02 agosto 2017

Recensione ★ Storie di colori

Sono passati più di due anni da quel fatidico 2014 in cui è stato indetto il concorso "Storie di colori" a Trichiana. Trichiana è un paese piccino piccino nel Bellunese... però ha questa bellissima manifestazione letteraria, per cui ogni anno indice un concorso letterario per racconti inediti. I dieci racconti finalisti, tra quelli arrivati alla giuria, vengono poi stampati in una piccola raccolta (quest'anno il tema era "Ritorno alla terra"... mi devo ricordare di questa iniziativa per la mia 101 in 1001!)
Trovare una raccolta di autori italiani per la challenge di Vale mi sembrava una cosa impossibile, poi mi sono ricordata che su uno scaffale della libreria c'era una di quelle antologie, mai letta. Quale occasione migliore?

Storie di colori
 di  autori vari

 
Nove storie, nove colori.
I colori dei pennelli sulle tele di Monet, Cezanne e Picasso. I colori della pelle di uomini e bambini, il colore dei loro sogni e sentimenti, delle loro filosofie di vita, il colore di qualcosa per cui battersi... o contro cui battersi. Il colore di un palloncino rosso o di una rosa rossa, il viola dei glicini e dei lillà, ma anche quello dei lividi e della nostalgia.
Nove racconti per il concorso "storie di colori", in cui un colore - o mille o nessuno - sono solo il modo di rendere visibile qualcosa che non lo è, di descrivere qualcosa che non si può raccontare a parole.


Non avevo mai letto questa raccolta di racconti, nonostante stazionasse sulla mia libreria da tre anni... in realtà nel giro di un paio d'ore l'ho iniziata e finita, perchè i racconti sono brevi e scorrevoli. In più - come la maggior parte di voi avrà notato - in questa raccolta ci sono solo nove racconti, a dispetto dei dieci previsti. Questo perchè pochi giorni prima della pubblicazione della raccolta una delle partecipanti ha pubblicato il suo racconto, e questo l'ha esclusa dalla premiazione.

Il racconto vincitore è anche secondo me il più bello. L'ho trovato migliore degli altri in tutto: aveva lo stile più fluido e scorrevole, l'idea più brillante e la maggiore coerenza rispetto al tema, interpretato in modo magistrale. La storia è ambientata al MoMa, e ruota attorno al "bagnante" di Cezanne e a una delle "demoiselles d'Avignon" di Picasso. Mi è piaciuto moltissimo come ha reso l'interazione tra questi personaggi e il modo in cui prendevano vita fuori dalla tela. In tutto e per tutto era il racconto più bello, meritava davvero la vittoria.

Degli altri, devo ammettere che non me ne è piaciuto nessuno in particolare. Solo uno mi è piaciuto un pochino: è la storia di una ragazzina allontanata da un padre manesco, che mentre vive in comunità prova a descrivere come si sente tramite i colori: il rosso dell'agitazione, l'arancione dell'allegria, il bianco del vuoto... Ecco, questo racconto mi è piaciuto, l'ho trovato dolce e delicato, abbastanza verosimile e anche positivo, sereno, nonostante partisse da una base molto triste.

