27 dicembre 2010

TeleVisione

Un piccolo, veloce post, giusto per ufficializzare il fatto che mi sono persa la finale di Hell's Kitchen. Mannaggia al televisore che si rompe il pomeriggio del 24 dicembre... e che quindi non mi permette di vedere la finale. Ok, ok, è vero: le due finaliste, Heather e Virginia, mi stavano entrambe simpatiche. Non sarebbe stata una grandissima perdita in nessun caso...
Heather West (c) FoodieGossip
Però tenevo per Heather fin dalla primissimissima volta che ho visto quel reality, quindi ci tenevo abbastanza! Non mi ero persa nemmeno una puntata!
Tremavo e gioivo con loro (sì, sono troppo emotiva, lo so), e soprattutto ho passato il pomeriggio del 24 dicembre a cucinare con la mia sorellina, e ridevamo a vicenda, insultandoci.
Sì, perchè il programma piace anche a lei, e il capo chef, Ramsey, è veramente un demonio: li punisce, li insulta, è strasevero, cattivo e a volte anche veramente volgare.
Ovviamente - come si dice sempre - lo fa per il loro bene. E quando uno si comporta bene, lo loda con sincerità. Sta di fatto che "chef Ramsey" è diventato sinonimo di "rompiscatole".
Avrei proprio voluto vedere la scena della vittoria, con lui tutto carino e sorridente (cosa rara) che abbraccia e bacia la vincitrice. Invece - puf - la Tv fonde, e addio finale.
Va bene, lo ammetto.
Sono stata molto felice che la Tv si sia rotta a Natale.
Primo perchè, avendo una sola televisione in tutta la casa, abbiamo passato tre giorni tutti insieme, sul divano del salotto, a guardare film. Mio padre non ha fumato, mia madre non si è irritata per il volume della Tv nell'altra stanza... un vero idillio. Abbiamo riso, chiacchierato e giocato come non facevamo da.... da quando riesco a ricordare. Mi sa che durerà ancora per poco, ma è stato veramente fantastico. Chissenefrega se non ho visto la finale... tre giorni di famiglia valgono bene uno stupido programma alla Tv, questo è quello che ho imparato.
Perciò, sono felicissima lo stesso.
Non potevo avere un regalo di Natale migliore!

... e poi, tanto, alla fine ha comunque vinto Heather! :)

17 novembre 2010

Middle-earth Soul

Non ho davvero parole per come questo film riesca sempre a commuovermi.
So perfettamente come va a finire, e si suppone che uno che conosce la fine possa riuscire a essere ragionevolmente distaccato per non piangere come uno sciocco tutte le volte.. a me non succede, purtroppo: ogni volta mi ritrovo con le mani sulla faccia e gli occhi colmi di lacrime di commozione.
Che sia in cima alla rocca di Minas Tirith, che sia al Porto o che sia sul Monte Fato, non importa. Mi ritrovo sempre ad asciugarmi gli occhi.
Ieri sera ho riviso il terzo episodio, in versione integrale, su Steel+1.
Sono stata sveglia fino alle 2.05 per vederlo tutto, ma proprio tutto, e non mi è venuto sonno nemmeno per un minuto.
Anzi, ogni momento che passavo mi emozionavo e mi lasciavo coinvolgere sempre di più.
Ho visto un pezzo dolcissimo tra Faramir ed Eowyn (una coppia che conoscevo, avendo letto il libro, ma che nel film non veniva mai accennata, purtroppo) e ho apprezzato ancor di più Aragorn nel finale - quando decide che lui potrebbe morire andando a sfidare Sauron al Cancello Nero, ma che ne vale la pena perchè dando a Frodo la possibilità di portare a termine il suo compito anche Arwen si salverebbe... e quando gli dicono che Frodo è morto lui si gira e grida «io non ci credo, non ci crederò». Brividini. - Oltre a tutto questo, ho capito che amo un altro personaggio. Samvise Gamgee.
Io lo odiavo, l'ho sempre detestato... Mi stava antipatico tanto quanto Frodo mi stava simpatico.
Invece, rivedendolo ieri sera, ho capito che non lo sopporto perchè è come me.
Perchè lui tiene duro, ha speranza, non cede, è fedele... ma in fondo il merito di tutta la cosa se la prendono gli altri. Forse è per questo che non lo sopporto.
Anche se - devo ammetterlo - io mi sono sempre rivista di più in Faramir: un po' ignorato, sempre in secondo piano, solo perchè è saggio, tranquillo e riflessivo e non battagliero come suo fratello... Più adatto di lui a comandare ma mai messo in una posizione importante proprio perchè è troppo umile per dimostrare il suo valore (mmm... questa frase suona un po' vanesia, in effetti! ^^").
Dicevo, io mi sono sempre vista Faramir. Però ieri ho capito che non solo Sam mi piaceva, ma che il mio posto, in quella storia, poteva essere solo il suo.
Non sono pura e limpida come Frodo, non ho il suo coraggio o la sua incredibile forza d'animo, la sua abnegazione o il suo altruismo. Non sono una persona così speciale. Una persona che arriva a prendere sulle sue piccole spalle il peso della salvezza del mondo intero e che accetta che il prezzo da pagare per il suo altruismo è che "non si può più tornare indietro", che la sua vita non sarà mai più una vita normale.
Non ho questo coraggio e questa forza, magari li avessi.
Sono solo una persona semplice, che sogna di sposarsi e di vivere nella sua casetta senza pretese, ma che è pronta a stare a fianco di un suo amico fino alla fine, solo perchè lui non si senta solo.
Perchè questo film insegna anche questo: quando rimani solo, allora è finita.
Vedi Frodo nell'antro di Shelob, vedi Gollum che si estrania dal mondo con il suo anello, vedi Sauron che vuole il potere tutto e solo per sè. Nessuno di quelli che sopravvivono rimane solo: Aragorn e Arwen, Faramir ed Eowyn, Legolas e Gimli, Merry e Pipino, Sam e Frodo...
Io sono quella persona semplice, comune e senza grandi qualità che vuole solo stare al fianco delle persone che ama per aiutarle e sostenerle. Solo per questo. Non per salvare il mondo, non per essere ricordato nella storia: io combatto per stare accanto a chi amo.

