Di foglia in foglia, di ramo in ramo

Non era un musical. Non era un'avventura. Non era una favola.
Era realtà.

Era vera la voce del Principe Giovanni, che non veniva dalle casse ma proprio dalle sue labbra, dal suo corpo, a meno di un metro da noi.
Era vero lo Sceriffo di Nottingham, decisamente perfetto nel suo abito di scena e che recita e canta benissimo. Lo dico sempre io che per fare il cattivo ci vuole davvero talento.
Era vero Manuel Frattini, che piroettava, saltava e cantava con una voce pura e cristallina che echeggiava ovunque, con il suo arco a tracolla e un talento che non ho mai visto in nessun Robin Hood, nemmeno in Kevin Costner, per quanto sia un Robin Hood davvero niente male.
Erano veri tutti i ragazzi del corpo di ballo, quando nel silenzio qualcuno dal pubblico ha gridato "bravo" e a tutti è venuto un sacco da ridere, anche se era una scena piena di phatos.
Era vera la divertentissima Tata, che solo per la sua presenza sul palco ti trasmetteva tutta la sua pasione per quello che stava facendo. Senza di lei il musical non sarebbe stato lo stesso!
Era vera la giovane ballerina dai lunghi capelli bruni innamorata di Robin, la carinissima Nuvola, che stava seduta sul bordo del palco e guardava la ragazza bruna seduta nel pubblico davanti a lei e le diceva con gli occhi che proprio non le poteva sorridere, anche se l'avrebbe tanto desiderato. Era così vera che era impossibile non emozionarsi quando la scena si è conclusa con la voce di Robin che le diceva: "Buona fortuna, anima mia."

Era vera Lady Marianna, con la sua rosa bianca, il suo vestito candido e la sua voce argentina. Era così vera che per un attimo il cuore si è fermato. Era vera. Ed era lei: la meravigliosa cantante dagli occhi azzurri che per dieci anni è rimasta indelebile nel nostro cuore, nonostante il tempo sia trascorso e tanti visi l'abbiano soppiantata alla televisione.
Era vera quando si è inchinata al centro del palco, ha preso i suoi applausi, e gettando un bacio sul pubblico ha posato un sorriso su di noi.
Su noi due. Davvero.

... e assieme alla deliziosa Nuvola, che con l'arco di Robin decide di cercare la sua strada, anche io sono tornata a casa con nel cuore la convinzione che la vita non bisogna accettarla così com'è, ma bisogna renderla quello che vorremmo. E questo me l'ha insegnato Valeria, che è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: fare della sua vita un'opera teatrale.



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