15 gennaio 2018

Recensione ★ Veleno d'inchiostro

Quest'estate ho riletto il primo libro di questa trilogia, ieri ho terminato questo secondo romanzo. Ammetto che avevo già letto anche questo... ma non me lo ricordavo bene. In più non ricordavo nemmeno perchè ai tempi avessi interrotto la lettura della saga. Ora che l'ho riletto me ne ricordo! ||

Veleno d'inchiostro
 di  Cornelia Funke


|| Chi non vorrebbe entrare nel libro che sta leggendo? Meggie, tredici anni e una folle passione per la lettura, sa di poterlo fare. Le basta leggere delle parole, e con la magia della sua voce può trasportare sè stessa o altri in un libro. E non è un libro qualunque, quello in cui desidera entrare: si tratta di "Cuore d'inchiostro", dove sua madre è stata per dieci anni e da dove proviene il misterioso, silenzioso mangiafuoco Dita Di Polvere.
Ed è per raggiungere lui, tornato finalmente a casa, che Meggi ee Farid decidono di entrare nella storia. Quello che non sanno è che la loro presenza ad Ombra stravolgerà le sorti del regno, creando scompiglio tra i vivi e tra i morti. In un mondo dove il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è diventa sempre più sottile.


Siccome tra i miei obiettivi di quest'anno c'è anche quello di concludere un po' di serie iniziate, prima di prenderne in mano di nuove (la sentite anche voi la vocina che dice "non ce la farai!"?) ho proseguito con la lettura della trilogia del Mondo d'Inchiostro di Cornelia Funke. Dopo il primo romanzo - di cui trovate qui trama e recensione - ho riletto anche questo secondo romanzo... riscoprendo perchè non avevo mai desiderato leggere il terzo. Questo libro è ritmato e pieno di azione quanto il primo... forse anche troppo! Le vicende si affastellano una dopo l'altra con grande rapidità e i personaggi non sono mai fermi: le loro strade si intrecciano e si separano, l'azione si sposta di continuo, seguiamo ora un personaggio ora un'altro nei loro continui spostamenti. Questo rende il libro veramente pienissimo di azione, mai lento, mai noioso: ci sono di continuo missioni, messaggi segreti da portare, nascondigli, cattivi da combattere... in questo senso la storia c'è ed è tanta, così come sono davvero tanti (e tutti particolari) i personaggi che la riempiono.

Ciononostante ammetto che, come per il romanzo precedente, non sono riuscita davvero a farmi affascinare da nessun personaggio. Meggie non mi riesce a stare simpatica, Fenoglio mi piaceva ma in questo romanzo lo avrei preso a testate. Per non parlare di Mortimer, che continua a sembrarmi un eroe perchè viene così dipinto dagli altri e non per sua opera...L'unica cosa che mi è piaciuto dei personaggi è l'affetto tra Dita di Polvere e Farid. Quello sì che è vero e palpabile, così profondo che mi è sembrato irrispettoso nei confronti delle loro donne: si volevano molto più bene tra loro che altro! Da una parte è molto bello, dall'altra mi è sembrato che per colpa di questo loro legame speciale il rapporto con le loro rispettive donne fosse veramente tirato per i capelli e poco importante.

Il finale poi mi ha lasciato veramente basita. Non so, non mi ha fatto venire voglia di continuare. Sarà che Fenoglio e Dita di Polvere fanno la fine che fanno, sarà che sono apparantemente di nuovo Meggie e Mortimer a salvare tutti... non lo so, proprio non mi interessa come va a finire la storia. Non provo simpatia per nessun personaggio e per la loro sorte... Però la serie la voglio chiudere e terminare, e in fondo - ma proprio in fondo in fondissimo - provo un pizzichino di interesse per capire se effettivamente questa storia potrà finire bene!


La sete di storie diminuiva se si poteva viverne una?

Stelle: 3/5


10 gennaio 2018

Segnalazione ★ Un amore semplicemente imperfetto

Sono sempre felice di pubblicizzare un autore emergente: da scrittrice sconosciuta apprezzo molto chi decide di "uscire dall'ombra" e far leggere le proprie opere, per cui ospito molto volentieri le segnalazioni di queste anime coraggiose!