Quindi se mi chiederete, da adesso in poi, chi è il mio personaggio preferito, continuerò a rispondervi Frodo. Ma se mi chiedete chi mi rappresenta, risponderò Sam.


(C) Tumblr

20 ottobre 2010

Fantastico e inaspettato

Inaspettato. Una di quelle cose che fanno fare una capriola alla tua giornata, una di quelle cose che non capitano tutti i giorni, altrimenti che gusto ci sarebbe?
Ore nove, giro delle visite. Appoggiati al solito davanzale, con la solita cartella, aggiornando la solita terapia. Tutto come sempre, insomma.
Ma basta che mi si chieda se ho dormito, dopo la notte, e tutto cambia.
Basta dire che avevo le prove, che avviene la capriola, la svolta.
E lì scopro che il Doc sbrigativo e simpatico, quello che è contro gli sprechi e gli esami inutili, quello che vuole mandare a casa i pazienti il prima possibile... canta. Eh sì, adora i musical e ha messo in scena Notre Dame De Paris al Manzoni, cantando con una scuola di ballo come coreografie.

Praticamente mi sono dovuta chinare a raccogliere il mento da terra, per quanto sono rimasta a bocca aperta. Una notizia inaspettata. Una notizia fantastica.
Che ha fatto salire a un milione l'ammirazione che provo per il Doc... ammirazione che era già a mille, in realtà. E, come se non bastasse, si è messo amabilmente a chiacchierare con me del musical. Anche lui è andato a vederlo, gli piace la canzone Bella, poi mi ha chiesto del mio musical, della storia che abbiamo scritto, delle canzoni che abbiamo preparato, ammirato per la nostra bravura nello scrivere e mettere giù le musiche. E prima di andare in psichiatria a fare un consulto, mi mette in mano il suo Ipod, facendomi ascoltare la sua versione del Tempo delle Cattedrali.
Sì, perchè lui faceva proprio Gringoire... e come se non bastasse era anche la voce di Quasimodo. Da brividi. Una voce incredibile, bellissima, forte, roca, perfetta. Non sfigurerebbe accanto a Matteo Setti, il Gringoire di Cocciante.

(C) Pinterest
Seduta sulle scale, mentre lui scorre gli esami da fare, ascoltavo Doc che cantava una delle mie canzoni preferite e me lo immaginavo quasi, sorridente e felice mentre fa una cosa che ama. Un dottore pieno di soprese, davvero. E non solo canta da sempre (addirittura cantava in piano-bar!), ma ha fatto anche il regista della versione al Manzoni. Incredibile. Stupefacente. E fantastico.
E come se non bastasse... mi ha detto di coltivare la mia passione, di imparare a cantare, di non mollare un hobby così bello e così importante. E la mia ammirazione è salita a un miliardo.
Perchè un dottore che ti dice che non devi solo essere un medico, ma che devi anche coltivare qualcosa che per molti è solo una "perdita di tempo".... allora non è solo un dottore fantastico.
È anche una persona fantastica. Un bravo dottore, poco prolisso e che sa fare bene il suo lavoro, che spera che i pazienti stiano poco in ospedale... che ha una figlia che adora, che ha una moglie che ama, che si preoccupa per la piccola, insicura, sorridente tirocinante che gli trotterella accanto.
Da grande vorrei un uomo così. Un uomo che ha la passione per qualcosa che non sia solo soldi, lavoro e carriera, ma che sia un'arte. Che sia suonare, disegnare, scrivere o dipingere. Che sia leggere o andare a teatro. Ma qualcosa che lo renda una persona fantastica. Quando sarò grande vorrei una persona così.