La cosa che più mi ha colpito di questa raccolta, infatti, è che i racconti arrivati in finale erano per la maggior parte di quel politically correct costruito ad arte perchè tu non possa dire che non ti piace. Perchè in fondo nessuno se la sentirebbe di scartare una storia che è una denuncia di razzismo, guerra o violenza. Mi sono chiesta se tutti i racconti in gara avessero avuto questo taglio, e se questi fossero stati i migliori... o se questi fossero stati decretati i migliori proprio per il loro impegno in qualche modo "sociale". In una frase, queste erano le nove storie:
  1. il bagnante di Cezanne aiuta una delle Demoiselles d'Avignon a realizzare il suo sogno di essere "vera" e non più un quadro cubista
  2. un bravo ragazzo, sognatore e amante della giustizia, abbandona la sua etica e le sue certezze per diventare un malavitoso, in nome dell'amore di una donna che per anni gli ha nascosto di essere a capo della malavita organizzata
  3. un ragazzo senegalese rischia di finire in prigione per colpa di un poliziotto razzista, solo per essere intervenuto in una rissa per salvare il suo migliore amico italiano
  4. un bambino fugge dalla guerra e prima di riuscire ad arrivare al sicuro in Italia vede la guerra, le bombe, i campi profughi, le carrette del mare... e vede morire la mamma, il papà e la sorellina
  5. una storia di violenza e povertà raccontata dagli occhi di più personaggi, tra cui una moglie succube di un marito violento e un venditore di rose indiano che viene maltrattato solo per il colore della sua pelle
  6. una donna subisce stalking e violenza e perde la visione dei colori del mondo, cercando di riprendersi la sua vita aiutando donne come lei
  7. una ragazzina tolta a un papà violento che la maltratta vive in comunità fino all'arrivo di una famiglia affidataria
  8. una bambina cieca di cinque anni maltrattata dalla sorella maggiore cerca di conoscere i colori grazie all'aiuto del fratello, ma dopo l'abbandono del padre ben presto deve dire addio a una madre dal delicato equilibrio psichico
  9. una ragazza si ritrova in bilico tra prendere una decisione definitiva o tirarsi indietro per paura
Come vedete, solo due racconti su nove non parlano di violenza o guerra o razzismo o pregiudizio...  o tutte quelle cose tristissime che permeano giornali e vita quotidiana. Tutti questi racconti lasciavano addosso tristezza, amarezza e sconforto. In più nessuno spiccava, secondo me, per stile o proprietà di linguaggio... in alcuni casi (per esempio quello della bambina di cinque anni), i personaggi non parlavano nè si comportavano rispettando la loro età.
Sinceramente da una raccolta "storie di colori" mi aspettavo molto di più, e soprattutto pensavo di vedere molti più colori e molto meno la loro mancanza...



Si giudicherà di te seguendo il colore delle tue tracce.


Stelle: 2/5

01 agosto 2017

Recensione ★ Eleinda - una leggenda dal futuro

Finalmente riesco a leggere questo libro! Dopo aver pubblicato la Cover Reveal e il Blogtour di lancio, ecco qui la recensione del libro di Vale! Lietissima di averlo letto!

Eleinda - una leggenda dal futuro
 di  Valentina Bellettini

Ad Eleonora sembra di vivere una vita che non le appartiene. Il tran-tran di una città moderna e tecnologica, ma fredda e distante; un coinquilino che si ritiene bello e brillante ma che risulta solo fastidioso; una solitudine amplificata dai mezzi di comunicazione. Tutto cambia quando l'ennesimo tentativo di abbordaggio del suo ospite sfocia in un inaspettato tesoro: l'ultima trovata della E.T. sono infatti i Migliore Amico, cuccioli geneticamente modificati di animali più o meno feroci. Ma quello che Eleonora trova nell'uovo preso per lei da Davide è nientemeno che un drago dalle scaglie viola. Da quel momento, Eleonora non si sente più sola: Indaco - questo il nome scelto per il drago - sarà solo l'inizio di una rete di legami, viaggi e avventure che cambieranno la vita di molte persone.

Sono davvero contenta di aver letto questo libro, e altrettanto contenta di averlo apprezzato così tanto!

Innanzitutto sono felice di aver trovato finalmente un libro self-published degno di essere letto. Finora i libri autopubblicati (ma non solo, ci tengo a specificarlo) che avevo letto erano tutti finiti sullo scaffale delle due stelle... sfiorando appena la sufficienza. Sono contenta di aver trovato un buon libro autopubblicato di un autore emergente, alla fine!

