giovedì 22 marzo 2012

La corona del drago

Libro preso per puro caso in biblioteca, mentre ero in convivenza all'oratorio e cercavo qualcosa di leggero da leggere nei nostri pomeriggi di relax ai giardini pubblici... libro che mi ha letteralmente catturato dalla prima all'ultima pagina.


La corona del drago di  Uri Orlev

Tutto ruota attorno a due regni: uno devoto completamente al male, all'odio e alla violenza, l'altro basato su fedeltà, amore e bontà. Entrambi i regni conoscono l'altro solo dalle leggende e non credono realmente alla loro esistenza, se non che il Principe del Male, in un antichissima era, si è intrufolato nel regno del Bene e lì lui e i suoi successori (nati dalle unioni tra i principi e le donne delle paese buono) sono costretti a vivere.
Quando la Principessa del Bene viene rapita, il Principe del Male viene spedito alla sua ricerca assieme al ministro e al maestro di corte: per arrivare nel Paese del Male, probabile responsabile del suo rapimento per poter assoggettare al suo volere entrambi i regni, i tre dovranno superare la Valle delle Nebbie, abitata dai misteriosi Taciturni. Per poterla superare è necessario uccidere il Drago a cui essi sono devoti e ottenere la Corona che egli porta sul capo.



È molto più di un fantasy: è un libro sul bene e sul male, sul fatto che tra l'uno e l'altro ci sia effettivamente una "valle delle nebbie", non c'è una netta distinzione tra i due. Il principe del male compie atti di male del tutto leciti, i buoni spesso rischiano di morire o risultano ridicoli per i loro ragionamenti del tutto assurdi e privi di logica e di spirito di sopravvivenza.

Non ci sono nomi propri: i due regni sono semplicemente "il regno del bene" e "il regno del male", o al massimo "il regno ad ovest" e "il regno ad est". Il principe, il maestro, la principessa, il ministro, il re, i Taciturni... nessuno di loro ha un nome. Solo alla fine, quando i loro personaggi smettono di essere "la principessa del bene" e "il principe del male", i due protagonisti vengono chiamati con il nome proprio. Come se diventi veramente tu solamente quando accetti anche quella parte di te (buona o cattiva) che fino a quel momento hai dovuto reprimere ed eliminare.

Non è facile descrivere quanto sia sottile e metaforico questo libro a parole.
Bisogna leggerlo per capire i doppi sensi, i simboli, gli accenni e le parole velate che il bravissimo autore fa passare come frasi quasi gettate a caso in una favola... ma che non sono a caso, e questa non è una favola. È l'eterna lotta tra male e bene, tra giusto e sbagliato, che si trova sempre e dovunque, dalla più piccola tribù al più grande stato confederato.

Il finale è quanto di più perfetto esista, ma lo metto sotto spoiler così chi vuole la sorpresa può non leggerlo! (Per leggerlo evidenziare le righe in bianco qui di seguito...)  Il male vuole conquistare il bene, il bene sa di poter sopraffare il male. I due regni sono in eterna lotta, ma accade l'impensabile: la Principessa del Bene viene portata a rivedere le leggi del suo regno, il Principe del Male si trova privo della sua malvagità, conquistato dal sorriso della principessa... e il libro termina con loro due insieme.

Perchè, come dice la copertina del libro: 


Deve sempre esistere un po' di male nel bene
e un po' di bene nel male.


Stelle: 4/5

lunedì 19 marzo 2012

Cartoomics 2012

Non ero mai stata a una fiera del fumetto prima, anche se avevo visto i cosplay su internet e avevo anche sognato di partecipare. Ieri pomeriggio - complice il fatto che la Domenica Quiz dove lavora papà aveva uno stand - siamo andati in missione: io, papà e mamma.
Prima ancora di avere in mano il biglietto io cinguettavo e strillavo indicando questo o quello esclamando "Naruto!" "Oddio ma quello è Rufy!" "Oh Cielo, ma... ma è Sora, tale e quale!" 

Non riesco a trovare le parole per descrivere l'entusiasmo e l'emozione che stavo provando. La pelle d'oca, la bocca aperta e gli occhi luccicanti credo che parlassero da soli.

Era come trovarsi in un sogno, ma la cosa più bella non era camminare incrociando i personaggi dei miei manga preferiti (le ragazze vestite da Sakura erano una più bella dell'altra), ma sapere che c'è gente come me!
Non sono l'unica pazza che decide di travestirsi come il suo personaggio preferito comprando un golfino giallo acceso, allora! Tra una belllissima Sakura dall'abito bianco e oro e una carinissima Lyra in salopette e cappellone bianco, direi che ero proprio l'ultima dei folli!
Mio padre non riusciva a capire come si potesse pensare di andare in giro a torso nudo e con un cappello strano in testa (se non conosci Ace D. Portoguese ti fai queste domande), mia mamma indicava tutti chiedendomi chi fossero. Tra una ragazzina vestita da Kagome, qualche Pokèmon - compreso un trentaquattrenne vestito da pigliamosche con tanto di retino, beedrill di cartapesta formato naturale e punto esclamativo sul cappellino di paglia - e i personaggi di Naruto e Kingdom Hearts non era facile giostrarsi in mezzo a quella folla di gente assurda.
C'erano due gemelli vestiti da Rin e Len di Vocaloid, una quantità incredibile di Miku, Hanna di Shaman King con tanto di Yoh mano nella mano... Belle con l'abito giallo, tutti i cattivi delle favole Disney (uno più bello dell'altro) e una quantità di personaggi che non conoscevo.
Era come essere finita in un sogno di quando ero bambina, dove invitavo a una festa tutti i personaggi dei miei cartoni e telefilm preferiti: una emozione immensa, infinita, che solo chi crede nella fantasia e nell'immaginazione quanto me può davvero capire. Non ho parole per descrivere la sensazione che mi stringeva il cuore, che mi faceva gelare le mani e mi dava brividi piacevoli e pelle d'oca... non ho davvero le parole giuste, per quanto io mi sforzi per trovarle.
Alla fine sono tornata a casa alle otto - perchè papà è arrivato secondo a un torneo di Backgammon e l'abbiamo dovuto aspettare - con un libro autografato dall'autrice, un ritratto di me versione elfa (bellissimo!), una spilla di Kagome e il ciondolo di Arwen.
Dopo essere stata in mezzo ai cartoni, infatti, ho ritrovato me stessa nella piccola zona fantasy, dove c'era veramente di che stupirsi con le cose stupende del Signore degli Anelli.
Un'emozione dopo l'altra, dico davvero, una cosa così non si può descrivere.

L'anno prossimo tornerò, e magari vestita anche io da qualcosa.
Una cosa tranquilla, credo Elie di Rave... giusto per non sentirmi fuori luogo.
Perchè in una circostanza così, se sei normale, sei davvero fuori posto.


(C) Tumblr
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