Oggi infatti il blog vi presenta un nuovo titolo. Si tratta di Un amore semplicemente imperfetto di Katherine Jane Boodman, in uscita proprio oggi!

Un amore semplicemente imperfetto


E se il destino vi facesse incontrare la vostra anima gemella e poi ve la portasse via per sempre, come reagireste? Dopo la morte del suo ragazzo Andrea si è lasciata andare al dolore, ha trasformato la sua vita in un’apatica sopravvivenza, ma un giorno, per sfuggire ai suoi errori e ai suoi demoni, si trasferisce a Londra dove William Harrington, uomo affascinante, egocentrico ma anche determinato e astuto, decide di assumerla come segretaria. I due si ignorano tranquillamente fino a quando scoprono di non essere poi tanto diversi. Anche la vita di William è stata tramutata tristemente dall’amore, ma al contrario di Andrea lui ha reagito vietando al suo cuore di amare, soddisfacendo ogni suo più piccolo capriccio senza tuttavia legarsi a nessuno.
E' così che ha inizio tra i due un gioco fatto di lezioni e sfide, un gioco che insegnerà ad Andrea a bastarsi, ad amarsi prima di amare e a William a capire che innamorarsi non è poi la cosa peggiore che possa capitargli.
Due storie diverse ma con un comune denominatore.
Due anime solitarie che scoprono di non essere sole contro l’amore.
Due cuori alla ricerca di un nuovo motivo per cui battere.

Come avrete penso dedotto dalla trama, si tratta di un bel romanzo rosa di rinascita e speranza! Per acquistarlo - a soli 2,99€! - potete usare questo link, che vi porterà sulla pagina di Amazon da cui è scaricabile proprio da oggi! Una novità fresca fresca, andate a dargli un'occhiata!

Alla prossima! :)

09 gennaio 2018

Recensione ★ Le sette sorelle

Finalmente sono riuscita a leggere il primo libro di questa saga romantica che attendeva nella mia wishlist da mesi (se pensate che questo è il primo libro e adesso in libreria trovate il quarto...). Devo dire che sono partita interessata, ma un po' scettica: i romanzi rosa non fanno proprio per me. Invece mi è piaciuto davvero tanto!

Le sette sorelle
 di  Lucinda Riley


|| Silenziosa, solitaria e timida, Maia è la prima delle sei bambine che Pa' Salt ha portato un giorno al suo castello di Ginevra. Sei bambine raccolte e adottate da ogni angolo della terra, ognuna con una sua storia e una personalità. Ma Pa' Salt nasconde molti segreti, segreti che non potrà rivelare, perchè muore improvvisamente, proprio quando tutte le sue figlie sono lontane da casa. Al loro ritorno le ragazze D'Apliese trovano in giardino una sfera armillare e una lettera per ciascuna di loro, che contiene indizi per scoprire le proprie origini.
Spinta più dalla voglia di fuggire che dal desiderio di conoscere, Maia prende un volo diretto a Rio De Janeiro, dove sotto l'ombra delle braccia aperte del Cristo scoprirà qualcosa del suo passato... che le permetterà di riprendere in mano il suo futuro.

Come ho detto, ero combattuta sul leggere questo libro. Il fatto che Lucinda Riley abbia un intero scaffale nel reparto "romanzi d'amore" della mia biblioteca mi preoccupava... stavo per leggere una versione al femminile di Nicholas Sparks? L'estate scorsa gli avevo dato un'altra opportunità per poi desistere una volta per tutte... Temevo davvero di ritrovarmi a leggere uno di quei romanzi rosa che non mi lasciano niente.

E invece... invece il mio istinto ha avuto ragione anche stavolta!
Sebbene sia, in fondo, un romanzo rosa, questa storia ha moltissimi altri aspetti! La storia di Maia è solo il "prestesto" per raccontare un'altra storia, quella di Izabela, che ha luogo nel 1928. La Parigi bohemién di quegli anni, il modo di vivere del Brasile del secolo scorso, tutta la storia che ruota attorno al caffè e al Cristo... è tutto così bello e interessante! Ho imparato un sacco di cose sulla costruzione della statua sul Corcovado e mi sono immersa nell'atmosfera di Parigi e di Rio con un piacere che non pensavo di provare! Di sicuro lo stile della Riley, così dolce e fluente, ha contribuito... divoravo una pagina dopo l'altra senza neanche accorgermene, ho finito il libro in pochi giorni e non vedevo l'ora di poterne leggere qualche altra pagina!