La cosa che mi è piaciuta di più di questa storia è stata l'arte che Vale ha dimostrato nell'intessere la trama, e la sua passione e la sua dedizione per quanto riguarda ricerche e fonti. L'idea di ridare ad Indaco la sua dignità di drago con una caccia al tesoro tra le mille leggende su queste bestie mitologiche è originale e brillante, e rende la storia molto realistica e ritmata!
L'altra cosa che ho adorato e per la quale questo libro merita una lettura è sicuramente il rapporto tra Eleonora ed Indaco. Sebbene siano una ragazza e un drago, quello che li lega è descritto in modo così delicato e perfetto, dolce e reale e vero e tutto! Mi è piaciuto in un modo che non riesco a spiegare, trovo che sia riuscita a descrivere una cosa indescrivibile come l'amore, quello vero. Ecco tutto.

L'altra cosa che ho adorato - ma che magari poi è piaciuta solo a me - è l'E.T... perchè mi ha ricordato un sacco il Team Rocket! I ragazzi degli anni Novanta come me di sicuro si ricordano questa banda di scemotti con le tutine tutte uguali, che si sentivano dei duri ma che erano goffi e imbranati... ecco, i sottoposti della E.T. mi hanno fatto proprio lo stesso effetto! E poi anche qui c'è il boss, un capo cattivo... e lui cattivo per davvero!

Alcune altre piccole cose non mi hanno convinta, per cui non ho potuto dare cinque stelle a questo libro. La cosa che ha influito più di tutte sul mio giudizio è stata sicuramente l'ambientazione: dai discorsi di Eleonora a volte sembra un mondo molto più futuristico di quello che emerge dalle descrizioni!
Provo a spiegarmi con un esempio (ma non so se ci riesco XD): lei parla della vita nella fattoria come di un mondo ormai perduto, però nel resto della storia non emerge una grande tecnologia, a mio parere. A parte qualche gadget come il giacchetto termoregolatore e l'atlante interattivo, o i robot come camerieri, Eleonora viaggia ancora in tram e vive una vita abbastanza normale. Un esempio abbastanza calzante è la sera di Capodanno trascorsa in discoteca: un ultimo dell'anno nel futuro me lo immagino più silent disco con pasticche sintetiche coi sapori dei cocktail che come è ora, nel 2017. Poi appunto, sono solo mie idee, lungi da me l'idea di decidere io come bisognava costruire il mondo di Eleinda... è solo che vedere uno spettacolo di cavalieri medievali in una discoteca, la notte di Capodanno di un futuro imprecisato... mi è sembrato un po' strano!

Sono sicura che la saga di Eleinda ha del potenziale, perchè lo stile di Vale è davvero fluente, le sue idee brillanti e la sua capacità di costruire la vicenda impeccabile... e per questo spero davvero di poter dare cinque stelline al seguito (soprattutto perchè va ad indagare meglio la natura dell'amore tra Eleonora ed Indaco, che mi ha davvero intrigato in questo romanzo...)!


La maggior parte di loro non mi vede perchè non crede più a nulla.


Stelle: 4/5

28 luglio 2017

5 cose che ★ Libri che leggerei solo per la copertina

Celapossofare a tornare sul blog. Me l'hanno detto.
Ma niente chiacchiere, oggi si posta!

La puntata di oggi prevede la scelta di cinque libri che si vorrebbero leggere solo per la bellezza della loro cover. Perchè dai, guardiamoci in faccia, lettori. La trama, i personaggi, lo stile... è tutto importante. Ma non possiamo negare che quando una bella storia sta dietro una bella copertina, è tanto di guadagnato. Se poi siete gente che ama letteralmente "collezionare" i libri, allora capirete quanto una buona copertina può fare la differenza tra comprare un libro o prenderlo in biblioteca (o in ebook...).



5 libri che vorrei leggere solo per la bellezza della loro cover

 


Allora, ho cercato di scegliere proprio le cinque copertine che mi hanno fatto aggiungere i libri in wishlist senza neanche leggere la trama!

The Queen Of the Tearling l'ho già comprato e devo dire che è valso ogni Euro speso! Non solo la copertina è stupenda, con quei dettagli in oro... ma all'interno le pagine sono effetto pergamena, con la carta colorata ed effetto antico sui margini! Capite cosa intendevo con libri da "collezionare"?

