Risposte

«Partiamo dalla scrittura: non è affatto male, diciamo che si sente che ha bisogno di maturare, di pulirsi un po', ma come base di partenza è buona.»
Inizia così la mail che temevo tanto... quella di una signorina che legge libri per ragazzi per lavoro. Temevo nessuna risposta o, peggio, una risposta negativa. Della serie «ecco, vede... magari è meglio che lei si metta sul serio a studiare medicina, va'.»
Invece non è stata per niente una critica distruttiva! A quanto pare questa tipa di gente di 22 anni che scrive ne vede tanta, ma tutti zoppicanti in italiano. Sono fiera di essermi distinta un po'!
«Da lettore, sono rimasta delusa che la storia venisse chiusa in modo così brusco e repentino. Perché non le ha dato più respiro? Perché ha lasciato tutte le questioni fondamentali in sospeso? Quello che ho letto, con i dovuti aggiustamenti, potrebbe essere il primo capitolo di un romanzo, ma non un racconto.»
Il primo capitolo di un romanzo?
Quella storiella nata e cresciuta per essere una sciocca fanfiction da contest?
Ommammasanta, e se le mando una di quelle che invece vorrei rendere un libro cosa mi dirà? Che non ne vale la pena? Mi stanno un pochino crollando le certezze.
Leggerò i libri che mi ha consigliato (volevo ridere quando ho letto "ti consiglio di leggere Tolkien", come se non lo facessi già da quando ho 11 anni) e andrò al mio corso di scrittura creativa...

«non per prendere spunti (non ne ha bisogno), ma per "introiettare"-asssorbire-digerire la struttura narrativa del romanzo»
Devo dire che pensavo peggio. Sì, molto, molto peggio.
Pensavo che avrei ricevuto come risposta «ahem, bene, le faremo sapere» oppure appunto «se non altro conosce l'italiano». Ok, ok, ridimensioniamoci: non hanno scoperto la nuova Rowling. Però a mio padre a cena mi ha ribadito che io 'sto studiando per fare la dottoressa', quindi vuol dire che pure uno cinico, scettico e poco propenso alle buone notizie come lui l'ha vista bene.
E con la frase conclusiva della mail, vi lascio:
«Buon lavoro e ci si può risentire, la tengo in mente per il futuro!»

(C) TheLadyWrites82

Dopo un post come "decisioni", questo ci stava bene. Significa che provare a dare delle svolte alla propria vita... a volte riserva piacevoli sorprese!
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Decisioni

È tempo di decisioni.
Sì, lo so, non è nè settembre nè gennaio, quindi pare assurdo che uno abbia deciso di "partire" con qualcosa al 12 di novembre... ma tant'è.
Ho deciso che non lascerò che il tempo passi trascinandomi tra studio e impegni. Voglio realizzare qualcosa, qualcosa di grande, voglio prendermi cura di me e gettare le basi di quello che voglio diventare.
Quindi ho deciso: due volte alla settimana andrò in piscina. Mi sfogherò e, chissà, magari un giorno avrò anche il coraggio di infilarmi una gonna per sfoggiare le bellissime scarpine comprate il mese scorso (perchè io compri scarpe e gonne senza il coraggio di metterle, resta ancora un mistero).

In più stamattina ho preso la bicicletta e molto coraggio e sono andata a iscrivermi al corso di scrittura creativa: avrò anche io un "corso" una volta a settimana con i compiti sulle cose che amo di più, e modo di migliorarmi e mettermi alla prova. E poi magari conoscerò qualche persona nuova.
Ho deciso infatti che voglio buttarmi di più sulle storie... ho due concorsi a cui voglio partecipare, e lo voglio fare davvero. E poi magari ne cercherò altri per non buttare alle ortiche uno dei pochi talenti che Dio mi ha donato.
E per finire, sono quasi certa che per Capodanno me ne andrò a Berlino con i ragazzi dell'oratorio. La Giornata mondiale della gioventù mi ha lasciato così tanti ricordi che ripetere l'esperienza non è affatto una cattiva idea.

E - come sempre quando decido di "ripartire" - ho tagliato i capelli. Frangetta e onde, tutti scalati. Scopiazzando dall'ultimo taglio di Lea Michele, come consigliato dalla mia esperta di immagine (altresì detta mamma)...e devo dire che li adoro. Mi stanno benissimo e (credo per la prima volta nella mia vita) mi fa piacere passare davanti agli specchi.