Ovviamente la parte "romantica" della storia è quella che mi ha catturato di meno... sia per Izabela che per Maia non ho provato grande empatia a livello di relazioni, sebbene i personaggi maschili siano diversi e molto ben caratterizzati. Quello che mi è piaciuto di loro invece - e di Maia specialmente - è il carattere, che ho trovato molto affine al mio. Avete presente quando fate qualcosa in modo da non scontentare nessuno... e finisce che scontentate tutti, voi per primi? Ecco, questa storia secondo me ruota proprio attorno a questo perno, facendone un insegnamento.

La cosa che mi ha più intrigata è la parte un po' gialla/mistery della storia. Tutti i segreti di Pa' Salt, gli indizi, le coordinate, la sfera armillare... è tutto ancora molto nebuloso e nebbioso, anche se la Riley è riuscita a disseminare il giusto numero di indizi da far sorgere dei sospetti e poi di confermarli tra le righe, facendo l'occhiolino solo ai lettori più attenti e arguti (per dirne uno che non fa spoiler... il nome delle sorelle contiene un anagramma!).

Devo ammettere che non vedo l'ora di leggere il prossimo, sebbene temo che questo mi sia piaciuto tanto proprio perchè mi sentivo affine alla protagonista... cosa che nel prossimo libro non penso di poter fare. Però la Riley è riuscita a ingolosirmi tanto con tutti i misteri di Pa' Salt che adesso voglio davvero scoprire tutte le storie... ma soprattutto la sua!

PS: le sorelle D'Apliese sono tutte diverse, e mi piacerebbe scegliere "un volto" per ognuno di loro. Maia me la sono immaginata come Monica Raymund!


Non lasciare mai che la paura decida del tuo destino.

Stelle: 4/5

05 gennaio 2018

5 cose che ★ 5 simboli del Natale


Ultimo episodio a tema della rubrica 5 cose che... e per concludere le festività natalizie, ci viene proposto un bel "recap" delle cose che amiamo del Natale: bisogna infatti scegliere cinque elementi che per noi simboleggiano il Natale. Non sarà facile, soprattutto perchè so già che finirò per ripetere altre cose dette in altre puntate... ma per me il Natale ha un valore così alto e intenso che non posso non ripetermi. Poche cose e di gran valore, è la mia filosofia in tutto.
5 simboli del Natale


01. Un libro :: il libro di Natale per eccellenza per me è Canto di Natale di Charles Dickens. Nella sua versione originale o in una rivisitata per bambini, per me è immancabile durante le feste. Una storia di bontà, altruismo, semplicità e redenzione. Qui la mia recensione.

02. Un film :: come ho scritto nella puntata precedente, dedicata ai film di Natale, a me non ne piacciono molti... citerò nuovamente La vita è meravigliosa, perchè è in assoluto il più "natalizio" di quelli che ho citato.

03. Un alimento :: non ho un "cibo" che sia quello di Natale per eccellenza. Scelgo però i "caggiunitt", i calcionetti abruzzesi {questi qui}, perchè sono una vera delizia che si gusta solo a Natale e solo in Abruzzo. Quindi se li mangio vuol dire che è Natale e che sono giù con la mia famiglia!

04. Una canzone :: quest'anno non sono riuscita a fare il pieno di canzoni di Natale come le altre volte (vi dico solo che ne ho più di cento in playlist), accidenti. Però ho ascoltato più volte la canzone di Natale per eccellenza, per me: Gloria. La amo in tutte le versioni, ma quella dei The Piano Guys mi commuove ogni volta che la risento e la rivedo...