The Midnight Sea ha dei colori che adoro e una grafica veramente magica e preziosa, spero davvero che la trama regga il confronto con la copertina!

Dei Cieli di Tabula mi è piaciuto molto l'effetto un po' sognante dell'illustrazione di copertina... questo libro è piaciuto molto a Rowan, quindi credo che piacerà anche a me. Per il momento mi sono lasciata affascinare dalla bellissima cover!

La Profezia di Lothloriel mi ha incantata perchè - un po' per la grafica, un po' per il titolo - mi ha fatto pensare a Tolkien. Spero davvero di riuscire a leggere presto questo libro, perchè sono divisa tra la voglia di scoprire com'è e il timore di esserne delusa!

Per finire c'è un "fuori quota", perchè in mezzo a tutti questi epici fantasy, ho scelto un romanzetto rosa che si preannuncia molto banale e prevedibile: When It's Real. È la classica storia della brava ragazza un po' sfigata e bruttina che finisce tra le braccia del cantante superfamoso e superfigone. Ma la copertina di questo libro è così bella che mi sono detta che magari potevo anche dargli una possibilità, no? (Mi sento come quando cerchi di non vedere i difetti di un ragazzo con cui stai uscendo solo perchè è davvero carino!)

... e con questo abbiamo concluso! Ma siccome penso che l'interno sia sempre più importante dell'esterno (in tutti i campi!), se qualcuno di voi ha letto questi libri e ha voglia di lasciarmi una riga di consiglio ve ne sarò grata!

E se avete partecipato a questa rubrica, lasciatemi il link e verrò a leggere! Buon tutto! c:

:: 5 cose che... è una rubrica del blog Twins Books Lover. Per più info cliccate qui. | photo © ::

24 luglio 2017

Non è tempo per noi

Non so proprio come iniziare questo post di sconforto.
Era tanto, tanto tempo che non scrivevo un post per mettere nero su bianco la mia sensazione di essere ad un bivio in cui tutte le strade tornano indietro, riportandoti ogni volta al punto di partenza come in un enorme, ridicolo, gioco dell'oca.

Fai l'università e impari due robe, okay. E poi subito ti rendi conto che non ti è servito ad un cavolo, perchè come fai ad usare quelle due robe che hai imparato? Non puoi certo cercare il lavoro nel campo in cui hai studiato, perchè mica puoi rinunciare a battere tutte le strade. Non puoi certo permetterti il lusso di cercare solo nel tuo campo, e solo il lavoro che pensi di saper fare. Provi tutto, e mandi curriculum dovunque ti sembra che il tuo profilo sia minimamente spendibile.
E alla fine ti ritrovi, di solito, a fare un mestiere che non sai fare... e che forse non hai nemmeno la stoffa per fare. Perchè se io ho studiato da assistente sociale, è perchè io mi sento assistente sociale. Posso fare la contabile, l'amministrativa, l'educatrice, la tutor... ma non sarà mai come esserlo.
Ma tanto l'assistente sociale non la puoi fare. Di posti ce ne sono pochi. A quei pochi ti candidi, certo, ma tanto poi non ti risponde nessuno.
E quindi nel mentre cosa fai? Cerchi altro. Una cosa che non hai mai fatto, che non sai fare e che non ti riesce neanche tanto bene. Ma stringi i denti e tieni duro, perchè tutto sommato è un lavoro vero, perchè i colleghi ti piacciono, è un bel posto e in fondo è anche abbastanza sociale... ma poi ti accorgi che non ti basta. Non ti basta perchè quando ti assale il senso di sconforto e fallimento davanti a persone che lasciano a metà i loro percorsi ti chiedi se forse è il lavoro per te. Se l'hai fatto bene... o se in fondo si può farlo bene, in qualche modo anche diverso dal tuo.
E ti chiedi se forse quei due anni di esperienza che servirebbero - e che tu non hai - cambierebbero davvero le cose... o se è semplicemente che quello non è il posto per te.
Ma come ho detto, non è il momento di scegliere. Non si può scegliere, al giorno d'oggi.
E così, mentre ti piange il cuore, cerchi di convincere l'ennesimo tirocinante a tenersi il tirocinio.
Anche se lo sai, e lo capisci (e vorresti dirglielo, ma non puoi), che è ingiusto prendere così poco. Ma sai altrettanto perfettamente (e questo glielo dici) che adesso il mondo è così. In questo momento non puoi fare diversamente. In questo momento anche 400€ al mese per 30 ore settimanali sono manna dal cielo, e che rifiutarle non è una idea brillante. Non troverai di meglio. Ti devi accontentare.
E quando riattacchi, ti piange doppiamente il cuore, perchè sai che è la verità.