Per ora mi accontento di avere lui vicino, che mi insegni più che può... dall'avere una passione a fare una paracentesi, dall'ignorare le critiche («chi fa ha sempre ragione!») al sorridere anche al paziente più insopportabile. Ho imparato più in queste tre settimane con lui che in due anni di università, e per questo devo dire grazie non solo a lui.. ma anche a Chi me lo ha messo accanto.
Perchè come dice una canzone... "Mentre io penso al bene altrui, la cura di me l'affido a voi."

A Lui, per la precisione. E non potrò mai esserne più grata.
Mi ha messo sulla strada di una persona fantastica, che mi ha ridato slancio per il mio futuro. Tutto quello che devo fare adesso è lasciarmi conquistare.
Perchè Doc è stato un dono... e un dono non va mai rifiutato a prescindere!
E per questo dono fantastico ed inaspettato.... Grazie, grazie, grazie.

28 settembre 2010

Il potere dell'umiltà

Primo giorno di tirocinio.
Era già abbastanza terrificante avere il camice addosso e il fonendo al collo... ci mancavano i pazienti. Certo, certo: per fare il medico ci vogliono i pazienti.
Ma la cosa che mi stringeva il cuore era che io sentivo il loro stato d'animo: anziani, soli, sofferenti, nudi o in pigiama... e si vedono arrivare una torma di ragazzini con il camice troppo grande per loro, con gli occhi spaventati e le mani che tremano.
Sentivo la loro vergogna nel farsi vedere nudi, sentivo il loro terrore nell'ascoltare le parole del medico: parole che di certo non capivano, perchè il dottore parlava con i tirocinanti, nominando murmuri, fremiti, ronchi eccetera.
I loro corpi sotto le nostre mani e sotto i nostri fonendoscopi erano come cavie da laboratorio.
Respiravano per decine di volte di fila per permettere a tutti di palpare un fegato, di sentire il murmure vescicolare o per captare il fremito vocale tattile. Stavano fermi, sdraiati su un lato, per dare il tempo a noi inesperti di vedere una valvola calcificata in un'ecocardiografia sfocata.
Seduti, immobili, per decine di minuti, prima che il tirocinante di turno riuscisse a beccare entrambi i valori della pressione.
Sono persone davvero fantastiche. In un momento così terribile, quando di certo sono spaventati e temono che ogni camice bianco che si avvicina porti brutte notizie... accettano di fare da cavia per dei ventenni che vorrebbero salvare delle vite, in futuro... ma che per ora non possono fare più che compilare cartelle o annuire al discorso del primario.
Mi sento in dovere di ringraziare il Signore per loro, per questa gente sottomessa e umile che si lascia palpare e auscultare senza dire niente. Per questa gente che si fida ciecamente di chiunque gli si avvicini con un fonendoscopio in mano.
Credo che sia una gran lezione di disponibilità e di umiltà. Voglio ricordarmi questa sensazione, quando sarò dottore, in modo da potermi sdebitare, in modo da ricordarmi che, per poter lavorare al servizio degli altri, c'è stato bisogno che qualcuno si mettesse al mio, di servizio.
Questo voglio ricordare. 
E per questo voglio ringraziare Dio.

(C) Twitter

27 settembre 2010

Qualcuno da ammirare

Quando ero solo una bimba e andavo alle elementari, ho conosciuto una ragazza, Clara.
Il nome perfetto per lei: bionda, allegra, solare, spontanea, sempre attiva e sorridente. Era la mia caposquadra durante l'oratorio estivo - eravamo i Flauti Gialli, era l'anno di Allegri con Spirito - e dopo averci passato qualche settimana insieme sono tornata a casa dicendo a mia mamma che "volevo diventare come Clara".
Qualche anno più tardi Clara è diventata la mia educatrice al Cammino Adolescenti. Non stavo più nella pelle dalla gioia: l'entusiasmo che lei mi aveva insegnato l'avevo fatto crescere dentro di me in ogni giorno di oratorio estivo che avevo vissuto, dando il cento per cento alle bambine di cui ero io la caposquadra, mentre Clara - ormai ventenne - andava all'università.
E dopo tre meravigliosi anni di Adolescenti, sono passata al Cammino 18enni... e Clara non era più la mia educatrice. Ma se da bambina mi aveva insegnato l'entusiasmo, la grinta e l'allegria, da grande mi aveva insegnato il sorriso, la comprensione e la disponibilità... oltre che la capacità di andare a fondo delle cose, di approfondire e di amare.