05. Un profumo :: ecco, questa è davvero difficile! Anche se adoro fare i dolcetti, ogni anno mi lancio in qualcosa di nuovo... e come ho detto non ho tradizioni culinarie tipiche del cui profumo riempire la casa. Perciò direi che per me il profumo di Natale è il misto di profumo di camino e di incenso di cui mi riempio i polmoni andando a Messa a Mezzanotte in Abruzzo...

Ecco qui, queste sono le "cinque cose" che per me rappresentano il Natale. E per concludere vi lascio il suddetto video dei The Piano Guys, così da concludere in "Gloria" le feste.




Come sempre, se avete partecipato a questa rubrica non esitate a lasciarmi il link e verrò a sbirciare le vostre "5 cose che"! Alla prossima settimana!


:: 5 cose che... è una rubrica del blog Twins Books Lover. Per più info cliccate qui. | photo © ::



04 gennaio 2018

Recensione ★ L'imperatrice della tredicesima terra

La prima recensione del nuovo anno compare carica di entusiasmo! Ilaria mi ha mandato il file di questo suo racconto e io ho deciso di leggerlo senza informarmi minimamente di trama, personaggi e altre opinioni... e ho fatto bene, perchè mi ha colpita in positivo!

L'imperatrice della tredicesima terra
 di  Ilaria Vecchietti


|| Il mondo conosciuto è spaccato da guerre e lotte da tempo immemore. Mille anni sono passati da quando l'imperatrice Asteria, figlia delle stelle e guidata dalla loro luce, è scomparsa dopo essere riuscita a riunire tutte le terre in quella che sembrava una pace duratura. Ma il male è tornato a prendere possesso delle terre che aveva abbandonato e tutto sembra perduto. Nani e folletti, fate e sirene, centauri, fauni, ciclopi e uomini non hanno più speranze di tornare a vivere in pace l'uno accanto all'altro. Ma è veramente tutto perduto? Il cielo resterà buio e l'oscurità non verrà mai eliminata? Forse c'è ancora una speranza, ma quale sarà il costo di crederci ancora?



Questo libro mi è piaciuto davvero tanto! La storia è originale, anche se si basa sull'antica lotta tra bene e male tipica dei fantasy, perchè ha dei dettagli mai visti: i guerrieri appartengono a tutte le razze magiche conosciute, racchiuse bene in un'unica cornice, e hanno i nomi di costellazioni. Costellazioni, capite? Se mi conoscete un po' non vi stupirà che ero stra-esaltata quando me ne sono resa conto!
Nonostante in ognuno dei dodici mondi la protagonista incontri più personaggi, sono tutti caratterizzati così bene che ci si affeziona facilmente a ciascuno di loro (anche se Virgo resta la mia preferita) e di tutti emergono bene caaratteristiche e peculiarità.
Nello stesso modo sono descritte benissimo anche le ambientazioni spaziali, i mondi e i paesaggi. La varietà di mondi presentata rende la storia molto più ritmata... In alcuni punti perfino troppo: avrei quasi desiderato leggere dodici novelle, piuttosto che dodici capitoli di una sola storia! Le ambientazioni e i personaggi erano così ben costruiti che presentarli in fretta e per un breve passaggio della storia mi è sembrato quasi uno spreco! Ilaria ha una bellissima e vivida fantasia, non scontata e non banale, di cui avrei voluto godere più a lungo.

La storia si legge con fluidità e rapidamente, non si fatica affatto ad andare avanti. Ammetto che alcune cose si ripetono un po', ma visto che la storia è basata su dodici mondi, altrettanti cavalieri e quasi altrettante battaglie c'è più originalità di quella che ci si potrebbe aspettare!
Purtroppo la storia è un po' indebolita da una certa "prevedibilità" delle azioni: la maggior parte delle volte, per esempio, capiamo subito chi sarà il Cavaliere; così come capiamo abbastanza subito anche la reale identità della protagonista. Non ci sono molti colpi di scena, nel senso che spesso ci sono diversi suggerimenti a prepararci alla successiva rivelazione... In più a me non piace (ma questo rientra nel gusto personale) quando nella storia si sottolinea "fece così senza sapere neanche lei il perchè, come se fosse la cosa giusta da fare". In questo modo si sottolinea che la sua azione ha qualcosa sotto, se per di più ho già capito dove andrà a parare mi sembra un rinforzo inutile.