Sai che vale per lui, ma vale anche per te stessa. Perchè non puoi scegliere un lavoro in nessun modo. Non puoi scegliere il luogo, la mansione, l'orario e nemmeno lo stipendio. Se c'è uno straccio di persona che ti offre due soldi e una riga da mettere sul curriculum la devi accettare.
Perchè se non la accetti non fai esperienza. E senza esperienza non ti assume nessuno.
Perchè se non accetti qualunque cosa ci saranno sempre altri ad accettare al tuo posto, e quindi non c'è margine di contrattazione. Perchè se non accetti i tuoi genitori ti diranno che sono stufi di mantenerti, che devi alzarti dal divano e cercarti un lavoro.
E quindi accetti. Qualunque lavoro. Qualunque stipendio.
Sapendo che stai lavorando male perchè non sai farlo, quel mestiere, e perchè non sei tagliata per farlo. Ma sapendo altrettanto bene che non ci sono altre strade, davanti a te. E che dovrai accettare qualunque cosa che ti viene offerta, in nome di una speranza, di un futuro, di un progetto che vuoi costruire. Stringi i denti, sperando che magari, forse, un domani tutti i tuoi sforzi saranno ripagati.

Ecco, io questa speranza ancora non l'ho persa del tutto. Io continuo, comunque, ostinatamente, a lavorare dovunque io mi trovi perchè confido che prima o poi tutta questa fatica che io e tutti gli altri trentenni d'Italia stiamo facendo ci dia una piccola ricompensa. Che ci permetta di costruirci un futuro e una famiglia, una vita. Che il tempo che abbiamo dedicato per anni a lavori sottopagati, sottostimati, che non ci piacevano, che non sapevamo fare e che abbiamo dovuto accettare per forza si trasformi finalmente in tempo per noi.


05 luglio 2017

Eleinda: Release Party!

E dopo la Cover Reveal di qualche tempo fa (qui il post), finalmente posso annunciarvi che oggi - 5 luglio 2017 - esce il primo volume di Eleinda - Una leggenda dal futuro! Per festeggiare questo evento, Vale ha organizzato questo Release Party, a cui sono felice di partecipare con altri quaranta blog!

Valentina aveva già pubblicato questa storia nel 2014... ma questa è la versione pro, 2.0, evoluta o come volete chiamarla voi. In pratica non solo è 100% self-published, ma contiene anche parti inedite! Per cui, che l'abbiate letto o no, vale la pena dargli un'occhiata!

Per chi non avesse letto il post precedente, ecco una breve trama di questo bel libro Sci-fi/Paranormal romance/Urban Fantasy:

"Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita. A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua.
Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale. Amata.
Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio della European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge. Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E.T. a Milano. Vuole stare con lui, perché da quando lo ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso. Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
È disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale. Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani. Né uomini né draghi sono al sicuro."

Potete trovare questo libro sia in formato cartaceo (12,70€) che in eBook (2,99€).
Qui il link per l'acquisto su Amazon: cliccami tutto!

Come avevo già scritto nel post del Cover Reveal,  invece il prequel La vita prima della leggenda è gratuito ed è subito disponibile a chi si iscrive alla newsletter del sito di Vale!