E insieme a lei, negli anni, ci sono state tante altre ragazze.

Magda, Barbara, Daniela (che chiamavo "principessa" perchè era letteralmente principesca nel modo di essere! Chissà che fine ha fatto, non la vedo da una vita...), ma anche Alessia, Stefania, Betta.... le educatrici che con la loro presenza e il loro esempio mi hanno ispirata sono tante.
E grazie a tutte loro io sono diventata quello che sono: canto nel coro da anni come Barbara, tento di dimostrare ai ragazzi a cui io faccio da educatrice ora che voglio loro bene come Daniela faceva con me, vado all'oratorio con il sorriso e l'entusiasmo di Clara, cerco di trasmettere a tutti la bellezza e la gioia che vengono da Dio che le mie educatrici hanno trasmesso a me.

Ma tra tutte loro c'è una sola educatrice che, dopo Clara, mi ha fatto dire "voglio diventare come lei".
Si chiama Francesca, fa l'assistente sociale, è sposata con un altro dei miei educatori, Paolo, e ha una bambina di otto mesi che si chiama Giorgia.
A parte Giorgia, che è quanto di più dolce, adorabile e tenero del mondo... Francesca è esattamente quello che io vorrei diventare. È una persona dolcissima, affidabile, silenziosa e mai invadente. Non so come faccia, ma quando mi vede mi saluta in un modo che mi fa sentire così tanto amata che mi vengono le lacrime agli occhi dalla commozione. Ci siamo conosciute quando ero in terza superiore, ad Assisi, in un'uscita adolescenti che non dimenticherò mai ma che è troppo grande - in tutti i sensi - per parlarne in questo post. E da allora mi è rimasta nel cuore.

Voglio diventare come Francesca, che lavora per aiutare gli altri, che ama suo marito e la sua bambina dal profondo del suo cuore (e che viene ricambiata con altrettanto entusiasmo)... e che trasmette a tutti l'amore profondo che prova per loro.


(c) Kizie.com

30 giugno 2010

Now and forever

Ci sono passioni che non muoiono mai.
In realtà, non sai nemmeno da quando ci siano, da quando abbiano un posto così forte e sicuro nel tuo cuore. Sta di fatto che ci sono, e che non se ne vanno. Magari si assopiscono, rimangono quiete mentre ci si occupa di altro... ma poi un'immagine, un suono, una parola... e tornano a farti palpitare il cuore come se non fosse mai cambiato niente.

Quando avevo circa sette anni, mia mamma portava me e mia sorella in videoteca, e ci faceva scegliere una videocassetta a testa. Lei era sempre per Balto o La valle incantata. Io, una volta su due, prendevo Robin Hood della Disney.

Forse è nata lì, o forse ce l'avevo nel sangue... perchè non è mai passata.
Un libro grande, di quelli rilegati, con il nome scritto in caratteri dorati e l'immagine di un bellissimo giovane con arco e frecce, mi aveva colpito a dieci anni, su una bancarella: la leggenda di Robin Hood. Inutile dire che l'ho comprato.
Alle medie, la prima storia in assoluto che io abbia mai scritto, aveva come protagonista una ragazza di nome Marianna... e la cosa più romantica che succede tra lei e il ragazzo che le piace è che lui la chiama "lady Marian", dato che lui adora la saga di Robin Hood.
Ho risparmiato per settimane per comprare la versione della storia scritta da Dumas, in cui la protagonista femminile si chiamava Marianne, invece che lady Marian: adorabile.
Poi ho scovato, in biblioteca, un libro che si intitolava La donna della foresta. L'ho letto, riletto, strariletto, a momenti non lo riconsegnavo... poi l'ho comprato, cercandolo disperatamente in lungo e in largo. I protagonisti? Marian, la Dama Verde, e Robert, il fuorilegge di Barnsdale.

Alle superiori ero vittima di una bulletta della mia classe e ci è uscita un'altra storia: Lena di Nottingham, in cui una timida Mary Anne si innamora del capo dei ragazzi del bosco, di nome Robert. Io e le mie amiche eravamo tutte gasate perchè in quel racconto ci rifacevamo di tutte le cattiverie subite, ma io non ero riuscita a resistere all'idea di metterci un pochino di Sherwood.

Nella mia videoteca ovviamente c'è Kevin Costner, il Principe dei ladri, uno dei migliori Robin Hood di sempre... accanto all'edizione speciale di Robin Hood della Disney. E quando uscirà la versione di Russel Crowe... beh, magari che comprerò anche quella. Non perchè Crowe sia un gran Robin Hood, anzi, non mi piaceva proprio, ma la trama di quel film è bellissima.

