27 settembre 2010

Qualcuno da ammirare

Quando ero solo una bimba e andavo alle elementari, ho conosciuto una ragazza, Clara.
Il nome perfetto per lei: bionda, allegra, solare, spontanea, sempre attiva e sorridente. Era la mia caposquadra durante l'oratorio estivo - eravamo i Flauti Gialli, era l'anno di Allegri con Spirito - e dopo averci passato qualche settimana insieme sono tornata a casa dicendo a mia mamma che "volevo diventare come Clara".
Qualche anno più tardi Clara è diventata la mia educatrice al Cammino Adolescenti. Non stavo più nella pelle dalla gioia: l'entusiasmo che lei mi aveva insegnato l'avevo fatto crescere dentro di me in ogni giorno di oratorio estivo che avevo vissuto, dando il cento per cento alle bambine di cui ero io la caposquadra, mentre Clara - ormai ventenne - andava all'università.
E dopo tre meravigliosi anni di Adolescenti, sono passata al Cammino 18enni... e Clara non era più la mia educatrice. Ma se da bambina mi aveva insegnato l'entusiasmo, la grinta e l'allegria, da grande mi aveva insegnato il sorriso, la comprensione e la disponibilità... oltre che la capacità di andare a fondo delle cose, di approfondire e di amare.

E insieme a lei, negli anni, ci sono state tante altre ragazze.

Magda, Barbara, Daniela (che chiamavo "principessa" perchè era letteralmente principesca nel modo di essere! Chissà che fine ha fatto, non la vedo da una vita...), ma anche Alessia, Stefania, Betta.... le educatrici che con la loro presenza e il loro esempio mi hanno ispirata sono tante.
E grazie a tutte loro io sono diventata quello che sono: canto nel coro da anni come Barbara, tento di dimostrare ai ragazzi a cui io faccio da educatrice ora che voglio loro bene come Daniela faceva con me, vado all'oratorio con il sorriso e l'entusiasmo di Clara, cerco di trasmettere a tutti la bellezza e la gioia che vengono da Dio che le mie educatrici hanno trasmesso a me.

Ma tra tutte loro c'è una sola educatrice che, dopo Clara, mi ha fatto dire "voglio diventare come lei".
Si chiama Francesca, fa l'assistente sociale, è sposata con un altro dei miei educatori, Paolo, e ha una bambina di otto mesi che si chiama Giorgia.
A parte Giorgia, che è quanto di più dolce, adorabile e tenero del mondo... Francesca è esattamente quello che io vorrei diventare. È una persona dolcissima, affidabile, silenziosa e mai invadente. Non so come faccia, ma quando mi vede mi saluta in un modo che mi fa sentire così tanto amata che mi vengono le lacrime agli occhi dalla commozione. Ci siamo conosciute quando ero in terza superiore, ad Assisi, in un'uscita adolescenti che non dimenticherò mai ma che è troppo grande - in tutti i sensi - per parlarne in questo post. E da allora mi è rimasta nel cuore.

Voglio diventare come Francesca, che lavora per aiutare gli altri, che ama suo marito e la sua bambina dal profondo del suo cuore (e che viene ricambiata con altrettanto entusiasmo)... e che trasmette a tutti l'amore profondo che prova per loro.


(c) Kizie.com

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