Un'altra cosa che mi rende difficile dare un voto pieno a questo libro sono alcuni errori di grammatica e ortografia che interrompono la fluidità della lettura e che rendono la storia meno curata dal punto di vista stilistico. Anche la copertina a mio parere potrebbe essere resa più "catchy". Il disegno è bellissimo, ma il font e i simboli delle costellazioni in Comic Sans secondo me non gli rendono giustizia e non fanno capire quanto sia bella e curata e originale e accattivante la storia al suo interno!

Trovo che sia un bellissimo fantasy, originale ma allo stesso tempo classico, e che resta uno dei più bei libri di autori emergenti letti nell'ultimo anno!


Giustizia, perdono e amore, questo è quello che serve per il vero onore.

Stelle: 4/5

30 dicembre 2017

Recensione ★ Hanno rapito Liberty

Ultimo libro per la Challenge 2017 di Valentina! E mentre cerco disperatamente di recuperare tutte le recensioni arretrate del 2017, vi lascio l'opera prima di una scrittrice/viaggiatrice scoperta completamente per caso! Potevo forme farmi sfuggire un libro su New York? Niente affatto!

Hanno rapito Liberty
 di  Francesca Free


|| Francesca è appena atterrata a New York, dove ha intenzione di passare delle settimane di pace e serenità. Ha lasciato in Italia un ragazzo con cui non sa se avere o meno una relazione seria ed è sicura che nel suo soggiorno nella Grande Mela potrà avere un po' di chiarezza.
Ma niente va come sperato, perchè non solo al suo arrivo scopre che la Statua della Libertà è sparita... ma in più nella sua caccia al tesoro per ritrovarla conosce un ragazzo dolcissimo, intelligente e che sembra pronto a sanare le ferite del suo cuore. E se la scomparsa di Liberty fosse solo un pretesto per dare modo a Francesca di guardarsi nel cuore e capire meglio cosa vuole dalla sua vita?



Il libro si legge veramente con facilità, Francesca ha un'ottima prosa e racconta le cose con la giusta dose di dettagli, facendoci entrare nella storia senza annoiare. Il libro si legge volentieri perchè è rapido, fresco e coinvolgente. I personaggi sono appena tratteggiati, ma questo non va a discapito della storia perchè sappiamo di loro il giusto per seguirli nelle vicende, varie e diverse, delle loro vite.

La cosa più bella in assoluto è il modo in cui si parla di New York. Si vede che Francesca c'è stata, e c'è stata da cittadina e non da turista. I viali, le case, i negozi... tutto è raccontato in modo vivido e intenso, e ci sono suggerimenti di scorci e posti da visitare che mi sono segnata per non dimenticarli quando finalmente ci metterò piede anche io. L'altra cosa veramente molto carina sono i personaggi: Francesca viaggia da sola, e per questo si ritrova in breve tempo circondata di gente! Anche se mi ha stupito un po' la naturalezza con cui attacca bottone con i vicini di tavolo in diversi posti e finisce per scambiarsi i contatti (io nella mia timidezza non so proprio come abbia potuto farlo!), questo la porta a non essere davvero mai da sola! E l'essere circondata di persone è quello che la convince a tentare la sua personalissima indagine alla ricerca di Lady Liberty, la Statua della Libertà, scomparsa il giorno del suo arrivo.

La parte "gialla" della storia non è scritta male, anche se mi è sembrata tutta un po' inverosimile... e il finale mi ha proprio lasciato basita, perchè è praticamente assurdo!
Dopo aver scambiato due parole con l'autrice, a cui ho scritto una mail per dirle che avevo comprato e letto il suo libro, però, ho cambiato idea: Francesca mi ha spiegato che gran parte della storia, ha una doppia lettura. Da una parte infatti ci sono i personaggi, le situazioni, le vicende... dall'altra il senso metaforico che hanno. In alcuni punti questo è più chiaro, in altri meno. Vi cito la sua risposta in proposito così magari si capisce meglio: "in realtà tutto il "giallo" va visto sotto un'altra chiave di lettura, ovvero come la libertà venga data per scontata quando la si ha, e ci si accorge di quanto sia importante quando ci viene tolta, ma a volte l'abbiamo "sotto gli occhi" e non riusciamo a vederla perché non lottiamo abbastanza, presi da ciò che desiderano gli altri o dalle regole che impone la società".