Poi mi sono comprata un posto in prima fila per vedere il musical: Robin Hood, un musical e Valeria Monetti come lady Marian... tre cose che adoro tutte insieme! Io e Veronica, in prima fila, sotto gli occhi azzurri di Valeria, incredibilmente veri, e a due passi dalle piroette di Frattini.
Un Robin Hood fantastico come gli altri, niente da dire: trovate il post qui!

E adesso è arrivato il migliore Robin che io abbia mai visto, al di sopra di ogni altro, proprio come me lo immagino, come dovrebbe essere... con degli occhi verdeazzurri meravigliosi, limpidi e luminosi, e con un sorriso veramente stupendo, furbo e dolce al tempo stesso!
Io adoro i personaggi di questo telefilm, la versione di Robin Hood della BBC.
Hanno creato un fuorilegge forte, generoso e coraggioso, ma dolcissimo e romantico, innamorato perso di una lady Marian che è tutto tranne che moscia. Anche lei è forte, coraggiosa, piena di determinazione e di sogni... ma incredibilmente dolce con lui.
Le scene d'amore tra i due - che si contano sulle punte della dita, in realtà - sono così toccanti e colme di sentimento che si imprimono nella mente e nel cuore e diventano indimenticabili.Io non lo so come sia nata o perchè io abbia questa passione per questo personaggio.
Ma lo amo, profondamente.
E voglio assolutamente imparare a tirare con l'arco. Sperando che assieme all'arco e alle frecce io possa ottenere l'entusiasmo, il coraggio, la determinazione e la grinta di Marian... e magari anche un tipo come Robin.


found @ Pinterest
"Now and forever, my love"
RH 3x13

25 maggio 2010

Il buono della frutta

Ci sono delle persone che voglio ringraziare.
Persone con cui posso davvero parlare, persone che - anche se hanno i loro difetti e i loro problemi - mi fanno sentire bene. Persone con cui io sono me stessa, e non me ne vergogno. Persone con cui non penso prima di parlare, ma lascio che i miei pensieri vadano dal cuore alle labbra, senza temere il loro giudizio.
Sono diverse, diverse come un fresco frutto esotico che ti fa pensare alla spiaggia e ad un limpido mare blu, e come un frutto di bosco dolce, che cresce in una quieta foresta secolare. Diverse, sì, ma con cui mi sento a mio agio. Estremamente a mio agio.
Sono persone con cui sto insieme volentieri, come se avessero attorno un'aura di profumo buono, pulito, che rende un po' più buona e pulita anche la mia aura.
Sono persone speciali, persone che mi fanno sentire un po' meno sola... anche se le conosco davvero poco. Le conosco poco, e anche da poco. Dopotutto, non sono nemmeno due anni...
eppure c'è qualcosa di speciale in loro, qualcosa che mi fa sorridere anche se ho voglia solo di piangere, qualcosa di profondo e leggero al tempo stesso.
Qualcosa che mi fa dire "accidenti, non volevo andare a lezione e invece sono stata così bene".
Perchè nonostante il mostro Milleocchi, che riempie gli incubi di tutte le notti, ci sono delle ragazze che mi rendono la giornata più leggera. Nonostante tutto.
Devo ringraziare due persone per questo. Magari non leggeranno nemmeno questo blog... ma se mai lo dovessero leggere vorrei solo dire loro che questo blog è un abbraccio, e un grazie, un grazie di cuore, di quelli che non dico perchè se li dicessi dovrei spiegare perchè... e non mi va di farlo. Quindi grazie, ragazze, perchè rendete vivibile la mia giornata.
Una giornata che sa di cocco e di lampone.


(c) A Beautiful Mess

22 aprile 2010

Where dreams begin ★ Belle


Belle


Non c'è nessun cartone bello quanto la Bella e la Bestia.
Io adoro profondamente questa storia. Per prima cosa adoro Belle.
A parte il fatto che è l'unica, tra le principesse, ad essere castana e ad avere gli occhi verdi (non capisco perchè la Disney ha deciso di dedicare ai cattivi gli occhi verdi!), ma è davvero molto simile a me. Molto molto semplice, e non nello stile "servile" di Cenerentola, che fa un po' pena fin dall'inizio del film, ma semplice nel senso che lei è proprio così, azzurra e bianca, come il suo vestito.
Ovviamente la cosa che preferisco è il fatto che divora i libri, che legge e si perde nelle sue fantasie senza lasciarsi nemmeno sfiorare dal mondo che la circonda, tanto che la gente la trova strana. Ma a furia di credere nelle sue fantasie ci si ritrova dentro, tanto che alla fine diventa una principessa vera.
Beh, io non sempre ho fisicamente il naso in un libro, ma mentalmente sono sempre sulle nuvole, quindi per questo la adoro. Ma a prescindere dal meraviglioso personaggio di Belle, principessa tra le principesse secondo me, ci sono trecento cose speciali in questo film.

