The Emerald City

Londra... che strana città.

Ogni quartiere è diverso dagli altri: i neon e i cartelloni pubblicitari di Piccadilly, il lusso e il verde di Buckingam Palace, gli odori e i colori di Camden Town... non c'era un posto uguale all'altro, sembravano tante città cucite insieme dal filo rosso e blu della Tube.

Non potrò mai dimenticare la bellezza infinita dei parchi, fatti di giada e smeraldo, con quei laghetti pieni di oche, anatre e cigni... con gli scoiattoli che ti correvano incontro appena tiravi fuori qualcosa dalla borsa, cicciotti e intelligenti dietro i loro occhietti scuri, e la statua di Peter Pan a Kensington Garden, fatata e magica anche nella freddezza del suo bronzo.

Non scorderò il cielo azzurro dietro il Big Ben e le Houses Of Parliament, d'oro e ambra nella luce del tramonto che li rendeva ancora più belli, preziosi e suggestivi mentre la London Eye ci portava in alto; e non scorderò neanche la musica dei ragazzi che ballavano reggae a Piccadilly Circus, sotto la statua dell'amorino di bronzo, mentre sullo sfondo sfavillavano i neon delle pubblicità e le luci cangianti del negozio delle M&M's, saturo di colore e di odore di cioccolata.

Porterò sempre con me le meraviglie del Natural History Museum, con tutti quei giochini, i bottoni, le leve e gli animali impagliati; la balena di dimensioni realistiche che all'inizio ti sembrava il tetto della stanza per quanto era gigante, la passeggiata nell'utero in compagnia di un bimbo e del suono del cuore di una mamma. Quel posto conosceva il segreto del modo più divertente, semplice e rapido per imparare: non lascerò mai più che una mosca si posi sul mio cibo. Mai.

La merenda da Starbucks - tè e muffin ai mirtilli, molto in stile Patrick Jane - mi ha scaldato mani e cuore e le chiacchiere in quel locale caldo e affollato pieno della tipica gente di Londra, fermatasi lì per fare due chiacchiere davanti a un latte o intenta a sorseggiare un caffè mentre scorre le ultime notizie sul suo tablet, saranno le immagini più vere di Londra che porterò nel cuore.

Sento ancora le parole affrettate dei londinesi, il loro accento buffo ma quasi sempre comprensibile, i giovani che ti salutano dicendo "ciao ciao" quando capiscono che sei italiana, vedo ancora i mille colori della gente attorno a me, volti di ogni sorta, abiti di ogni foggia, bambini di ogni razza con splendide divise, in scamiciato e ballerine, gonna, camicia e calzettoni... tutti radunati assieme nella folla che cammina in fretta diretta verso la stazione della metropolitana, piena di gente nell'ora di punta.

La compagnia è stata superlativa: Lorena è intelligente e divertente, i discorsi che abbiamo fatto mi hanno fatto davvero crescere, pensare e capire. Per questo motivo mi sento in dovere di citare - e di dedicarle - una canzone tutt'altro che casuale.
I've heard it's said that people come into our lives for a reason, bringing something we must learn and we are led to those who help us most to grow if we let them and we help them in return.
Sì, perchè se devo dire che cosa ha segnato la mia visita a Londra, la risposta è sicuramente Wicked.
Wicked, il musical che ho scoperto grazie a Glee, che ho amato grazie a Glee e che sono riuscita finalmente a vedere. Wicked, il musical che mi ha veramente rapito il cuore e che mi ha fatto amare la storia del Mago di Oz, fino a quel momento un po' deludente.
È stato un musical bellissimo, con le coreografie, le scenografie, i colori, le luci e l'atmosfera di Broadway. Solo chi ama Glee come me puo' capire l'emozione che ho provato quando il sipario si è aperto e sullo sfondo c'era l'orologio che segna l'ora siderale, lo stesso dell'ultimo episodio della terza stagione... lo stesso scenario, le stesse scenografie, la luce, le colonne d'acciaio a destra e a sinistra del palco...
I brividi mi sono scesi lungo la schiena quando la musica è cambiata e la voce di Elphaba ha intonato "something has changed within me, something is not the same", tanto che il trentenne vicino a me, all'intervallo, mi fa: "Ehi, ma questa canzone la fanno in Glee!" e al mio annuire gioioso sorride "Sei fan, eh?"
Le canzoni sono state stupende, gli insegnamenti veri e intensi, prima tra tutte l'amicizia vera e profonda tra Glinda ed Elphaba, così opposte da essere complementari. E poi l'amore, vero, provato dall'una e dall'altra per la stessa persona... e la capacità di sapervi rinunciare per la felicità delle persone che ami.
Le bugie di chi non è chi vorrebbe essere e invece di sforzarsi mente. Il coraggio e l'onestà di chi decide che "al diavolo le convenzioni, io prendo la mia strada: sfiderò la gravità".

La capacità di vedere le cose in un altro modo, di vederle da dietro quelle lenti di smeraldo che rendono Elphaba completamente normale, nella città del Mago di Oz. 
- Non mi dire che sono bellissima, non dire una bugia.
- Non è una bugia: basta guardare da un altro punto di vista.
Il finale, assolutamente perfetto,  in cui tutto combacia: le scarpette d'argento, l'omino di latta, lo spaventapasseri, la "morte" della Wicked West Witch... era tutto meraviglioso, tanto che a "For Good" non sono riuscita a trattenere un paio di lacrime di commozione.

Io non so se Lorena, Jessica, Veronica, Beatrice e Francesca mi hanno resa migliore.
Sono certa, però, che averle conosciute mi ha cambiata in bene.

(C) Pinterest

1 commento:

  1. Londra, che meraviglia!
    Ci sono stata due anni fa a vedere *tatatatan* il concerto di Glee. **
    E' stata un'emozione fortissima, non dimenticherò mai il batticuore che mi è esploso nel petto nel momento esatto in cui ho sentito le prime note di "Don't Stop Believin'" **
    Vedere Wicked deve essere stato meraviglioso, lo immagino ♥ *°*
    E, chissà, magari un giorno andremo a Londra o - ancora meglio - a Broadway a vedere un Musical *^* *viaggioni*
    Porta questi ricordi nel tuo cuore per sempre, mi raccomando. ;3
    Un grooosso bacio ♥

    La Tua ritardataria ♥

    RispondiElimina

Grazie per il tuo commento! -- Lyra

copyright © . all rights reserved. designed by Color and Code

grid layout coding by helpblogger.com