.... e se ancora non dovesse bastarvi tutto questo per convincervi a dare almeno un'occhiata al link per l'acquisto, ecco un breve estratto dal libro!

L’ultimo tac e con entrambe le mani sollevò delicatamente il coperchio. 
Una nebbia densa, blu come la notte e che sapeva di zolfo, le avvolse il viso; la spazzò via facendosi aria con la mano. Poco alla volta, fu in grado di vedere e riconoscere i contorni del soggetto. 
In mezzo allo sfondo scuro della scatola, c’era un colore che brillava riflettendo la luce esterna: un pelo, un piumaggio, non seppe identificare subito cosa fosse, ma splendeva come un gioiello ed era di un azzurro violaceo, lo stesso colore che appare nell’arcobaleno quando il cielo è terso di nuvole; era di colore indaco.  
Il cucciolo era sdraiato in posizione fetale e non accennava un minimo movimento; Eleonora era ugualmente immobile.  
Davide, invece, era andato a sistemarsi, lavarsi i denti, profumarsi, e a truccarsi occhi e sopracciglia. 
Lui era frenetico mentre la ragazza fissava la creatura. 
Tanto tempo e ancora non aveva capito cosa fosse. Stava raggomitolato come una pallina: “Un gatto? No, direi proprio di no”, pensò. Lì vicino c’erano delle scorie, frammenti di un uovo che si era schiuso al momento della nascita. Per capirne di più, la ragazza allungò un dito per toccare lievemente il cucciolo: era umido nonostante il calore dell’incubatrice, e la sua pelle era dura e compatta, ma cedeva a tratti, squamosa. “Un pesce? Impossibile”, pensò. D’altronde non c’era acqua. 
Si decise ad accarezzarlo con tutta la mano, e fu allora che il piccolo accennò un pigro risveglio: alzandosi, rivelò il collo lungo che fino a poco prima cingeva il resto del corpo, poi voltò la testolina verso di lei lasciando scoprire una lunga coda che terminava nella punta con la forma di un cuore. 
A un tratto lui ricambiò lo sguardo e la fissò, come se la stesse studiando. Poi, i suoi occhi acquistarono una strana sicurezza.  
Sei tu. 
E di colpo, tutto cambiò. 
Fu come se il cuore le fosse uscito prepotentemente dal petto; era come se quel blu magnetico avesse attirato l’anima della ragazza, ora sospesa a galleggiare tra i loro due corpi. 
Gli occhi blu della creatura erano di un’espressività tale da sciogliere ogni curiosità, ogni dubbio, ogni rifiuto; erano affascinanti come nient’altro al mondo perché al suo confronto, i laghi erano aridi scavi, e le azzurrite dei sassi opachi. Guardandoli, sembrava come perdere il senso del tempo e dello spazio, si dimenticavano i come, i quando e i perché, e allo stesso tempo si apriva uno spazio infinito, oltre il corpo e l’esistenza stessa, come se ci fosse un intero mondo oltre quegli occhi; una dimensione infinita di onniscienza. Ogni emozione o sentimento si dissolveva perché non c’era mai stata un’estasi tale come in quell’istante. Ogni certezza svaniva perché non c’era mai stata cosa più consapevole dell’intensità di quegli occhi.  
Stava vivendo? Stava sognando? Non ricordava d’essersi mai sentita così, probabilmente era un’emozione nata nell'esatto istante in cui era comparsa quella creatura nell’universo.  
Si guardavano dolcemente, e un po’ alla volta, le pagliuzze verdi degli occhi della ragazza si mescolavano agli occhi blu del cucciolo, come se un pittore stesse prelevando da una semplice tavolozza per intingere un’opera d’arte già ricca e maestosa; il pittore aveva unito i due esseri con un legame invisibile ma percepibile a entrambi.  
Noi siamo l’uno nell’altra.
© Valentina Bellettini

Vi lascio qui sotto i consueti link ad altre risorse utili per conoscere meglio Valentina e i suoi libri. Io appena chiuderò questo post mi precipiterò a iniziare a leggere la storia! Non vedo l'ora!!! 