Per prima cosa non avevo mai notato prima che Belle accetta di vivere per sempre con la Bestia per salvare il padre, ma non accetta di sposare Gaston per lo stesso motivo... e sposare e vivere per sempre con qualcuno non sono tanto diverse come cose. Forse perchè la Bestia era meno raccapricciante di Gaston? Dopotutto lei l'aveva visto brutto e basta: non era la bellezza che guidava le sue scelte. Infatti è solo quando scopre che la Bestia è cattiva che decide di andarsene.
Tra la Bestia e Gaston ci sono un sacco di analogie: penso proprio che, prima dell'incatesimo, la Bestia era una specie di Gaston, solo molto peggio dato che era un principe e quindi pensava che comandare fosse un suo diritto. Quando gli è stata tolta la bellezza si è reso conto del suo pessimo carattere e ha potuto modificarlo... e allora una ragazza si è innamorata di lui, anche se non era bello e non era principe, ma era solo gentile. Altra prova a favore del fatto che l'apparenza conta davvero poco.

Poi mi piace un'altra cosa: la Bestia, abituata a comandare, a ordinare, a obbligare la gente (come Gaston con Belle!) lascia Belle libera, perchè la ama.
Amare vuol dire lasciare andare colui che ami, perchè quando torna indietro sai che è perchè anche lui ti ama. Amare non vuol dire ricattare e obbligare qualcuno a stare con te perchè tu così potrai essere felice... amare vuol dire lasciare andare, e riacogliere a braccia aperte quelli che torneranno, senza rancore per quelli che invece hanno deciso di andarsene per la loro strada.

E - ultima cosa ma non per questo meno importante - questa storia insegna che non importa quanto tu possa apparire orribile agli occhi degli altri: quando fai innamorare qualcuno di te, questa persona ti vedrà bellissima... come se un magico incantesimo si spezzasse e ti trasformasse per sempre in un bellissimo principe (o principessa).
E come può riconoscerti, quando cambi così tanto il tuo aspetto? Ma guardandoti negli occhi.
Perchè tutto in te può cambiare, ma gli occhi no. Puoi diventare mostruoso o bellissimo, non importa: i tuoi occhi saranno sempre gli stessi, perchè sono te.
E attraverso gli occhi azzurri di Adam, Belle rivede la Bestia... anche se non ha più le zampe e le zanne. I suoi occhi sono gli stessi. I suoi occhi, il suo cuore, la sua anima, sono gli stessi. E Belle capisce che Adam è la persona che ama.

Non rendere i sogni la tua vita. Rendi la tua vita un sogno.
Non conta come sei, ma quello che sei.
Amare significa lasciare liberi.
Quando è amata, perfino una Bestia diventa un Principe.
ttraverso gli occhi si vede chi sei davvero.
(c) Pinterest

28 marzo 2010

Queen Elizabeth vr.

(c) shootgardening
La rosa del logo di questo mese è una rosa bianca della specie Queen Elizabeth. No, non sono improvvisamente diventata un'esperta di botanica... ma adoro i fiori. E in particolare le rose. E in particolare quelle bianche. Così, un pomeriggio in biblioteca, mi sono fermata a sfogliare un libro sulle rose, per leggere i nomi. Sono arrivata al paragrafo delle rose bianche, e quella con questo nome mi ha colpito.

Per capire perchè mi abbia colpito bisognerebbe andare a leggere una delle mie storie... fra tutte, credo, è la mia preferita. Non perchè sia particolarmente bella o orginale (anzi, è solo una fanfiction), ma perchè la protagonista - ingenua, fantasiosa, imbranata, sensibile e, diciamocelo, anche un tantino complessata - rispecchia mille lati di me, quelli che possiedo e quelli che vorrei avere. E sì da il caso che io l'abbia chiamata Elizabeth.

Beh, adesso non sto qui a raccontare la storia perchè ci sono voluti mesi per scriverne tutti e trenta i capitoli, ma la sostanza è che questa ragazzina piena di paure alla fine diventa una giovane donna coraggiosa. Viene perfino eletta regina, accanto al re più magnifico che avesse mai potuto sognare.
Da qui il nome "Queen Elizabeth".