Solo l'aspetto "romantico" della storia non mi è piaciuto molto. I tre tipi di uomo presentati sono poco tratteggiati e le relazioni che la protagonista costruisce con loro non sono secondo me molto profonde e realistiche... Parte dell'assurdità che emerge da alcuni aspetti è dovuta al fatto che alcune cose incredibili, a New York, avvengono davvero... ma in generale proprio la parte romantica non mi ha coinvolto ed entusiasmato molto. Però si sa che io sono allergica alle storie rosa, quindi forse è solo un problema mio!

Quello di cui sono certa è che questa storia si apprezza molto se si è consapevoli della sua "doppia lettura", della sua profondità e dei messaggi importanti che propone sotto vicende apparentemente assurde o banali. Si parla di uscire dalla propria comfort zone, di trovare la persona giusta senza accontentarsi, di non lasciarsi fermare dalle paure o dalla timidezza, di conoscere altre persone, altre culture e altre città per essere più ricchi, più liberi e più sè stessi. Se la si legge con questa prospettiva e non come un banale romanzo rosa ambientato nella grande mela il libro ci guadagna molto!


"Allora, com'è New York?"
"Come l'hai sempre sognata, ma come non te la potresti mai immaginare."

Stelle: 3/5

29 dicembre 2017

5 cose che ★ 5 film di Natale preferiti


In questo episodio della rubrica, gente, niente libri! Stavolta ci buttiamo sul divano e ci godiamo un po' di bei film natalizi, avvolti in un plaid e magari con una bella tisana bollente tra le mani!
Che siano classici di Natale, film che ci ricordano l'infanzia o semplicemente film divertenti e spensierati da vedere in famiglia, il Natale ha sempre, tra i suoi ricordi, qualcosa da vedere in tele!
5 film di Natale preferiti

 
 

Non sono una grande amante della televisione, nè dei film. Mi annoio, tendenzialmente, a stare sul divano a fissare uno schermo... però ci sono alcune cose che rivedo volentieri! Però - inaspettatamente - cinque cose belle da vedere a Natale le ho trovate!

La vita è meravigliosa :: questo film di Frank Capra del 1946, in bianco e nero e con un doppiaggio alquanto antiquato è in assoluto il mio film di Natale preferito! Con un senso alto e bellissimo, trovate geniali a livello di trama e un finale che mi commuove ogni volta che lo rivedo, per me è il vero "classicone" che una volta all'anno si deve rivedere!

Glee - An Extraordinary Merry Christmas :: non è esattamente un film, ma ho pensato che non potevo non nominarlo, visto che lo riguardo ogni anno il giorno di Natale! Penso che, di tutti gli episodi natalizi di tutti i telefilm che ho visto, questo sia il migliore. Rappresenta molto bene quello che è per me il Natale, aggiungendoci una manciata di canzoni meravigliose!

Canto di Natale di Topolino :: sebbene la più recente versione con Jim Carrey sia ben più famosa e "spettacolare", io adoro questa semplice versione del passato, in cui senza grandi effetti speciali e senza troppe pretese viene raccontato il più classico dei racconti di Natale!

Il Grinch :: forse il più classico dei film che ho nominato! Questo film in sè in realtà non mi piace moltissimo... ma mi ricorda dell'ultima recita di Natale prima che chiudesse il mio oratorio, in cui ho provato per la prima volta l'emozione di dirigere uno spettacolo!

La bella e la bestia - un magico Natale :: quando ero più piccola prendevo spesso in videoteca questo film a noleggio, per rivederlo durante le feste. Ora che sono più grande mi rendo conto che non è bello come il film Disney da cui è tratto, ma lo guardo comunque molto spesso durante le feste!