Tutto merito dell'anima ammaliante della musica, come dice l'avena che è il simbolo della grafica appena cambiata del blog. Anima che, quando ti cattura, ti fa capire le cose, ti dà il coraggio di affrontarle e ti fa venire voglia di mettere in piedi qualcosa di grande... ti fa venire voglia di sognare.

Sognare di scrivere un musical così bello da poter diventare famosa. Forse, un giorno.

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Estate. Di GMG, viaggi e fisiologia.

Ho passato tre mesi terribili in cui - come si è visto - non avevo assolutamente voglia di scrivere. La mia estate è stata un continuo spostamento che mi ha lasciato stanca, stordita e con la voglia di fermarmi e far sedimentare quello che ho vissuto. Dopo una sessione di esami in cui ho letteralmente gettato le armi e mi sono arresa ai miei neuroni incapaci, avevo quasi deciso di lasciar perdere medicina e tutto quanto. Mi sarei data all'arte, alla bella vita e alla scrittura. Al diavolo fisiologia.

Poi sono andata in campeggio con gli Ado... un posto meraviglioso, Ceresole Reale. Un posto da re, davvero, nonostante i due gradi sottozero di notte anche se era la fine di luglio e le nuvole che preferivano stare con noi invece che lasciarci al sole.
In quel posto ormai è situata la mia foresta di Fangorn mentale, ricostruita grazie alla rilettura del Signore Degli Anelli (che langue a metà de Le due Torri, ma questa è un'altra storia).
Niente di più bello che tenda, freddo e fatica. Io adoro la montagna e adoro il campeggio.
La gente che era lì con me, poi, era spettacolare: a parte le mie amiche/colleghe/compagne di (dis)avventure Vero e Bea c'erano anche quei fantastici, incredibili e storditissimi adolescenti che accompagno tutto l'anno incontro a Nostro Signore.
Non ho fatto in tempo a tornare a casa che sono ripartita, armi e bagagli, verso San Giuliano di Rimini, dove mi aspettava una settimana di mare... e di isteria. Ho avuto una reazione allergica paradossale - a cui ha posto termine solo un siringone di cortisone - ma che non mi ha affatto fermata: quando sono tornata dal mare, infatti, ho avuto solo mezza giornata per riprendermi e rifare una terza valigia. Meta? Madrid.
I due giorni e mezzo di viaggio che mi hanno portato nella capitale spagnola sono stati la cosa più devastante e più strana che io ricordi: abbiamo riso e parlato, cantato, fatto test, letto, ascoltato la musica e dormito, dormito, dormito. Incredibile come il deserto roccioso che si stende interminabile da Ventimiglia a Madrid metta sonno.
Arrivati a Madrid sembrava di essere in qualche città che non apparteneva a questo mondo.
Bandiere, persone, musica, parole, preghiere, saluti, cori, urla, colori, profumi, saluti, preghiere colori, bandiere, persone, scambi, parole, musica e ancora bandiere, persone e preghiere.
Questa è la Giornata Mondiale della Gioventù.
Ho tentato di descriverla a tante persone diverse, in tanti modi diversi... ma se ripenso a quei sei giorni ricordo soprattutto la terribile, affascinante e meravigliosa confusione che regnava dappertutto.
Sono stati sei giorni in cui si pregava col sorriso e si camminava per chilometri senza stancarsi. Sono stati giorni in cui si accorreva a frotte per fare una via crucis e in cui ci si fermava a parlare con gli sconosciuti con la sensazione che fossero fratelli. Davvero fratelli, proprio come dice Gesù.
L'ultima sera a Quatro Vientos - all'aeroporto militare in cui due milioni di ragazzi attendevano il papa per la Messa conclusiva - è stata il culmine dell'estate.
Una cosa così bella e così frastornante che non capivo se mi sarebbe mai rimasto qualcosa. Eppure ricordo ancora perfettamente il silenzio che c'era quando tutti siamo rimasti fermi in compagnia del Signore, in veste di pane sull'altare. C'erano due milioni di ragazzi in silenzio, nonostante il temporale, la pioggia e il vento. Nonostante la paglia, l'acqua che aveva inzuppato i sacchi a pelo e la terra che ci si era appiccicata addosso. C'erano due milioni di cuori in preghiera, e come puoi sentirti solo in un momento come quello? Un momento in cui la Chiesa intera è con te, attorno a te, dentro di te... e tu ne sei parte. Ne sei parte davvero.
Dalla fine della GMG non riesco più a dire un'Ave Maria senza ricordare quel rosario improvvisato dalla Roby a cui io e la Je abbiamo preso parte. Noi tre sotto i teli impermeabili, mentre tutti attorno a noi pregavano e cantavano per conto loro. Eravamo solo tre e pregavamo a bassa voce... eppure sapevamo di non essere sole, perchè in tanti stavano facendo come noi.