E cosa c'entri Elizabeth con le rose bianche... beh, queste sono parole del suo compagno di avventure:

- Tu mi fai pensare a una di queste rose. Una bianca, a dire la verità. - Disse lui, avvicinandosi alla siepe e odorando un altro fiore, per evitare il mio sguardo. - Così delicata, così timida nel suo candore... eppure profumata, bellissima, perfetta come tutte le altre. Chissà perché, però, gli uomini preferiscono le rose rosse. -

E questo è quanto. Il rivale in amore del suddetto principe, infatti, le regala rose rosse. Rosso passione, rosso sangue, rosso rovente come i suoi sentimenti verso di lei... Elizabeth detesta il rosso.
Lei ama il bianco. Il bianco della sua innocenza, il bianco del candore, della purezza e dell'ingenuità che aveva quando era bambina, e che lotta per mantenere anche adesso che sta diventando grande... Quella semplicità che spera di mantenere mentre aspetta che arrivi un principe dai capelli dorati. Un principe che si renderà conto che una rosa bianca ha lo stesso dolce profumo di un'appariscente rosa rossa.

19 marzo 2010

Di foglia in foglia, di ramo in ramo

Non era un musical. Non era un'avventura. Non era una favola.
Era realtà.

Era vera la voce del Principe Giovanni, che non veniva dalle casse ma proprio dalle sue labbra, dal suo corpo, a meno di un metro da noi.
Era vero lo Sceriffo di Nottingham, decisamente perfetto nel suo abito di scena e che recita e canta benissimo. Lo dico sempre io che per fare il cattivo ci vuole davvero talento.
Era vero Manuel Frattini, che piroettava, saltava e cantava con una voce pura e cristallina che echeggiava ovunque, con il suo arco a tracolla e un talento che non ho mai visto in nessun Robin Hood, nemmeno in Kevin Costner, per quanto sia un Robin Hood davvero niente male.
Erano veri tutti i ragazzi del corpo di ballo, quando nel silenzio qualcuno dal pubblico ha gridato "bravo" e a tutti è venuto un sacco da ridere, anche se era una scena piena di phatos.
Era vera la divertentissima Tata, che solo per la sua presenza sul palco ti trasmetteva tutta la sua pasione per quello che stava facendo. Senza di lei il musical non sarebbe stato lo stesso!
Era vera la giovane ballerina dai lunghi capelli bruni innamorata di Robin, la carinissima Nuvola, che stava seduta sul bordo del palco e guardava la ragazza bruna seduta nel pubblico davanti a lei e le diceva con gli occhi che proprio non le poteva sorridere, anche se l'avrebbe tanto desiderato. Era così vera che era impossibile non emozionarsi quando la scena si è conclusa con la voce di Robin che le diceva: "Buona fortuna, anima mia."

Era vera Lady Marianna, con la sua rosa bianca, il suo vestito candido e la sua voce argentina. Era così vera che per un attimo il cuore si è fermato. Era vera. Ed era lei: la meravigliosa cantante dagli occhi azzurri che per dieci anni è rimasta indelebile nel nostro cuore, nonostante il tempo sia trascorso e tanti visi l'abbiano soppiantata alla televisione.
Era vera quando si è inchinata al centro del palco, ha preso i suoi applausi, e gettando un bacio sul pubblico ha posato un sorriso su di noi.
Su noi due. Davvero.

... e assieme alla deliziosa Nuvola, che con l'arco di Robin decide di cercare la sua strada, anche io sono tornata a casa con nel cuore la convinzione che la vita non bisogna accettarla così com'è, ma bisogna renderla quello che vorremmo. E questo me l'ha insegnato Valeria, che è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: fare della sua vita un'opera teatrale.



12 marzo 2010

Where dreams begin ★ Ariel

Prima puntata di questa serie di ritratti di principesse Disney. Iniziamo dal film che ho visto oggi....


Ariel

Diciamo pure che, dopo Belle, è la mia preferita.
Per capire cosa amo di lei, bisogna sapere che Tritone non capisce cosa sono gli umani. Lui li odia a prescindere, perchè pescano i suoi pesciolini. Per l'amor del Cielo, ha ragione, ma resta fisso sulle sue posizioni tanto da arrivare a perdere sua figlia.
Come tutti i padri fissi sulle loro opinioni, che vorrebbero i loro figli con le loro idee politiche/religiose/morali e che li vorrebbero vedere seguire i propri passi, Tritone non ammette i cambiamenti.
La piccola Ariel, d'altronde, è proprio l'incarnazione delle nuove generazioni. Non si fa condizionare dal passato, vuole sperimentare sulla sua pelle, e non le importa ciò che dice suo padre: lei non demorde. Questo è ciò che mi piace di lei.
Suo padre non accetta quella parte di mondo? E a lei non interessa, lei la ama comunque.
Lei combatte per le sue idee, cerca di fargliele capire, e se anche lui non ci riesce, lei non cede.
Ma non è finita qui.
Il divieto di amare Eric obbliga Ariel a schierarsi con i "cattivi"... e quante volte questo succede nella vita reale? Quando si obbliga qualcuno a nascondere la sua vera identità, prima o poi questo qualcuno si ribella e andrà a finire proprio tra le braccia di quelli da cui lo si voleva proteggere.
E allora ci si chiede se, forse, non era meglio starlo a sentire prima di vederlo vendersi alle cattive compagnie.