I film di Natale non mi piacciono mai del tutto, lo devo ammettere, perchè spesso li trovo scontati e superficiali, un po' tutti simili e molto "americanate" (tipo Miracolo sulla 34esima strada). A questi però sono invece molto legata, anche se per motivi diversi. Ho già rivisto La vita è meravigliosa, proprio la notte di Natale... e spero di riuscire a rivedere anche Canto di Natale di topolino e Glee prima che finiscano le feste!

E voi cosa avete guardato, durante questi giorni di festa?

Alla prossima settimana, con i 5 simboli del Natale!


:: 5 cose che... è una rubrica del blog Twins Books Lover. Per più info cliccate qui. | photo © ::


26 dicembre 2017

Recensione ★ Canto di Natale

Riprendo in mano il blog postando una recensione assolutamente a tema! Come ogni anno, tra la Vigilia e il giorno di Natale, rileggo il classico dei classici di queste feste...

Canto di Natale
 di  Charles Dickens


|| Rinchiuso nel suo banco di cambio, reso cieco dal luccichio dell'oro e sordo dal frusciare dei contratti di prestito, Ebenezer Scrooge è un uomo anziano che non alza mai gli occhi intorno a sè. Quando, nella notte di Natale, il suo vecchio socio morto da sette anni gli compare davanti e gli preannuncia la visita di tre Spiriti per la sua salvezza, Scrooge scuote la testa: "Sciocchezze!" Esclama. Ma nel momento in cui il primo dei tre Spiriti lo porterà in volo in un tempo e in un luogo ormai dimenticati, il freddo, gretto, cinico e avaro Scrooge sarà costretto a guardarsi intorno... e a guardarsi dentro. E a scoprirsi forse un po' più povero di quanto pensava di essere.



Questo libro, per me, è il vero "classico" di Natale. Fa il paio con La vita è meravigliosa di Frank Capra, che sebbene abbia tutt'altra trama e tutt'altro stile, gioca anche lui sul tema di cosa sia davvero la ricchezza.
La storia di questo libro è nota e stranota a tutti, grazie anche a tutti i film che ne hanno fatto: Canto di Natale di Topolino, che tutti i bambini degli anni novanta hanno visto almeno una volta, ma anche il più recente A Christmas Carol con Jim Carrey. Quest'ultimo è veramente molto fedele al libro, tanto che ci sono proprio dei dialoghi che compaiono nel film con le stesse parole del libro (o almeno della traduzione che ne ho letta io). Ma saranno i troppi effetti speciali, sarà il 3D, sarà non so cosa ma lo trovo eccessivo e oscuro. Non ha quella magia, quella calma e quel calore che il libro contiene.

Anche se la mia traduzione era piuttosto datata, devo dire che lo stile antiquato della prosa mi ha aiutato a entrare maggiormente nella storia: mi sembrava proprio di essere lì in mezzo, tra Scrooge e Cratchitt, di sentire le carrozze e i bambini che giocavano col cerchio... il racconto di com'era Natale a quei tempi è una delle cose adoro di questa storia. Le tradizioni e la quotidianità di altri tempi, i colori, i profumi... Dickens racconta tutto questo in un modo così dettagliato e coinvolgente che ci si sente davvero lì, in un altro luogo e in un altro tempo, come trasportati anche noi da uno Spirito del Natale!

Ovviamente il senso della storia è l'altra cosa che adoro. Il fatto che la ricchezza e la povertà di un uomo non si valutino da quante cose lui abbia è un messaggio di cui mi faccio portavoce ogni giorno e che vorrei tutti capissero... soprattutto in un'epoca in cui la gente fa il regalo detestando la persona a cui lo fa. Mi piacerebbe che tutti leggessero una storia come questa, a Natale, e per questo ringrazio il Cielo che ci siano anche i film e i cartoni animati a trasmetterne il messaggio.

Perché oltre al valore delle relazioni, all'importanza di essere gentili e alla bellezza di lasciarsi coinvolgere dal calore e dalla gioiosità del Natale senza rimanerne fuori, freddi e cinici... questa è una storia di redenzione. Chiunque, per quanto freddo e cinico e senza scrupoli può cambiare. E con il suo cambiamento può cambiare la vita di altre persone.


Io onorerò sempre Natale nel cuore, io ne serberò il culto tutto l'anno.

Stelle: 5/5