Al ritorno dall'estate mi sono ritrovata senza niente da fare e con una paura folle del futuro.
La paura dell'ignoto, della delusione delle persone che credevano in me e di ritrovarmi da sola. Ma come sempre, quando affronti qualcosa di cui hai paura, ti rendi conto che in realtà non c'era ragione di farsi tutti quei problemi.
Ho scritto al Doc che non sarei andata a fare tirocinio - dato che devo rifare il terzo anno - e invece di ricevere rimproveri (o peggio nessuna risposta) lui mi ha risposto solo "Brava. Lotta per il tuo sogno finchè avrai forza." Testuali parole.
Ieri poi ho rivisto le mie amiche dell'università.
Temevo il loro giudizio, mi vergognavo, avrei voluto evitarle... ma poi ho pensato che tutte quelle storie di amicizia e coraggio che leggo dovrebbero pur servire a qualcosa. Così ho fatto la Frodo della situazione (ma anche la Harry, o la Vaniglia, o la Lucy...) e ho cercato il coraggio di cui avevo bisogno dentro di me. Sorprendentemente, è stato un pomeriggio piacevolissimo. Nessuna invidia per il loro tirocinio, nè per i loro nuovi corsi. C'era solo il piacere di rivedere care amiche con cui avevo perso i contatti da mesi.
Insomma, noi siamo le Macedonne! Questo non cambia se non siamo più tutte in corso assieme!
E per concludere... non sono nemmeno invidiosa di Elena che quest'anno ha il Doc come tutor. Perchè non appena ha visto tutte loro, ha immediatamente chiesto dov'ero io... e dispiaciuto della cosa (che io gli avevo già detto ma forse non credeva fosse vero) ha detto di salutarmi tanto e mi ha detto di passarlo a trovare. Penso che andrò, un giorno o l'altro.
Ci andrò perchè non mi vergogno di avere sbagliato: prima o poi diventerò un dottore, forse tardi o forse presto, ma lo diventerò. Lo farò perchè le mie amiche e il Doc credono ancora in me come prima. E se lo fanno loro, lo voglio fare anche io.
Ho studiato e ho guardato Grey's Anatomy, cosa che non facevo da così tanto tempo che non me lo ricordo più. E nessuna delle due cose mi ha fatto sentire male come mi capitava prima.
Forse ho davvero fatto pace con la medicina.
Il merito non è certo mio... ma delle persone che mi hanno fatto capire che io sono sempre io, anche quando sbaglio. E come ho già detto, io credo che sia il modo in cui Dio vuole dirmi di non mollare.
Perchè tutte le persone che ho nominato sono il modo che Dio ha per dirmi che mi vuole bene.

Ti ringrazio, mio Signore, non ho più paura
perchè con la mia mano nella mano degli amici miei
cammino tra la gente della mia città
e non mi sento più sola.
Non sento la stanchezza e guardo dritto avanti a me
perchè sulla mia strada ci sei tu.