26 giugno 2017

Recensione ★ Gens Arcana

Bello, bello, bellissimo. Lo so che è banalissimo, ma non riesco proprio a dire altro per descrivere questo romanzo! Cecilia Randall è sempre una garanzia... e da quando ho potuto incontrarla la mia stima per lei è aumentata esponenzialmente!

Gens Arcana
 di  Cecilia Randall

Valiano de' Nieri ha solo vent'anni, ma è già nei guai. Suo padre l'ha cacciato di casa perchè irriverente, irrispettoso e ribelle... e da allora Valiano scappa di borgo in borgo, cercando di sfuggire agli sgherri di suo cugino Folco. Valiano sa di essere ricercato solo perchè è l'unico che può aprire la domus, la camera segreta degli Arcani, che nasconde grandi misteri e grande potere. Sì, perchè i Nieri sono la gens arcana d'Italia: con i loro poteri sanno governare le forze della natura, gli elementali. Valiano non vuole quel posto, non vuole quel potere... ma Folco ha imprigionato suo fratello Angelo e gli ha sguinzagliato dietro Manente, un grande guerriero e un simulacro di terra. Nel frattempo a Firenze si agitano le acque e si inizia a vociferare di una congiura...

Avevo già letto questo libro qualche anno fa, nel mese stesso della sua uscita (quando ancora riuscivo a non avere una wishlist che non starebbe tutta su un Rotolone Regina)... e l'avevo adorato. L'avevo perfino preferito alla saga di Hyperversum, che è pure eccezionale, perchè secondo me fa risaltare l'abilità di Cecilia nella scrittura. Quello che adoro di lei è che riesce a mettere il fantastico nel realistico in modo così naturale che finisci per chiederti dove finisce la realtà e inizia la fantasia! Senza contare che anche rileggendolo mi è successo quello che mi accade ogni volta che leggo un libro di Cecilia Randall: mi ritrovo nel libro e non più nella realtà, vengo totalmente assorbita dalle vicende e mi dimentico di dove sono e di che ore sono (e arrivo in ritardo!!!).

I personaggi di questa storia sono veramente belli, tutti, non riuscirei a scegliere! Istintivamente direi che preferisco Valiano, ma se ci rifletto penso che il personaggio più bello di tutti sia Manente. E ovviamente il ladruncolo di Firenze: lui sì che è tutto un programma! La capacità di Cecilia di rendere realistici i suoi personaggi immaginari è assolutamente la cosa che più ammiro (e un po' invidio) di lei. Io non sono così brava a rendere verosimili i personaggi che invento!
In questo romanzo poi ci sono epiche lotte degne di Tolkien, che però non annoiano mai e non stufano. Sono descritte con dovizia di particolari, ma in modo così fluido che invece di leggerli finisce che te li vedi scorrere davanti agli occhi come se fosse un film. E ovviamente l'elemento magico - tutto il mondo magico - che lei si è inventata è così preciso e privo di incongruenze che davvero, davvero, non ho parole per descriverlo.

Anche se Cecilia Randall è molto più famosa per la saga di Hyperversum, che conta ormai cinque libri, e che ho letto (quasi) tutti i suoi libri, devo dire che questa piccola perla poco considerata è ancora la mia preferita: per la sua originalità, per i suoi personaggi così particolari e soprattutto per l'ambientazione: una Firenze rinascimentale così realistica e meravigliosa che ogni volta mi fa venire voglia di poter tornare indietro nel tempo!

Quello che rimane è che lei è un'autrice piena di talento, che ammiro e stimo (e invidio), e che sono felice di avere incontrata... e che da aprile ammiro doppiamente perchè è reale! :)

«Ora so di cosa siete capaci quando la volontà supera le forze
di questo fragile involucro di carne e sangue.


Stelle: 5/5