Infine, un'ultima riflessione: Eric si innamora di Ariel quando lei lo salva. E la ama davvero, la cerca, la pensa, la sogna.... e non appena la vede, la riconosce. Tuttavia, il suo cuore - che dice la verità - viene azzittito dalla ragione, quando scopre che la bella ragazza dai capelli rossi è muta, e non può aver cantato per lui. Pare che le speranze della nostra Sirenetta siano finite...

Ma, muta o no, Eric se ne innamora lo stesso, tanto che alla fine Ursula è costretta a intervenire in prima persona per impedire che Ariel abbia il suo lieto fine.

Questo per dire due cose.
Primo, che certe volte il nostro cuore dovrebbe prevalere sulla testa. Non per forza la cosa più logica è anche la più giusta. Soprattutto quando si parla di sentimenti.
Secondo, che bisogna essere sé stessi. Perché nonostante sortilegi, malefici e piani diabolici, Ariel era riuscita comunque a far innamorare Eric. Anche senza la sua voce, anche senza avergli detto che era lei che lo aveva salvato.



Combatti per le tue idee.
Non gridare. Ascolta.
Certe volte segui il cuore, e non la testa.
Se sei te stesso il vero amore ti riconoscerà di sicuro.


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28 febbraio 2010

Lyra

Ieri sera sono andata a letto molto tardi. Era quasi l'una.
No, niente bagordi con gli amici, discoteca o cinema.
Ero in pigiama, rannicchiata sulla poltrona, e mi sono lasciata prendere da un libro fino a finirlo, facendo le ore piccole.

Il libro era La Bussola D'Oro, di Philip Pullman

Che io sia malata di libri fantasy, è una cosa che si sa. Ma questo, questo è stato un'altra cosa. Non pensavo che dopo vent'anni di lettura accanita io potessi ancora piangere e ridere su un libro. L'ultima volta ci era riuscito Tolkien, che non è proprio il primo che passa.

Ricalcato sulle storie greche, una via di mezzo tra Eneide e Odissea, con tanto di "ananke" che regna su tutto, e con quelle similitudini tanto epiche...

....come l'onda che dal mare si alza e invade gli scogli... così l'orso si abbattè sull'avversario....

E per fino il nome della "bussola": aletiometro.
Perfino per una classicista fallita come me il nome voleva dire "misuratore di verità".

Ma la cosa più interessante era che, mentre Lyra scendeva a vari livelli di interpretazione per capire cosa l'aletiometro voleva dirle, anche io scendevo nella storia. E il semplice "fantasy" diventava una metafora della vita, così come la clessidra sulla bussola poteva essere il tempo o la morte. Era magico. Era come stare dentro al libro, invece che fuori.

Atroce, poi. Atroce come solo una scena di un campo di concentramento può essere.
Bambini che non sanno dove sono, e viene detto loro che sono solo lì per un "esperimento", ma a cui viene tolta l'anima. Ricorda le "docce", e le camere a gas... e anche un po' Dark Angel...

E l'esperimento è quello di spezzare il legame tra loro e il loro daimon, la loro anima. E se togli l'anima a una persona quello che rimane è un essere che non vive. Esiste e basta.

Senza contare che c'è chi l'anima se la costruisce, e chi invece ne sogna più di una, perchè ha tutto quello che può desiderare, e allora vuole quello che non si può comprare.

No, non è affatto un libro per bambini.

No perchè assieme a Lyra io tenevo stretto il mio daimon, mentre lei entrava in quella stanza con la ghigliottina. No, perchè io tenevo stretto con lei il mio migliore amico mentre la slavina precipitava. E perchè con lei ho varcato il ponte tra gli universi, per scoprire cos'è la Polvere.


(c) Pinterest

12 febbraio 2010

Welcome

Sdraiata su un prato e circondata dai fiori.
Un semplice abito rosa, lungo fino alle caviglie, leggero.
I piedi nudi sono accarezzati dalla fresca erba chiara, mentre tutto attorno colorate corolle spandono un profumo così dolce che quasi stordisce.
I lunghi capelli color miele sono sparsi sul prato. Gli occhi verdi guardano il cielo.
Miliardi di scintille d'argento nel velluto blu della notte primaverile.
La polvere di stelle che brilla nel cielo spande la sua luce d'argento liquido sul giardino fiorito
e - all'improvviso - il mondo diventa magico.
Io apro gli occhi e inizio a sognare.

(c) Keyade