(c) Pgvs
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Middle-heart

- I wonder if we'll ever be put into songs or tales. -

- What? -

- I wonder if people will ever say "Let's hear about Frodo and the Ring!"
and they'll say "Yes! That's one of my favourite stories!"
"Frodo was really courageuous wasnt'he, Dad?"
"Yes my boy. The most famous of Hobbits. And that's saying a lot." -

- Well' you've left out one of the chief carachter, Samwise the Brave.
"I want to hear more about Sam."
Frodo wouldn't have go far without Sam. -

- Mr. Frodo you shouldn't make fun. I was being serious. -

- So was I. -

(c) Deviantart

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Profumo di rose

(c) Wikipedia
Dita di Polvere direbbe che "sono nella storia sbagliata"... e credo che abbia ragione.
Domenica ho passato una giornata a dir poco meravigliosa.
Dove? Nel Medioevo.
Con indosso un lungo abito blu dalla gonna ampia, i capelli intrecciati sulla nuca e una larga camicia di lino, ho vissuto per una intera giornata nei panni di Elizabeth.
Sì, perchè ero l'unica in abito blu.
E quando ho scritto Il Calice della Creazione... Elizabeth l'ho fatta vestire di blu.
Ho la pelle d'oca dall'emozione al ripensarci!

Poi ho capito che non sarei mai voluta essere una principessa.
Cioè, non voglio essere fraintesa: mi sarebbe piaciuto essere una ragazza del popolo normalissima, perchè le principesse erano lì, tutte impettite e in silenzio, fasciate nei loro meravigliosi abiti... come le rose nelle serre, nelle teche di vetro.
Che ne sanno quelle rose del sole che ti accarezza il viso, del freddo che ti ghiaccia la pelle e della pioggia che ti disseta? Non lo sanno.
Saranno perfette in ogni stagione, sempre bellissime... ma a loro mancherà quello che fa sentire viva una persona, quello che fa sentire vive una ragazza del popolo: correre assieme alle altre donne persalvarsi la vita, farsi proteggere da un bel cavaliere con la divisa azzurra e oro... loro non ne hanno bisogno. La loro vita è protetta e preservata da queste forti emozioni.
No, sarei più felice di essere nel popolo, e non in vetrina in un castello.

Per concludere vorrei dire che, per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita completamente a mio agio. In un tempo diverso dal mio, con persone sconosciute, in un posto che non conoscevo, con indosso un vestito così diverso da quelli di tutti i giorni... mi sono sentita me stessa.
Ero vera, ero io.
Perchè è vero, io ero Elizabeth... ma la verità è che Elizabeth sono io.
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Entusiasmo


«Perchè vedete, quando una cosa vi entusiasma, vuol dire che vi fa sentire "nel respiro di Dio".»
Diceva così un don, alla tre giorni dei giovani della mia città.
In effetti, non ci avevo mai pensato. Entusiasmo... è una parola che uso spesso senza pensarci sopra troppo. Mi entusiasma avere un paio d'ore per scrivere una storia, mi entusiasma andare in reparto quando so che c'è il Doc, mi entusiasma passare del tempo con le mie amiche.

Ci sono tante cose che mi fanno pensare che ci sia davvero Qualcuno che mi vuole bene e che si preoccupa per me: non saprei spiegarmi altrimenti come mai, nella mia vita, trovo sempre la persona giusta al momento giusto.
Giù di morale e autostima sotto i piedi? Due mesi di animazione con Prince, che tira fuori tutto l'entusiasmo che era in me e che nemmeno io immaginavo di possedere.
Voglia di mollare medicina perchè troppo pesante per i miei pochi neuroni? Per puro caso vengo scelta come studentessa da un dottore davvero unico che mi fa tornare l'entusiasmo per questo fantastico mestiere.
Solitudine e lacrime in tasca? Mi ritrovo attorno quattro persone fantastiche che dal nulla riportano il sole nella mia giornata: Jessica e la sua dolce intelligenza, Veronica e i nostri discorsi davanti a due cioccolate (anche se poi finiscono sempre per essere un tè e un cappuccino), Beatrice e il suo delizioso modo di esserci sempre quando si ha bisogno di lei, Roberta e quella sua fantastica ironia che riesce a farti ridere quando non ne hai voglia.

C'è un paragrafo del libro di Nouwen Sentirsi Amati che dice
"ogni volta che qualcuno parla bene di te è come se tu potessi sentire un'eco della forte, bella ma nascosta voce di Chi per primo dice cose belle di te".
E nell'abbraccio affettuoso e paterno del Doc, oggi, mi sono resa conto davvero che ogni volta che uno di loro mi abbraccia è come sentirsi abbracciati da Lui. È come sentirsi nel respiro di Dio.


