Il potere dell'umiltà

Primo giorno di tirocinio.
Era già abbastanza terrificante avere il camice addosso e il fonendo al collo... ci mancavano i pazienti. Certo, certo: per fare il medico ci vogliono i pazienti.
Ma la cosa che mi stringeva il cuore era che io sentivo il loro stato d'animo: anziani, soli, sofferenti, nudi o in pigiama... e si vedono arrivare una torma di ragazzini con il camice troppo grande per loro, con gli occhi spaventati e le mani che tremano.
Sentivo la loro vergogna nel farsi vedere nudi, sentivo il loro terrore nell'ascoltare le parole del medico: parole che di certo non capivano, perchè il dottore parlava con i tirocinanti, nominando murmuri, fremiti, ronchi eccetera.
I loro corpi sotto le nostre mani e sotto i nostri fonendoscopi erano come cavie da laboratorio.
Respiravano per decine di volte di fila per permettere a tutti di palpare un fegato, di sentire il murmure vescicolare o per captare il fremito vocale tattile. Stavano fermi, sdraiati su un lato, per dare il tempo a noi inesperti di vedere una valvola calcificata in un'ecocardiografia sfocata.
Seduti, immobili, per decine di minuti, prima che il tirocinante di turno riuscisse a beccare entrambi i valori della pressione.
Sono persone davvero fantastiche. In un momento così terribile, quando di certo sono spaventati e temono che ogni camice bianco che si avvicina porti brutte notizie... accettano di fare da cavia per dei ventenni che vorrebbero salvare delle vite, in futuro... ma che per ora non possono fare più che compilare cartelle o annuire al discorso del primario.
Mi sento in dovere di ringraziare il Signore per loro, per questa gente sottomessa e umile che si lascia palpare e auscultare senza dire niente. Per questa gente che si fida ciecamente di chiunque gli si avvicini con un fonendoscopio in mano.
Credo che sia una gran lezione di disponibilità e di umiltà. Voglio ricordarmi questa sensazione, quando sarò dottore, in modo da potermi sdebitare, in modo da ricordarmi che, per poter lavorare al servizio degli altri, c'è stato bisogno che qualcuno si mettesse al mio, di servizio.
Questo voglio ricordare. 
E per questo voglio ringraziare Dio.

(C) Twitter

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