per portare in casa albero, palline, presepe e quant'altro.
No, non mi sto contraddicendo rispetto a quello che ho detto nel post precedente: penso ancora che il nocciolo della questione non stia in lucine e addobbi... ma se mettere l'albero ricorderà a tutta la mia famiglia che siamo ancora insieme, ci vogliamo ancora bene e abbiamo davanti a noi un altro Natale da passare tra di noi... beh, allora ben vengano i riti di Natale.
Non sono ancora in mood da regali, in effetti, ma questo perchè tra sociologia ed economia, tra oratorio e corso in Croce Rossa proprio non ce la posso fare a pensare anche a questo.
Ho deciso che quest'anno però regalerò "occasioni": siccome penso che la cosa principale di cui ha bisogno la gente sia il tempo, tempo da dedicare a sè stessi e a quello che si vuole fare... beh, c'è bisogno di regalare un'occasione, un qualcosa che nessuno decide di prendersi da solo ma che bisogna regalare.
Penso che darò alla mia famiglia dei biglietti per il teatro, non fanno mai niente oltre lavorare (mia sorella compresa) e hanno bisogno di un po' di svago. E anche alle mie amiche voglio regalare qualcosa così, che non sia una catenina/maglietta/scemenza giusto per ma che auguri loro non solo di avere un Natale pieno d'amore ma anche un resto dell'anno pieno di emozioni.

(c) ShoppingGiveWhitJoy


PS: oltre alla grafica di Natale, ho deciso di fare un po' di aggiornamenti a profili, grafica e opzioni varie. Tutto in onore del mio settantesimo post! Hooray! \o/
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..'till it's time for Christmas Day.

Tra tre settimane è Natale, ma questo penso lo sappiano tutti.
Alcune persone che conosco hanno fatto l'albero tre settimane fa, i negozi sono pieni di palline e puntali da un mese e iniziano a vedersi le prime luci sui balconi e le pubblicità con le stelline e le campanelle in tv.
La settimana scorsa il camion della Coca Cola, tutto pieno di sgargianti lucine e di rosso e oro, è passato quattro volte sotto la mia finestra per ricordare a tutti che periodo stava inziando.
Insomma, non si può non sapere che Natale è vicino.
Io sono stata abituata che il Natale inizia l'otto dicembre e termina il sei gennaio, e così voglio fare anche quest'anno. Grafica, colori, addobbi, regali... voglio iniziare tutto all'Immacolata, come quando ero bambina e come hanno fatto i miei genitori e i miei nonni prima di me.
La verità è che mi chiedo se chi si affanna a preparare, addobbare, illuminare, decorare capisca il senso nascosto dietro tutto questo. Non voglio fare filosofia spicciola o sembrare la moralista di turno, è solo che io credo che nel Natale ci sia molto - ma davvero MOLTO - più che questo.
Molto più che decorare i balconi, fare gli alberi e pianificare eterne liste di regali.
C'è una canzone di Steven Curtis Chapman che amo che dice
No, non è nella neve, che può cadere o meno
e non è nei regali attorno all'albero
è nell'amore che il Cielo ci ha donato
la notte che è nato il Salvatore
e quell'amore può essere scoperto dovunque tu sia:
il Natale è tutto nel cuore.
Sinceramente credo che queste parole dicano mille volte quello che penso.
Io mi chiedo se chi non crede capisce il vero senso di questa festa. Non è farsi i regali, riempirsi di lucine e buoni sentimenti, mettere i Baci nei bicchieri e farsi gli auguri.
Lo so, sembra ovvio. Sembra patetico e scontato, ma il cuore di questa festa è nel metterci il cuore.
Adoro le decorazioni, le luci e le carole di Natale - soprattutto le carole di Natale - ma credo che questa festa sarebbe meravigliosa anche senza queste cose.
Provate a immaginare il vostro Natale senza albero, senza neve, luci, musica e regali.
Sarebbe bello lo stesso? Vorrei che tutti rispondessero di sì, che sarebbe bello lo stesso.
Perchè è così che dovrebbe essere, accidenti! Vorrei che per un anno si vietassero tutte le ostentazioni di Natale e vedere quanta gente lo festeggerebbe ancora, perchè solo così si capirebbe il valore di questa festa, troppo spesso coperto dalle (bellissime, perchè non si può dire il contrario) decorazioni e abitudini ad essa legate: dalle riunioni coi parenti alle mangiate colossali, dalle montagne di regali ai giochi in famiglia, dalle canzoni attorno all'albero alle città scintillanti di lucine.
Per quanto mi riguarda il Natale sarebbe splendido e magico comunque. Io continuerei ad aspettarlo con la stessa emozione, perchè per me Natale significa andare a Messa e pensare a un Dio così grande da diventare un bimbo, perchè per me Natale è pensare che Dio è stato un bebè che profumava di latte e che sua mamma l'ha cullato proprio come la mia ha cullato me. Non c'è nessun Dio come questo. Continuerei ad aspettarlo, perchè il Natale mi fa vedere Gesù Bambino in ogni bimbo e bimba che incontro per strada e che mi fa venire voglia di amarli, proteggerli e aiutarli con tutte le mie forze.
Per questo aspetto il Natale, per farmi rivivere con tutta l'intensità di una scena di presepe l'essenza di Dio. E non aspetterei il Natale per "essere più buona" o per stare con la mia famiglia: queste cose cerco di farle ogni singolo giorno dell'anno. Perchè, come dicevano Jovanotti e Luca Carboni tanti tanti anni fa,
o è Natale tutti i giorni
o non è Natale mai
Per questo continuerò con la mia politica di vivere il Natale di luci e colori onorando il mio passato e le mie tradizioni, cercando di viverne lo spirito ogni giorno, d'estate e d'inverno, e aspettando ancora una volta con trepidazione che Gesù mi si mostri con gli occhioni e le manine di un bambino, per farmi risplendere nel cuore la fiamma dell'amore per l'umanità che ogni Natale fa riaccendere dentro di me.


(C) PegPondering

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