(c) GodnessOfGod
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Prendersi cura

Sto facendo di nuovo tirocinio... e come sempre, mi tocca il cuore.

Mi toccano il cuore i pazienti, con la loro disponibilità e l'umiltà di chi mette la propria vita nelle mani di un'altra persona, completamente e ciecamente.
Mi toccano il cuore i loro sorrisi quando dicono "a me sembra di star bene!" pur seduti in un letto di ospedale con la flebo al braccio e quando mi dicono di non preoccuparmi se devo provare la pressione due volte: sono loro a prendersi cura di me, e non il contrario, certe volte!
Io non so ancora abbastanza di medicina per curarli, ma anche io posso prendermi cura di loro, dando loro forza e coraggio quando sono tristi, sorridendogli quando li devo svestire per fare un elettrocardiogramma o dicendogli che ogni giorno è un dono, non importa quanti anni si hanno sulle spalle. I pazienti mi toccano veramente il cuore.

Ma a toccarmi il cuore è anche il mitico Doc, che mi fa da tutor.
Una delle dottoresse mi prende in giro, dice che "mi sono innamorata". A parte che lui potrebbe quasi essere mio padre, io comunque provo per lui solo un'ammirazione infinita e un affetto altrettanto grande. Non solo per la pazienza, la competenza e la gentilezza con cui mi insegna le cose (Dio solo sa quante volte mi ha ripetuto i segni dello scompenso cardiaco!)... ma anche per come lui si prende cura di me. Cose piccole, forse sciocche... ma che per me sono grandi.
Sono abituata a gestirmi da me, a fare le cose perchè sì e non per avere sguardi o ricompense... E lui si prende cura di me mettendomi lo zucchero nel caffè e girandolo anche, ringraziandomi ogni volta che faccio una cosa per lui, anche piccola. Si prende cura di me quando si preoccupa del mio mal di testa o quando mi stampa le consegne anche se non glielo chiedo. Non è il dottore che si dimentica della studentessa timidina che gli sta vicino, non è quello che ti ficca in mano due fogli e una chiavetta per avere "caffè e fotocopie"... no, Doc si cura di me.

Il mio è un tutor che mi insegna la differenza tra scompenso cardiaco e pericardite senza dimenticare di sorridermi e di farmi una battuta ogni tanto. Che mi corregge quando ho il fonendo nel punto sbagliato ma che mi dice sempre di "tenerlo d'occhio" quando aggiorna la cartella perchè la sera prima ha fatto tardi («ma proprio tardi tardi!») alle prove del musical.
Un dottore che, dopo aver chiacchierato di Notre-Dame de Paris e del Romeo e Giulietta di Cocciante, mi stampa la locandina dello spettacolo, così mi ricordo quando e dov'è per andare a vederlo anche io, e che mi presta il suo Mp3 per farmi sentire la sua versione del Tempo delle Cattedrali per chiedermi la mia opinione.
Forse non ho imparato a fare un emogas analisi, o a dare dei punti di sutura.. ma per quello ci sono i prossimi tre anni e tanti giorni con altri dottori. Lui mi ha insegnato che si può essere degli ottimi medici rimanendo delle persone splendide, che tengono vivi i propri sogni e che si prendono cura di chi sta loro vicino, paziente o studente che sia.

Da grande vorrei diventare proprio come lui.


(c) Twitter
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Tra l'amore e l'amicizia

L'ho fatto di nuovo, accidenti!
Ogni mese mi riprometto di non cambiare grafica al forum, di non perdermi tra GIMP, html e cose del genere... e ogni dannatissimo mese ci ricasco! Vuoi perchè nevica, vuoi perchè è S. Valentino, vuoi che c'è stato un incontro particolare all'oratorio... ma ogni mese cambio la grafica del mio forum.

Quella di questo mese è con Kira e Rei di Mars... non mi ricordo molto di quel manga, l'ho letto cinque o sei anni fa, ma mi è rimasta impressa quella scena: Rei che bacia Kira sulla fronte. Ho sempre amato i baci sulla fronte, credo che siano il tipo di bacio che preferisco. Anche la frase che ho scelto per questo mese è perfetta per l'immagine:
"tra l'amore e l'amicizia c'è la distanza di un bacio"
Ieri all'incontro parlavamo di amore.
Il don Pietro mi ha chiesto (così, di punto in bianco, senza permettermi di prepararmi e per di più davanti a tutti i ragazzi del gruppo) «cos'è l'amore?»
Attimo di panico, rotelline del cervello che iniziano a vorticare... e poi gli ho risposto: «Vuol dire volersi tanto tanto bene... nel senso di parlare bene dell'altro, di fare sentire bene l'altro, di fare del bene all'altro... tutte queste cose con il cuore, profondamente.»
Non so come mi sia uscita questa frase, ma credo che riassuma tutto quello che io penso dell'amore. Dopotutto, tra amore e amicizia c'è la distanza di un bacio... non quella di un letto.



(c) Pinterest

 «Tra noi c'è L'Amicizia, con la L e la A maiuscole.
 sono così presuntuoso da pensare che nessuno ti vorrà mai bene quanto me.»

«È lo stesso per me. Ma questa io non la chiamo amicizia. La chiamo amore.»
- Distretto di Polizia 8 -
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H|K

Christina picture @ FoodieGossip
Che dire?
Ho finito di guardare giusto un minuto fa Hell's Kitchen. Credo che fosse la quarta serie, ma non ne sono sicura.
In ogni caso, ho capito perchè mi emoziona così tanto.
Perchè, come ha detto lo chef oggi: "era quella con meno esperienza, ma è quella che ha saputo crescere e dimostrare il suo talento e la sua passione".

Parlavano di Christina (quella per cui tenevo, tra l'altro), che ha vinto questa edizione. Ma la stessa cosa, più o meno, l'ha detta anche nel finale della seconda stagione, parlando della fantastica Heather, che ha vinto la seconda edizione e di cui ero strafan... anche più di Christina, in effetti.

Ho capito perchè tengo sempre alla più piccola, timida e insicura tra le ragazze, e non a quella con il carattere forte, o al ragazzo con l'esperienza. E ho capito perchè mi emoziona.
Perchè ogni volta che la timida, piccola, insignificante ragazzina a cui tengo vince, mi ricorda un'altra timida, piccola, insignificante ragazzina che quattro lontani anni fa ha vinto del tutto inaspettatamente il premio di "miglior prima stagione".
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Hogwarts' life

La grafica di questo mese è dedicata ad Hogwarts.
Accidenti, erano anni che non calcolavo Harry Potter e il suo mondo, e mi è bastato rivedere Harry Potter e il calice di fuoco una sera perchè mi si riaccendesse l'amore.
Però devo ammettere che è stato un amore del tutto diverso.
Quando ho letto Harry Potter la prima volta non solo amavo Harry e mi immedesimavo in Hermione, piangendo ogni volta che mi dicevano che io ero una Tassorosso e non una Grifondoro... ma in più ero completamente catturata dalla trama principale.
Adesso, quasi dieci anni dopo, ho del tutto cambiato idea.
Ora sono fiera e onorata di essere Tassorosso, non solo perchè è quello che in effetti sono, ma perchè mi sono resa conto che di Harry, Ron, Hermione e compagnia non mi importa proprio niente... mi piacciono molto di più i personaggi secondari, le storie che la Rowling non ha raccontato. E poi, finalmente, ho capito che io ed Hermione non ci assomigliamo proprio da nessun punto di vista: sono troppo svogliata, poco intelligente e goffa per essere lei.
Così, come faccio sempre quando mi piace un fandom e non c'è nessuno che mi rispecchia davvero, ho creato il mio personaggio ad hoc. Si chiama Leah Rose Elliott, ed è anche lei a Tassorosso.

(C) Giardinaggio.org
Per onorare quindi Leah, la mia nuova consapevolezza e questa "rispolverata" d'amore per Hogwarts, ho deciso che la grafica del blog per ora sarà dedicata ad Hogwarts e a questa casa tanto poco conosciuta e amata. E come ogni mese, il logo ha un fiore. Dopo il mandorlo, la ninfea, la rosa bianca, la stella di Natale, il frangipane... questo mese abbiamo la ginestra. Che non solo è gialla, come il colore principale di Tassorosso, ma è anche il fiore che più si avvicina ai Tassorosso stessi: rappresenta la modestia e l'umiltà.
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